Categoria: comunicati stampa

  • Anastasia Anniemore24: dal 30 ottobre in radio “Questa notte” feat. Cecilia Quad il nuovo singolo

    Dal 30 ottobre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica “Questa notte”, il nuovo singolo di Anastasia Anniemore 24 feat. Cecilia Quad estratto dal terzo EP “Un bacio di fortuna”, terzo capitolo del progetto “30 brani per 30 voci”. 

    “Questa notte”, tratto dal Volume 3 di Un bacio di fortuna, è un brano dark-pop che unisce malinconia, sensualità e atmosfere notturne. Anastasia Anniemore24 racconta la forza lunare del sentimento femminile, fragile e potentissimo, stretto tra paure intime, lettere mai spedite e il timore di ridursi a un semplice “bersaglio arcano” all’interno delle dinamiche sentimentali.

    Il sound — sviluppato attraverso il collaudato processo creativo a distanza dell’artista tra Milano, Toscana e Abruzzo (dalla stesura di testo e musica ai demo, fino alla scelta della voce, registrazione e arrangiamento) — fonde synth pop ed elementi ambient. Il risultato è un incantesimo sonoro evocativo, pensato per dare voce a chi riconosce nelle proprie notti più buie la determinazione necessaria per ripartire.

    Il testo della canzone affronta il tema del dolore silenzioso generato da una ferita affettiva e dal disincanto verso un legame in cui ci si è sentiti un bersaglio vulnerabile. Dietro l’apparente serenità del mattino, la protagonista cela un veleno interiore che preferisce non rivelare a nessuno, cercando faticosamente di curarsi da sola tra lettere mai inviate e la speranza che il tempo possa lenire ogni cicatrice. 

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Per Un bacio di fortuna seguo sempre lo stesso algoritmo creativo: prima il testo, poi la musica, solo dopo la ricerca della voce. Per Questa notte non scrivevo pensando a un’interprete precisa: ho musicato il mio testo immaginando un brano dal linguaggio apparentemente semplice, ma con una melodia e un arrangiamento capaci di spostarlo verso qualcosa di più moderno, leggermente dark, ambient, sospeso. Volevo una canzone che sembrasse una confidenza sussurrata, ma che nel suono portasse un’ombra di inquietudine e contemporaneità. Per questo cercavo una voce tecnicamente molto preparata, ma anche una personalità artistica disposta a diventare mia complice in questo intento. Un giorno, online, ho ascoltato l’interpretazione in russo dell’aria del Principe Igor della cantante toscana Cecilia Quad e ne sono rimasta folgorata: nella sua voce riconoscevo proprio il colore che sognavo per Questa notte. Le ho scritto una lettera allegando la demo del brano, con la sensazione di fare un salto nel vuoto. Mi ha sorpresa la sua risposta immediata: Cecilia era rimasta colpita dalla narrazione del testo, le piacevano l’intento e il mood della canzone, ed è stata felicissima di accettare la collaborazione. Da lì è iniziato un lavoro profondo: Cecilia ha dedicato moltissima energia a costruire l’interpretazione, ha vissuto ogni parola, mi mandava messaggi e vocali raccontandomi le immagini che vedeva cantando, le sensazioni che voleva restituire, il modo in cui immaginava dovesse suonare il brano. Questa notte è diventata anche la sua storia: ha messo dentro la sua sensibilità, la sua disciplina, la sua emozione. Ha scelto di registrare in uno studio molto curato in Toscana, le Cantine di Badia di Giovanni Sala, perché teneva moltissimo anche alla qualità tecnica della ripresa della sua voce. Per l’arrangiamento ho coinvolto Giovanni Ferranti, che per me è un vero co-autore in tutti i brani che tocca: ha un orecchio pazzesco, sente il potenziale nascosto di una canzone e sa portarla su un nuovo livello, anche anticipando i tempi e rompendo la zona di ascolto abituale. Con lui Questa notte si è spostata dal pop verso un’area più vicina al dark-pop, all’ambient pop: ha disegnato il brano con suoni nuovi e ricercati, ha trattato la voce di Cecilia come uno strumento, intrecciandola nel tessuto sonoro, spostandola leggermente fuori dall’avanscena pur lasciandola protagonista. Questa scelta la condividevo profondamente, perché desideravo dare al pezzo un tocco più internazionale, meno legato al modello classico della voce “davanti a tutto”. Con Cecilia, invece, abbiamo dovuto lavorare un po’ per farle accettare questa visione: all’inizio non era del tutto d’accordo, com’è naturale quando un’interprete sente la propria voce “trattata” in modo diverso dal solito. Ma sapevo che, superato lo shock del primo ascolto, avrebbe riconosciuto la coerenza artistica di questa strada. Ed è stato così. Questa notte è nata dall’energia combinata di tutti: ognuno ha dato il massimo, anche lavorando a distanza, mettendo creatività e rigore professionale dentro ogni dettaglio. Per me questa canzone è l’esempio perfetto di ciò che amo fare: partire da un testo, immaginare un mondo sonoro e poi trovare, insieme agli interpreti, il coraggio di spostare un po’ più in là i confini del pop italiano.”

     

    Il videoclip di «Questa notte» è un piccolo film sospeso tra epoche diverse: la voce intensa di Cecilia Quad attraversa immagini dal gusto rétro, dove i personaggi si muovono in abiti d’altri tempi mentre il suono resta moderno e pulsante. Questo incontro tra estetica vintage e sound contemporaneo amplifica il tema centrale del brano: l’eterna danza tra maschile e femminile, due cosmi che si cercano, si sfiorano e si fraintendono.

    Nella nebbia morbida dell’immagine, l’amore appare come un miraggio: seducente e misterioso, mai del tutto afferrabile. I toni soffusi, la luce velata e la leggera patina fumosa costruiscono un’atmosfera dark e sensuale, in cui la complessità dell’animo femminile si oppone con dolce fermezza alla linearità del dominio maschile. Ogni inquadratura sembra custodire un segreto non detto, e il non detto diventa tensione: un filo sottile di attesa, un brivido che scorre sotto la pelle delle immagini e della musica. 

     

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/fNODGTEkq88 

     

    “Un bacio di fortuna” – Volume 3 di Anastasia Anniemore24 prosegue un percorso che utilizza la canzone come linguaggio universale, valorizzando la lingua italiana come veicolo di accoglienza oltre ogni confine geografico.

    Al centro del lavoro c’è una scrittura poetica, chiara e accessibile, focalizzata su temi universali come l’attesa, il destino, la trasformazione interiore e il desiderio di luce. I brani, concepiti come piccoli atti autonomi di un mosaico emozionale, adottano sonorità pop ambient e pop cinematografico: atmosfere sospese e ricche di spazio che agiscono come una vera e propria colonna sonora delle vite umane.

    Le storie di Anastasia prendono vita attraverso l’incontro tra sensibilità e timbri differenti. Quattro voci italiane provenienti da varie regioni — Cecilia Quad, Bone, Vanessa Berni e Biko — affiancano Arthurium, un giovane studente siriano residente a Milano. La partecipazione di un interprete non madrelingua in un brano dal gusto pop cantautorale classico ma moderno incarna la natura stessa del progetto: dimostrare che l’italiano può diventare una lingua internazionale e condivisa.

    In questo dialogo tra tradizione e linguaggi contemporanei, Un bacio di fortuna – Volume 3 supera il dato biografico dell’autrice per offrire uno spazio di risonanza emotiva. Un’opera pensata per costruire ponti, dare voce all’inespresso e unire gli ascoltatori attorno alle fragilità e alle speranze che appartengono a tutti.

     

    Ascolta l’ep su Spotify: https://open.spotify.com/album/1WBMdoshocGsJWqBH2wtizsi=HwvPRiowThiwp3pCA7a43w&utm_source=copy-link

     

     

    BIO

    Anastasia Anniemore24 è un’autrice, produttrice e artista italo-bielorussa che pone al centro del suo lavoro la parola e l’emozione, grazie a una formazione in giornalismo televisivo e a una lunga esperienza tra scrittura, comunicazione e attività commerciale. Dopo gli studi alla Facoltà di Giornalismo dell’Università Statale di Minsk e un inizio di carriera nella redazione musicale televisiva, la situazione politica del suo Paese la spinge a trasferirsi in Italia. Qui ricomincia da zero, lavorando a lungo in altri settori prima di tornare alla sua vera vocazione: la scrittura e l’attività creativa visiva e musicale.

    In Italia inizia a scrivere prima poesie in russo e, successivamente, canzoni, costruendo melodie intorno alle parole e scoprendo nel testo il fulcro del suo processo creativo. Lo studio del pianoforte fin dall’infanzia nella scuola di musica, unito a una profonda passione per la lingua italiana, le permette di mettersi alla prova scrivendo direttamente in italiano, convinta che anche i generi musicali più sperimentali – come il pop elettronico, la club music o l’ambient – possano restituire una nuova centralità al significato dei testi, e non solo alla forma. Il suo primo singolo in italiano, “Quest’autunno”, pubblicato sulle piattaforme digitali con passaggi radiofonici in Italia e Svizzera, ha segnato il debutto in questo nuovo percorso autoriale e produttivo.

    La sua scrittura nasce dall’incontro tra la tradizione della canzone italiana e un orizzonte sonoro molto ampio. Tra i riferimenti storici cita Mina, Mia Martini, Pino Daniele, Zucchero, Lucio Dalla e i Matia Bazar; accanto a loro convivono Björk, Cher, Freddie Mercury, Jimi Hendrix, Cyndi Lauper, Pink, i Pink Floyd e l’Alan Parsons Project. Il suo ricchissimo bagaglio include il jazz (Miles Davis, Billie Holiday, Duke Ellington, Benny Goodman, Bill Evans, Chet Baker), un amore profondo per la musica classica (da Bach, Beethoven, Mahler, Wagner, Chopin, Mendelssohn e Schubert fino a Čajkovskij, Rachmaninov e Šostakovič) e la classica contemporanea di Federico Albanese, Anna Phoebe, Sofiane Pamart, Dustin O’Halloran, Sebastian Plano e Matteo Myderwyk, fino al suo autore di riferimento, Max Richter.

    Dall’esperienza del primo singolo prende vita il progetto “30 inediti per 30 voci / UN BACIO DI FORTUNA”, a cui Anastasia lavora in modo continuativo da febbraio 2025. In poco più di un anno concepisce, scrive e musica 30 brani originali in italiano, dando forma a un’opera che in molti consideravano quasi impossibile da realizzare in così poco tempo. Ogni canzone viene affidata a un solo interprete, in linea con il concept “1 brano – 1 voce”. Il cast coinvolge in gran parte artisti italiani ma anche internazionali; alcuni di loro non avevano mai inciso prima nulla in lingua italiana, inclusi artisti italiani che fino ad allora avevano pubblicato esclusivamente in inglese. Il progetto non vive solo nelle canzoni: i testi dei 30 brani sono raccolti in un libro intitolato “30 inediti per 30 voci – UN BACIO DI FORTUNA”, che riunisce le liriche e le informazioni su tutti gli artisti coinvolti nel percorso.

    I cantanti – 27 italiani provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia e 3 artisti stranieri – sono stati cercati e scelti online, soprattutto tramite i social, ascoltando, contattando e provando le voci in base al carattere e alla timbrica perfetta per ogni brano. Per la produzione musicale, Anastasia ha coinvolto tre studi differenti che imprimono ciascuno la propria visione sonora: Fabio Vaccaro, Mikor Studio e Giovanni Ferranti Music. Per la parte visiva si affida invece al lavoro di Lucilla Dosa per lo studio della copertina dell’album e a Paolo Stefanelli, grafico e artista che ha creato il suo logo, definendo così anche l’identità estetica del progetto.

    Trasformatasi in una vera e propria etichetta indipendente “tutto in uno”, Anastasia segue in prima persona tutte le fasi del processo creativo e produttivo: dalla scrittura dei testi e delle melodie agli arrangiamenti, dal talent scouting sui social al lavoro in studio con musicisti, produttori e cantanti, fino agli aspetti grafici, video e legali. Il progetto discografico prende forma in sei volumi da cinque brani ciascuno, pensati per uscire nell’arco di un anno. Il target della sua musica si rivolge principalmente a un pubblico adulto e giovane, sia femminile sia maschile, orientativamente tra i 25 e i 55 anni, con l’ambizione di parlare a chiunque si riconosca nelle storie raccontate, indipendentemente dall’età.

    In queste tracce convivono pop d’autore, elettronica, club music, dance pop, ambient pop, indie pop e atmosfere più intime. L’attenzione è costante verso temi universali come l’amore, la solitudine, le paure, i rapporti umani, la vita nelle grandi città, le crisi del presente, la ricerca di senso e la forza interiore: una sorta di psicologia musicale che invita chi ascolta a rispecchiarsi nei brani. Con la sua musica Anastasia punta a raccontare l’animo umano nel preciso momento storico in cui viviamo, fotografando il senso di smarrimento e di attesa di cambiamento, la fatica e il coraggio di cercare appoggio, la concentrazione delle forze interiori e il bisogno di significato dietro le cose.

    Il suo obiettivo professionale è posizionarsi come autrice di brani per altri artisti e, allo stesso tempo, continuare il proprio percorso come artista e produttrice, esplorando l’innovazione e i trend internazionali nella produzione senza perdere il legame con la tradizione della canzone italiana e con il gusto per la sperimentazione. Il suo sogno dichiarato è vedere sempre più brani cantati in italiano sul palcoscenico discografico internazionale, dimostrando con la propria strada che questa lingua può dialogare perfettamente alla pari con le grandi scene del pop mondiale.

    A maggio 2026 esce il primo EP del progetto “30 brani per 30 voci” e a luglio esce il secondo EP.

    “Questa notte” è il nuovo singolo di Anastasia Anniemore 24 in rotazione radiofonica in rotazione radiofonica dal 30 ottobre 2026 estratto dall’ep “Un bacio di fortuna (Vol. 3)” sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 settembre.

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  • Good Morning Cernobyl, cinque tracce tra ribellione e sperimentazione

    GOOD MORNING CERNOBYL’

    “Innsbruck Rendezvous”

    NEL NUOVO EP SPERIMENTAZIONE ED ENERGIA GREZZA OLTRE IL PUNK 77

    ASCOLTA “INNSBRUCK RENDEZVOUS”!

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    Il secondo EP in studio dei GoodMorning Cernobyl, “Innsbruck Rendezvous”, segna un’evoluzione stilistica rispetto al precedente album “No Time To Fear”. Se nel primo lavoro a dominare era il punk ’77, con questo nuovo EP la band sceglie di sperimentare sonorità e concetti diversi, pur mantenendo come punto di partenza un sound grezzo e veloce.

    L’obiettivo è superare i confini del classico “three-chord wonder”, esplorando una varietà di situazioni, suoni e tematiche che si intrecciano in un flusso di coscienza collettivo, capace di riflettere la sensibilità e la visione di ciascun membro della band.

    TRACKLIST

    UNDERFAITH – Ad aprire “Innsbruck Rendezvous” è una visione critica e diretta su temi attuali e controversi. Nel mirino finiscono le imposizioni estetiche e comportamentali, le guerre e le crociate moderne condotte in nome della fede. Un riff grezzo e frontale e un ritmo serrato trasformano l’energia del punk più ruvido e veloce in una riflessione cruda e onesta su quanto le ideologie influenzino anche i gesti più quotidiani.

    MURDERER CITY – Uno sguardo tagliente e lucido sulla metropoli moderna, una città assassina che divora identità e natura umana in nome dell’omologazione imposta dal sistema. Un sistema che promette redenzione, ma finisce per anestetizzare: scandisce le giornate a ritmo di frenesia, impone orizzonti grigi e ripetitivi e soffoca immaginazione e creatività.

    BRAVE NEW PEOPLE – Rabbia, velocità e zero compromessi: un brano che si trasforma in un vero e proprio manifesto di protesta contro l’alienazione e la claustrofobia sociale. “There’s time for heroes! Brave new people!” è il grido che si staglia sopra un muro di suono, dando voce a un’urgenza di cambiamento che non ammette compromessi. Puro impatto, pura ribellione.

    TENSE/RESISTENCE – Un conflitto estenuante tra individuo e sistema, in cui la pressione costante dell’ambiente esterno si insinua nell’interiorità fino a trasformarsi in uno scontro personale. Il brano restituisce il ritratto sonoro di una tensione senza via di fuga, di una lotta impari che spinge l’individuo fino al limite della sopportazione.

    HARAR – Considerato da molti un precursore dello spirito punk per la forza rivoluzionaria della sua scrittura, libera dalle convenzioni e dai dogmi del suo tempo, Arthur Rimbaud rappresenta il punto d’incontro ideale con l’universo sonoro dei Good Morning Cernobyl. La sua attitudine anticonformista e la sua tensione verso la libertà trovano così una naturale corrispondenza nell’identità della band.

    I Good Morning Cernobyl’ nascono a Perugia nel 2018 con l’obiettivo di proporre un punk diretto e senza compromessi, con testi in inglese. Nel 2020 pubblicano l’omonimo EP d’esordio autoprodotto, realizzato con il supporto de La Cura Dischi e Jap Perù Records.

    La pandemia interrompe l’attività live, ma la band continua a lavorare a distanza pubblicando il video di “Murderer City” e lo split di cover “Coverbyl #1 – Playing the Lock-down”. Con la riapertura dei concerti riprende l’attività dal vivo, affermandosi rapidamente nella scena punk del Centro Italia e iniziando la lavorazione del primo album.

    Nel marzo 2023 esce “No Time to Fear”, accolto positivamente dalla critica italiana e internazionale e trasmesso da diverse radio europee, ottenendo ottimi riscontri anche sulle piattaforme di streaming. L’uscita del disco è accompagnata da un’intensa attività live, seguita dalla pubblicazione della cover di “Bite It You Scum” di GG Allin e da un tour in Germania.

    Nel 2024 la band prosegue l’attività concertistica, condividendo il palco anche con The Rumjacks e The Drowns, mentre lavora al nuovo album.

    Nel 2024 entrano nel roster Sorry Mom!, pubblicando i singoli “Brave New People”, “Underfaith”, “Murderer City”, “Tense/Resistance”  “Harar”, tutti inseriti nell’EP “Innsbruck Rendezvous” uscito ad ottobre 2026.

    La formazione è composta da Giuliano Picciafuoco (voce e chitarra), Massimo Margaritelli (voce e basso), Lorenzo Bonamente (voce e batteria) e Francesco Panunzi (voce e chitarra).

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  • biovoid “I Pray And Obey” UN PERCORSO TRA FRAGILITÁ, CONSAPEVOLEZZA E RINASCITA

    biovoid

    “I Pray And Obey”

    UN PERCORSO TRA FRAGILITÁ, CONSAPEVOLEZZA E RINASCITA

    ASCOLTA “I PRAY AND OBEY”!

    https://benext.lnk.to/ipao

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    Instagram: https://www.instagram.com/biovoid

    *Con “I Pray And Obey”, i biovoid affrontano il tema del confronto con le proprie incertezze e del peso delle scelte quotidiane, dando voce a quel senso di smarrimento che accompagna i momenti più difficili della vita.*

    Il brano racconta un percorso di vulnerabilità e introspezione, in cui la ricerca di un punto di riferimento si intreccia con la necessità di trovare dentro di sé la forza per andare avanti. Attraverso immagini che evocano il dolore, il bisogno di calore e la ricerca di stabilità, emerge la volontà di affrontare gli ostacoli senza lasciarsi spezzare dalle difficoltà.

    È proprio nel superamento dei dubbi e delle esitazioni che prende forma una nuova consapevolezza: le esperienze vissute, anche quelle più dolorose, possono diventare strumenti di crescita e trasformazione.

    “I Pray And Obey” si sviluppa così come una riflessione sulla resilienza e sulla capacità di ritrovare una direzione, fino a raggiungere una rinnovata forza interiore.

    Un brano che esplora il confine tra fragilità e determinazione, trasformando la ricerca di una guida in un percorso di resistenza e rinascita personale.

    I biovoid sono un progetto musicale italiano nato nel novembre 2017 dall’incontro tra Massimiliano Guida (voce) e Domenico Giordano (chitarra e basso), con il coinvolgimento di Adriano Giordano nella fase iniziale.

    Fin dagli esordi, il progetto si distingue per la volontà di fondere linguaggi musicali differenti, dando vita a un sound personale e difficilmente riconducibile a un unico genere, capace di alternare atmosfere intime a sonorità elettroniche e sperimentali.

    Dopo la pubblicazione dei primi singoli, il percorso dei Biovoid evolve con l’ingresso di Fortunato Serranò, fonico e polistrumentista, che assume un ruolo centrale nello sviluppo della produzione e degli arrangiamenti. Il suo contributo segna una svolta nella ricerca sonora del progetto, orientandolo verso una maggiore cura dei dettagli, un’esplorazione più approfondita delle texture e una visione produttiva sempre più definita.

    Parallelamente alla ricerca musicale, i biovoid sviluppano un immaginario visivo che accompagna e amplifica la loro identità artistica. Fondamentale è la collaborazione con Francesco “Deddì” Calendini, autore delle cover art di diversi brani, tra cui “Invincible” e “No Land”. Il dialogo tra musica e arti visive si arricchisce nel tempo grazie al contributo di altri artisti, tra cui Giampiero Wallnofer, autore della copertina di “Hypnagogia”, e Roberto Recchioni, che firma l’artwork di “Far Beyond”, primo singolo pubblicato con l’etichetta Sorry Mom!.

    **Nel 2025 i Biovoid pubblicano “Invincible”, un brano alternative rock dal forte impatto **emotivo che affronta il tema della fragilità e della capacità di restare saldi di fronte alle difficoltà. Il videoclip ufficiale ottiene importanti riconoscimenti in ambito cinematografico, venendo selezionato e premiato al Festival Internazionale del Cinema di Salerno e al The Hague Film Festival.

    Questa fase segna un ulteriore momento di maturazione artistica per i biovoid, che consolidano un percorso in cui musica e immagine si intrecciano in modo sempre più consapevole. Un progetto in continua evoluzione, che fa della sperimentazione sonora, dell’introspezione e della ricerca visiva gli elementi fondamentali della propria identità.

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  • STONED TURTLE “Concrete in My Veins” INCRINARE IL CEMENTO CHE IMMOBILIZZA

    STONED TURTLE

    “Concrete in My Veins”

    INCRINARE IL CEMENTO CHE IMMOBILIZZA

    ASCOLTA “CONCRETE IN MY VEINS”!

    https://orcd.co/stonedturtle-concreteinmyveins

    GUARDA IL VIDEO

    https://www.youtube.com/watch?v=yUXs6FWGl8U

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    “Concrete in My Veins” è il nuovo singolo degli Stoned Turtle, un brano che mette in musica il peso delle ferite, dei silenzi e di tutto ciò che, accumulandosi nel tempo, finisce per irrigidire il nostro modo di stare al mondo. Il cemento del titolo scorre nelle vene, occupa lo spazio del battito e lascia dietro di sé una traccia spettrale: “Concrete in my veins, the heartbeat’s just a ghost”. Il corpo continua a esistere, ma qualcosa al suo interno si è pietrificato.

    La scrittura si basa su attriti e dualità: le voci si rispondono, basso e chitarre dialogano in uno stimolante botta e risposta, le coordinate dell’alternative metal in stile Breaking Benjamin si rivestono di una ruvidità grunge di scuola Alice in Chains. La musica stessa diventa così un confronto continuo, una lotta fra ciò che trattiene e ciò che preme per uscire.

    Il videoclip riprende questa immagine in un edificio abbandonato, tra pareti di cemento a vista e superfici ricoperte di graffiti. I materiali grigi, segnati dal tempo e dall’incuria, incontrano il colore lasciato sui muri: tracce di vita che incrinano l’immobilità. L’alienazione viene espressa anche dalla presenza della band stessa: non a caso, pur suonando nello stesso luogo, non compare mai insieme. Come nella canzone, anche qui qualcosa si fa strada dentro una struttura apparentemente condannata a restare com’è. Il colore non cancella il degrado, ma apre uno spazio, suggerisce un possibile movimento che può portare lontano da una condizione immutabile.

    Nel testo, la svolta arriva quando il dolore smette di essere una prigione e diventa qualcosa da infrangere: “Rise up from the mud, a light that cannot die”. Cancellarlo non è possibile, ma si può uscirne seguendo quel bagliore di luce. “I won’t yield to the static, I remain the storm” condensa il punto di rottura: smettere di subire l’immobilità e trovare la forza della tempesta per incrinare anche la materia più resistente.

    Gli Stoned Turtle nascono a Genova nel 2018 con i piedi nel grunge e la testa in sonorità più sperimentali e pesanti.

    Dopo il debutto con il primo disco omonimo registrato al Blackwave Studio di Fabio Palombi (Nerve, Burn The Ocean), la band ha intrapreso un percorso di crescita e nel 2024 ha integrato un nuovo cantante e chitarrista, spingendo il sound verso una dimensione più densa e compatta, alzando l’asticella senza mai tradire l’energia viscerale degli esordi.

    Questa nuova maturità è esplosa nell’EP “Nothing Left But Silence” (ottobre 2025), dove il rock d’impatto di brani come Beheaded ha confermato un’attitudine autentica che non ha paura di sporcarsi le mani con influenze metal.

    Il 2026 segna il momento della spinta definitiva: l’ingresso nel roster di Sorry Mom! (Marco Biondi, Luca Bernardoni) e l’uscita del singolo “Human” (aprile 2026) consolidano un progetto ormai totalmente a fuoco e consapevole.

    Il videoclip ufficiale di Human esce ad aprile 2026 in anteprima per TuttoRock Magazine.

    A luglio 2026 la band si affida nuovamente alle sapienti mani di Fabio Palombi (Blackwave Studio) per registrare un nuovo disco intitolato “Before the Light Goes Out” contenente 8 brani inediti, frutto di un anno di lavoro in sala prove.

    A differenza del precedente “Nothing Left But Silence”, i nuovi brani si focalizzano maggiormente sul riffing, su brani più diretti e su sonorità ancora più vicine all’Alternative e al Metal, pur mantenendo la matrice Grunge e 90’s.

    L’uscita dell’album è prevista per i primi mesi del 2027 e sarà preceduta dall’uscita di due singoli.

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  • TUNE A TON “GAME OVER” TRASFORMARE LE SCONFITTE IN OCCASIONI DI RINASCITA  

    TUNE A TON

    “GAME OVER”

    TRASFORMARE LE SCONFITTE IN OCCASIONI DI RINASCITA

     

    ASCOLTA “GAME OVER”!

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    I Tune A Ton presentano “GAME OVER”, un singolo che unisce l’energia del rock alternativo a sfumature funk, dando vita a un sound potente, moderno e diretto. Chitarre graffianti, ritmiche incalzanti e linee melodiche incisive si intrecciano in un brano dal forte impatto, capace di coniugare immediatezza e ricerca sonora.

    Al centro del pezzo c’è la resilienza, raccontata attraverso le difficoltà che attraversano la vita quotidiana: il fallimento, il senso di impotenza e la pressione di una società che chiede continuamente di dimostrare il proprio valore. “GAME OVER” affronta queste sensazioni senza filtri, trasformandole in un invito a reagire, ritrovare il proprio equilibrio e imparare a guardare gli ostacoli da una prospettiva diversa.

    Il progetto dei Tune A Ton nasce proprio dall’esigenza di dare voce a chi si trova ad affrontare le proprie battute d’arresto, ricordando che anche una sconfitta può diventare un punto di partenza. La musica si fa così espressione di una rivalsa personale, in cui la forza non sta nell’evitare le cadute, ma nella capacità di rialzarsi senza perdere sé stessi.

    Con “GAME OVER”, i Tune A Ton trasformano le difficoltà in un messaggio di consapevolezza e rinascita: perché ogni fine può aprire la strada a un nuovo inizio, affrontando le sfide con lucidità, determinazione e la voglia di ripartire.

    I Tune A Ton sono una band funk-rock originaria di Alba (CN), composta da cinque musicisti: Francesco Mossio alla voce, Giorgio Marengo alla chitarra, Umberto Bubbio a organo e tastiere, Riccardo Brandino al basso e Gabriele Costa alla batteria. Uniti dalla passione per il groove e dalla voglia di portare sul palco un sound fresco e personale, propongono un repertorio interamente originale.

    La loro musica nasce dall’incontro tra funk, rock e blues, con influenze pop e linee vocali che alternano melodie e sezioni rap. Il risultato è un mix dinamico e contemporaneo, caratterizzato da ritmiche incisive, energia e una forte attitudine live, capace di coinvolgere il pubblico fin dalle prime battute.

    A ottobre 2025 pubblicano “Funky Seaside”, il loro primo EP, composto da quattro brani inediti dalle sonorità marcatamente funk, che raccontano e definiscono l’identità musicale della band.

    Nel 2026 i Tune A Ton partecipano al Vicenza Rock Contest, conquistando il primo posto, il premio della critica e diversi riconoscimenti individuali per i componenti della band. Il 16 luglio dello stesso anno prendono parte a Sanremo Rock, vincendo la competizione e conquistando l’accesso alla fase successiva, in programma il 4 settembre a Ferrara, per le finali del Nord Italia.

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  • “Vorrei” è il nuovo singolo di Lorenz Castelli

    Da venerdì 30 ottobre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali di streaming “Vorrei” il nuovo singolo di Lorenz Castelli.

    “Vorrei” è un brano up-tempo che affronta il tema della solitudine, delle difficoltà di comunicazione e della paura di perdere la persona amata. La canzone racconta le insicurezze di chi fatica a esprimere i propri sentimenti e cerca una via di fuga dalla confusione quotidiana. Al centro del testo c’è il desiderio di costruire una relazione sincera, superando dubbi, paure e aspettative. L’artista si interroga anche sul valore di un semplice “ti amo” in una società in cui i rapporti sono spesso superficiali e i sentimenti vengono dati per scontati. Tra idealizzazione dell’altro e paura di non essere ricambiati, il brano sottolinea l’importanza dell’onestà, della fiducia e della capacità di mostrarsi per ciò che si è, senza nascondere le proprie fragilità. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: «Questo brano nasce da un’osservazione diretta e amara del contesto sociale in cui viviamo. Guardando le dinamiche di coppia di oggi, mi sono reso conto di quante persone rimangano bloccate in stalli emotivi perenni, prigioniere di quelle che definisco ‘vite parallele’. Quando parlo di vite parallele non mi riferisco a percorsi destinati a non incontrarsi mai per puro caso, ma a esistenze nascoste, fatte di omissioni, ipocrisie e poca onestà, in cui manca il coraggio di guardarsi negli occhi e dirsi la verità. In questo scenario, ho notato come la dinamica del possesso e del controllo venga troppo spesso scambiata per amore. Per pura insicurezza si finisce per giudicare chi ama vivere la propria esistenza in modo libero, positivo, solare e al tempo stesso profondamente rispettoso. La società, spesso ingabbiata nei propri cliché e in rigidi standard culturali ed emotivi, tende a bollare queste persone come frivole, superficiali o addirittura ad accusarle di condurre una doppia vita. L’amara ironia è che accade esattamente il contrario: sono proprio coloro che basano i rapporti sul possesso, sulla sfiducia e sul confinamento altrui a nascondersi dietro finzioni e doppiezze, incapaci di vivere una verità reale». 

    Disponibile ora in pre-save https://ffm.to/lorenzcastelli-vorrei

    Il videoclip di “Vorrei” è stato girato a Palermo e attraversa alcuni dei luoghi più caratteristici della città e della costa, dalla borgata marinara di Mondello alle strade del centro, fino agli scenari urbani notturni. Le immagini mettono a confronto il ritmo frenetico della vita quotidiana con la ricerca di una quiete interiore, rappresentata dalla calma del mare e richiamata anche nella copertina del singolo.

    Guarda il lyric video su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=0bh_62OeQnU

    LORENZ CASTELLI | BIOGRAFIA

    Lorenz Castelli, nome d’arte del cantautore e musicista Gianlorenzo Castelli (classe 1979), propone un progetto musicale che si inserisce con forza nel panorama del pop-rock d’autore italiano. La sua identità artistica unisce una scrittura intima e diretta a un forte impatto cinematografico, arricchito da sonorità moderne, curate ed energiche. Nato a Bucarest e cresciuto a Palermo a partire da metà anni ’80, il suo percorso nasce nelle strade e sulle spiagge, dove tra improvvisazioni chitarra e voce coltiva la sua filosofia: la ricerca di una voce autentica, naturale e lontana dalle logiche standardizzate delle produzioni di plastica.

    I suoi riferimenti spaziano dal pop-rock internazionale (Michael Jackson, Queen, Coldplay, Sting) ai grandi interpreti e vocalisti della musica italiana come Giorgia, Marco Masini e Alex Baroni, fino al legame artistico con l’immaginario di Nek (Filippo Neviani). Questa influenza trova una continuità diretta nella collaborazione con l’autore e compositore Andrea Amati, firma di punta del mainstream italiano.

    Dopo i primi importanti passi televisivi e concorsuali a livello nazionale – Accademia di Sanremo, Momenti di Gloria su Canale 5 condotto da Mike Bongiorno, e i provini per Amici di Maria De Filippi – per dare pieno sfogo alla sua visione e portare questa potenza sul palco, fonda la Contromano Music Band (CMB), realtà dedita alla rielaborazione della grande musica d’autore italiana nei live. Il progetto prende vita grazie all’energia e all’intesa di una formazione d’eccezione composta da Piero Virzì alla chitarra, Gaspare Greco alla batteria e Danilo Buttitta al basso, con il coordinamento manageriale e la direzione organizzativa affidati ad Antonella Trapani.

    La maturazione artistica del progetto vede la produzione tecnica affidata al polistrumentista Michele Coratella (Mikorstudio) e il supporto strategico di un team di professionisti di alto profilo: il lavoro sulla cura e sulla salute vocale è affiancato da Pietro Lo Piccolo, celebre Vocal Coach tra i coach ufficiali dell’Eurovision Song Contest 2022 svoltosi a Torino.

    A fare da solido punto di riferimento in questo percorso di costante evoluzione c’è la dimensione umana dell’artista: una crescita personale e professionale affiancata da sempre dal costante sostegno della sua famiglia e dall’affetto sincero degli amici più cari.

    Nel 2026, la sinergia strategica con l’ufficio stampa Red&Blue Music Relations segna una nuova fase di posizionamento radiofonico. Dopo il lancio del singolo “Tutto di te”, Lorenz presenta il nuovo brano “In fin dei conti”, un’opera intensa focalizzata sul valore del non detto e sulle urgenze emotive. Il percorso discografico proseguirà con la rielaborazione e la successiva pubblicazione di altri brani chiave del suo repertorio, tra cui “Possibile” e “Vorrei”, confermando l’identità di un artista indipendente con una storia autentica da raccontare e una proposta cucita per l’airplay nazionale.

    “Vorrei” è il nuovo singolo di Lorenz Castelli disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 30 ottobre.

     

    INSTAGRAM https://www.instagram.com/lorenzocastelli79

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    YOUTUBE https://www.youtube.com/@lorenzcastelli

  • I Black Project rompono gli schemi con “Nella ruota del topo”

    BLACK PROJECT

    “Nella ruota del topo”

    QUANDO SMETTERE DI CORRERE DIVENTA UNA FORMA DI RIBELLIONE

    ASCOLTA “NELLA RUOTA DEL TOPO”!

    https://orcd.co/blackproject-nellaruotadeltopo

    GUARDA IL VIDEO

    https://youtu.be/ROqJ5eD4tNA

    LINK SOCIAL

    Facebook: www.facebook.com/BlackProject.ita

    Instagram: www.instagram.com/blackproject_official_italian

    C’è una corsa che occupa le giornate, prosciuga le forze e lascia sempre al punto di partenza. È quella raccontata da “Nella ruota del topo”, nuovo singolo dei Black Project, che punta lo sguardo sulle storture del lavoro contemporaneo: contratti da firmare, banche da soddisfare, ritmi che divorano il tempo e un sistema che impone di correre senza concedere una vera via d’uscita.

    La figura del topo in gabbia rispecchia l’assurdità di questo meccanismo: muoversi senza avanzare, consumare la propria esistenza per tenere in funzione una macchina che restituisce sempre meno. Poi qualcosa si incrina. Il contratto viene strappato, le catene spezzate, la fuga diventa una scelta concreta. Non c’è, però, una libertà già pronta ad aspettare dall’altra parte. C’è un precipizio, il vuoto lasciato dalle vecchie certezze, la paura di non sapere cosa verrà dopo. È proprio qui che il brano trova il suo nodo più umano: uscire dalla gabbia significa rinunciare anche alla sicurezza che la gabbia, per quanto soffocante, sembrava garantire.

    Sul piano musicale, i Black Project scelgono le asperità del nu metal, con un basso in primo piano e le corde a costruire un impianto ruvido, attraversato da scratch fin dall’apertura. Le strofe affidate al rap incalzano il racconto, il ritornello melodico rende più universale quello “sguardo perso” che non ha “il coraggio di guardare oltre il precipizio”, mentre il growl del bridge porta in superficie la rabbia rimasta compressa fino a quel momento. Un impasto che può parlare a chi ha apprezzato gli Extrema insieme a J-Ax e che osserva il conflitto tra obbedienza e autodeterminazione.

    Meglio una gabbia che garantisce stabilità o un tuffo nell’ignoto?

    I Black Project nascono nel 2019 a Bienate, alle porte di Milano, dall’incontro di musicisti uniti dalla voglia di costruire un’identità sonora personale.
    Il progetto prende forma dopo esperienze maturate dai componenti dentro e fuori la musica, con il primo brano “Veleno”, registrato con Mattia Stancioiu, batterista dei Labyrinth.

    Nel novembre 2023 pubblicano “Mr. Nessuno”, album d’esordio composto da nove tracce e frutto di due anni di ricerca e sperimentazione. Il disco intreccia influenze rock e metal con atmosfere moderne, riflettendo le diverse radici musicali della band.
    Nel 2024 il gruppo si distingue al concorso “Zocca – Paese della Musica”, classificandosi nelle prime posizioni; il risultato li porta ad aprire per Vasco Rossi allo stadio San Nicola di Bari, il 19 giugno dello stesso anno.

    Sempre nel 2024, i Black Project raggiungono le Finali Nazionali di Sanremo Rock.

    Nel 2026 entrano nel roster dell’etichetta indipendente Sorry Mom!, inaugurando una nuova fase del proprio percorso basata su una ricerca sonora più consapevole, anche grazie all’evoluzione della formazione. Oggi la band prosegue il proprio cammino ampliando i confini del suo linguaggio, tra radici rock, metal, rap e sensibilità melodica.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • Francesco Cavestri: l’8 novembre al Bologna Jazz Festival, poi il tour britannico con tappa al London Jazz Festival e a Edimburgo con “Noè: l’Arca del Jazz”

    Dall’8 novembre al Bravo Caffè di Bologna fino al prestigioso palco londinese il 19 novembre: il giovane pianista e compositore porta in tour la sua “arca del jazz” tra Italia ed Europa.

    In occasione dell’edizione 2026 del Bologna Jazz Festival (BJF), il pianista, compositore e produttore Francesco Cavestri torna ad esibirsi nella sua città natale con il Francesco Cavestri Trio. L’appuntamento sotto le due torri è fissato per domenica 8 novembre 2026, alle ore 21:00, nella cornice del Bravo Caffè.

    Un passaggio chiave all’interno di un 2026 internazionale straordinario che lo ha portato a Dubai, New York, Chicago, Toronto, Malta, Ankara fino a Bruxelles; pochi giorni dopo la data bolognese del BJF, il 19 novembre, Cavestri sarà infatti tra i protagonisti del prestigioso EFG London Jazz Festival, una delle vetrine più importanti al mondo per il jazz contemporaneo, a conferma della dimensione sempre più globale del suo percorso artistico.

    Al BJF, così come nel tour britannico, Cavestri presenterà dal vivo il suo quarto album, «NOÈ», pubblicato da Universal Music Italia e premiato dalla piattaforma musicale Qobuz come Best New Album of the Week. Un lavoro definito dalla critica come una vera e propria “arca musicale”, in cui il jazz accoglie al suo interno linguaggi e mondi musicali diversi, tra cui l’elettronica contemporanea, il campionamento hip-hop, elementi sinfonici e momenti pianistici sospesi tra virtuosismo e minimalismo.

    In trio, la stessa formazione che ha partecipato alla registrazione dell’album interpreta le composizioni di NOÈ, lasciandole aperte all’interplay, a nuove traiettorie ritmiche e a improvvisazioni che prendono forma nel dialogo tra i musicisti.

    Ad arricchire il concerto sarà la presenza di un graphic designer, che proietterà visual audio-reattivi generati e trasformati in tempo reale dalla musica suonata sul palco. Suono e immagini daranno così vita a un’esperienza multisensoriale, irripetibile come l’improvvisazione da cui nasce.

    «Essere di nuovo parte del Bologna Jazz Festival è per me un ritorno a casa speciale, che quest’anno dialoga direttamente con la nostra tappa al London Jazz Festival il 19 novembre» dichiara Francesco Cavestri. «Portare NOÈ prima al Bravo Caffè e poi a Londra significa condividere un viaggio sonoro aperto a più linguaggi, abbattendo ogni barriera di genere sia nella mia città che su palchi internazionali».

     

     

    Prossimi appuntamenti live:

    8 Novembre 2026 – BOLOGNA: Bologna Jazz Festival @ Bravo Caffè (Via Mascarella 1), ore 21:00

    INFO & PRENOTAZIONI: 051 266112 / 333 5973089 – INFO@BRAVOCAFFE.IT

    19 Novembre 2026 – LONDRA (UK): EFG London Jazz Festival @ Steinway Hall

    20 Novembre 2026 – EDINBURGH (UK) @ PIANODROME

    BIO

    Francesco Cavestri (Bologna, 2003) è un pianista, compositore e divulgatore musicale italiano. Si è diplomato in Pianoforte Jazz con il massimo dei voti al Conservatorio di Bologna a vent’anni. Negli Stati Uniti ha ottenuto due borse di studio al Berklee College of Music di Boston e un’ulteriore borsa di studio alla New School for Jazz and Contemporary Music di New York.

    La sua discografia conta quattro album. Il debutto, «Early17» (2022), con la collaborazione speciale del trombettista Fabrizio Bosso. «IKI — Bellezza Ispiratrice» (Universal Music Italia, 2024), che ha visto la partecipazione dell’icona del jazz italiano Paolo Fresu. «Una morte da mediano» (2024), colonna sonora originale di un progetto RaiPlay Sound. Il quarto album «NOÈ» è uscito il 29 maggio 2026 per Universal Music Italia – registrato agli Universal Studios di Milano su uno Steinway B-211, con la partecipazione della Budapest Scoring Orchestra. NOÈ è stato premiato da Qobuz come miglior album della settimana a livello mondiale e, sempre su Qobuz, è diventato l’album più ascoltato in tutta Italia.

    Nel 2024 Cavestri ha avviato la collaborazione con Steinway & Sons Italia ed è stato ufficialmente nominato Steinway Artist, entrando a far parte della cerchia dei pianisti più riconosciuti al mondo.

    A gennaio 2025 ha pubblicato «Entropia», un singolo con il pioniere del rap italiano Willie Peyote, anticipando la sua esplorazione dei rapporti tra jazz, hip-hop ed elettronica. Ad aprile 2025 è stato inserito da Forbes Italia tra i 100 Under 30, primo musicista jazz a comparire nella lista. È stato premiato per tre anni consecutivi (2023 · 2024 · 2025) come Miglior nuovo talento dell’anno dalla rivista Musica Jazz.

    Si è esibito al Blue Note di Milano (sold out, con la partecipazione speciale di Malika Ayane), alla Triennale di Milano, al Bologna Jazz Festival, a Time in Jazz (Berchidda), all’Alexanderplatz (Roma), alla Casa del Jazz (Roma), al Wally’s Jazz Club (Boston), allo Smalls Jazz Club (New York) e presso gli Istituti Italiani di Cultura in Europa, Medio Oriente e Nord America.

    Il suo tour internazionale più recente lo ha portato a New York, Chicago, Toronto, Amburgo, Ankara, Malta, Colonia, Stoccarda e Dubai.

    Tra le sue collaborazioni figurano artisti del calibro di Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Willie Peyote, Malika Ayane, Enrico Intra, Stefano Di Battista, Cleon Edwards, Francesco Baccini e molti altri.

    FRANCESCO CAVESTRI – pianoforte, synth, electronics

    RICCARDO MARCHESE – batteria

    ALESSANDRO SIMEONI – basso, contrabbasso, Synth Moog

    GIANLUCA LOVREGLIO – visual

    Sito Web  https://www.francescocavestri.it/

    Instagram  https://www.instagram.com/fracavestrii/

    Spotify https://open.spotify.com/__noul__?

    YouTube https://www.youtube.com/channel/UCoasFc2ZQUASFcbSWE4GQpw

    Facebook https://www.facebook.com/francescocavestri/

  • “Tra me e me” è nuovo singolo di Josei

    Dal 30 ottobre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica  “Tra me e me”, il nuovo singolo di Josei per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “Tra me e me” è un brano che racconta la parabola di un legame spezzato, traendo ispirazione dalla storia vera di due amici dell’artista: un sentimento sincero ostacolato da un tempismo sbagliato e da occasioni mancate. A fare da contrasto a questa narrazione non c’è una melodia malinconica, bensì un sound accattivante e luminoso, saldamente ancorato al pop contemporaneo e arricchito da venature indie pop.

    Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo: «Questo brano si inserisce perfettamente nel mio percorso artistico, perché amo raccontare ciò che vivo e osservo da vicino. La canzone nasce da una storia vera a cui ho assistito in prima persona nell’ultimo anno: due miei amici che non sono mai riusciti a trovarsi al momento giusto, fino a perdersi definitivamente. Il pezzo è nato la scorsa estate, di notte, ed è venuto fuori in appena venti minuti: sentivo l’urgenza viscerale di mettere in musica questa vicenda, un’idea che ha finito per emozionare profondamente entrambi i protagonisti.» 

    Biografia

    Josei, all’anagrafe Josei Alessandro Varela, è un giovane cantautore e produttore classe 2008. Romano, cresciuto in una famiglia di musicisti — con un padre batterista jazz di fama internazionale (Charlie Haden, Pat Metheny, Pino Daniele) e una madre cantante e vocal coach affermatasi anche all’estero (Eros ramazzotti, Milva, Alejandro Sanz) —, ha sempre avuto la musica nel sangue.

    All’età di 5 anni comincia ad appassionarsi al pianoforte, prendendo lezioni con il nonno. Crescendo a stretto contatto con l’attività dei genitori, ha l’opportunità di vivere il palco sin da piccolo partecipando ai loro concerti. Nel 2018, a soli 10 anni, si esibisce in Messico insieme ai genitori davanti a 2.000 persone con l’Orchestra Sinfonica dello Stato del Messico (OSEM), mentre nel 2021 prende parte alla rassegna “Around Jazz” presso il Parco Archeologico dell’Appia Antica nel concerto “Frida en silencio”, progetto del padre, condividendo il palco con Serena Brancale.

    Polistrumentista (suona chitarra e pianoforte), Josei intraprende un percorso artistico in costante crescita che lo porta a pubblicare il suo singolo d’esordio “Semplicemente tu” il 22 aprile 2026, seguito il 27 giugno 2026 dal brano “SEMPRE DRITTO”. Nelle sue composizioni confluiscono influenze eterogenee: dai maestri del passato fino a esponenti del cantautorato contemporaneo come Alfa, Calcutta, Jovanotti e Pino Daniele.

    Affiancato dai genitori e da un fidato gruppo di amici con cui condivide le esperienze che trasforma in musica, Josei punta a parlare alla sua generazione con l’obiettivo primario di emozionare il pubblico attraverso le sue canzoni.

    “Tra me e me” è nuovo singolo di Josei disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dal 30 ottobre per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    Instagram –  https://www.instagram.com/josei.varelaa

    TikTok – https://www.tiktok.com/@jos_._3

  • “BAD FOR FUN” è il nuovo singolo di Elena Romano

    Dal 23 ottobre 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica “BAD FOR FUN” (PLUMA dischi/IRMA Records), il nuovo singolo di Elena Romano.

    “BAD FOR FUN” è un brano che trae ispirazione da un viaggio in treno da Berlino a Colonia, città in cui la cantautrice viveva in quel periodo: settimane intense, scandite da nuove lingue, incontri inaspettati e una versione di sé in continua evoluzione lontano da casa. Tra quei volti, una connessione particolare lascia il segno, innescando una riflessione profonda su cosa significhi desiderare qualcuno senza tuttavia riuscire a concedersi di restare.

    Nasce così una canzone sull’ambivalenza emotiva: il magnetismo verso ciò che si brama e, parallelamente, l’istinto di fuggire prima che tutto diventi troppo reale. Elena Romano dà voce alla vertigine e alla vulnerabilità di chi è attratta da ciò che intimamente la spaventa, rimanendo in bilico tra il bisogno di aprirsi e l’urgenza di proteggersi, tra la tentazione di restare e l’impulso di sparire.

    Scritto e interpretato in inglese, il singolo fonde una scrittura viscerale e diretta a un immaginario fortemente evocativo, dove il corpo si fa linguaggio e la distanza diventa, paradossalmente, l’unica forma di contatto sostenibile. Dal punto di vista sonoro, “BAD FOR FUN” naviga con eleganza tra pop ed elettronica contemporanea, impreziosito dalle influenze classiche innestate dal fratello Lorenzo Romano, che ne cura anche la produzione musicale: una sintesi raffinata e coerente con il background artistico di Elena, a cavallo tra radici jazz e cantautorato pop internazionale.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “BAD FOR FUN nasce dal bisogno di attraversare visceralmente ciò che mi circonda, senza mai appartenervi fino in fondo. Questa incompletezza mi ha dispersa in frammenti, sparsi in incontri con luoghi e persone. Nella fuga stessa mi ritrovo incatenata a ciò da cui scappo, un luogo, un corpo, un nome. Fuggo per legarmi: è lì che si consuma il mio attaccamento più vero, ed è proprio nella fuga che mi innalzo alla conoscenza. BAD FOR FUN è quella scomodità: desiderare e fuggire nello stesso respiro, essere carne aperta e corazza insieme. Un equilibrio impossibile, rimasto incastrato nel petto, che questa canzone finalmente restituisce.”

    Guarda il lyric video: https://www.youtube.com/watch?v=w0vhrVYdcmA 

    Biografia

    Elena Romano è una cantante e cantautrice fiorentina con una solida formazione nel canto jazz e un percorso artistico maturato tra l’Italia e la Germania. Il suo stile, personale e contemporaneo, fonde scrittura pop, pulsazioni elettroniche, improvvisazione jazzistica e reminiscenze di musica classica, dando vita a un affascinante dialogo tra antico e moderno che si riflette tanto nella ricerca sonora quanto nella sua estetica visiva.

    Il suo percorso accademico d’eccellenza prende forma alla Siena Jazz University, prosegue all’Università di Musica e Danza di Colonia (HfMT) e si perfeziona al Conservatorio Girolamo Frescobaldi di Ferrara, dove consegue il diploma accademico di secondo livello in canto jazz. Tra le prime collaborazioni di rilievo spicca la partecipazione nel 2022 come voce solista all’album “Arie” di Ferruccio Spinetti, inciso al fianco del celebre batterista statunitense Jeff Ballard. Nel 2025 pubblica l’EP d’esordio “Lorena”, realizzato a quattro mani con il fratello e compositore Lorenzo Romano: un lavoro intimo e avvincente in cui la tradizione cantautorale italiana incontra raffinate architetture elettroniche. L’esplorazione sonora prosegue nel 2026 con nuove sinergie artistiche: collabora con Hachiko nel brano “90MILA” e pubblica il singolo “Sexting” insieme a Jilhara, portando parallelamente la propria dimensione live sui palchi di diversi festival.

    Negli anni Elena ha collezionato prestigiosi traguardi: nel 2021 vince il premio per la migliore composizione al Concorso Bianca d’Aponte con “Il Sole (cattivi pensieri)”; nel 2024 si aggiudica il Premio Ernesto De Pascale al Rock Contest di Controradio per la miglior canzone in italiano con “Sogno” (ottenendo anche una menzione speciale da MITA Academy per la coerenza audio-visiva del progetto); nel 2025 rientra tra i semifinalisti di 1M NEXT per il Concerto del Primo Maggio di Roma. Il 2026 ne consolida ulteriormente la caratura artistica: oltre a essere selezionata tra i finalisti nazionali di MArteLive Connect, conquista la Targa ARCI al Premio Piero Ciampi Città di Livorno.

    Attualmente Elena Romano è impegnata nella lavorazione del suo primo atteso album in studio.

    “BAD FOR FUN” è il nuovo singolo di Elena Romano disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 23 ottobre 2026.

    Instragram – https://www.instagram.com/eleniromano/

    Spotify – https://open.spotify.com/intl-it/artist/1dvr2msLhESCag8R6xHnDE?si=zBwTC5JnTLK9gSyI716naQ&nd=1&dlsi=2d74656c3f1b4cb3