Categoria: comunicati stampa

  • Bruno Desando torna in libreria con “Puritia. La città dell’acqua”, il nuovo capitolo della saga fantasy

    Dopo l’esordio con “Puritia. La città dell’aria” nel 2024, il giovane scrittore Bruno Desando è ora di nuovo in libreria con la prima parte di “Puritia. La città dell’acqua” (Ed. Narrazioni Clandestine, Collana Fantasy).

    In questo secondo volume della saga Emma torna nel Mondo degli Elementi, per ottenere delle risposte da parte di suo padre, eppure Alex sembra essere ancora una volta sfuggente. Nel frattempo, la sua vita si complica ulteriormente: il principe Edoardo e i suoi amici continuano a tormentarla, mentre oscuri misteri, legati alla particolare sfera fuoriuscita dal corpo del suo amico David l’anno precedente, la perseguiteranno sin da subito, ponendola di fronte a tante domande e continui pericoli.

    Scrivere per me significa poter trasformare idee, emozioni e immaginazione in qualcosa di concreto – ha spiegato l’autore.

    Mi piace creare storie e personaggi che possano coinvolgere il lettore e farlo entrare, anche solo per qualche ora, in un mondo diverso. La scrittura è anche un modo per esprimermi liberamente e dare voce alla creatività, cercando ogni volta di trasmettere emozioni, curiosità e messaggi significativi”.

    “Abbiamo scelto di pubblicare il secondo volume della saga ‘Puritia’ di Bruno Desando perché abbiamo riconosciuto in quest’opera una combinazione efficace di avventura, crescita personale e immaginazione fantastica, capace di parlare sia ai lettori più giovani sia a un pubblico più ampio appassionato di narrativa fantasy – ha commentato la casa editrice.

    La storia di Emma affronta temi universali e profondamente attuali: la ricerca della propria identità, il rapporto con la famiglia, la gestione delle emozioni e la responsabilità che deriva dalla scoperta delle proprie capacità. Attraverso l’ambientazione originale del Mondo degli Elementi e una trama ricca di misteri, l’autore costruisce un percorso narrativo coinvolgente che accompagna il lettore in una riflessione sul coraggio, sull’amicizia e sulle scelte che definiscono il nostro futuro.

    Abbiamo inoltre apprezzato la continuità e l’evoluzione della saga, che in questo secondo capitolo amplia l’universo narrativo di ‘Puritia’ introducendo nuovi personaggi, conflitti e segreti, mantenendo alta la tensione e il senso di meraviglia che caratterizzano il fantasy contemporaneo.

    Bruno Desando dimostra una passione autentica per la scrittura, coltivata fin dall’infanzia e maturata attraverso un percorso personale e culturale che emerge nella costruzione del racconto. La sua capacità di creare mondi immaginari e di raccontare il percorso di crescita della protagonista rappresenta uno degli elementi che ci hanno convinto a sostenere e valorizzare questo progetto editoriale”.

    Tra simboli enigmatici, una sfera potente e nuovi nemici nell’ombra, Emma dovrà così affrontare segreti sempre più oscuri. Perché questa volta, non è solo il suo destino a essere in gioco, ma quello di un intero mondo.

    DATI TECNICI

    Titolo: Puritia. La città dell’acqua – prima parte

    Autore: Bruno Desando

    Casa Editrice: Narrazioni Clandestine

    Collana: Fantasy

    Uscita: 09/06/2026

    Costo: 20,99 Euro

    Numero Pagine: 224

    Codice ISBN: 9791259872012

     

    BIOGRAFIA

    Bruno Desando (Curinga, 1997) ha conseguito la laurea in Scienze dell’Organizzazione a Milano, città dove ha vissuto e lavorato per circa sei anni, prima di tornare in Calabria. Fin da bambino, si è dilettato a scrivere storie e racconti di ogni genere, cercando sempre di metterci la passione e l’adrenalina che lo spingevano ad inventarle e a metterle nero su bianco. Non a caso ha partecipato ad alcune attività extrascolastiche che lo vedevano impegnato a scrivere diverse poesie per il quotidiano “La Gazzetta del Sud”, grazie alle quali ha avuto l’onore di vincere il primo premio con una sua opera nel 2011. Esordisce con il suo primo romanzo Puritia – La città dell’aria, pubblicato da Rossini Editore, nel 2024.


  • “Vuoti digitali” è il nuovo singolo di Tato

    Dal 3 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Vuoti digitali”, il nuovo singolo di Tato per Maionese Project disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno.

    Vuoti digitali” racconta il mondo virtuale in cui siamo immersi, dominato da numeri e finte interazioni che rischiano di falsificare la nostra percezione della realtà. Il brano, inoltre, invita a ignorare le connessioni effimere – le quali spesso amplificano la solitudine di ciascuno – per tornare a valorizzare i veri legami. In conclusione, con il verso “scorro ancora per abitudine”, si evidenzia l’utilizzo ormai automatico e disinteressato dei social, che finiscono per restituire all’utente un’esperienza vuota, priva di veri spunti da cui ripartire.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Vorrei che l’anima si riempisse di contatti umani e non telefonici, di dialoghi intensi e non di sterili messaggi, di relazioni durature e non passeggere.”

    Biografia

    Luigi Spagnuolo, in arte Tato, è un cantautore nato nel 2004 che ha fatto della musica il centro della sua intera vita. Il suo percorso inizia sin da bambino con lo studio del pianoforte e l’esperienza nel coro della sua città natale, Avellino. Un cammino proseguito fino all’adolescenza, che lo ha visto protagonista in diversi spettacoli televisivi ed eventi di rilevanza pubblica.

    Parallelamente allo studio del canto solistico, Tato sviluppa una forte urgenza espressiva che lo porta a scrivere brani focalizzati sia su tematiche personali sia sul forte impatto sociale. Nel 2023 si trasferisce a Roma con l’obiettivo di proseguire gli studi universitari e, al tempo stesso, ampliare la propria formazione artistica e musicale nella Capitale.

    “Vuoti digitali” è il nuovo singolo di Tato disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

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  • “We Were Young” è il nuovo singolo degli U-MAN

    Da venerdì 3 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “We Were Young”, il nuovo singolo degli U-MAN per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    Il brano “We Were Young” racconta il passaggio dalla giovinezza all’età adulta attraverso uno sguardo sincero e nostalgico. La canzone riflette su come sogni e ambizioni si trasformino nel tempo, lasciando spazio a ciò che conta davvero: gli affetti, la stabilità, i legami autentici e la libertà di essere sé stessi. Una riflessione sul cambiamento e sul valore del tempo, che celebra la maturità come un percorso di consapevolezza e crescita personale, ricordando che il vero traguardo non è il successo agli occhi degli altri, ma la capacità di diventare pienamente sé stessi.

    Il ritornello, «We Were Young, it’s awfully beautiful», racchiude l’anima della canzone: uno sguardo affettuoso verso il passato che non si traduce in rimpianto, ma in gratitudine. La giovinezza viene ricordata come un tempo prezioso, intenso e formativo, da custodire nella memoria mentre si continua a guardare avanti.

    Spiega il gruppo a proposito del brano: «“We Were Young” è il secondo singolo che abbiamo scelto di pubblicare perché rappresenta la naturale evoluzione della nostra storia e di questo cammino che abbiamo deciso di riprendere. Eravamo giovani e pieni di sogni, siamo diventati grandi e continuiamo a sognare ancora più di prima, nonostante le priorità siano cambiate, o forse proprio perché le priorità sono cambiate: la consapevolezza acquisita negli anni ci porta a vivere tutto con un sorriso spontaneo, a prescindere da dove ci porterà questo sogno».

    Il videoclip di “We Were Young”, ideato e realizzato da Visionary Lab, è ambientato in uno spazio essenziale e senza tempo e alterna la performance della band ad una forte componente simbolica, costruita attraverso immagini di oggetti che si frantumano e si dissolvono in un’esplosione di frammenti. La scelta del bianco e nero rafforza il carattere emotivo della narrazione, creando un’atmosfera sospesa tra memoria e presente. Mentre il gruppo interpreta il brano con energia e intensità, la distruzione degli oggetti diventa la rappresentazione visiva del trascorrere del tempo e della trasformazione delle aspettative, delle illusioni e delle convinzioni che accompagnano la giovinezza. Ogni frammento che si disperde nello spazio richiama ciò che viene lasciato alle spalle per fare spazio ad una nuova prospettiva. Il videoclip non segue una storia lineare, ma costruisce un percorso emotivo. Le immagini suggeriscono che crescere significa accettare il cambiamento e lasciare andare ciò che non ci rappresenta più.

     

    Guarda il videoclip di “We Were Young” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=H7cQsMpd6Nw

     

     

    U-MAN | BIOGRAFIA

    Gli U-MAN sono una band composta da Jacopo Di Giuseppe (voce), Luca Fareri (batteria), Sebastian Marino (tastiere), Alessandro Borgo Caratti (chitarra) e Fabio Penna (basso). Cinque amici d’infanzia, legati dalla stessa passione per la musica, quindici anni fa decisero di trasformare i loro sogni in una band pop rock. Tra sale prove improvvisate, notti passate a scrivere testi e melodie, e l’energia di chi crede davvero in qualcosa, nacquero decine di canzoni che raccontavano la loro amicizia, le paure e le speranze di una generazione.

    Poi la vita li portò lontano: lavori, scelte diverse, città diverse. La band si fermò, lasciando quelle canzoni chiuse in vecchi demo e ricordi mai dimenticati. Ognuno prese la propria strada, convinto che quel capitolo fosse ormai finito. Ma il destino aveva altri piani. Circa un anno fa, quasi per caso, i cinque si sono ritrovati. Bastarono poche note, qualche vecchia registrazione e la stessa complicità di sempre per capire che quella storia non era davvero finita. Così hanno deciso di riformare la band originale, riportare in vita quei brani e dare finalmente voce a un progetto rimasto sospeso nel tempo. Oggi, con la maturità di chi ha vissuto esperienze diverse ma con lo stesso fuoco di allora, tornano insieme con un obiettivo chiaro: far uscire la loro musica e tentare, ancora una volta, la scalata al successo.

     

    “We Were Young” è il nuovo singolo degli U-MAN disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 3 luglio.

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  • Uscito “Trenta e ‘na pizza” di Al Gallo: la vendetta degli ultimi contro il Sistema che li ha dimenticati

    Lo scrittore e sceneggiatore napoletano Al Gallo torna in libreria con “Trenta e ‘na pizza – Occhio per occhio, figlio per figlio” pubblicato da Bolis Edizioni nella collana CSI, crime story inside.

    Già noto al grande pubblico per la sua capacità di svelare il volto più spietato di Napoli, Al Gallo ci conduce nel quartiere Moro, dove la legge coincide con la volontà criminale di Giò Laurano, rampollo di un boss ergastolano.

    Tutti soccombono al clan che governa il Rione.

    Michele, un meccanico, per non perdere l’officina paterna chiede aiuto a Giò, iniziando a custodire droga.

    Il clan lo sacrifica per far passare un carico.

    Tradotto a Poggioreale, si impicca.

    Schiantata dal dolore, sua madre Miranda cova vendetta.

    Quando apprende che i Laurano stanno assumendo pensionate per confezionare droga in cambio di 30 euro e ‘na pizza a notte, implora gli aguzzini del figlio. Il vero scopo della madre-coraggio è vendicarsi, studiando da vicino l’obiettivo.

    Ad affiancarla in questa follia, Mario ex brigatista custode di tragiche verità…

    «Trenta e ‘na pizza non è soltanto una vendetta retributiva: è l’immagine speculare di una società che parcheggia gli ultimi, escludendoli poiché ritenuti pesi morti – ha spiegato l’autore.

    In questo nuovo libro, ho voluto raccontare due anziani – Miranda e Mario – che il Sistema, ambiguo termine che designa tanto lo Stato quanto l’anti-Stato, ha relegato ai margini.

    Miranda Giannon è una vedova, sola e ammalata.

    Vive nel rione Moro, ostaggio di un clan e del figlioccio volubile e burbero di un ergastolano.

    Quando suo figlio ha bisogno di lei, non sa ascoltarlo, non sa aiutarlo. E quando è troppo tardi, decide che l’unica soluzione è vendicarsi di chi glielo ha rubato.

    In fondo non ha più molto da perdere.

    Per lei, il camorrista non è solo un bersaglio piuttosto un simbolo, una figura emersa dal crollo delle illusioni in un mondo che ha fatto del denaro – ottenuto a qualsiasi prezzo – il fine ultimo dell’esistenza, smarrito ogni idealismo.

    In una Napoli di periferia, la vicenda di Miranda si intreccia con quella di un altro “sopravvissuto”: Mario Amato, cognato di un tempo lontano, da sempre innamorato perso di lei. 

    Mario oggi è un malato di Parkinson che non può curarsi, temendo che i suoi trascorsi di brigatista vengano scoperti.

    Rifiutati dai vivi e perseguitati dal ricordo dei morti, Miranda e Mario pianificano una vendetta dal sapore epico seppur inutile.

    Cercheranno di realizzare il loro sogno d’amore impossibile, in una città dura, sempre pronta a irridere coloro che ancora credono in qualcosa che non sia il proprio tornaconto».

    «La camorra raccontata da Al Gallo fa paura. È furba, istituzionale. A farne le spese, tutti noi» – ha commentato la casa editrice.

    Un libro, insomma, che va oltre i confini del crime e della denuncia sociale, trasformando il dolore privato in una riflessione universale sulla dignità umana.

    Dati tecnici

    Titolo: Trenta e ‘na pizza – Occhio per occhio, figlio per figlio

    Autore: Al Gallo

    Editore: Bolis Edizioni

    Collana: CSI, crime story inside

    Prezzo: 12,00 Euro

    SKU: 978878276932

    Nr. pagine: 100

    Genere: crime, camorra

     

    Biografia

    Al Gallo vive a Napoli. Ai libri, affianca la stesura di soggetti cinematografici. Ha pubblicato nel 2025 Indian Napoli, Mursia. A gennaio 2026 i racconti L’ultimo m’accompagna, Nulla die.

  • Un podcaster morto sulla riva del fiume Columbia. Cinque ragazzi scomparsi vent’anni prima. In Italia il thriller mozzafiato “Una scia di sangue” dell’autrice bestseller Kendra Elliot

    Con più di 15 milioni di libri venduti e oltre 130 mila copie in Italia grazie alle sue serie thriller, l’autrice bestseller Kendra Elliot torna in Italia dal 25 giugno con “Una scia di sangue”, il quinto adrenalinico capitolo della serie “Columbia River”.

     

    Vent’anni fa, cinque adolescenti scomparvero nella foresta dell’Oregon. Due furono ritrovati legati sulla riva del fiume Columbia, in fin di vita. Solo uno sopravvisse, Devin Bonner, ma senza ricordi.

    A distanza di decenni, un podcaster di true crime viene ucciso nello stesso punto e con lo stesso modus operandi. Il cold case si riaccende per l’agente speciale dell’FBI Mercy Kilpatrick e suo marito, il capo della polizia Truman Daly. Mentre gli incubi di Devin ritornano, il suo amico Ollie Smith – orfano sotto la tutela di Truman – inizia a scavare e finisce risucchiato in un mistero più grande e letale di quanto avesse immaginato.

    Mentre Kilpatrick e Daly seguono una scia di sangue fresco con omicidi sempre più ravvicinati, capiscono che la chiave per risolvere il mistero è nella mente di Devin: riusciranno a sbloccare i suoi traumi sepolti prima che il passato reclami un’altra vittima?

     

    “‘Una scia di sangue’ segna il tanto atteso quinto capitolo della serie thriller poliziesca bestseller ‘Columbia River’, che riunisce alcuni dei personaggi più amati di Kendra Elliot, una delle voci più apprezzate del thriller contemporaneo – ha commentato l’editore Davide Radice.

    Un cold case che torna a sanguinare, un’ambientazione mozzafiato nell’Oregon e una trama densa di colpi di scena che tiene il lettore con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.

    I lettori della versione originale inglese hanno accolto l’opera con grande entusiasmo, definendolo «avvincente e scorrevole», «ricco di colpi di scena che creano un effetto a catena» e «impossibile da mettere giù». Apprezzano particolarmente lo sviluppo dei personaggi, la tensione costante e le rivelazioni che si susseguono fino a un finale sorprendente, considerandolo una delle migliori aggiunte ai libri con protagonista Mercy Kilpatrick.

    Perfetto per gli amanti di gialli, thriller, mystery e suspense, in particolare per chi cerca casi irrisolti che riemergono dal passato, indagini su scomparse di decenni prima, trame mozzafiato con colpi di scena e rivelazioni imprevedibili, protagonisti complessi e relazioni intense”.

    Con “Una scia di sangue” Kendra Elliot conferma quindi ancora una volta la sua capacità di scavare nei traumi più profondi e nei segreti meglio custoditi, in un thriller che mescola abilmente cold case, true crime e tensione emotiva.

    DATI TECNICI

    Titolo: Una scia di sangue

    Autore: Kendra Elliot

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Data di pubblicazione: 25 giugno 2026

    Costo: ebook € 7,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 19,99 in libreria e su tutti gli store online

    Pagine: 402

    Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/scia-sangue-kendra-elliot/ e https://www.amazon.it/dp/B0G4RF8CFV

    BIOGRAFIA AUTORE

    Da bambina leggeva, leggeva e leggeva. Laura Ingalls, Nancy Drew e Trixie Belden erano le sue compagne più care e non rimaneva mai senza un libro in mano. Oggi i suoi generi di lettura preferiti sono i gialli e la suspense. Le piacciono Lee Child, Karen Rose, Robert Crais, Lisa Gardner, Michael Connelly e Tami Hoag. Ma anche evadere con un romanzo storico o un avvincente fantasy ambientato in un altro mondo. Gli autori sono sempre grandi lettori.

    Nel 2006 aveva appena terminato per l’ennesima volta uno dei romanzi di Diana Gabaldon e adorava quanto si sentisse soddisfatta e contenta alla fine. Un vero esempio di grande narrazione. Poteva offrire questa esperienza a un lettore? Si è quindi seduta e ha trascorso sei mesi a scrivere un romanzo contemporaneo. Stranamente continuava ad inciampare in cadaveri in ogni capitolo. Ha perciò colto l’allusione e le sue storie si sono evolute in suspense. Non ha mai sentito il bisogno di “raccontare le storie che le affollano la testa” o di “condividere il suo lavoro con il mondo” come alcuni autori. Il suo obiettivo era vedere se poteva intrattenere un lettore.

    Da allora Kendra ha vinto il premio Daphne du Maurier tre volte ed è entrata nella lista dei best seller del Wall Street Journal più di una decina di volte. È stata finalista dell’International Thriller Writers e finalista per il miglior Romantic Suspense della rivista Romantic Times. Ha venduto più di 15 milioni di libri e non cambierebbe questa carriera per niente al mondo. In Italia grazie alle serie “Columbia River”, “Bone secrets” e “Mercy Killpatrick” ha venduto più di 130 mila copie.

    PROFILO CASA EDITRICE

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.


  • “Dionysus” è il nuovo singolo dei Venus Ship

    Dal 3 luglio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming e in rotazione radiofonica “Dionysus”, il secondo singolo dei Venus Ship che anticipa l’uscita del prossimo album, pubblicato da Irma Records.

    Dionysus” è uno swing scritto appositamente per il clarinettista e polistrumentista Daniele D’Alessandro. Ispirato agli anni ’30 e alle grandi orchestre del passato, il brano si distingue per il dialogo tra gli strumenti a fiato, dove molteplici linee si intrecciano e si sovrappongono in un fitto gioco di contrappunti. In particolare, il contrappunto tra legni e ottoni si sviluppa come un continuo rincorrersi di voci, generando una trama sonora ricca e dinamica.

    L’immaginario sonoro richiama le grandi orchestre da ballo dell’epoca, come quelle di Duke Ellington, Count Basie e Benny Goodman. A questa tradizione si ricollega anche lo stile percussivo della batteria, ispirato a Gene Krupa, sospeso tra lo swing e le sonorità della musica di New Orleans.

    Il titolo richiama lo spirito dionisiaco descritto dal filosofo Friedrich Nietzsche, che incarna l’ebbrezza, il caos e l’impulso vitale, elementi fondamentali della creatività.

    Commentano gli artisti a proposito del brano: L’idea del brano nacque in modo spontaneo. Ero al bar con il mio amico Daniele, clarinettista eccezionale e compagno di mille avventure musicali. Tra un discorso e l’altro, quasi senza pensarci troppo, gli chiesi: ‘Dan, che ne dici di registrare un brano con Venus Ship? Magari un featuring… se dovessi scrivere qualcosa per te, cosa ti piacerebbe suonare?’. La sua risposta arrivò immediata, semplice e diretta: ‘uno swing anni ’30’. Da lì, nel giro di pochi giorni, l’idea prese forma sullo spartito, trasformandosi in Dyonisus: un brano che, fin dal titolo, cercava di restituire quell’energia, quell’istinto e quell’immaginario che da sempre associo a lui.”

    Lo sguardo della cinepresa è silenzioso e diretto, capace di catturare la reale essenza della registrazione in studio: tutti i musicisti si trovano nella stessa stanza, impegnati a suonare contemporaneamente, proprio come in un concerto live. Le riprese, realizzate da diverse angolazioni, valorizzano la concentrazione e la professionalità dei singoli elementi, offrendo uno sguardo autentico sulla straordinaria sinergia della band.

    Il video è stato realizzato alternando diverse camere fisse a riprese in movimento. Queste ultime sono state guidate in prima persona dal fonico Leonardo Carletti che, in una performance fluida e dinamica, ha spaziato continuamente dalla regia del mixer alla cinepresa. Il risultato è un viaggio visivo e sonoro senza filtri.

    Guarda il video su YouTube: https://youtu.be/zsBQQOM_T2s

    LINE-UP:

    Ugo Moroni – Band leader (chitarra, arrangiamenti, composizioni originali)

    Andrea Salvato – Flauto e social media manager

    Marco Vecchio – Sassofono contralto

    Federico Privitera – Tromba

    Giuseppe Lastella – Trombone

    Michele Murgioni – Tuba e presentatore della band

    Daniele Marrone – Basso elettrico

    Michael Harding – Percussioni

    Mattia Bassetti – Batteria

    Biografia

    Venus Ship è un collettivo di nove musicisti nato dalla scena underground bolognese e attivo da diversi anni. La band si caratterizza per un sound orchestrale che fonde funk, soul, jazz, blues, rock, hip hop e musica cinematografica, creando un ponte tra gli anni ’60-’70 e la contemporaneità.

    Il collettivo propone inoltre una narrativa militante, dedicando la propria musica alle lotte e ai grandi personaggi che, in epoche lontane, si sono battuti contro ingiustizie ancora oggi dolorosamente attuali. Partendo da queste storie di ribellione, i Venus Ship costruiscono un legame con il presente, mostrando come la musica possa sfidare modelli sociali errati, accendere riflessioni e ispirare il cambiamento. Non a caso, l’album “Underground Foxes” (Irma Records, 2025) è stato definito un manifesto musicale contro le disuguaglianze sociali, capace di fondere ricerca sonora e impegno civile.

    A maggio 2026 esce il brano “Zweite Heimat”.

    “Dionysus” è il nuovo singolo dei Venus Ship per Irma Records disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dal 3 luglio 2026.

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  • “Twin Peaks” è il nuovo singolo di Ruben Coco

    Dal 3 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Twin Peaks”, il nuovo singolo di Ruben Coco (Maionese Project) disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno.

    “Twin Peaks” è un brano che mette al centro la distanza improvvisa tra due persone che, fino a poco prima, condividevano ogni cosa: abitudini, rituali domestici, serie TV e persino le manie più intime. In questo scenario, il riferimento a Twin Peaks diventa il simbolo perfetto di una complicità perduta, un luogo affettivo rimasto ormai senza spettatori. È nel ritornello che la solitudine emerge con tutta la sua forza lirica — “E ora con chi guarderò Twin Peaks? / Chi abbraccerò nel letto la mattina?” — mentre il protagonista si ritrova a riorganizzare i propri spazi e la propria vita senza l’altro, tra i ricordi di piccoli gesti quotidiani come l’ordinare il cibo che l’altro non riusciva a finire.

    Musicalmente e narrativamente, la canzone alterna immagini delicate e taglienti, oscillando costantemente tra il desiderio viscerale di chiedere “Come stai?” e l’impossibilità di farlo davvero (“Poi ti vedo e non so più parlare”). L’ultimo verso — “Come fai a sorridere sempre / anche quando da ridere non c’è niente?” — chiude il cerchio con una domanda sospesa che è, al tempo stesso, una resa e una pura ammissione di vulnerabilità di fronte alla capacità dell’altro di “fare finta di niente”.

    “Twin Peaks” si rivela così una traccia intima e diretta, costruita su micro-dettagli quotidiani che riescono a diventare universali. È il racconto autentico di ciò che resta quando una storia finisce: le vecchie abitudini, i silenzi, un ultimo doloroso “addio” e quelle domande che continuano a tornare.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Scrivere questa canzone è stato un modo per guardare in faccia la mia vulnerabilità. Non volevo raccontare la fine con rabbia, ma con la delicatezza di chi riconosce che certe ferite non urlano il loro dolore ma lo raccontano con estrema consapevolezza”.

    Biografia

    Ruben Coco è un cantautore abruzzese attivo da oltre dieci anni. Cresciuto tra la musica italiana ascoltata in famiglia e un forte legame con il pianoforte, sviluppa un linguaggio personale che unisce cantautorato contemporaneo ed estetica elettroacustica.

    Dopo i primi singoli pubblicati a partire dal 2018, dal 2022 collabora stabilmente con i produttori Etrusko (Luigi Tarquini) e Phonez (Federico Fontana), con cui definisce un sound più maturo e riconoscibile. Tra i brani più rappresentativi del suo percorso recente figurano “Perché non ci riesco”, “Anche se non conviene”, “Gloria no”, “Nel frattempo” e “Forse è meglio stare male”, brano che anticipa il suo prossimo progetto discografico.

    A giugno è prevista l’uscita dell’inedito “Twin Peaks”, ulteriore tassello del nuovo album in arrivo a dicembre, un lavoro che approfondisce temi di identità, fragilità e trasformazione emotiva.

    La sua musica parla di scelte, relazioni e quotidianità emotiva, con uno stile diretto e narrativo che si rivolge a un pubblico young adult, tra i 20 e i 40 anni. Il suo obiettivo è consolidare un percorso artistico autentico e continuativo, ampliando la propria presenza nella scena cantautorale italiana.

    “Twin Peaks” è il nuovo singolo di Ruben Coco disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

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  • “Sotto la pelle d’estate” è il nuovo singolo di Roberta Modìgliani

    Dal 3 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Sotto la pelle d’estate”, il nuovo singolo di Roberta Modìgliani per E8 Records/Enterprise 8 disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 giugno.

    Sotto la pelle d’estate” è un brano che cattura l’essenza più autentica e contraddittoria della stagione calda. Con il vestito di un tormentone estivo e un arrangiamento incalzante, avvolgente e fortemente sensuale, la traccia racconta il contrasto tra la leggerezza dei mesi estivi e la profondità delle emozioni che questi portano a galla.

    Il pezzo oscilla costantemente tra trasgressione e dolcezza, sensualità e malinconica nostalgia, raccontando le storie di “anime in fiamme” che si incrociano sotto il sole e si perdono nel buio della notte. A dare un colore unico e un sapore quasi cinematografico alla produzione interviene un assolo di chitarra flamenco, che spinge il ritmo verso una dimensione calda e aggregante.

    Le parole del testo si insinuano letteralmente sotto pelle, trasformando i piccoli dettagli della quotidianità estiva – promesse brevi, sguardi nel fumo, l’alchimia di un momento – in un’esperienza universale in cui chiunque può rispecchiarsi. È il racconto di ciò che l’estate ci lascia addosso: un brivido che non svanisce con il cambio di stagione.

    Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo: “Con questa canzone racconto quello che può accadere a chiunque… un incontro esplosivo, un mix tra chimica e fiamme gemelle… una danza sensuale tra due anime in fiamme, sotto un cielo d’estate… Canto di un incontro che  rimane impresso sotto la pelle. Con la leggerezza che l’estate ci regala” 

    Biografia

    Toscana, maremmana doc, Roberta Modigliani inizia la sua carriera nel mondo dello spettacolo da giovanissima, vincendo i titoli di Miss Teenager e Miss Grosseto, fino a diventare finalista a Miss Italia. Accanto ai concorsi di bellezza, coltiva una solida formazione artistica studiando danza classica e moderna, canto, recitazione e dizione.

    Nei primi anni ’90 viene scoperta da Gianni Boncompagni. Il celebre talent scout, intuendone le potenzialità, le suggerisce di cambiare il cognome d’arte da Ghinazzi a Modigliani (restando in ambito pittorico, come fatto in passato con Raffaella Carrà). Da quel momento diventa una delle protagoniste assolute delle storiche trasmissioni di Boncompagni, conducendo, cantando e ballando in programmi cult come Bulli e pupe, Non è la Rai e Rock & roll. Dopo cinque anni intensi, decide di prendersi una pausa dalla TV per riprendere gli studi.

    Sul finire degli anni ’90 si affaccia nuovamente alla musica con lo pseudonimo di “Modì”, incidendo per BMG/Ariola il brano dance “La storia di chi”, che entra in alta rotazione radiofonica.

    All’inizio degli anni 2000 lavora come protagonista dei fotoromanzi “Lancio” e torna alla conduzione televisiva per alcuni speciali di Video Music, Countdown television e Odeon Tv. Il successo in Rai arriva con la conduzione per due stagioni di Eventi pop, programma cult serale di Rai 2 dal taglio giornalistico musicale che conquista importanti risultati in termini di share.

    In questo periodo si dedica anche al cinema e alla fiction, recitando in film come Cient’anne (con Mario Merola e Gigi D’Alessio), Zora la vampira (dei Manetti Bros, con Carlo Verdone) e il cinepanettone Merry Christmas (con Massimo Boldi e Christian De Sica). Sul fronte televisivo, partecipa a fiction di successo come In crociera, Un posto al sole e alla produzione internazionale Gladiator of Pompei (accanto a Erol Sander e Tony Musante).

    Senza mai abbandonare la passione per il canto, incide “L’amore è uguale per tutti”, un brano incentrato sui sentimenti universali oltre ogni distinzione di genere, diventato un vero e proprio inno per la comunità LGBTQ, accompagnato da un cortometraggio girato a Los Angeles da Ryan James Yezak. Guarda qui il cortometraggio

    Nel 2022 pubblica il singolo “Una principessa sopra un’altalena”, scritto in collaborazione con Matteo Faustini, Andrea Amati e Fabio Vaccaro: un canto di consapevolezza e rinascita al femminile supportato da un video diretto da Paolo Scarfò. Guarda qui il videoclip

    “Sotto la pelle d’estate” è il nuovo singolo di Roberta Modìgliani disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 29 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

    Instagram  – https://www.instagram.com/robertamodigliani/

  • “Quando arriva la notte” è il nuovo singolo di Pete Jersey

    Dal 3 luglio 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Quando arriva la notte”, il nuovo singolo di Pete Jersey per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Quando arriva la notte” è un brano che nasce durante una passeggiata notturna tra i vicoli del centro di Roma, in prossimità del fiume. Si tratta di una canzone profondamente autobiografica – linea guida di tutte le tracce presenti nell’album “Storie D’annate” – che racconta quel preciso istante in cui i rumori del giorno si assopiscono.

    È in questo momento che i silenzi della notte conciliano i pensieri e le riflessioni personali, favorendo la chiarezza mentale ed emotiva: un momento intimo in cui ci si confronta finalmente con se stessi, con le proprie paure e i propri desideri, trovando senza più indugi il coraggio di inseguirli fino in fondo.

    Dal punto di vista musicale, il brano richiama da vicino le atmosfere dei Coldplay, pur mantenendo ben salda la forte impronta melodica italiana che caratterizza l’intero lavoro discografico.

    Così l’artista commenta il nuovo singolo: “Amo molto la mia città: Roma. Lei continua ad essere lo sfondo delle storie che viviamo, dei ricordi che conserviamo e delle emozioni che ci accompagnano nel tempo. Da questa atmosfera prende vita “Quando arriva la notte”, il nuovo capitolo di Storie D’annate. Una canzone che attraversa quelle ore in cui tutto sembra più sincero: i pensieri trovano spazio, le emozioni diventano più forti e ciò che durante il giorno resta nascosto cerca il coraggio di emergere. Un racconto fatto di amore, dipendenza, paure, desideri e difficoltà di mostrarsi davvero per ciò che si è. Perché quando arriva la notte, spesso restiamo soli davanti alle verità che non riusciamo più a ignorare. Perché a volte basta una notte per cambiare una storia. O per iniziarne una nuova”.

    Per il brano è stato realizzato un lyrics video a partire dagli scatti esclusivi firmati dal fotografo Simone Cecchetti.

    Guarda il video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=01Nbhwm-X2Y 

    Biografia

    Piergiuseppe Gereschi, in arte Pete Jersey, nasce a Roma nel 2003. Inizia giovanissimo a studiare musica, dapprima come diversivo, poi come un obiettivo da raggiungere. Ama tutti gli strumenti ma, prima ancora del canto, si appassiona allo studio degli strumenti armonici come la chitarra e il pianoforte.

    Comincia ad abbozzare alcune idee attingendo dalla realtà che lo circonda e da circa sei anni – ovvero dal periodo post-pandemia – lavora a un progetto personale che possa rappresentare la sua estetica musicale. Da sempre grande fan di Michael Jackson, grazie ad album come “Thriller” scopre il mondo della West Coast americana, innamorandosi del sound degli anni ’80, che risulta essere la sua maggiore influenza musicale, sempre presente in ogni sua produzione.

    L’idea del titolo dell’album, “Storie d’annate”, nasce un giorno osservando due ragazzi seduti su una panchina che, invece di parlarsi, stavano chattando tra loro sui rispettivi smartphone. Questo totale scollamento dalla realtà è presente nei primi due singoli estratto: “Come due acrobati”, in cui si parla del timore di esporsi e della necessità di cercare a ogni costo una comfort zone nelle relazioni interpersonali, e “Via” (pubblicato ad aprile 2026), che affronta invece il tema della dipendenza affettiva.

    A queste tracce si aggiunge “Quando arriva la notte”, un brano eminentemente autobiografico nato durante una passeggiata notturna tra i vicoli del centro di Roma, in prossimità del fiume. La canzone racconta il momento intimo in cui i rumori del giorno si assopiscono, lasciando spazio ai silenzi che conciliano le riflessioni, portando chiarezza mentale ed emotiva per affrontare le proprie paure e i propri desideri. Musicalmente, questo pezzo richiama da vicino le atmosfere dei Coldplay, pur mantenendo ben salda la forte impronta melodica italiana che caratterizza l’intero progetto.

    In questo percorso discografico, Pete Jersey è affiancato dal musicista e produttore Marco Iacobini, con cui realizza tutte le sue produzioni. Inoltre, essendo un grande amante della fotografia, collabora strettamente con il fotografo Simone Cecchetti, che ha curato lo shooting dell’album e le copertine dei singoli; per il brano è stato inoltre realizzato un lyrics video a partire proprio dai suoi scatti esclusivi.

    Pete Jersey è un artista che parla alla sua generazione ma che, trattando tematiche universali, si rivolge a un pubblico ampio, anche anagraficamente più adulto e smaliziato. Punta a raccontare la fragilità dell’animo umano attraverso l’osservazione della realtà e spera di poter raggiungere una platea sempre più vasta, lavorando con costanza: senza fretta, ma senza sosta.

    Ad aprile 2026 esce “Via” e a maggio 2026 esce “Come due acrobati”.

    “Quando arriva la notte” è il nuovo singolo di Pete Jersey disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 3 luglio 2026 per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

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  • “A cena” è il nuovo singolo dei tuttotace

    Da venerdì 3 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “A CENA”, il nuovo singolo dei tuttotace per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “A cena” è un brano che celebra un gesto che spesso passa inosservato, ma che può nascondere un affetto altrimenti invisibile. Cucinare per qualcun altro è un modo per prendersene cura e comunicare qualcosa che, a parole, si avrebbe pudore di esprimere. In altri contesti, preparare un pasto per gli altri diventa invece un modo per celebrare l’amicizia e festeggiare l’uscita dal proprio baratro interiore.

    Il sound della canzone nasce dall’incontro tra il blues centroafricano di artisti come Bombino e Mdou Moctar e le chitarre-carillon tipiche del midwest emo. Una combinazione atipica di influenze apparentemente lontane: la chitarra elettrica sabbiosa, caratterizzata da arpeggi circolari e ipnotici, incontra la brillantezza del fingerpicking tipico della tradizione chitarristica di Chicago e Detroit. Il tutto è sostenuto da una batteria dinamica ma minimale e da un basso solido e melodico, che richiama quel sound granitico degli anni ’90 di cui, in Italia, i Verdena sono stati i più grandi rappresentanti. Il risultato è un viaggio sonoro e culturale che non si limita ad accostare generi diversi, ma li fonde in modo naturale e originale.

    Spiega il gruppo a proposito del brano: «“A cena” è uno dei primi brani che abbiamo scritto insieme e forse è quello che ha risentito maggiormente della nostra evoluzione nel corso della lunga scrittura dell’album. La prima versione risaliva al 2021 ed era completamente diversa da com’è ora. Per dare un’idea: i nostri amici la chiamavano “il pezzo reggaeton”. Pubblicheremo anche quella, un giorno, forse al 50° anniversario dall’uscita, chissà. Rimane comunque il brano più festoso del nostro primo album. D’altronde, chi l’ha detto che un gruppo post-pop non possa fare un “tormentone estivo”, per quanto si possa dire così di un pezzo emo…».

    Il videoclip ufficiale di “A cena”, scritto e diretto da Riccardo Baiocco, con la direzione della fotografia di Sandra Bidoli e le animazioni realizzate da Studio Animari, racconta il valore degli incontri in un tempo che sembra spingerci sempre più verso la distanza. Protagonista del video è un gruppo di amici ad una cena, uniti da una crostata e da 150 polaroid animate in stop-motion. Ogni immagine custodisce un piccolo ma prezioso frammento di felicità, trasformando il videoclip in un omaggio alla condivisione, all’amicizia e ai momenti che danno significato alle nostre vite.

    Guarda il videoclip ufficiale di “A cena” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=yomDiAKy_fw

     

     

    Biografia

    tuttotace è l’incontro di Massimo Rusi (cantante e chitarrista), Riccardo Quell de Riso Paparo (batterista e percussionista), Federico Bentivoglio (bassista e corista) e Andrea El Khaloufi (chitarrista e corista). Il progetto affonda le radici nel 2019, con l’incontro tra Riccardo e Massimo, allora studenti di filosofia.

    L’ingresso di Federico e Andrea, anche loro conosciuti in facoltà, trasforma definitivamente il garage in cui Massimo e Riccardo “giocavano” alla musica nella sala prove di un gruppo che improvvisa e compone. Brano dopo brano, tuttotace prende forma senza che i quattro se ne accorgano, ma la consapevolezza di fare ormai parte di qualcosa di più grande di ciascuno di loro arriva nel corso del 2022. Il primo album è scritto in due anni improvvisati e inconsapevoli e ricalca il tempo dell’amicizia che si forma. Presto è concluso anche il secondo, scritto in pochi mesi, come in fretta cresce l’erba quando il terreno è pronto. Lottando con il tempo del lavoro, il primo album, “un’altra grande città”, è registrato solo nell’estate 2025, dopo cinque anni di prove ininterrotte.

    Il progetto unisce le influenze a prima vista incompatibili di ciascuno dei quattro membri, tutti polistrumentisti. Massimo suona la chitarra come se avesse un cappello di paglia e una spiga tra i denti, ama il country à la Bill Monroe, ma anche l’emo dei Pinegrove, gli intrecci dei Genesis e il cantautorato di De André e De Gregori. Ha studiato chitarra fingerpicking per anni, finché non si è accorto che c’è troppo da imparare, così ha smesso di studiare, e ha iniziato a scrivere. Riccardo è tecnico ma emotivo e, ispirata dalle bacchette di Carter Beauford e Vinnie Colaiuta, la sua batteria è un elemento centrale degli arrangiamenti: non a caso, i fan più vicini hanno rinominato la band “Ricky e i tuttotace”. L’apporto di Federico nella band gli è valso il titolo di “signore dell’armonia”. Tra le sue ispirazioni essenziali vanno citati almeno: Beatles, Artic Monkeys e Verdena. Il più lontano dal suono dei tuttotace è Andrea che, abbandonato il pianoforte classico nel conservatorio a causa della scoperta degli AC/DC, cresce a Metallica e Tool. Tuttavia, la sua sensibilità (musicale) lo porta a ispirare le sue chitarre allo shoegaze degli Alcest e al post-rock dei Mogwai. Senza il suo contributo compositivo i pezzi della band sarebbero delle lunghe suite di rock progressivo senza ritornelli e ciascun brano durerebbe dai 15 ai 20 minuti.

    La loro musica non nasce da un’unica fonte, e nemmeno con un motivo preciso. Hanno iniziato a suonare per esprimersi, più che per comunicare qualcosa di specifico. Tuttavia, almeno i testi in qualche modo parlano e sono tutti accomunati dall’esigenza di verbalizzare ciò che nel quotidiano non si riesce a dire, e che però si vuole tenere a mente. Così, la musica dei tuttotace finisce per essere un insieme di promemoria: ciascun testo parla di una sensazione, gli arrangiamenti però la trasformano in qualcosa di nuovo, e il risultato è che ciascun brano dice qualcosa che non è riducibile a ciò che i testi narrano, rimanda a delle sensazioni che non potrebbero essere ricordate se non ascoltando quella canzone. A chiunque si riconosca in questa esigenza è rivolta la musica dei tuttotace.

    Testo e musica si equivalgono e si confondono, perché la musica parla e dà nuovo senso alle parole. Così, tuttotace è più della somma dei suoi quattro membri, è come una quinta persona che dice più di quello che ognuno sarebbe capace di dire. Non parla perché ha qualcosa da comunicare, ma perché non può fare a meno di esprimersi con decisione, anche se non sa cosa vuole dire. E così lancia un urlo, come in preda alla gioia o alla sorpresa.

    Al momento, i tuttotace contano più di venti inediti. Il loro obiettivo è raggiungere con la musica quante più orecchie possibile, accrescere il pubblico e vederlo coinvolto nei brani, fino a cantarli con trasporto durante i concerti.

    “A cena” è il nuovo singolo dei tuttotace disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 3 luglio.

     

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