Categoria: comunicati stampa

  • “Non è facile” è il nuovo singolo di Aku Boy

    Da venerdì 16 ottobre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Non è facile”, il nuovo singolo di Aku Boy, pubblicato per l’etichetta Lungomare S.r.l., distribuito da Pirames International e prodotto da Massimo Calabrese e Marco Lecci con Valerio Calisse per Musica & Rivoluzione.

    “Non è facile” è un brano pop intimo e malinconico che racconta la nostalgia e la difficoltà di lasciarsi davvero quando una storia ha messo radici profonde. È dedicato a chi ha dovuto dire addio a malincuore, pur continuando a sentire il peso di quel legame. La canzone attraversa l’altalena emotiva di un amore che non funziona più, ma dal quale è difficile staccarsi. Arriva il momento in cui prendere strade diverse sembra essere l’unica soluzione possibile, ma con il passare del tempo ci si rende conto che dirsi addio per sempre è molto più complicato del previsto. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Un brano pop intimo e malinconico, perfetto per chi ha vissuto la fine di una storia importante ma continua a guardarsi indietro”. 

    PRESAVE “NON È FACILE”

    https://pirames.lnk.to/NoneFacile 

    AKU BOY | BIOGRAFIA

    Francesco Chiarle, in arte Aku Boy, è un cantautore romano. Al centro della sua musica c’è una convinzione precisa: la spontaneità è magia. Quando viene ricercata troppo, rischia di diventare artificiale. Per questo Aku Boy vive la scrittura come un processo istintivo, legato alle esperienze e alle emozioni reali.

    Le sue canzoni nascono da ciò che vive e sente, senza sovrastrutture, con l’obiettivo di mantenere intatta l’autenticità del momento da cui prendono forma. Un approccio diretto alla musica e alla scrittura, in cui l’istinto diventa il punto di partenza per trasformare esperienze personali ed emozioni in canzoni. L’artista ha aperto i concerti di centomilacarie a Ferrara e Dardust a Rimini nel 2025, mentre nel 2026 ha aperto quello di Mida. 

    “Non è facile” è il nuovo singolo di Aku Boy disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 16 ottobre. 

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  • Ascolta “Destroyer”, il nuovo singolo di Kardon

    KARDON
    “Destroyer”

    IL NUOVO SINGOLO TRA MELODIC TECHNO, SONORITÀ INDUSTRIAL ED ENERGIA DA CLUB

    ASCOLTA “DESTROYER”!

    https://orcd.co/kardon-destroyer

    Dopo la parentesi estiva di “Goodbye”, brano con cui aveva esplorato sonorità disco, Kardon torna con “Destroyer”, un nuovo singolo che segna il ritorno alle atmosfere potenti e ipnotiche della melodic techno.
    Caratterizzato da un ritmo incalzante, sonorità dal sapore industrial e una forte vocazione club, “Destroyer” punta tutto sull’impatto sonoro e sull’energia. Una produzione intensa e travolgente, costruita per catturare l’ascoltatore fin dalle prime battute e trascinarlo in un crescendo di tensione e pulsazioni elettroniche.
    Con questo nuovo lavoro, Kardon consolida la propria identità artistica all’interno della scena melodic techno, mettendo al centro una ricerca sonora che combina potenza, atmosfere ipnotiche e immediatezza.
    “Destroyer” è un brano pensato per il dancefloor, capace di trasformare la forza delle sue sonorità elettroniche in un’esperienza d’ascolto ad alto voltaggio.

    Kardon è un musicista, produttore e DJ italiano con base a Milano. Si avvicina al mondo del DJing negli anni ’90, imparando a mixare con i vinili grazie alla passione trasmessagli dal padre per la musica degli anni ’80 e ’90.

    Nei primi anni 2000 inizia il suo percorso come produttore, dedicandosi inizialmente alla realizzazione di mashup e remix. Le sue produzioni arrivano sulle principali emittenti radiofoniche nazionali, tra cui Radio Deejay e m2o, all’interno del celebre Deejay Time di Albertino.
    Nel 2019 pubblica “Virus”, il suo primo brano originale, dando il via a una nuova fase del proprio percorso artistico. Negli anni successivi realizza singoli e remix per diverse etichette italiane e internazionali, tra cui Blanco Y Negro, Ensis Records, Tactical Records, Major Underground (sublabel di Sony Music), Media Records, G-Mafia Records e Four Stripes Records.
    Le sue produzioni ricevono il supporto di DJ a livello internazionale, mentre il suo radioshow “Kardon Selection” viene trasmesso da numerose emittenti italiane ed estere, tra cui Ibiza Underground Radio (Ibiza), Mystic Radio e Bang Radio (Argentina), Radio Milodica (Colombia), Electric Radio (Regno Unito), Radio Sirio (Sicilia), Radio Like (Lombardia) e Radio Top 1.
    Parallelamente all’attività di DJ e produttore, Kardon conduce “AREA 51 CLUB CHART”, una delle classifiche dance italiane di riferimento, collegata alla prestigiosa Italian Club Chart.

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  • “Nostalgia” è il nuovo singolo di Dario Distasi

    Da venerdì 16 ottobre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Nostalgia”, il nuovo singolo di Dario Distasi per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    Reduce dal successo della sua esibizione sul palco del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza, Dario Distasi torna con il suo nuovo singolo “Nostalgia”, una riflessione lucida e viscerale sul tempo: sull’ansia del suo scorrere — un’inquietudine che spesso comincia prima del dovuto —, sulle aspettative legate ai traguardi da raggiungere a una certa età e sul modo in cui le relazioni umane vengono scandite, trasformate o logorate dai giorni che passano.

    È un brano dalla forte impronta autobiografica, nato dall’esigenza di fermarsi a guardare indietro, perdersi nella memoria e ritrovare lo slancio necessario per affrontare il futuro. Tra citazioni del testo e immagini intime, l’artista riflette sul senso di perenne rincorsa («Sono proprio in tempo per far tardi un’altra volta») e interroga chi gli è accanto di fronte al disorientamento del presente: «Cosa sta succedendo qui fuori? Riusciamo ancora a sentirci bene?».

    Coerentemente con il suo sguardo rivolto al passato, «Nostalgia» attinge a piene mani da sonorità d’oltremanica, richiamando gli anni trascorsi da Dario nel Regno Unito. Influenze british mai del tutto sopite, che qui diventano necessarie come l’aria per dare forma a un racconto personale, autentico e potente.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Nostalgia è nata da un momento di introspezione: il tempo mi scrutava e io volevo approfittarne per scattare un’istantanea di quell’attimo. Ovviamente, guardare indietro significava anche riflettere sulla mia esperienza britannica e volevo che il sound lo riflettesse chiaramente. Nostalgia va ad inserirsi nel contesto delle mie ultime uscite con sonorità e tematiche diverse, difendendo con forza la mia identità.” 

    Il videoclip di «Nostalgia» sceglie la vastità di ampi spazi aperti — tra strade solitarie e paesaggi lacustri — come teatro visivo in cui la band di Dario suona e prende vita la narrazione. Al centro del racconto si muove la protagonista femminile, sospesa tra il tormento e l’angoscia per l’inesorabile scorrere del tempo e il conforto liberatorio racchiuso nella promessa chiave del brano: «Ti ho detto che non dovrai mai aver paura, finché saremo vivi».

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=tgcOlZzMOc0

    Biografia

    Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi) è un cantautore e musicista italiano dal respiro internazionale, attivo come solista sulla scena da dieci anni. La sua proposta artistica si muove lungo le coordinate di un pop senza tempo, capace di fondere la complessità tecnica del suo solido background strumentale con una scrittura essenziale, evocativa ed emotiva, rivolta a un pubblico eterogeneo e trasversale.

    Il suo percorso prende forma anzitutto come chitarrista: si forma studiando jazz con Nicola Cordisco, rock con Gianni De Chellis e fusion con William Stravato, per poi conseguire il diploma in chitarra presso il Modern Musician Institute di Alex Stornello con il massimo dei voti (100/100). Nelle prime formazioni e band di cui fa parte, Dario emerge subito come l’autore principale di testi e musiche. È durante gli anni universitari a Roma, frequentando il Saint Louis College of Music, che matura la convinzione che la chitarra non debba più essere la sua unica voce. Guidato da una spiccata propensione all’ascolto e dalla passione per le lingue, sceglie di scrivere fin da subito esclusivamente in inglese e si dedica allo studio del canto con Alessandra Piroddi; un percorso di perfezionamento proseguito poi a Londra con Jonny Black e, al rientro in Italia, con Marco Priotti.

    Trasferitosi nel Regno Unito per motivi di studio, lavoro e musica, Dario vive per cinque anni a Manchester, culla del britpop e città degli Oasis. Qui calca assiduamente i palchi della scena live locale fino ad arrivare in finale a Open Mic UK. In questo periodo decide anche di unire il cognome, eliminando lo spazio per renderlo più immediato e riconoscibile all’orecchio britannico. La sua ricerca sonora fa tappa successivamente a Nashville, dove registra un EP, consolidando un’identità in cui l’eredità del britpop e le matrici alternative, grunge e hard rock statunitensi si innestano sulla grande tradizione dei songwriter internazionali. Pur spaziando da chitarrista tra rock, fusion e progressive, il suo vero baricentro creativo rimane la forma canzone.

    Artista indipendente e poliedrico, Dario cura la scrittura e gli arrangiamenti dei suoi brani, dialogando costantemente con produttori e musicisti, inclusa la Dario Distasi Band nel Regno Unito. Negli anni ha inoltre composto le musiche per il docufilm Varchi Attivi, con la partecipazione di Michele Placido, e ha stretto una proficua intesa visiva con il regista britannico Mat Johns per la realizzazione di diversi videoclip.

    Con all’attivo oltre 100.000 ascolti su Spotify e un seguito consolidato sulle piattaforme digitali e su YouTube, nel 2026 ha pubblicato tre singoli con Red & Blue, distribuiti da ADA / Warner Music Italy. All’interno della sua produzione spiccano in particolare brani emblematici del suo percorso come Forever, Again e Where The Wind Blows, autentici punti di riferimento per comprendere l’evoluzione e la sensibilità della sua musica.

    “Nostalgia” è il nuovo singolo di Dario Distasi per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy  disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 16 ottobre 2026.

    INSTAGRAM https://www.instagram.com/dario_distasi

    FACEBOOK https://www.facebook.com/dariodistasi

  • “Conflitto irrisolto” è il nuovo singolo di Sartini

    Dal 16 ottobre 2026 sarà in rotazione radiofonica “Conflitto irrisolto”, il nuovo singolo di Sartini, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 ottobre 2026 per Tool Cube.

    “Conflitto irrisolto” è un brano che porta in musica il confronto con la parte più irrazionale e contraddittoria di sé. Un dialogo interiore che diventa scontro, tra pensieri ricorrenti, fragilità, consapevolezze e domande destinate, forse, a rimanere senza una risposta definitiva. Il richiamo alla psicoanalisi attraversa l’immaginario del brano, mentre la scrittura conserva l’approccio del cantautorato italiano: introspezione, ironia e disincanto convivono in un racconto personale che finisce per parlare di un’esperienza universale, quella dei conflitti che ciascuno porta dentro di sé. Anche il sound traduce musicalmente questa tensione: si muove tra cantautorato ed elettronica, con un largo utilizzo di sintetizzatori e atmosfere minimali e sospese che richiamano suggestioni dell’alt-pop contemporaneo. Ad aprire e chiudere il brano è il ticchettio di un orologio a pendolo, elemento che incornicia la canzone e restituisce la sensazione di un pensiero che continua a tornare, mentre il tempo scorre. Sartini mette in scena una battaglia con sé stesso senza cercare necessariamente un vincitore o una soluzione: perché alcuni conflitti non si risolvono, si impara a conviverci.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: «Conflitto Irrisolto nasce dal bisogno di raccontare quella discussione continua che spesso abbiamo con noi stessi. Mi affascinava l’idea di trasformare in una canzone il contrasto tra la parte razionale e quella più istintiva, tra quello che sappiamo e quello che poi, inspiegabilmente, facciamo. Anche il suono è nato insieme a questo concetto: i sintetizzatori, le atmosfere più elettroniche e il ticchettio del pendolo che apre e chiude il brano danno quasi la sensazione di entrare nella testa di qualcuno e rimanerci per qualche minuto. È un pezzo importante per me perché rappresenta bene la direzione che voglio dare al mio progetto: continuare a essere un cantautore, ma senza sentirmi obbligato a utilizzare sempre gli stessi suoni o lo stesso linguaggio musicale. In fondo credo che tutti abbiamo almeno un conflitto che non siamo mai riusciti a risolvere del tutto».

    Il videoclip traduce in immagini il dialogo interiore raccontato dalla canzone, costruendo un viaggio sospeso tra realtà, memoria e inconscio. Sartini attraversa un universo visivo ispirato alla psicoanalisi, popolato da simboli, immagini oniriche e continui richiami al conflitto tra le diverse parti di sé. Freud, il lettino dell’analista, le macchie di Rorschach, porte impossibili, ricordi, figure che si sdoppiano e oggetti apparentemente fuori posto compongono una narrazione volutamente aperta. Il videoclip è stato concepito e montato dallo stesso Simone Sartini, che ha utilizzato l’intelligenza artificiale come strumento di realizzazione visiva per dare forma a scenari difficilmente realizzabili nel mondo reale, trasformando pensieri e contraddizioni in immagini. Il percorso conduce infine a un domino, piccolo elemento concreto che il protagonista porta via con sé prima che lo schermo diventi nero, offrendo un finale volutamente irrisolto che lascia allo spettatore la libertà di attribuire ai simboli il proprio significato.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/aFjg7XqVOM4

    BIO

    Simone Sartini è un cantautore e polistrumentista (suona pianoforte, chitarra, batteria, percussioni, ukulele e tastiere), avvicinatosi alla musica all’età di 8 anni. Con oltre vent’anni di esperienza dal vivo, le sue radici affondano nel cantautorato italiano (da Rino Gaetano a Lucio Dalla e De André), ma la sua cifra stilistica è il risultato di un ascolto onnivoro che spazia dalla musica classica al rock progressivo, dal funk al punk rock. Supportato nelle produzioni dalla Tool Cube Management di Pierangelo Ambroselli, Sartini partecipa attivamente agli arrangiamenti e suona spesso in prima persona i vari strumenti, curando il processo creativo dalla prima idea alla versione definitiva. Attraverso brani come “Un po’ de fresco“, “Cartoline da Barcellona” e “La conseguenza principale“, punta a raccontare storie universali in cui il pubblico possa riconoscersi liberamente. Il suo grande sogno nel cassetto è approdare un giorno al Festival di Sanremo come autore, magari dirigendo lui stesso l’orchestra per accompagnare l’interpretazione di un grande artista. 

    “Conflitto irrisolto” è il nuovo singolo di Sartini, disponibile sulle piattaforme digitali dal 9 ottobre 2026 e in rotazione radiofonica dal 16 ottobre 2026.

    INSTAGRAM https://www.instagram.com/sono_simone_sartini/

    SPOTIFY  https://open.spotify.com/intl-it/artist/7kCT9Cas0wD4As4VpW3rBS

  • The Absolute, chitarre incalzanti e una voce tutta da scoprire nel nuovo singolo

    THE ABSOLUTE

    “IT’S MY SONG”

    UN VIAGGIO MUSICALE ALLA SCOPERTA DELLA PROPRIA VOCE, TRA RIFF INCENDIARI E GRANDI INFLUENZE ROCK

    ASCOLTA “IT’S MY SONG”!

    https://orcd.co/theabsolute-itsmysong

    I The Absolute presentano “It’s My Song”, un brano che racconta la scoperta della propria identità musicale attraverso un viaggio immaginario, in cui un suono misterioso si trasforma progressivamente in qualcosa di personale e autentico.
    Tutto ha inizio in un momento di assoluta quotidianità: l’autrice è seduta sul divano di casa quando un battito, scandito da basso e batteria, rompe improvvisamente il silenzio. Quello che inizialmente sembra provenire dall’appartamento della vicina diventa sempre più insistente, dando il via a una ricerca che si muove tra realtà e immaginazione. Nessun altro sembra percepire quella musica, eppure il suo richiamo si fa sempre più forte.
    È la chitarra a dare forma a questo percorso, trasformando il battito iniziale in progressioni armoniche incalzanti e riff carichi di energia. Le influenze di giganti del rock come Jimi Hendrix, Cream e Queen, esplicitamente citati anche nel ritornello, emergono in un sound potente e incendiario, che rende omaggio alla tradizione senza rinunciare alla ricerca di una propria identità.
    Il momento di svolta arriva dopo l’assolo, quando un accordo dissonante rompe gli equilibri e accompagna la protagonista verso una rivelazione: quella musica che sembrava provenire dall’esterno, e che aveva cercato di inseguire, era in realtà sempre stata dentro di lei.
    “It’s My Song” diventa così una dichiarazione di identità e libertà espressiva, un brano che racconta il passaggio dall’ispirazione alla creazione, dall’influenza dei propri miti alla conquista di una voce personale.
    Perché ogni musicista parte inevitabilmente dai suoni che lo hanno formato, ma il vero traguardo è riuscire a trasformarli in qualcosa di unico e riconoscibile. Non una canzone già ascoltata, non la musica di qualcun altro, ma finalmente la propria.

    Gli Absolute sono un quartetto milanese che affonda le proprie radici nel blues e nell’hard rock, dando vita a un sound energico e ricco di groove, caratterizzato da sonorità di ispirazione anni ’70 e da un’identità musicale personale e riconoscibile.
    La formazione è composta da Salvo, voce potente e incisiva; Noemi, chitarrista dal tocco espressivo; Carlotta, bassista dalle linee ritmiche solide e incalzanti; e Antonio, batterista dinamico e trascinante. Quattro personalità musicali differenti che trovano il proprio punto d’incontro in un sound diretto e coinvolgente.
    Pur considerando il palco la dimensione ideale per esprimere tutta la propria energia, negli ultimi mesi la band si è concentrata sul lavoro in sala prove e in studio di registrazione, dedicandosi alla scrittura e alla definizione dei primi brani originali.
    Con un repertorio in continua evoluzione, gli Absolute portano avanti un progetto che rielabora le proprie influenze musicali con spontaneità e carattere, combinando la tradizione del rock con un approccio personale, senza rinunciare alla forza e all’immediatezza delle esibizioni dal vivo.

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  • FDAM Records firma con ADA Music Italy per la distribuzione del proprio catalogo

    FDAM Records, etichetta discografica ed editore musicale indipendente con sede a Roma, annuncia la firma di un accordo di distribuzione con ADA Music Italy, divisione indipendente italiana di servizi per artisti e label di Warner Music Italy. L’accordo riguarda la distribuzione digitale del catalogo dell’etichetta e delle sue nuove uscite.

    Giovane realtà attiva nella discografia, nell’editoria musicale, nella produzione artistica e audiovisiva, FDAM dal 2023 ha come missione quella di far dialogare musica e cinema. In campo discografico ha pubblicato i singoli di ROSSELLA, Alessandra Ponente, Gemini e Mormile, in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali. Oltre ad avere un proprio catalogo musicale in forte crescita, l’impegno di FDAM è quello di produrre, distribuire e promuovere opere audiovisive, dai lungometraggi ai cortometraggi, dagli spot ai documentari: tre produzioni cinematografiche sono già avviate e attualmente in lavorazione. 

    L’accordo con ADA Music Italy apre una nuova fase per FDAM: il catalogo potrà contare su una rete distributiva nazionale e internazionale e sui servizi che Warner Music Italy dedica alle etichette indipendenti. Il primo frutto della collaborazione è “STRAORDINARIO”, il nuovo singolo di ROSSELLA, presentato in anteprima su All Music Italia e in radio e sulle piattaforme digitali dal 9 ottobre.

    «Scegliere ADA Music Italy significa dare ai nostri artisti la forza di una rete internazionale, senza perdere la cura artigianale di un’etichetta indipendente – dichiara Francesco Marchese, label manager e legal counsel di FDAM –. Crediamo molto in una visione crossmediale: far dialogare musica e cinema consente agli artisti di creare spazi che vanno oltre la discografia, dalle colonne sonore alle sincronizzazioni» 

    Con questo accordo FDAM rafforza il proprio impegno nella valorizzazione dei talenti e nella contaminazione tra linguaggi artistici creativi, proponendosi come punto d’incontro tra musicisti, editori, produttori e autori dell’audiovisivo.

    FDAM è aperta all’ascolto di nuovi progetti: tutti i materiali possono essere inviati a info@fdam.srl.

    Roma, 14 ottobre 2026

    https://www.fdam.srl

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    https://open.spotify.com/playlist/7xPbZylLiUAF393aR4FEJw?si=d9a626715d4e4bb3 

  • Dai palchi di Vasco Rossi al ritorno solista: Laura Bono cambia registro e racconta gli amori che finiscono

    Alcune storie d’amore finiscono per un tradimento, altre per abitudine, altre ancora si consumano lentamente, trascinandosi fino a quando diventa quasi impossibile capire dove sia cominciato l’epilogo o stabilire chi abbia sbagliato per primo.

    Una fine senza un vero colpevole, a cui Laura Bono ha scelto di dedicare il suo nuovo singolo, “Peccato” (Orangle Records), che arriva a poco più di un mese dal comeback solista con “Luna Park”. Se allora il rock accompagnava una coppia ancora ferma davanti alla possibilità di concedersi un altro giro, questa volta quella possibilità sembra essere alle spalle. L’amore c’è stato, forse non è nemmeno scomparso del tutto, ma non è bastato a tenere insieme due persone: «Se a noi fosse bastato l’amore».

    “Peccato” è una parola curiosa, perché nel tempo ha finito per allontanarsi parecchio dal suo significato originario. Derivante dal latino peccatum e legata al campo della colpa, dell’errore, di qualcosa di cui rispondere, è entrata nel linguaggio comune diventando anche il commento che accompagna un’occasione persa, una possibilità sfumata, qualcosa che avremmo voluto andasse diversamente.

    Nel brano di Laura Bono questa seconda accezione prende quasi completamente il sopravvento. La relazione è finita, ma non c’è un colpevole da individuare e nemmeno un singolo episodio a cui attribuire tutto. Piuttosto, rimane il dispiacere per una storia che avrebbe potuto avere un altro destino e che invece si è fermata lì.

    Dopo il giro di giostra rock di “Luna Park”, la Bono rallenta e cambia completamente registro: “Peccato” è una ballad che conserva intatta l’identità della cantautrice lombarda, ma porta in primo piano un’altra parte della sua vocalità: non soltanto la potenza che l’ha resa celebre fin dagli esordi, ma il controllo, la misura, la capacità di passare dalla spinta alla delicatezza senza perdere intensità. Due singoli molto diversi a distanza di poche settimane, che mostrano bene lo spessore e l’ampiezza di registro di un’artista che, dopo oltre vent’anni di carriera, continua a muoversi tra linguaggi differenti mantenendo saldo il filo con la propria storia artistica; quella matrice ruvida, diretta e controcorrente che la accompagna ancora oggi.

    Perché una voce potente non si misura soltanto da quanto riesce a salire, ma anche da quanto sa fermarsi, dosarsi, lasciare qualcosa in sospeso senza per questo perdere emozionalità. Ed è proprio su questo equilibrio che si snoda “Peccato”, alternando aperture più intense a passaggi nei quali Laura sceglie di trattenere, affidando alle parole e all’interpretazione un valore che non ha bisogno di essere continuamente sottolineato.

    Lo stesso avviene nel testo, dove il titolo smette progressivamente di indicare una colpa e diventa quasi la sintesi di ciò che resta. Il peccato, qui, non è tanto quello che qualcuno ha fatto, quanto ciò che due persone, nonostante tutto, non sono riuscite a essere insieme. Ed è Laura stessa a dirlo nei versi: «È il riassunto di noi, di una storia d’amore, io non trovo parola migliore che peccato».

    Un riassunto, appunto. Non una sentenza e nemmeno un’accusa, ma una parola capace di racchiudere una storia intera quando ormai stabilire chi abbia avuto ragione o chi abbia sbagliato di più conta meno del fatto che quella storia sia finita.

    I due protagonisti sono «coi pugni chiusi in tasca, schiena contro schiena», e, quando finalmente si guardano, si accorgono di essere ancora vicinissimi eppure ormai lontani da ciò che erano insieme – «a un passo distante da noi, un’eternità». E in mezzo ci finisce anche una Panda – «Ora che non mi disturba più una Panda parcheggiata, tu l’hai ricomprata» – perché sono proprio gli oggetti, i luoghi, le abitudini, i dettagli che per tutti gli altri non significano niente a conservare, spesso più di qualsiasi altra cosa, la memoria di una storia conclusa.

    Più avanti, la frase «Se mai sopravvivessi alla guerra, io ti risceglierei», è forse quella che rende più difficile liquidare quella storia come qualcosa da dimenticare. Ha fatto male, sì, ma questo non significa che non ne sia valsa la pena o che, tornando indietro, faremmo una scelta diversa.

    “Peccato” non diventa mai una canzone contro qualcuno: nel testo c’è il dolore di chi ha dovuto «raccoglierci ogni pezzo da terra», ma anche la consapevolezza di chi sa che una storia può essere terminata senza diventare per questo qualcosa da rinnegare. Il racconto si allontana così dalla necessità di dividere ogni separazione tra vittime e colpevoli e lascia spazio a una possibilità differente, quella di aver vissuto qualcosa di importante che non era destinato a durare.

    «“Peccato” è quella parola che dici quando forse non c’è più niente da aggiungere – racconta Laura Bono –. Quando un amore è finito, ma continua a vivere nei dettagli, nei luoghi, nelle cose lasciate a metà. È il sapore dolceamaro di ciò che poteva essere e non è stato, raccontato senza rabbia, con la consapevolezza che certe persone se ne vanno, ma qualcosa di loro resta sempre con noi. E allora… peccato.»

    A poco più di un mese da “Luna Park”, “Peccato” mostra un’altra faccia del ritorno solista di Laura Bono. Due brani molto diversi per andamento e atmosfera, ma legati dallo stesso racconto sentimentale osservato in due momenti differenti: nel primo c’era ancora la possibilità di concedersi un altro giro; nel secondo quel giro sembra ormai concluso e resta soltanto ciò che la storia ha lasciato dietro di sé.

    Dopo oltre vent’anni di carriera, Laura Bono continua così a raccontare l’amore senza cercare assoluzioni, colpevoli o finali esemplari. In “Peccato” resta una storia che ha fatto male, ma che non per questo viene cancellata; una persona che, nonostante tutto, verrebbe scelta ancora; e una parola che riesce a fondere il rimpianto, l’affetto e tutto ciò che non ha trovato un finale diverso: “Peccato”.

  • Nicolini in Jazz Tre giorni di concerti, masterclass, jam session e incontri con Enrico Rava, Attilio Zanchi, Robert Bonisolo e olte 40 studenti coinvolti


     

    “Time to Learn, Time to Perform”

     

    dal 22 al 24 ottobre

    Conservatorio Nicolini di Piacenza

     

    Dal 22 al 24 ottobre il Conservatorio Nicolini ospita la seconda edizione del Nicolini in Jazz Festival, manifestazione organizzata dal Dipartimento Jazz dell’università musicale piacentina in collaborazione con il Piacenza Jazz Club.

     

    “Time to Learn, Time to Perform” è il titolo scelto per un appuntamento che mette in dialogo formazione e spettacolo, trasformando il lavoro didattico in produzioni originali da condividere con il pubblico.

     

    Diretto artisticamente e coordinato sul piano didattico da Massimiliano Rolff e Lucio Ferrara, il Festival coinvolgerà oltre 40 studenti insieme ai docenti del Dipartimento Jazz – Andrea Rea, Serena Ferrara e Tony Arco – e a tre ospiti di rilievo della scena nazionale e internazionale: Enrico Rava, Attilio Zanchi e Robert Bonisolo.

    In programma tre masterclass, tre concerti, tre jam session, incontri aperti e un progetto speciale dedicato a Sheila Jordan.

     

    L’inaugurazione è fissata per giovedì 22 ottobre. Alle 10.30, nell’Auditorium Mennella del Conservatorio, il contrabbassista Attilio Zanchi terrà la prima masterclass. In serata, alle 21 nel Salone del Conservatorio, il trombettista di fama internazionale Enrico Rava sarà protagonista di una formazione inedita con Lucio Ferrara alla chitarra, Massimiliano Rolff al contrabbasso e Tony Arco alla batteria. Il concerto, a ingresso libero, nasce appositamente per il festival e punta su ascolto, improvvisazione e interplay. Alle 22.30 spazio alla jam session, aperta a studenti, ospiti e musicisti del territorio.

     

    Venerdì 23 ottobre, alle 10, sarà Enrico Rava a condurre la masterclass nell’Auditorium Mennella. La serata proporrà invece “Omaggio a Elvin Jones”, concerto in programma alle 21 nel Salone del Conservatorio, sempre a ingresso libero. Il celebre sassofonista Robert Bonisolo, con Andrea Rea, Massimiliano Rolff e Tony Arco rileggeranno la musica di John Coltrane e l’eredità del grande batterista, tra energia ritmica, libertà e interazione. La jam session delle 22.30 completerà la giornata.

     

    La terza masterclass, sabato 24 ottobre alle 10, sarà affidata al sassofonista Robert Bonisolo. Alle 21 il festival si sposterà al Milestone per “The Crossing – The Music of Sheila Jordan”, progetto guidato da Attilio Zanchi e Serena Ferrara con gli studenti del Dipartimento Jazz. Il concerto nasce dallo studio delle partiture originali della cantante e compositrice americana e restituisce sul palco un percorso di arrangiamento, confronto e produzione condiviso tra docenti e allievi. A seguire, alle 22.30, l’ultima jam session al Milestone.

     

    «Con questa seconda edizione confermiamo la vocazione del Conservatorio a essere luogo di formazione e di scena, dove lo studio si trasforma in esperienza condivisa», ha affermato il direttore del Conservatorio Roberto Solci. «Il Festival rappresenta un laboratorio vivo in cui gli studenti confrontano la propria crescita con artisti di livello internazionale», ha sottolineato il presidente Massimo Trespidi. «Abbiamo costruito un percorso che unisce ascolto, improvvisazione e produzione, perché il jazz si impara facendolo», hanno aggiunto i direttori artistici e coordinatori del Festival Massimiliano Rolff e Lucio Ferrara. «Siamo felici di affiancare il Conservatorio Nicolini in questo progetto, che rafforza il legame tra formazione, produzione musicale e territorio. Il jazz cresce proprio attraverso l’incontro tra generazioni, musicisti e pubblico” ha concluso Angelica Dadomo, rappresentante del Piacenza Jazz Club.

     

  • Galex999 “Sex and Videogames” TRA SONORITÀ DANCE, R&B E RELAZIONI SENTIMENTALI NELL’ERA DIGITALE

    Galex999
    “Sex and Videogames”

    TRA SONORITÀ DANCE, R&B E RELAZIONI SENTIMENTALI NELL’ERA DIGITALE

    ASCOLTA “SEX AND VIDEOGAMES”!

    https://orcd.co/galex999-sexandvideogames

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    Facebook: https://www.facebook.com/galex999/

    Con “Sex and Videogames”, Galex999 esplora le contraddizioni delle relazioni sentimentali nell’era digitale, raccontando il tentativo di sfuggire a un amore doloroso attraverso il mondo virtuale. Un brano che unisce sonorità dance elettroniche e contemporary R&B, costruendo un contrasto tra una dimensione musicale coinvolgente e un testo attraversato da inquietudine e dipendenza emotiva.
    Ispirato alle atmosfere di artisti come Bruno Mars, The Weeknd e Robin Thicke, il singolo si sviluppa a partire dalle note di un piano elettrico, sulle quali si innestano una ritmica dalle influenze new wave, un basso profondo, chitarre funk e leggere sfumature synth-pop anni Ottanta. Il risultato è un sound dinamico e immediato, che mantiene una componente introspettiva senza rinunciare alla propria vocazione dance. L’utilizzo dell’Auto-Tune, particolarmente evidente nel ritornello e nel bridge, contribuisce a definire l’identità sonora del pezzo attraverso effetti vocali, riverberi e distorsioni.
    Dietro un titolo apparentemente provocatorio, “Sex and Videogames” affronta il tema della difficoltà di lasciarsi alle spalle una relazione sentimentale. In un presente dominato da social network, amicizie virtuali e videogiochi, il protagonista cerca rifugio nella dimensione digitale per distrarsi da un legame che continua a farlo soffrire. Ma quello che dovrebbe rappresentare una via di fuga finisce per trasformarsi in un ulteriore terreno di confronto con i propri sentimenti.
    Il confine tra realtà e finzione diventa sempre più sottile: il videogioco si sovrappone metaforicamente alle dinamiche della relazione, mentre il ricordo della persona amata assume i contorni di una dipendenza dalla quale è difficile liberarsi. Il continuo ritorno agli stessi pensieri trova la sua espressione più evidente nel bridge, dove la ripetizione ossessiva del verso “I don’t wanna play these videogames” restituisce tutta la frustrazione di chi vorrebbe interrompere un circolo emotivo senza riuscirci.
    Con “Sex and Videogames”, Galex999 utilizza il linguaggio della musica dance e dell’R&B contemporaneo per raccontare una forma di solitudine profondamente attuale, in cui le distrazioni offerte dal mondo digitale non riescono a cancellare il peso delle relazioni reali.

    Galex999 è un producer musicale che si muove tra sonorità dance, pop e contemporary R&B, traendo ispirazione da artisti come Bruno Mars, The Weeknd e Robin Thicke. Più che un musicista, ama definirsi un “incasinatore di suoni”, un’espressione che riflette il suo approccio creativo e la voglia di sperimentare attraverso generi e influenze differenti.
    Galex999 preferisce non svelare troppo di sé, scegliendo di lasciare che sia la musica a raccontare la sua identità artistica. “Sex and Videogames”, realizzato in collaborazione con Sorry Mom!, segna il suo debutto discografico e rappresenta il primo passo di un percorso ancora tutto da scoprire.

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  • Nicolini in Jazz Tre giorni di concerti, masterclass, jam session e incontri con Enrico Rava, Attilio Zanchi, Robert Bonisolo e olte 40 studenti coinvolti   “Time to Learn, Time to Perform”

     

    dal 22 al 24 ottobre

    Conservatorio Nicolini di Piacenza

     

    Dal 22 al 24 ottobre il Conservatorio Nicolini ospita la seconda edizione del Nicolini in Jazz Festival, manifestazione organizzata dal Dipartimento Jazz dell’università musicale piacentina in collaborazione con il Piacenza Jazz Club.

     

    “Time to Learn, Time to Perform” è il titolo scelto per un appuntamento che mette in dialogo formazione e spettacolo, trasformando il lavoro didattico in produzioni originali da condividere con il pubblico.

     

    Diretto artisticamente e coordinato sul piano didattico da Massimiliano Rolff e Lucio Ferrara, il Festival coinvolgerà oltre 40 studenti insieme ai docenti del Dipartimento Jazz – Andrea Rea, Serena Ferrara e Tony Arco – e a tre ospiti di rilievo della scena nazionale e internazionale: Enrico Rava, Attilio Zanchi e Robert Bonisolo.

    In programma tre masterclass, tre concerti, tre jam session, incontri aperti e un progetto speciale dedicato a Sheila Jordan.

     

    L’inaugurazione è fissata per giovedì 22 ottobre. Alle 10.30, nell’Auditorium Mennella del Conservatorio, il contrabbassista Attilio Zanchi terrà la prima masterclass. In serata, alle 21 nel Salone del Conservatorio, il trombettista di fama internazionale Enrico Rava sarà protagonista di una formazione inedita con Lucio Ferrara alla chitarra, Massimiliano Rolff al contrabbasso e Tony Arco alla batteria. Il concerto, a ingresso libero, nasce appositamente per il festival e punta su ascolto, improvvisazione e interplay. Alle 22.30 spazio alla jam session, aperta a studenti, ospiti e musicisti del territorio.

     

    Venerdì 23 ottobre, alle 10, sarà Enrico Rava a condurre la masterclass nell’Auditorium Mennella. La serata proporrà invece “Omaggio a Elvin Jones”, concerto in programma alle 21 nel Salone del Conservatorio, sempre a ingresso libero. Il celebre sassofonista Robert Bonisolo, con Andrea Rea, Massimiliano Rolff e Tony Arco rileggeranno la musica di John Coltrane e l’eredità del grande batterista, tra energia ritmica, libertà e interazione. La jam session delle 22.30 completerà la giornata.

     

    La terza masterclass, sabato 24 ottobre alle 10, sarà affidata al sassofonista Robert Bonisolo. Alle 21 il festival si sposterà al Milestone per “The Crossing – The Music of Sheila Jordan”, progetto guidato da Attilio Zanchi e Serena Ferrara con gli studenti del Dipartimento Jazz. Il concerto nasce dallo studio delle partiture originali della cantante e compositrice americana e restituisce sul palco un percorso di arrangiamento, confronto e produzione condiviso tra docenti e allievi. A seguire, alle 22.30, l’ultima jam session al Milestone.

     

    «Con questa seconda edizione confermiamo la vocazione del Conservatorio a essere luogo di formazione e di scena, dove lo studio si trasforma in esperienza condivisa», ha affermato il direttore del Conservatorio Roberto Solci. «Il Festival rappresenta un laboratorio vivo in cui gli studenti confrontano la propria crescita con artisti di livello internazionale», ha sottolineato il presidente Massimo Trespidi. «Abbiamo costruito un percorso che unisce ascolto, improvvisazione e produzione, perché il jazz si impara facendolo», hanno aggiunto i direttori artistici e coordinatori del Festival Massimiliano Rolff e Lucio Ferrara. «Siamo felici di affiancare il Conservatorio Nicolini in questo progetto, che rafforza il legame tra formazione, produzione musicale e territorio. Il jazz cresce proprio attraverso l’incontro tra generazioni, musicisti e pubblico” ha concluso Angelica Dadomo, rappresentante del Piacenza Jazz Club.