Categoria: comunicati stampa

  • Il giornalista e scrittore Andrea Perego torna in libreria con “Algarottino mio dolce – Il giovane Francesco Algarotti”, un vero reportage giornalistico del XVIII secolo che ci conduce nel quotidiano del protagonista e dietro le quinte della storia

    Giornalista, scrittore, diplomato in archivistica, paleografia e diplomatica, Andrea Perego torna sul panorama editoriale con “Algarottino mio dolce – Il giovane Francesco Algarotti” (Ed. Supernova) per raccontare la vita del giovane Francesco Algarotti (1712-1764), dalla sua nascita al 1744.

    Questa prima biografia dettagliata del letterato veneziano si basa essenzialmente sulle sue lettere, un tentacolare epistolario disperso in vari Paesi europei.

    Perego ha letto i carteggi di Algarotti e dei suoi corrispondenti, in parte ancora inediti, in francese, inglese, tedesco e italiano, ricostruendo date e movimenti di una vita “assai per altro singolare”, come riconosce lo stesso Francesco.

    Chi è, infatti, Francesco Algarotti? L’autore de Il Newtonianismo per le dame, best seller europeo del 1737, è un mistero vivente, un cosmopolita, un celebre scrittore, un viaggiatore seducente che si serve della sua intelligenza e della sua educazione ma anche del suo fascino. Elegante anticonformista, spirito libero o libertino, questo giovanotto dallo sguardo dolce ha percorso l’Europa del Settecento con curiosità e desiderio. Mettendo a frutto un temperamento audace e inquieto, ha esercitato un profondo impatto sulla cultura dell’epoca, senza trascurare le occasioni di divertimento e di piacere.

    “Nel corso delle mie ricerche mi capitava spesso di imbattermi nel nome di Francesco Algarotti – ha spiegato l’autore.

    Nella prima metà del Settecento lo s’incontra negli ambiti più svariati: letteratura, scienza, arte e anche, spesso, nelle cronache indiscrete. Il suo nome compare a Venezia, naturalmente, ma anche a Parigi, a Londra, a Dresda, a Berlino. Proprio negli Archivi di Berlino mi è capitata tra le mani una poesia del re Federico II indirizzata a Francesco, da tempo censurata nelle pubblicazioni ufficiali sul re di Prussia.

    A quel punto ho cominciato a mettere ordine nella vita stravagante e variopinta di questo simpatico soggetto, nei suoi movimenti e nei suoi tentacolari rapporti con intellettuali, scrittori, scienziati, nobiluomini e nobildonne, monarchi e artisti. Le informazioni che trovavo però erano spesso imprecise e incomplete. Il passo successivo, siccome sono archivista e giornalista, è stato quello di risalire alle fonti prime: le sue lettere.

    Il lavoro non era semplice perché il suo immenso epistolario è disperso in varie sedi, ma si faceva via via sempre più interessante man mano che procedevo nella lettura. Conoscevo già il personaggio ma non i dettagli della sua caleidoscopica giovinezza. Ho scoperto un uomo che non è un semplice letterato, un intellettuale da tavolino. Era evidente che questo giovanotto risultava irresistibile alle persone che incontrava e mi sono domandato quale fosse il segreto del suo fascino.

    Ne è uscito il profilo di uno spirito libero, un giovane di fine intelligenza, di cultura e educazione non comuni, che cerca il suo posto nel mondo e si lancia in avventure, anche galanti, sorprendenti e singolari, talvolta bislacche, che da Venezia lo portano in Francia, in Inghilterra, in Russia, in Germania, o in missione segreta a Torino per il re di Prussia. A Londra intavola uno spassoso e sorprendente ménage à trois e di tutte queste vicende ci lascia testimonianza scritta, perché è prima di tutto uno scrittore.

    Il risultato è un libro che non è solo una biografia ma uno sguardo diritto nella vita del primo Settecento, nella quotidianità del protagonista, ed è l’aspetto che a me piace di più: come viaggiava, dove alloggiava, come otteneva i soldi dalla famiglia spostandosi di città in città, come si curava quand’era ammalato.

    Alcuni episodi ci portano dietro le quinte della grande storia, nel privato di re e personaggi celebri, rivelandoci quegli aspetti che i libri di storia non raccontano”.

    “Ho conosciuto Andrea Perego all’Archivio di Stato di Venezia – ha dichiarato Giovanni Distefano di Supernova Edizioni. Ero bloccato su un’antica scrittura e ho visto che lo studioso al mio fianco procedeva con una discreta velocità a leggere e ad annotare qualcosa su un suo quaderno. Gli ho chiesto se potesse aiutarmi leggendo un paio di righe del mio documento. Con grande cortesia si dichiarò disposto, lesse il documento e mi risolse il problema.

    Sono passati anni da allora e Supernova ha pubblicato diversi lavori di Andrea Perego, uno degli scrittori più presenti e apprezzati nel catalogo della casa editrice per la sua prosa asciutta e ricca allo stesso tempo, le parole scelte con grande cura e appropriatezza, l’eleganza e il ritmo del suo periodare, la sua capacità di eloquio”.

    Oltre agli indubbi e ben noti meriti intellettuali che hanno arricchito la letteratura italiana e l’arte della Germania, a emergere è il lato umano di Algarotti, fatto anche di intemperanze e debolezze, comune a molti giovani, aspetto che lo rende vicino a noi e ci porta a provare simpatia, non solo ammirazione. 

    Un vero reportage giornalistico del XVIII secolo, insomma, capace di mostrare come la vita vera possa essere più avventurosa di un romanzo.

    Dati tecnici:

    Titolo: Algarottino mio dolce – Il giovane Francesco Algarotti

    Autore: Andrea Perego

    Editore: Supernova

    Data di pubblicazione: settembre 2026

    Pagine: 136

    Prezzo brossura: Euro 14.00

    Prezzo e-book Kindle e Kobo: Euro 8.90

    ISBN: 978-88-6869-488-3

    Biografia:

    Andrea Perego è giornalista e scrittore, diplomato in archivistica, paleografia e diplomatica. Con Supernova ha pubblicato Racconti in cornice; Casanova a Berlino, tradotto in francese, inglese e tedesco (Casanova à Berlin; Casanova in Berlin; Casanova und Berlin); Barbara – Un affare di Stato, tradotto in inglese (Barbara – An Affair of State). Ha inoltre pubblicato due romanzi: Le leggi del tempo e Il gentiluomo, tradotti in inglese (The Laws of Time, A Man of the World).

  • Nessuna vendetta, nessuna difesa: Syelune Vorne e l’arte di ritirarsi dal tavolo delle speculazioni

    Una sottile ma sostanziale differenza separa il difendersi dal decidere di non sedersi più al tavolo dove gli altri discutono di noi. Mossa da questa consapevolezza, la cantautrice cubana naturalizzata italiana e ciampinese d’adozione Syelune Vorne pubblica “Karma”, il suo nuovo singolo.

    Giudizi, mezze verità, conversazioni private, versioni ripetute fino a pretendere di diventare fatti. Syelune racconta di aver conosciuto bene questo meccanismo e di aver trascorso tempo nel tentativo di correggere ciò che veniva detto sul proprio conto. Fino a scegliere una strada diversa.

    Non una controffensiva e nemmeno una ricostruzione pubblica della vicenda. “Karma” nasce nel momento in cui l’artista decide di non organizzare più il proprio tempo intorno alle parole degli altri.

    «”Karma” nasce dall’osservazione di un meccanismo che conosco bene: persone che pronunciano il tuo nome molto più di quanto tu pronunci il loro – racconta –. Giudizi, versioni costruite, che a forza di essere ripetute pretendono di diventare fatti. A un certo punto ho smesso di voler correggere ogni voce. Ho preferito scriverci sopra una canzone.»

    Perché la ripetizione non rende vera un’affermazione, ma può farla apparire progressivamente più familiare e, di conseguenza, più credibile.

    In psicologia cognitiva il fenomeno è conosciuto come “illusory truth effect”, l’”effetto di verità illusoria”. Una review pubblicata nell’aprile 2024 su Current Opinion in Psychology ha raccolto gli studi sul tema mostrando come l’esposizione ripetuta possa accrescere la percezione di veridicità anche di informazioni false, implausibili o in contrasto con conoscenze già possedute.

    Il riferimento scientifico non racconta naturalmente la vicenda personale di Syelune, ma aiuta a leggere la dinamica da cui nasce la canzone: la distanza che può crearsi tra ciò che è accaduto e ciò che, continuando a essere raccontato, finisce per sedimentarsi come una versione plausibile.

    «Mi nombre se llama Karma. Tú me nombras cada día, yo no te nombro mañana»: «Il mio nome si chiama Karma. Tu mi nomini ogni giorno, io domani non nominerò te».

    La sproporzione raccontata da Syelune non riguarda soltanto chi parla e chi sceglie di non rispondere, ma anche l’attenzione che il negativo riesce a intercettare. Un fenomeno particolarmente evidente online: uno studio pubblicato su Nature Human Behaviour, condotto su circa 105.000 varianti di titoli che hanno generato 5,7 milioni di clic e oltre 370 milioni di impression, ha rilevato che, in un titolo di lunghezza media, ogni parola negativa aggiuntiva aumentava del 2,3% il tasso di clic. Un dato circoscritto al consumo di notizie online, ma significativo rispetto alla capacità del linguaggio negativo di conquistare attenzione.

    Nel brano, questo tipo di attenzione assume un valore e una forma molto concreti. Syelune parla di conversazioni private, di attacchi dietro uno schermo e racconta persino di profili creati utilizzando il proprio nome, sia artistico che anagrafico.

    Ma proprio quando “Karma” potrebbe trasformarsi in una resa dei conti, il testo sceglie di fermarsi: «No voy a decir nombres» («Non dirò nomi»).

    Nessun nome da consegnare al pubblico, nessun elenco di colpevoli, nessuna richiesta all’ascoltatore di prendere posizione. Syelune rinuncia così a utilizzare la stessa attenzione che il brano mette in discussione: non aggiunge altri bersagli, non alimenta il circuito e riporta il discorso sulla scelta da cui “Karma” nasce, quella di decidere finalmente dove investire il proprio tempo.

    «Non ho scritto “Karma” per convincere qualcuno della mia versione dei fatti – conclude l’artista –. A un certo punto capisci che non tutto merita una risposta e che continuare a correggere ogni voce significa restare dentro una conversazione che non ti appartiene più. Il karma, nella canzone, non è una vendetta che devo organizzare io. È ciò che rimane quando ognuno viene lasciato davanti alle proprie azioni.»

    Anche il significato del titolo passa da qui. Per Syelune il karma non è l’attesa che prima o poi qualcuno “paghi”, né la speranza di assistere a una rivalsa. È la rinuncia a occuparsene personalmente: smettere di intervenire, correggere e replicare, lasciando a ciascuno la responsabilità di ciò che fa.

    A quel punto, la questione diventa soprattutto come si sceglie di utilizzare il proprio tempo.

    “Karma” arriva dopo poco più di un mese da “Confundieron (Oye mi voz)”, il singolo in cui aveva affrontato le definizioni ricevute negli anni – “debole”, “matta”, persino “bestia” – e il diritto di tornare a definirsi attraverso la propria voce. I due brani fotografano due momenti diversi dello stesso percorso. In “Confundieron” Syelune sentiva il bisogno di dire “ascolta la mia voce” e di sottrarre la propria identità alle parole che altri avevano utilizzato per raccontarla; in “Karma” quella voce ha conquistato anche il diritto di tacere quando rispondere significherebbe continuare ad alimentare una conversazione dalla quale l’artista ha scelto di uscire. Perché avere una voce significa anche poter scegliere quando non usarla per difendersi, smettendo di lasciarla in ostaggio alle versioni di noi create dagli altri.

    Musicalmente, il cambio di passo è altrettanto netto rispetto al precedente brano. La produzione, firmata anche questa volta da Emanuele Proietti, porta “Karma” su un terreno decisamente più ritmico e incalzante, facendo emergere con maggiore evidenza l’anima energica di Syelune. Il contenuto resta personale, ma non assume la forma della confessione: il brano corre, reagisce, prende spazio, ampliando ulteriormente il profilo di una cantautrice che negli ultimi lavori sta definendo con maggior nitidezza la propria identità, senza separare le radici cubane dalla vita costruita in Italia, l’introspezione dall’energia e la sensibilità da una componente interpretativa più istintiva.

    Una direzione che continua a trovare in “Appartenere non significa scegliere” la propria sintesi. La frase con cui Syelune racconta da tempo il rapporto tra le due culture che fanno parte della sua storia, in “Karma” acquista anche un significato ulteriore: poter scegliere non soltanto ciò a cui appartenere, ma anche a cosa concedere il proprio tempo e la propria attenzione.

    Perché alla fine è proprio il tempo a mostrare la distanza tra ciò che si dichiara e ciò a cui si continua, nei fatti, a dare importanza. Nel finale, l’artista lo afferma in maniera cristallina: «Dicen que no les importo, pero encuentran tiempo todos los días para preocuparse de lo que hago en mi vida» («Dicono che non gli importa di me, ma trovano tempo ogni giorno per preoccuparsi di quello che faccio nella mia vita»). E oggi, quel tempo, ha scelto di spenderlo altrove.

    “Karma” diventa così una scelta di direzione: Syelune non vuole continuare a correggere ogni voce, ma utilizzare la propria per scrivere, creare, salire su nuovi palchi e dare forma al percorso che viene dopo.

    Il brano è accompagnato dal videoclip ufficiale, diretto da Danilo D’Auria, con Chiara Lucarelli alla camera, Alessandra Venditti al make-up e la produzione di OURTAKE.


  • WODA WODA “Codardo Maledetto” QUANDO L’EGOISMO DIVENTA UNA CONDANNA

    WODA WODA

    “Codardo Maledetto”

    QUANDO L’EGOISMO DIVENTA UNA CONDANNA

    ASCOLTA “CODARDO MALEDETTO”!

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    Con il nuovo singolo “Codardo Maledetto”, i Woda Woda puntano l’arco contro chi crede che il proprio tornaconto sia una ragione sufficiente per calpestare la vita altrui. Contro chi si nasconde dietro il cinismo di un “la vita va così”, come se la responsabilità fosse un dettaglio trascurabile.

    Il brano mette sotto accusa senza attenuanti la vigliaccheria di chi prospera sulle conseguenze delle proprie azioni, fregandosene dell’impatto sul prossimo. “Chi te lo dà il diritto di uccidermi così?” è la domanda fondamentale, il nucleo politico e umano del pezzo, che richiama il principio elementare formulato da Albert Camus: “La libertà è, prima di tutto, non mentire”. Perché sottrarsi alla verità del danno provocato significa partecipare alla sua perpetuazione.

    Sul piano musicale, la denuncia prende corpo in una sfuriata hard rock: riff essenziale e incalzante, voce in contrattacco e una sezione ritmica veloce e possente.

    L’arco dei Woda Woda scaglia frecce esplicite e dirette contro chi confonde il successo con l’impunità, contro chi avanza come un carro armato, incurante di ciò che resta sotto i cingoli.

    “Ogni tuo giorno hai distrutto la vita di qualcuno”: qui non c’è una metafora da addolcire, ma il conto di una responsabilità. Nessuna assoluzione per quel potere, esercitato anche lontano dai palazzi e dalle uniformi. Quello di chi decide per sé e scarica sugli altri il prezzo delle proprie scelte.

    Nati nel 2020, i Woda Woda hanno costruito negli anni un percorso originale all’interno della scena rock italiana, sviluppando una forte identità artistica fondata sulla contaminazione tra musica, narrazione e simbolismo.

    Dopo i primi singoli “Medusa”, “Portando la Pelle a Casa” e “Divano Giallo”, la band ha proseguito il proprio cammino con “We Are Biker Guys”, “P.U.B. (Prendimi, Usami e Buttami)”, “Sesso & Vino” e “Daisy”, consolidando uno stile che alterna ironia e critica sociale con atmosfere legate al rock più classico.

    Tra il 2025 e il 2026 prende forma il progetto più ambizioso della band: “L’Ultimo Testamento”. Attraverso la figura di angeli caduti — Lucifer, Leviathan, Samael, Asmodeus e Behemoth — i Woda Woda costruiscono un universo narrativo che mette in discussione le tradizionali contrapposizioni tra bene e male, accompagnando l’ascoltatore in un viaggio tra conoscenza, dubbio e ricerca della verità, cambiando radicalmente sound e approccio compositivo.

    L’uscita dei singoli “Veleno” e “Lady Mazikeen” anticipa la pubblicazione dell’album “L’Ultimo Testamento”, avvenuta il 16 gennaio 2026. Il disco rappresenta il primo capitolo di una saga più ampia che comprende anche un fumetto dedicato e introduce personaggi come Caino, Lucifer, Lady Mazikeen e i Demoni Maggiori all’interno di una narrazione destinata a svilupparsi nel tempo.

    Nel corso del 2026 la Legione affronta importanti cambiamenti ed oggi i Woda Woda sono composti da Lucifer (voce), Leviathan (batteria), Behemoth (chitarra) e Paymon (basso).

    La band è attualmente al lavoro sul nuovo concept album “L’Estinzione è Qui!”, un’opera che vedrà gli angeli caduti osservare l’umanità contemporanea dopo millenni di silenzio. Guerre, avidità, corruzione, manipolazione e ricerca del profitto diventeranno il punto di partenza di una nuova riflessione sul destino dell’uomo e sul mondo che egli stesso ha costruito.

    Ad anticipare questo nuovo capitolo, nel luglio del 2026 è stato pubblicato “Sulla Luna”, il primo singolo estratto dall’album ed oggi è la volta di “Codardo Maledetto”, una denuncia feroce contro l’arroganza del potere e l’indifferenza di chi mette il proprio interesse davanti alla vita degli altri.

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  • IL PATTO PER LE POLITICHE: UNIRE LE FORZE PER CONTARE DI PIÙ

    Entro la fine dell’anno un appuntamento per costruire una grande aggregazione di Centro. L’invito è rivolto ad associazioni, movimenti e realtà civiche: protagonisti di un progetto condiviso, nel rispetto delle identità ed autonomia di ciascuno.

    Trasformare la frammentazione in una forza comune, dare voce ai territori e costruire una nuova rappresentanza politica. È questo l’obiettivo de Il Patto per le Politiche, un percorso aperto alle realtà associative, civiche, sindacali e del mondo del lavoro che intendono collaborare nell’area di Centro. L’Italia può contare su un vasto patrimonio di partecipazione: secondo i dati Istat riferiti al 2023, le associazioni sono oltre 314 mila, all’interno di un settore non profit che supera le 368 mila organizzazioni. Un capitale umano e sociale che, insieme alle energie dei movimenti e delle realtà civiche, può contribuire a un progetto politico più forte e radicato. Il prossimo 20 dicembre 2026 a Roma è convocato l’incontro nazionale per costruire una grande aggregazione di Centro.  L’invito è rivolto ad associazioni, movimenti e realtà civiche: protagonisti di un progetto condiviso, nel rispetto delle identità ed autonomia di ciascuno: per conoscersi, confrontarsi e raccogliere proposte in vista della costruzione del percorso costituente. I principi fondanti sono pari dignità, trasparenza, uguaglianza, rispetto e partecipazione. L’obiettivo è arrivare, attraverso decisioni condivise, a un programma comune, un unico nome, un simbolo e una prospettiva elettorale unitaria, senza cancellare le identità e le autonomie degli enti partecipanti. Il progetto, che si prefigge un monitoraggio continuativo del panorama politico, guarda anche oltre le imminenti elezioni, puntando a consolidare una collaborazione stabile nei territori, in vista dei futuri appuntamenti regionali e comunali.

    L’INVITO ALL’ADESIONE È APERTO: associazioni, movimenti e realtà interessate sono chiamati a partecipare fin dall’inizio, portando idee, competenze ed esperienze per costruire una casa comune nella quale ciascuno possa avere voce.

    Tante realtà, un progetto condiviso.
    Uno per tutti, tutti per uno.

    Per aderire e partecipare all’incontro, scrivere all’indirizzo mail
    collaborazioneitaliana101@gmail.com

  • “Citylife” è il nuovo singolo di Bessye

    Dal 30 ottobre 2026 sarà in rotazione radiofonica “Citylife”, il nuovo singolo di BESSYE per Platinum Label, già disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 2 ottobre 2026.

    “Citylife” nasce da esperienze di vita reali e racconta la storia di due persone che si incontrano, si innamorano e scelgono di stare insieme. Tuttavia, tra errori stupidi, incomprensioni e scelte sbagliate da entrambe le parti, si rendono conto di essere le persone giuste ma capitate nel momento sbagliato. Le loro strade finiscono così per separarsi e la distanza prende il posto della quotidianità. Ciononostante, scoprono che anche a distanza l’amore continua a bruciare, forse persino più forte rispetto a quello di chi condivide ogni giorno gli stessi spazi. Rimane così accesa la speranza di ritrovarsi, nell’attesa che arrivi finalmente il momento giusto anche per loro.

    Racconta l’artista a proposito della canzone: «Quando ero in studio con Andrea, l’autore che ha scritto il pezzo con me, non volevo scrivere d’amore, ma poi quando lui mi ha chiesto se mi fossi mai innamorata ho cominciato a piangere, così lui mi ha detto: “Se ti fa piangere è l’argomento giusto”, e così è nata “Citylife”. A volte la vita ci fa incontrare la persona giusta prima di essere pronti a viverla davvero. Così ci si perde, ma certi amori non finiscono, attendono che arrivi anche per loro il momento giusto».

     

    Biografia

    Bessye, pseudonimo di Federica Uliano, è una cantautrice ed interprete emergente nata a Milano nel 2000. Dopo una formazione giovanile nella danza e nel canto da autodidatta, intraprende un percorso di perfezionamento presso l’accademia Focus On You (studiando con Ibla e Raffaele Renda e partecipando a masterclass con Giuseppe Anastasi) per poi iniziare a farsi conoscere sia nel circuito busker milanese (dalla metropolitana a Piazzale Cadorna) sia in tv, vincendo l’edizione 2024 de La Corrida condotta da Amadeus su Nove. Dopo le prime uscite discografiche, la vittoria del premio Infinity Recco Music Award, la partecipazione al Baia Summer Festival (1ª classificata nella categoria inediti proprio con “Citylife“) e l’approdo tra i 15 finalisti del contest Teatro 18 di Matilde Dischi, Bessye prosegue il suo cammino artistico affiancata da Platinum Label e da Cosmophonix. Per lei cantare è dare voce a un messaggio di rivalsa per tutti i veri underdog, dimostrando che anche le anime fragili possono arrivare a vincere.

    “Citylife” è il nuovo singolo di BESSYE per Platinum Label, già disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 30 ottobre 2026.

     

    CONTATTI & SOCIAL

    Instagram: https://www.instagram.com/bessyeofficial

    TikTok: https://www.tiktok.com/%40sonobessye

    Spotify: https://open.spotify.com/artist/5na70DPFhtPby6fN2wkwd9

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  • Giuseppe Oliveto: dal 30 ottobre in radio e in digitale il singolo “Giorni normali”, che anticipa il primo disco solista di un artista già maturo

    Da venerdì 30 ottobre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali di streaming “GIORNI NORMALI”, il nuovo singolo di GIUSEPPE OLIVETO per Red&Blue Music Relations, distribuito da ADA Music Italy, in collaborazione con Salty Music e con il contributo di NUOVO IMAIE.

    Dal progetto Radio Lausberg al debutto solista: Giuseppe Oliveto apre un nuovo capitolo del suo percorso musicale con “Giorni normali”, il singolo che anticipa l’uscita del suo primo disco con la produzione artistica di Antonio Gramentieri in arte Don Antonio.  Il brano racconta il dolore silenzioso di un amore finito e le difficoltà di lasciare andare ciò che ancora vive dentro di noi. Tra ricordi, promesse infrante e parole rimaste sospese, il protagonista resta ancorato ad una domanda che attraversa tutto il brano: tornerai? Una ballata intima e malinconica sul tempo che passa e su quell’amore che, nonostante tutto, continua a farsi sentire.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Giorni normali è uno dei brani più intimi del mio progetto musicale, una canzone che nasce dal bisogno di raccontare quella parte di noi che fa fatica ad accettare la fine di un amore. Mi interessava soffermarmi su ciò che resta dopo un distacco: i ricordi, le parole non dette, le abitudini che continuano a vivere dentro di noi anche quando l’altra persona non c’è più. È un brano che parla di assenza, ma anche delle difficoltà di fare i conti con i propri sentimenti e con il tempo che passa. Musicalmente, ho voluto mantenere un’atmosfera essenziale e malinconica, lasciando che fossero le parole e le emozioni a guidare il racconto. Credo che «Giorni normali» rappresenti una parte importante del mio percorso perché racconta una fragilità in cui, in modi diversi, tutti possiamo riconoscerci: quella di continuare ad aspettare qualcuno, anche quando non sappiamo più se tornerà”. 

    Il videoclip di “Giorni normali”, primo capitolo di una trilogia, è diretto da Rodolfo Rod Mannara e disponibile su YouTube dal 24 ottobre 2026. Ambientato in Puglia, nella suggestiva cornice del centro storico di Grottaglie (TA), racconta attraverso immagini evocative e un’atmosfera sospesa tra realtà e mistero un viaggio emotivo che accompagna il protagonista, Giuseppe, alla ricerca di una figura femminile legata a un ricordo del passato.

    La storia prende avvio all’interno di un appartamento, dove il protagonista ritrova una fotografia che riporta alla luce ricordi ed emozioni. Turbato dalla scoperta, decide di uscire e si ritrova tra i vicoli del centro storico di Grottaglie, dove intravede una donna che sembra essere proprio quella ritratta nella fotografia. Da quel momento inizia una ricerca tra le strade del paese, in un continuo intreccio tra realtà e immaginazione, fino a un finale enigmatico che lascia aperti diversi interrogativi.

    Attraverso una narrazione cinematografica, il regista valorizza gli scorci e l’identità del territorio pugliese, trasformando Grottaglie e Lizzano in luoghi in cui ricordi, emozioni e mistero si intrecciano.

    Guarda il videoclip di “Giorni normali” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=jkbrIDyvh5A

    GIUSEPPE OLIVETO | BIOGRAFIA

    Cantautore, polistrumentista e autore dalla forte identità culturale, Giuseppe Oliveto arriva al suo primo lavoro discografico da solista nel 2026, ma il suo percorso artistico racconta una storia ben più lunga e consolidata.

    Originario del territorio calabro-lucano e residente a Viggianello (PZ), Giuseppe Oliveto è conosciuto come fondatore, voce e anima del progetto musicale Radio Lausberg, attivo dal 2015. Con la band ha costruito negli anni un percorso solido e riconoscibile: 3 Album, 1 Ep, tournée internazionali tra Europa e Canada e collaborazioni di rilievo con alcuni dei nomi più significativi della scena musicale italiana.

    Tra queste spiccano gli incontri artistici con Erriquez (Bandabardò), Finaz, Cisco (Modena City R.), Tricarico, Peppe Voltarelli, e molti altri, oltre ad aver condiviso il palco con artisti come Niccolò Fabi, Bandabardò, Modena City Ramblers, Statuto e Almamegretta.

    Parallelamente all’attività live, Giuseppe Oliveto di è distinto anche in ambito televisivo come ospite fisso del programma di Rai 3 «La Biblioteca dei sentimenti», dove ha dato voce e musica ai temi trattati nelle puntate attraverso composizioni originali eseguite dal vivo con la sua Fisarmonica. Proprio da questa esperienza nasce una parte significativa del materiale che confluisce nel suo primo album solista.

    Il disco, in uscita nel 2026 per Ada Warner music in collaborazione con Salty Music e con il contributo di NUOVO IMAIE e con la produzione artistica di Antonio Gramentieri, rappresenta un punto di sintesi e allo stesso tempo un nuovo inizio: un lavoro che raccoglie anni di ricerca musicale e scrittura, portando in primo piano una dimensione più intima e autoriale.

    La cifra stilistica di Oliveto si muove tra Folk, pop e contaminazioni contemporanee, mantenendo sempre un forte legame con le radici calabro-lucane. La sua musica intreccia tradizione e modernità, grazie anche a un utilizzo distintivo di strumenti come Fisarmonia, Organetto, accanto a pianoforte e tastiere, elementi centrali sia nella composizione che nella performance dal vivo.

    Diplomato in Fagotto presso il Conservatorio «Gesualdo da Venosa» e laureato in lettere e Filosofia, Oliveto affianca all’attività artistica quella didattica e divulgativa, partecipando a eventi culturali e festival come TEDx Latronico, Pistoia Blues, Area Sanremo e Casa Sanremo, oltre a collaborazioni con RAI e Mediaset.

    Il suo esordio solista non è quindi un punto di partenza, ma l’evoluzione naturale di un percorso già ricco di esperienze, palchi e riconoscimenti. Un nuovo capitolo che mette al centro la sua voce, la sua scrittura e una visione artistica ormai pienamente definita.

    “Giorni normali” è il nuovo singolo di Giuseppe Oliveto per Red&Blue Music Relations, distribuito da ADA Music Italy, in collaborazione con Salty Music e con il contributo di NUOVO IMAIE disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 30 ottobre.

     

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  • Reunion Trio – Strange Smile Da giovedì 29 ottobre 2026, disponibile questo nuovo disco in copia fisica e in formato digitale


    Pubblicato dall’etichetta indipendente Wow Records, disponibile in formato fisico e sulle piattaforme digitali da giovedì 29 ottobre, Strange Smile è il nuovo capitolo discografico del Reunion Trio formato da Giovanni Benvenuti (sax tenore), Francesco Pierotti (contrabbasso) e Fabio D’Isanto (batteria).
    Nel CD sono presenti sette brani appartenenti alla tradizione jazzistica (eccezion fatta per Dear Old Stockholm) riletti con un piglio moderno e con un’identità stilistica personale e ben definita. Lee Morgan, Bill Frisell, Cole Porter, Charlie Parker e John Coltrane sono i principali e leggendari compositori omaggiati nel progetto. Questa formazione pianoless, nata dopo dieci anni di amicizia e collaborazione artistica, si muove agilmente nel segno di un interplay energico e ispirato dal jazz e dal funk. L’intenzione di Benvenuti, Pierotti e D’Isanto è quella di sperimentare e andare alla ricerca di un suono personale, “giocando” con una musica che lascia sempre diversi spiragli per dar sfogo alla propria inventiva e alla propria imprevedibilità.
    Benvenuti, Pierotti e D’Isanto descrivono così la genesi e le peculiarità di questo lavoro: «Strange Smile è un viaggio attraverso la storia del jazz, dove la tradizione e la contemporaneità si compenetrano: il passato influenza il presente e il presente rielabora il passato. Il titolo nasce dall’unione del brano più antico e più recente dell’album, a significare la rilettura del materiale di partenza che si rende plastico nelle note arrangiate dai tre musicisti, in una democrazia musicale in cui ogni strumento è sia solista che parte del tutto. Infine la parola Smile, anagramma di Miles, è un omaggio a uno dei musicisti che più ha fatto della voce personale il suo cavallo di battaglia: Miles Davis, di cui nell’anno della registrazione del disco si festeggia il centenario».

    Reunion Trio BIOGRAFIA

  • Gianrico Manca Transition – Diverge Da venerdì 23 ottobre 2026, disponibile questo nuovo disco in copia fisica e in formato digitale


    Pubblicato dall’etichetta indipendente Wow Records, disponibile sulle piattaforme digitali e in formato fisico da venerdì 23 ottobre, Diverge è la nuova creatura discografica dell’intraprendente batterista jazz e compositore Gianrico Manca, alla testa del suo quintetto Gianrico Manca Transition completato da quattro brillanti compagni di viaggio: Antonio Floris (chitarra), Jordan Corda (vibrafono), Vittorio Esposito (pianoforte) e Matteo Marongiu (contrabbasso).
    La tracklist è formata da otto brani originali scaturiti dalla creatività compositiva del leader.
    “Diverge” è un disco che rappresenta e valorizza l’estetica del jazz contemporaneo fra influenze della grande tradizione e della cultura afroamericana, in cui melodia, armonia e ritmo sono coerentemente in costante sospensione fra regolarità e irregolarità. Le composizioni nascono dall’ispirazione tratta dalla preziosa tradizione jazzistica, e non solo, comprendente varie influenze senza troppi confini: Charlie Parker, John Coltrane, J Dilla, Madlib, Georgia Anne Muldrow, Alice In Chains, Billy Strayhorn, Jackie McLean, Bobby Hutcherson, Wayne Shorter e Andrew Hill sono alcuni fra i leggendari musicisti che hanno ispirato Gianrico Manca.
    Così, l’autore dell’album racconta la gestazione e descrive il mood: «Diverge nasce per celebrare lo stare bene insieme da dieci anni. Quando suoniamo viviamo in uno stato di eterna infanzia, perchè nel linguaggio e nella cultura del “so called jazz” troviamo lo strumento perfetto per prenderci rischi e, nel contempo, placare i nostri intimi demoni e l’angoscia del vivere una contemporaneità di violenza e ingiustizia sociale. Ciò che ha agitato la genesi e l’evoluzione di questo disco è tutto ciò che riguarda il popolo di Palestina e la sua resistenza, i dannati della terra e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la vita e la morte di questi tempi».

    Gianrico Manca BIOGRAFIA

  • Don Pasquale Ferone presenta «In alto volerai»: voce e chitarra per un messaggio di speranza

    Il cielo è grigio, le onde sbattono contro il molo e il vento si porta via ogni certezza. Sul bordo della scogliera c’è qualcuno che non sa più da che parte andare. Poi, tra le nuvole, si apre uno spiraglio di luce. Non basta a fermare la tempesta, ma indica una direzione. «In alto volerai», il nuovo singolo di Don Pasquale Ferone, comincia proprio lì, dove la paura incontra la speranza.

    Il significato: non sei solo

    Il brano parla a chi si sente smarrito «in questo mondo in tempesta». Don Pasquale non promette che la burrasca passerà da sola. Indica un gesto semplice e antico: alzare gli occhi al cielo e invocare il Signore. Da qui il testo si sviluppa come un percorso. Prima viene la scoperta di non essere soli, poi la grazia che scende «come un fiume» e rinnova la vita ogni giorno. Alla fine il credente stesso diventa portatore di amore e pace in ogni luogo.

    Nella seconda strofa lo sguardo si sposta sui momenti in cui «la vita sembra sempre senza pace». L’invito è a non restare fermi, a non lasciarsi bloccare dal dubbio e a fidarsi di una mano che è già tesa. È una fede concreta, quotidiana, lontana dalla retorica: quella di un parroco che ogni giorno incontra le fatiche della sua comunità nella periferia di Napoli.

    La musica: voce, chitarra e niente altro

    «In alto volerai» è un brano unplugged, come tutta la produzione di Don Pasquale: solo voce e chitarra acustica. Con un arrangiamento così spoglio tutto si regge sull’essenziale. La chitarra tiene il ritmo con un accompagnamento costante e sostiene la voce senza mai coprirla. Nelle strofe la voce resta raccolta, quasi confidenziale, come una preghiera sussurrata. Nel ritornello la melodia si apre e si spinge verso l’alto, proprio come promette il titolo. La strumentazione non cambia, ma l’energia cresce. L’atmosfera è calda, intima e luminosa, quella di un canto intorno al fuoco o di un incontro di preghiera in parrocchia. È la stessa semplicità che rende i suoi brani facili da imparare e da cantare insieme, chitarra alla mano.

    La frase chiave

    «Afferra la Sua destra e in alto volerai»

    È il cuore del brano e ne racchiude tutto il senso. La destra è, nella tradizione biblica, la mano della forza e della salvezza, quella che solleva e sostiene. Don Pasquale chiede di fare un gesto attivo: afferrarla, non limitarsi ad aspettare. Il volo che ne segue non è una fuga dai problemi. È la possibilità di guardarli dall’alto, «con fiducia e coraggio». Chi si affida non smette di camminare: impara a sollevarsi.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • “IFYKYK (If You Know, You Know)” è il nuovo singolo di Cojaboy

    Dal 30 ottobre 2026 sarà in rotazione radiofonica “IYKYK (If You Know, You Know)”, il nuovo singolo di Cojaboy per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy disponibile sulle piattaforme di streaming digitale dal 23 ottobre.

    Con il nuovo singolo “IFKYK” (acronimo di If You Know, You Know), COJABOY consolida la propria identità artistica attraverso una produzione dal respiro internazionale, capace di fondere l’energia della Tech House con le atmosfere della Minimal Deep Tech. Il concept esprime una visione chiara: certe sensazioni non si spiegano ma si vivono, trasformandosi in un linguaggio condiviso da chi conosce a fondo la cultura dei club, la vibrazione del dancefloor e la connessione autentica della musica elettronica, dando vita a una traccia pensata per la scena underground e i DJ set più ricercati.

    L’artista commenta così la nuova release: “IFKYK non è soltanto un titolo, ma un messaggio: chi sa, sa.”

    Ascolta il brano su Spotify: https://open.spotify.com/album/6rJ6bsKf8HzgVekFIkN74w?si=ZJ7WaTKKTC-QpzViYKu3KA&utm_source=copy-link

    Biografia

    Dietro l’identità sonora di COJABOY c’è Jacopo Menconi, DJ e producer milanese che porta nel clubbing un bagaglio espressivo raro per chi frequenta la scena elettronica. Prima ancora di appassionarsi a mixer e sintetizzatori, Jacopo ha infatti vissuto una prima giovinezza immerso nella disciplina accademica: lo studio del violino ad appena cinque anni, il canto lirico a otto e il pianoforte a dodici. Un percorso precoce e rigoroso che lo ha condotto fino agli schermi di RAI 1 e a confronti formativi con maestri del calibro di Andrea Bocelli, Plácido Domingo e José Carreras.

    Quando la fascinazione per il dancefloor prende il sopravvento, quella sensibilità armonica non scompare; al contrario, diventa la chiave di volta del suo stile. Formatosi tecnicamente tra NAM Milano, R12 Academy e MAT Academy — arricchendo il profilo creativo con competenze mirate in Music Business e maturando esperienze sul campo tra le frequenze di Virgin Radio e gli uffici di Warner Music Italy —, Menconi avvia nel 2018 il progetto artistico COJABOY.

    Il suo approccio fonde l’energia pulsante della Tech House con il rigore ipnotico della Minimal Deep-Tech. Le tracce di COJABOY nascono dall’intreccio tra bassline profonde, ritmiche percussive asciutte e un’attenzione quasi sartoriale alla costruzione delle atmosfere, retaggio diretto della sua educazione classica. La sua discografia traccia un percorso in costante ascesa: dal groove accattivante di “RICO” (2024, Python Records / Molto Recordings) all’esposizione internazionale di “AVOCADO LOVE” (2025), pubblicata su Smash Deep (sub-label del network Smash The House dei Dimitri Vegas & Like Mike), fino al capitolo più recente, “IFKYK (If You Know, You Know)“ (2026), manifesto di una maturità stilistica ormai definita.

    Gestito con visione indipendente e affiancato da professionisti della filiera discografica e della comunicazione, il progetto COJABOY guarda con decisione ai club, ai festival e alla scena underground globale. Al centro non c’è solo l’intrattenimento, ma il desiderio di trasformare la pista in un luogo di aggregazione autentica, abbattendo le barriere attraverso un codice sonoro universale e immediato. Una visione coerente che riflette appieno la sua filosofia: concepire ogni traccia non come semplice musica da ascoltare, ma come un’esperienza viscerale da vivere sul dancefloor.

    “IFYKYK (If You Know, You Know)” è il nuovo singolo di Cojaboy disponibile sulle piattaforme digitali di streaming in rotazione radiofonica dal 23 ottobre 2026 e in rotazione radiofonica dal 30 ottobre per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

    Instagram – https://www.instagram.com/cojaboy

    Spotify – https://open.spotify.com/artist/5YRkS4jbe22TbbLdflidoM?si=9SiLVCjkSzC0qO7jYIlMLQ&utm_source=copy-link