Categoria: comunicati stampa

  • “E adesso” è il nuovo singolo di BeaMakk

    Dal 23 ottobre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “E adesso”, il nuovo singolo di BeaMakk che ha da poco concluso le riprese del nuovo film di Rolando Ravello “Siamo solo voi”in qualità di attrice (Colorado Film).

    “E ADESSO” è un brano che accarezza l’anima, capace di trasportare fin dal primo ascolto in una dimensione intima e autentica. Nato dalle parole di Piero Calabrese e dalla musica di Massimo Calabrese, il singolo racconta la fine di un amore e la consapevolezza, dolorosa ma necessaria, che la vita continua a scorrere anche dopo una perdita: una storia personale in cui chiunque può riconoscere un frammento del proprio vissuto.

    Firme storiche della canzone italiana, i fratelli Piero e Massimo Calabrese sono tra i compositori e produttori più autorevoli del nostro pop d’autore. Nella loro straordinaria carriera si sono distinti come scopritori di talenti unici, scrivendo e producendo per voci leggendarie del calibro di Giorgia, Alex Baroni e Marco Mengoni (per il quale hanno co-firmato, tra gli altri, il successo sanremese del debutto, “Credimi ancora”).

    Il brano è prodotto da Massimo Calabrese e Marco Lecci con Valerio Calisse (che ne ha curato anche l’arrangiamento) per Musica e Rivoluzione/Lungomare.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Il testo descrive il momento in cui una persona trova la forza di dire basta, smettendo di affogare nei problemi di coppia per riprendere in mano la propria vita e la propria individualità. Rappresenta la presa di coscienza di una persona che accetta la fine di un rapporto per continuare a stare bene” 

    Pre-salva il brano:

    https://pirames.lnk.to/EAdesso 

    Biografia

    BeaMakk, classe 2003, è una cantautrice e attrice nata a Como e di base a Milano. Il suo percorso artistico si consolida attraverso una solida formazione multidisciplinare tra il Teatro Sociale di Como, l’Accademia Europea della Musica di Erba e il Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano, unendo fin da giovanissima musica, recitazione e performance live.

    Nel 2020 inizia a condividere contenuti comici e musicali sul web, affermandosi rapidamente come creator e artista poliedrica: nel 2025 costruisce una community solida che conta quasi 1.250.000 follower complessivi tra TikTok, Instagram e YouTube. Il suo percorso discografico prende forma nel 2022 con la firma del contratto di gestione e produzione artistica con Musica e Rivoluzione, dando il via alla scrittura e alla produzione dei suoi brani al fianco dei produttori Massimo Calabrese e Marco Lecci. Nel 2025 entra ufficialmente nel roster dell’etichetta discografica Lungomare Srl.

    La cifra stilistica di BeaMakk unisce una scrittura fortemente visiva ed evocativa a una sonorità spontanea e solare, capace al contempo di toccare corde intime e profonde. La sua dimensione più autentica risiede nel contatto diretto con il pubblico: dai social ai palcoscenici, il suo obiettivo è creare una connessione empatica e immediata con chi l’ascolta.

    Dopo il debutto discografico nell’estate 2023 con il singolo “Stasera che fai?”, nell’estate 2025 pubblica “You Drive Me Crazy”. Una costante attività dal vivo la porta a calcare palchi prestigiosi – tra cui quello del Teatro Ariston di Sanremo –, distinguendosi sia nelle vesti di cantante che in quelle di conduttrice. Nell’autunno 2025 pubblica il singolo “Nel Blu”, a cui segue nel 2026 una ricca sequenza di uscite: “Io e te, io e te, io e te”, “Madame”, “C’è un po’ d’odio per te” e una versione dance del classico battistiano “Il tempo di morire”.

    “E adesso” è il nuovo singolo di BeaMakk disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 23 ottobre 2026.

    Instragram – https://www.instagram.com/bea.makk

    Tiktok – https://www.tiktok.com/@beatrice.macconi

    Spotify – https://open.spotify.com/intl-it/artist/2QY72FgGZ16pz1kfKd8HL3?si=Lr8HE-j6RyK6Y-XqnXQZvA

  • IL CINEMA DEGLI ANNI CINQUANTA RIVIVE NEL NUOVO SINGOLO DI LUCA & THE TAUTOLOGISTS

    LUCA & THE TAUTOLOGISTS

    “Julie Hit Her Head”

    ROCK, PSICHEDELIA E SUGGESTIONI CINEMATOGRAFICHE IN QUESTA NUOVA VERSIONE DEL BRANO

     

    ASCOLTA “JULIE HIT HER HEAD”!

    Spotify: https://short-url.cc/1Al-r

    YouTube: https://short-url.cc/1Al-v

    Apple Music: https://short-url.cc/1Al-H

    Deezer: https://short-url.cc/1Gex6

    Amazon Music: https://short-url.cc/1Al-T

    LINK SOCIAL

    Facebook: https://short-url.cc/1Gexo

    Instagram: https://www.instagram.com/lucaandreacrippa

    Luca & The Tautologists tornano con una nuova versione di “Julie Hit Her Head”, brano originariamente pubblicato all’inizio del 2025 e ora riproposto in una veste completamente rinnovata. Un reboot che, attraverso un nuovo mix e parti vocali interamente rivisitate, restituisce ulteriore profondità a una composizione in cui rock, alt-country e psichedelia si intrecciano con suggestioni rétro e atmosfere cinematografiche.

    Il progetto, guidato dall’instancabile Luca Crippa e sostenuto dalla sezione ritmica dei Tautologists, composta da Paolo Roscio e Deneb Bucella, prosegue il proprio percorso musicale tra sperimentazione e richiami alla tradizione cantautorale del Greenwich Village. In “Julie Hit Her Head” convivono influenze progressive, jazz e funk, arricchite dagli interventi della chitarra lap steel, che contribuiscono a definire il carattere evocativo e imprevedibile del brano.

    A rendere ancora più particolare la composizione è la storia che ne ha ispirato il testo: una fotografia vintage scattata durante le riprese del film cult “Il mostro della laguna nera” (1954), diretto da Jack Arnold.

    L’immagine, reinterpretata anche nel disegno di copertina realizzato da Stefano Bonora, immortala un curioso momento fuori dal set: l’attrice Julie Adams, ferita alla testa durante le riprese di una scena, è inginocchiata mentre viene assistita da un’infermiera, dagli altri attori e dal regista. Accanto a lei compare persino un preoccupatissimo uomo-pesce, involontario responsabile dell’incidente dopo averle fatto urtare la fronte contro una stalattite durante la sequenza del rapimento e della fuga nella caverna.

    Da questo episodio apparentemente marginale prende forma una riflessione più ampia sul fascino, sulla vulnerabilità e sulla capacità di un istante imprevisto di trasformarsi in qualcosa di eterno. Julie, immortalata in un momento di fragilità, diventa il simbolo di una bellezza destinata a sopravvivere al tempo, forse senza esserne pienamente consapevole.

    La fotografia di Julie Adams ha rappresentato, infatti, anche il punto di partenza creativo per “Poetry In The Mean-Time”, album di Luca & The Tautologists che ruota attorno alla possibilità di riconoscere la poesia nei momenti apparentemente secondari della vita.

    Il disco si prepara ora a tornare in una nuova versione, con mix aggiornati e nuove tracce vocali, a due anni dalla prima pubblicazione indipendente. Un lavoro che aveva già raccolto apprezzamenti dalla critica musicale e trovato una propria dimensione sul palco, attraverso numerose esibizioni dal vivo.

    Con “Julie Hit Her Head”, Luca & The Tautologists anticipano così questa nuova fase del progetto, confermando una scrittura capace di trasformare immagini, suggestioni e piccoli incidenti della storia del cinema in racconti musicali originali, sospesi tra passato e presente.

    Luca Andrea Crippa porta avanti il proprio percorso artistico come cantautore con il progetto Luca & The Tautologists, dando vita a una proposta musicale che intreccia la tradizione del songwriting del Greenwich Village con sonorità elettriche e psichedeliche.

    Dopo oltre quarant’anni di attività nel mondo della musica, prevalentemente dal vivo, e diverse collaborazioni discografiche in veste di produttore e chitarrista, Crippa ha intrapreso con decisione una nuova fase creativa, caratterizzata da un’intensa produzione di brani e pubblicazioni discografiche che ne confermano la continua evoluzione artistica.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • THE ROOWENS “Motorcycle Blues” MUSICA, LIBERTÁ, ASFALTO E PASSIONE

    THE ROOWENS

    “Motorcycle Blues”

    MUSICA, LIBERTÁ, ASFALTO E PASSIONE

    ASCOLTA “MOTORCYCLE BLUES”!

    https://orcd.co/theroowens-motorcycleblues

    Un’ode alla motocicletta e all’emozione della strada, tra atmosfere dilatate, spirito blues e il desiderio di lasciarsi tutto alle spalle.

    Chiudere gli occhi, ascoltare il rombo del motore e lasciarsi trasportare. Con “Motorcycle Blues”, i The Roowens trasformano la passione per le due ruote in un’esperienza musicale intima e viscerale, un omaggio alla libertà del viaggio e a quelle sensazioni che soltanto la strada sa regalare.

    Una strada panoramica e deserta, il tramonto all’orizzonte, il profumo dell’aria che si mescola a quello della benzina: sono queste le immagini evocate dal brano, che racconta un legame profondo con la motocicletta e con l’emozione di viaggiare senza fretta, seguendo soltanto il proprio istinto. Perché chi ama le due ruote conosce bene quella sensazione di assoluta libertà, difficile da descrivere a parole, ma forse capace di trovare nella musica la propria espressione più autentica.

    “Motorcycle Blues” si sviluppa come un viaggio sonoro disteso e dilatato, libero da costrizioni e convenzioni, proprio come un percorso in moto in cui a contare non è la destinazione, ma ogni singolo istante vissuto lungo la strada. Il brano invita l’ascoltatore a immergersi nelle sue atmosfere, lasciando spazio alle sensazioni e al piacere di perdersi nel momento.

    Con questa traccia, i The Roowens condividono una passione che diventa linguaggio musicale e racconto personale. Basta immaginarsi in sella, mentre il sole scende all’orizzonte e la strada si apre davanti a sé: per qualche minuto, non esiste nient’altro.

    Perché a volte la libertà ha il suono di un motore, il ritmo di un blues e tutto il tempo del mondo davanti.

    Attivi dal 2022, i The Roowens nascono da una forte affinità con le sonorità punk rock, radice di un’identità musicale che nel tempo si è evoluta, aprendosi a nuove influenze e a un approccio più maturo e ricercato.

    La crescita del progetto si riflette anche nel songwriting, che si orienta verso un rock diretto, immediato e accessibile, senza perdere l’energia delle chitarre distorte e l’attitudine rock che contraddistingue la band.

    A definire l’immaginario dei The Roowens contribuiscono atmosfere e suggestioni ben precise: il sound californiano, il fascino della strada e la passione per le motociclette. Elementi che si intrecciano nella loro musica, dando forma a un’identità in continua evoluzione, capace di coniugare spontaneità, energia e una rinnovata ricerca sonora.


    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/

  • LATITUDINE45 “Fosforo” UN VIAGGIO INTERIORE TRA DISILLUSIONE E SPERANZA

    LATITUDINE45

    “Fosforo”

    UN VIAGGIO INTERIORE TRA DISILLUSIONE E SPERANZA

    ASCOLTA “FOSFORO”!

    https://benext.lnk.to/fosforo

    LINK SOCIAL

    Facebook: https://www.facebook.com/LATITUDINE45

    Instagram: https://www.instagram.com/l4titudine5

    I Latitudine45 tornano con “Fosforo”, un singolo introspettivo che esplora il peso del tempo, la perdita di identità e la ricerca di autenticità nella vita moderna.

    Una traccia profonda, sincera e diretta, che racconta la lotta quotidiana per non smarrire se stessi e continuare a credere nei propri sogni.

    Con “Fosforo”, i Latitudine45 danno voce a chi cerca di orientarsi in una quotidianità sempre più frenetica, dominata da convenzioni sociali, relazioni superficiali e connessioni filtrate dagli schermi. Il tempo scorre inesorabile, le maschere da indossare diventano parte della routine e il bisogno di rapporti autentici si scontra con una realtà cittadina che anestetizza, svuota e allontana da ciò che conta davvero.

    In questo scenario, il rifugio nel mondo digitale sembra offrire una via di fuga, ma rischia di trasformarsi in un ulteriore elemento di alienazione. I ricordi si fanno sfocati, la memoria vacilla e l’identità personale sembra dissolversi in un avatar, fino a rendere difficile riconoscere chi eravamo e quanto siamo cambiati. È il ritratto di una società fredda e individualista, in cui la ricerca di connessioni profonde si scontra con una crescente sensazione di solitudine.

    Eppure, “Fosforo” non si ferma alla disillusione. Sotto il senso di vuoto emerge una scintilla di resistenza, una spinta a reagire e a ritrovare la propria direzione. Il brano si apre così alla speranza e alla volontà di difendere la propria autenticità, senza rinunciare ai sogni e alla possibilità di costruire un futuro diverso.

    Con una scrittura intima e diretta, i Latitudine45 trasformano il disorientamento contemporaneo in una riflessione personale e universale, dando voce a quella tensione tra ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che vorremmo ancora diventare.

    “Fosforo” è una traccia da ascoltare e ritrovare nelle proprie giornate, capace di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio interiore che, anche nei momenti di maggiore incertezza, lascia spazio alla possibilità di ripartire.

    I Latitudine45 (LTD45) nascono dall’incontro quasi casuale tra musicisti durante una festa di compleanno. È l’intuizione di Andreino a dare il via al progetto, riunendo Dj Ego e Bulby attorno a una visione musicale capace di superare i confini dei generi. Prende così forma un sound originale e contaminato, in cui hard rock, reggae, dub e hip hop si fondono in un mix dal forte impatto sonoro e dalla spiccata libertà espressiva.

    Dopo una prima fase di ricerca e sperimentazione, la formazione si completa con l’ingresso di Phobia alla voce e Dj Raiz agli scratch, contribuendo a definire ulteriormente l’identità sonora della band.

    Nel corso del tempo, il progetto attraversa diversi cambi di formazione. Dj Ego porta avanti anche il proprio percorso solista, continuando a collaborare attivamente con il gruppo attraverso idee e contributi creativi. Alla chitarra solista arriva Marco, che mette a disposizione la propria esperienza e personalità musicale, arricchendo il sound della band con nuove prospettive.

    Tra prove, sperimentazioni e la realizzazione di un primo demo, i Latitudine45 iniziano a consolidare la propria identità e a farsi conoscere nella scena musicale.

    Un percorso in continua evoluzione, sostenuto da una forte coesione, da un’attitudine live energica e dalla volontà di esplorare nuove possibilità sonore senza perdere la propria essenza.

    Oggi i Latitudine45 sono al lavoro su un nuovo disco, previsto per il 2026, con l’obiettivo di spingere ancora più avanti i confini della propria musica e rinnovare un’identità che trova nella contaminazione, nella sperimentazione e nell’energia dal vivo i suoi tratti distintivi.


    https://www.facebook.com/sorrymom.it

    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • Fiorenzo Serra, lo sguardo prima del cinema Un volume a cura di Antonello Zanda e Sergio Naitza, con scritti di Uliano Lucas, Elisa Medde e Felice Tiragallo In distribuzione dal 20 novembre 


    Per oltre quarant’anni Fiorenzo Serra ha raccontato la Sardegna attraverso il cinema documentario. I suoi film costituiscono oggi una delle testimonianze più preziose delle profonde trasformazioni che, negli anni ’50-’60 del Novecento, hanno investito le civiltà agro-pastorali della regione. Di Serra regista si conosce molto, meno nota è invece la sua attività di fotografo, rimasta per lungo tempo nascosta e riemersa quando nei suoi archivi sono stati ritrovati oltre duecento scatti, ora in gran parte pubblicati per la prima volta nel volume, Fiorenzo Serra. Lo sguardo prima del cinema, a cura di Antonello Zanda e Sergio Naitza, in uscita per Squilibri: centotrentacinque fotografie nelle quali si coglie fortissima l’impronta di uno sguardo che, anche senza il supporto del cinema, è capace di coniugare rigore documentario e sensibilità poetica, svelando l’anima segreta di una Sardegna, sospesa tra arcaico e moderno. 

    I contributi di Uliano Lucas con Tatiana Agliani, di Elisa Medde e Felice Tiragallo offrono una lettura critica dell’opera di Serra, collocandola nel più ampio panorama della fotografia documentaria italiana e dell’antropologia visuale. Le cinque sezioni in cui si articola il libro (Volti, Paesi e paesaggi, La vita quotidiana, Il rito e la festa, Il lavoro e l’economia tradizionale) compongono un affascinante affresco sul rapporto tra uomini, territori e tempo, confermando l’insuperabile capacità narrativa di Serra che, tra cinema e fotografia, ha raccontato la Sardegna nel momento cruciale della sua trasformazione. Osservando questi scatti, seguendoli di sezione in sezione, si comprende come la fotografia non sia stata per Fiorenzo Serra un linguaggio secondario rispetto al cinema. Era, piuttosto, il luogo in cui il suo sguardo trovava la forma più essenziale. Ogni fotografia è una contrazione cinematografica; ogni documentario è fotografia restituita al tempo. Da testi e immagini emerge così il ritratto di un autore che ha saputo trasformare lo sguardo in un atto di conoscenza per affidare alle immagini una memoria ancora viva, capace di parlare al presente e alle generazioni future.

     

    Direttore della Cineteca Sarda, Antonello Zanda ha scritto saggi e volumi e curato mostre e progetti su Fiorenzo Serra, Vittorio De Seta, Antonio Gramsci, Antonio Sini e, più in generale, sul cinema sardo.

    Giornalista, critico cinematografico e regista, Sergio Naitza ha pubblicato numerose monografie su diversi autori, da Pedro Almodòvar a Joseph Losey, e realizzato documentari legati alla memoria del cinema, non solo sardo.

    Antonello Zanda e Sergio Naitza, Fiorenzo Serra, lo sguardo prima del cinema, formato 32×24, 192 pp., 135 foto in b/n, nelle migliori librerie a € 30

  • MARCO CATCH “In 13 Minuti Scarsi” QUATTRO BRANI INTROSPETTIVI PER IL NUOVO EP

    MARCO CATCH

    “In 13 Minuti Scarsi”

    QUATTRO BRANI INTROSPETTIVI PER IL NUOVO EP

    ASCOLTA “IN 13 MINUTI SCARSI”!

    https://album.link/in-13-minuti-scarsi

    LINK SOCIAL

    Facebook: https://www.facebook.com/marco.cacciotta

    Instagram: https://www.instagram.com/marcocatch

    “In 13 Minuti Scarsi”, il nuovo EP di Marco Catch, raccoglie in quattro tracce un racconto intimo e disincantato fatto di aspettative, piccole disillusioni quotidiane e momenti di consapevolezza. Un lavoro essenziale, costruito intorno a sonorità acustiche e a una scrittura diretta e introspettiva, che mette al centro la distanza tra ciò che immaginiamo e ciò che realmente accade. Sullo sfondo, il bisogno di fermarsi, fare i conti con la realtà e provare a ritrovare la propria direzione.


     

     

     

    Marco Catch è un cantante e compositore attivo sulla scena musicale dai primi anni Duemila. Dal 2010 al 2015 è la voce della rock band Borderline, con cui si aggiudica diversi contest del circuito underground, tra cui Rock Targato Italia, Band of the Year e Zombie Rock, arrivando a esibirsi su palchi come l’Alcatraz di Milano e il Forum di Assago.

    Nel 2023 intraprende il proprio percorso solista, orientandosi verso un cantautorato sperimentale nel quale confluiscono la sua esperienza rock e una ricerca musicale più personale. Dal 2024 è inoltre la voce degli Oslavia, formazione alternative rock con cui pubblica nuova musica e porta avanti un’intensa attività live.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/

     

  • ALAN MICHAEL “Stanze d’hotel” PERSONE COME STANZE, ANIME IN CERCA DI QUALCOSA

    ALAN MICHAEL

    “Stanze d’hotel”

    PERSONE COME STANZE, ANIME IN CERCA DI QUALCOSA

    ASCOLTA “STANZE D’HOTEL”!

    https://belva.lnk.to/stanzedhotel

    GUARDA IL VIDEO

    LINK SOCIAL

    Facebook: https://www.facebook.com/alanmichaelamgmusic

    Instagram: https://www.instagram.com/alanmichaelamg

    “Stanze d’hotel” è il nuovo singolo di Alan Michael, un brano che parte dalla fine di un amore per allargare lo sguardo a qualcosa di più universale: la continua ricerca di ciò che ci manca e la difficoltà di riconoscere quello che, invece, abbiamo già davanti.

    Le stanze del titolo sono prima di tutto le persone. Stanze diverse, vicine o lontane, abitate da storie, ricordi e sentimenti che non sempre riescono a incontrarsi. Gli hotel diventano così la metafora di un mondo fatto di migliaia di luoghi e altrettante anime vaganti, alla ricerca di qualcosa che spesso non sanno nemmeno definire.

    All’interno di questo immaginario prende forma anche la storia raccontata dalla canzone: un amore arrivato a un punto di distanza, ma non completamente dissolto. Due persone diventate quasi irraggiungibili, separate dalle incomprensioni e da tutto ciò che è rimasto in sospeso.

    Tra baci fuggenti, nostalgie estive, notti insonni e sogni diventati “polvere al vento”, Alan Michael racconta il bisogno di trovare chiarezza e di dare un significato a ciò che è stato. Rimane soprattutto la ricerca di quell’unico momento capace di assumere il peso di “un per sempre”, anche quando tutto sembra ormai appartenere al passato.

    Ma “Stanze d’hotel” porta con sé anche una riflessione più ampia. Passiamo molto tempo a cercare ciò che non c’è, immaginando che possa trovarsi chissà dove, in un altro luogo, in un’altra persona, metaforicamente in un’altra stanza d’hotel. Eppure, alla fine, ciò che riesce davvero a rimettere ordine nelle cose è spesso molto più vicino e molto più semplice: un incontro, una parola detta finalmente nel modo giusto, la capacità di ascoltarsi e di riconoscersi.

    Alla dimensione intima del testo si contrappone una produzione energica firmata da Simonoize. “Stanze d’hotel” si muove tra italo-pop contemporaneo, suggestioni retrowave e richiami agli anni ’80, trasformando la malinconia in un brano dinamico e immediato.

    Synth ampi e sognanti introducono il pezzo, prima dell’ingresso di un basso elettrico dal carattere funk e di una batteria serrata che ne definiscono il movimento. Nel ritornello gli arpeggiatori si intrecciano alle chitarre ritmiche, mentre doppie voci e riverberi ampliano una linea melodica costruita per arrivare in maniera diretta.

    È proprio nel contrasto tra testo e musica che “Stanze d’hotel” trova la propria identità: mentre le parole raccontano distanza, ricerca e ricordi difficili da lasciare andare, la produzione risponde con una spinta vitale e un ritmo che porta nella direzione opposta.

    Nel finale la ritmica si interrompe e lascia spazio a un momento più intimo, quasi parlato, riportando la canzone alla dimensione confessionale da cui era partita.

    “Stanze d’hotel” diventa così il racconto di una ricerca che riguarda tutti: continuiamo ad attraversare stanze, persone e possibilità cercando qualcosa che sembra sempre trovarsi altrove, per scoprire che, molto spesso, sono le cose più semplici quelle di cui avevamo realmente bisogno.

    Alan Michael, nato a Torino, sviluppa il proprio percorso artistico fin da giovanissimo, alternando musica, televisione, cinema e teatro. Negli anni prende parte a produzioni cinematografiche, programmi Rai e campagne pubblicitarie internazionali, costruendo un’esperienza trasversale nel mondo dello spettacolo. Autore dei propri testi e delle proprie canzoni, inizia a pubblicare musica a partire dal 2006, periodo in cui partecipa anche al reality “Vite Spiate”. Successivamente ottiene la vittoria al concorso “Voci Nuove” con il singolo “Istruzioni”. Nel 2024 inaugura una nuova fase artistica con l’uscita di “Uragani”, avviando un percorso che lo porta a pubblicare nuova musica con continuità. I risultati ottenuti sulle piattaforme digitali, con oltre 100.000 ascolti su Spotify in pochi mesi e milioni di visualizzazioni legate alle campagne promozionali, consolidano la crescita del progetto.

    Dal 2026 collabora con Sorry Mom!, realtà che accompagna lo sviluppo del nuovo capitolo discografico inaugurato dal singolo “Caffè”. “Bilboa” e l’ultimo “Stanze d’hotel” proseguono questo percorso, confermando la volontà di Alan Michael di raccontare emozioni quotidiane attraverso una scrittura diretta e immediata.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • IL CORAGGIO DI FISSARE L’ABISSO: GLI EGO DIVIDED PRESENTANO IL NUOVO ALBUM “THE ABYSS”

    EGO DIVIDED

    “The Abyss”

    NOVE TRACCE CON LO SGUARDO FISSO NELL’ABISSO

    ASCOLTA “THE ABYSS”!

    https://orcd.co/egodivided-theabyss

    https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_kBRgs26qmcOhgUBSQVRA54wgqxQfVQKII&si=72efS943ue3K7Q6-

    LINK SOCIAL

    Facebook: www.facebook.com/EgoDivided

    Instagram: www.instagram.com/egodivided

    Chi ha detto che il death metal debba parlare soltanto di fiamme, sangue e distruzione, senza lasciare spazio a riflessioni filosofiche? Nel secondo album degli Ego Divided, Nietzsche e Schopenhauer diventano riferimenti palesi di un percorso che scava nelle contraddizioni dell’individuo e della società. L’obiettivo di “The Abyss” è squarciare il velo delle illusioni per guardare in faccia l’abisso interiore e collettivo.

    Il riferimento è al velo di Maya, il concetto filosofico che descrive l’inganno dei sensi e la difficoltà di accedere alla realtà autentica delle cose. Nella visione di Schopenhauer, il mondo percepito è una rappresentazione e superarne le apparenze richiede vie di liberazione come la pietà, l’ascesi e l’arte, con un ruolo privilegiato per la musica.

    Dal risveglio interiore e dalle ossessioni quotidiane di “R.U.S.T.”, “Empty Ego” e “From the Abyss” alle accuse rivolte a finzioni, paranoia e odio in “Reflections”, “Coward’s Mask” e “Fury of Hatred”, il disco allarga progressivamente lo sguardo. “Totally Blind” denuncia la cecità alimentata dai media, “Infernal Blood Sucker” affronta il ripetersi della violenza, mentre “Lake of Blood” mette in relazione la tragedia storica di Geronimo con i conflitti contemporanei. A tenere insieme questi temi è un Melodic Death Metal fatto di riff affilati, ritmiche serrate e aperture melodiche.

    “The Abyss” è il secondo album in studio degli Ego Divided, band palermitana che consolida qui la propria identità musicale melodic death metal. Registrato, mixato e masterizzato al Rock Zone Studio di Palermo, il disco raccoglie nove brani dedicati alle zone più contraddittorie della psiche, alle distorsioni della società e alle ferite lasciate dalla storia.

    Gli Ego Divided sono una band death metal fondata a Palermo nel 2005 dal chitarrista Massimo Masi. Nel corso degli anni hanno sviluppato un linguaggio che accosta la velocità e l’impatto del death metal alle strutture articolate del progressive. Dal 2012, l’ingresso del cantante e paroliere Mauro Tagliavia ha contribuito a definire la dimensione lirica del progetto.

    Dopo il debutto omonimo del 2024 e alcuni cambi di formazione, la band ha lavorato al secondo album, “The Abyss”, anticipato dai singoli “Totally Blind”, “Reflections”, “Fury of Hatred” ed “Empty Ego”. Il disco segna l’ingresso ufficiale del chitarrista Ermanno Siino e del batterista Manfredi Mansueto, già negli State of Neptune.

    Le registrazioni documentano anche il passaggio fra diverse fasi della formazione: la maggior parte delle parti di chitarra è stata incisa da Siino al fianco di Masi, mentre due brani vedono la partecipazione dello storico chitarrista Alberto Zimone. Mansueto ha registrato quasi tutte le parti di batteria, con l’eccezione di tre tracce affidate a Phil Spinelli dei Tol Morwen.

    La formazione attuale comprende Mauro Tagliavia (voce), Massimo Masi (chitarra), Ermanno Siino (chitarra), Alessio Lopes (basso) e Manfredi Mansueto

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • JAZZMI, i due concerti “made in Musicamorfosi”: martedì 27 ottobre Rhapsody & Blues al Conservatorio G. Verdi  e mercoledì 4 novembre Suite for Miles al Teatro Martinitt  


     
    
Nell’ambito della nuova edizione del festival JAZZMI doppio appuntamento a Milano con due produzioni originali dell’associazione culturale Musicamorfosi: il trio del pianista Marco Mezquida, l’Orchestra Canova e la vocalist Badrya Razem saranno i protagonisti della performance “rapsodica” che intreccia Gershwin, Brubeck e i Queen, mentre la Libera Band del trombettista e compositore Giovanni Falzone omaggerà il genio senza tempo di Miles Davis

    MILANO – Sono due i concerti organizzati dall’associazione culturale Musicamorfosi nell’ambito dell’undicesima edizione di JAZZMI, il festival internazionale di jazz che animerà il capoluogo lombardo fino al prossimo 8 novembre.
    Il primo appuntamento si intitola Rhapsody & Blues e andrà in scena martedì 27 ottobre nella Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi (inizio live ore 20.45; ingresso da 5 a 30 euro): come suggerisce il titolo, si tratta di una performance rapsodica che vedrà protagonista la “meglio gioventù” musicale del Mediterraneo, ovvero il trio del pianista e compositore Marco Mezquida in arrivo da Minorca (con Marko Lohikari al basso e David Xirgu alla batteria), Badrya Razem, cantante italiana (di origine algerina) di stanza a Bari  e, infine, l’Orchestra da Camera Canova, formazione diretta dal fondatore Enrico Pagano (31 anni) e composta da alcuni dei migliori giovani professionisti italiani.
    Il concerto, realizzato in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti, si aprirà con l’insolita e originale versione di Marco Mezquida – una delle voci più brillanti, versatili e personali della scena musicale spagnola, il cui talento trascende generi e confini e spazia tra jazz, classica, improvvisazione, folk, flamenco, fado, musica contemporanea e pop, con uno stile assolutamente personale – del capolavoro di George Gershwin, arrangiato in questa occasione per trio jazz e orchestra. A seguire alcuni classici del pianista e compositore statunitense Dave Brubeck, celebri ballad dello stesso Gershwin e le hit dei Queen, il leggendario gruppo rock guidato da Freddie Mercury: Blu Rondo alla Turca, Bohemian Rhapsody, Blue Shadows On The Street, Summertime, Love Of My Life e la meno conosciuta ma altrettanto spettacolare You Take My Breath Away si intrecceranno con sorprendente naturalezza e in modo davvero convincente. Merito anche, se non soprattutto, della voce cristallina e magnetica di Badrya Razem, interprete (diplomata in Canto Jazz e in Canto Lirico) a suo agio in vari ambiti, dal soul al jazz, dal cantautorato al pop (e oltre), e degli arrangiamenti originali di Alfonso Martone. Il concerto è realizzato con il sostegno del Goib, il Govern de les Illes Balears.
    Il secondo appuntamento, in programma mercoledì 4 novembre al Teatro Martinitt con il sostegno di Nuovo Imaie (inizio live ore 21, biglietti 20-22 euro), è Suite for Miles, tributo al genio di Miles Davis, nel centenario della sua nascita, da parte del trombettista Giovanni Falzone e della Libera Band, formazione da lui guidata e composta da Raffaele Fiengo (sax alto), Massimiliano Cameroni (pianoforte), Giuseppe La Grutta (basso elettrico) e Riccardo Marchese (batteria).
    Progetto ideato su “impulso” di Paolo Fresu, che ne ha prodotto il disco con l’etichetta Tuk Music e che ha ospitato Falzone e i suoi musicisti la scorsa estate a Berchidda, in Sardegna (in occasione del festival Time in Jazz), Suite For Miles nasce come un viaggio più che come un semplice omaggio. La bussola che orienta l’intero percorso è la lezione più potente lasciata da Davis: libertà e coerenza, due forze solo in apparenza opposte che qui scorrono come un unico file rouge.
    Nome di punta della scena jazz italiana ed europea, Falzone affronta questo lascito con il rispetto di chi sa di camminare su un terreno fertile ma impegnativo. Il risultato è un dipinto sonoro ricco di sfumature: ritmi incisivi e melodie riconoscibili si alternano a spazi di respiro e improvvisazioni. Il quintetto Libera Band si muove come un collettivo di pittori che, pennellata dopo pennellata, costruisce un affresco. I brani storici di Miles Davis (da Solar a Tutu, passando per capisaldi come Milestones, Blue in Green e So What) non sono citazioni da museo, ma parti vive dell’immagine, attraversate e rimesse in movimento. Accanto a questi pezzi, le composizioni originali di Falzone (Around Four, Andalusia, Lo Sciamano, Sunrise e Blue Miles) collegano passato e presente, memoria e visione personale. È come se l’autore avesse preso i materiali lasciati da Miles e li avesse rimontati per costruire una nuova architettura, solida ma aperta. Suite For Miles è, dunque, una trasmissione di senso prima ancora che di suono: un racconto che si lascia seguire, una strada che invita a camminare, un modo semplice e diretto per far arrivare a tutti l’eredità di un artista che ha insegnato a non fermarsi mai nello stesso punto.
    In occasione del concerto sarà in vendita, nel foyer del Teatro Martinitt, il biographic novel di Lucio Ruvidotti intitolato “Miles: assolo a fumetti” (Edizioni BD). Il volume, presentato in un’edizione speciale in occasione del centenario della nascita di Miles Davis, ripercorre alcune delle tappe più significative della sua vita e della sua carriera. Un racconto pieno di ritmo, colori e sperimentazioni, proprio com’era la musica del grande trombettista americano.

    Maggiori informazioni, prevendite e agevolazioni su www.musicamorfosi.it 
  • ECM Enrico Rava Fearless Five con Joe Lovano Corners in uscita il 16 ottobre 2026


     

    Esce oggi, venerdì 16 ottobre 2026, Corners, il nuovo album di Enrico Rava con la formazione Fearless Five e Joe Lovano come ospite, pubblicato dall’etichetta ECM.

     

    Per la sua nuova registrazione ECM in co-produzione con Parco della Musica Records/Fondazione Musica per Roma il trombettista e storico artista dell’etichetta Enrico Rava si è circondato di una nuova generazione di musicisti italiani desiderosi di sfidare il paradigma: Evita Polidoro alla batteria e voce, Matteo Paggi al trombone, Francesco Diodati alla chitarra e Francesco Ponticelli al contrabbasso.

    Come collettivo si fanno chiamare Fearless Five – un quintetto qui affiancato dal sassofonista ospite Joe Lovano per un album di musica interamente originale, plasmato con senso dell’avventura e slancio, mentre la connessione italo-americana attinge a un comune bacino di immaginazione.

     

    Due i concerti previsti al momento per la presentazione di Corners: il 21 novembre al Teatro Massimo di Cagliari, all’interno del cartellone dello European Jazz Expo, e il 6 dicembre al Cinema Courmayeur per la Saison Culturelle di Courmayeur.

    Ospite del Festival Nicolini in Jazz di Piacenza, Enrico Rava sarà anche in concerto il 22 ottobre con Attilio Zanchi e Robert Bonisolo, mentre il 23 ottobre terrà una masterclass con gli allievi del Conservatorio Nicolini.

    Il 23 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, Enrico Rava sarà in concerto in duo con Stefano Bollani.

     

    I Fearless Five, che prendono il nome dall’omonima composizione di Rava ascoltata per la prima volta nell’album Enrico Rava Quartet del 1978 (ECM 1122), si sono formati durante un concerto improvvisato alle porte di Roma, nel 2022: «Quella sera ci siamo divertiti così tanto sul palco, pur senza una vera prova, che ho deciso più o meno lì per lì che quella sarebbe dovuta diventare la mia nuova band», ricorda il trombettista. Nel 2024 il disco Enrico Rava Fearless Five registrato a febbraio alla Casa del Jazz e pubblicato dalla Parco della Musica Records vince il Top Jazz (referendum annuale della rivista Musica Jazz) in due categorie: miglior disco e migliore formazione dell’anno.

     

    Corners, il primo disco del gruppo per l’etichetta ECM, è ricco di melodie evocative, rappresentative dello stile lirico caratteristico di Rava ma anche di nuove sfaccettature, portate al tavolo dai suoi più giovani complici così come dalla sensibilità unica di Lovano, capace di adattarsi a qualsiasi musicista, linguaggio e ambiente. Rava e Lovano sono vecchie conoscenze la cui collaborazione nel disco del 2019 Roma (ECM 2654) ha spinto il quotidiano francese Le Monde a scrivere «due tra i più grandi del jazz – musicisti di intensa espressività». Il chitarrista Francesco Diodati è l’unico membro del nucleo storico ad aver già suonato con Rava in altre formazioni. «Capisce esattamente ciò di cui ho bisogno o che mi piace, e in qualche modo questo si trasmette alla band. Posso lasciarli molto liberi in quello che fanno, non ho davvero bisogno di dare loro istruzioni», afferma il leader.

     

    Il programma è composto da brani originali di Rava, Lovano e di tutti i membri dei Fearless Five. Spiega Rava: «Dato che hanno tutti le proprie band, dove sono leader e compositori, ho pensato avesse senso far sì che ciascuno di noi contribuisse con dei brani al nuovo album – questo rende Corners piuttosto diverso dai miei altri dischi.»

     

    Il disco si apre con “Certi Angoli Segreti”, un originale di Rava che emana uno spirito di freschezza e scoperta, capace di dare il tono a un album vario: i fiati si alternano con un’interazione ariosa lungo tutto il disco, con Rava a fornire chiarezza melodica, il trombonista Matteo Paggi a sostenere il registro grave, mentre Lovano prende talvolta il volo con l’intera storia del bop americano che sembra scorrergli sotto le dita.

    Astrazione free e passaggi profondamente melodici si intrecciano strettamente lungo l’intero album, con un interplay sempre all’erta. Diodati e Ponticelli contribuiscono con delle ballad, così come la batterista Evita Polidoro, che fa anche un’evocativa apparizione come vocalist nel suo brano “Le Mie Gambe”. “Sun Rava”, scritto da Lovano, inizia come un blues astratto e conduce il gruppo in territori inesplorati, dove il momentum fluttua ripetutamente. “Hitchcock at the Beach” di Enrico Rava, venato di nostalgia, porta con sé un assolo più esteso di Lovano.

     

    “Tone, Shape and Colours”, un’improvvisazione libera innescata da un motivo di Lovano, offre a tutti e tre i fiati lo spazio per un vivace dialogo musicale, mentre “Bowery Dance” di Rava, con il suo groove terroso, «è una composizione piuttosto vecchia, che richiama l’atmosfera che ho vissuto durante i miei anni newyorkesi». “Mamma” di Matteo Paggi chiude l’album su una nota tenera.

    Corners è stato registrato tra il 21 e il 23 luglio 2025 all’Auditorium Parco della Musica di Roma e prodotto da Manfred Eicher. L’album è una co-produzione ECM/Parco della Musica Records

     

    FORMAZIONE

    Fearless Five

    Enrico Rava, tromba

    Matteo Poggi, trombone

    Francesco Diodati, chitarra

    Francesco Ponticelli, contrabbasso

    Evita Polidoro: batteria, voce

    e

    Joe Lovano, sax tenore

     

    ECM 2868 CD: 1999 5781266 5