Categoria: comunicati stampa

  • POVERAGIULIA “Golia” UN VIAGGIO TRA FRAGILITÀ E AUTODISTRUZIONE, SULLE NOTE DI UN ROCK PROGRESSIVE INQUIETO E IMPREVEDIBILE

    POVERAGIULIA
    “Golia”

    UN VIAGGIO TRA FRAGILITÀ E AUTODISTRUZIONE, SULLE NOTE DI UN ROCK PROGRESSIVE INQUIETO E IMPREVEDIBILE

    ASCOLTA “GOLIA”!

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    I Poveragiulia presentano “Golia”, un brano che esplora le contraddizioni di una personalità apparentemente forte, ma segnata da una profonda fragilità interiore.
    Una riflessione sui meccanismi dell’autodistruzione e sulla difficoltà di accettare l’aiuto degli altri, anche quando se ne avverte il bisogno.
    Il protagonista della canzone vive intrappolato in un circolo vizioso dal quale non riesce a liberarsi. Dietro un’immagine di forza e sicurezza si nasconde una persona vulnerabile, incapace di interrompere quei comportamenti che continuano ad alimentare il proprio malessere. Ogni mano tesa, anziché rappresentare una possibilità di cambiamento, finisce per trasformarsi in un’ulteriore occasione per sabotare sé stesso, rendendo sempre più difficile trovare una via d’uscita.
    Sul piano musicale, “Golia” rappresenta uno degli episodi più vicini al rock progressive nel repertorio dei Poveragiulia. Continui cambi di ritmo, variazioni e passaggi imprevedibili danno vita a una struttura volutamente articolata, che riflette il disordine emotivo e mentale del protagonista. La musica segue così le sue contraddizioni, alternando tensioni e cambi di direzione che restituiscono la complessità del suo mondo interiore.
    In “Golia”, musica e testo raccontano la stessa inquietudine: quella di chi vorrebbe uscire da una situazione che lo fa stare male, ma continua, spesso inconsapevolmente, a ostacolare ogni possibilità di cambiamento.

    I Poveragiulia sono una band nata a Santo Stefano Magra, in provincia della Spezia, dall’incontro tra Luca (batteria), Niccolò (chitarra) e Davide (ex bassista), ai quali si unisce successivamente Giulia alla voce.
    Il gruppo propone un sound diretto e stratificato, che mescola influenze progressive rock, grunge, pop e cantautorato, alternando sonorità distorte ad atmosfere più melodiche e introspettive. Un ruolo centrale è affidato alla voce di Giulia, il cui timbro, capace di passare dalla delicatezza alla potenza, crea un contrasto con la componente più ruvida e intensa degli arrangiamenti.
    Nel primo anno di attività, i Poveragiulia si dedicano alla scrittura e alla produzione di brani originali, sperimentando diverse soluzioni sonore e valorizzando le influenze musicali dei singoli componenti.
    Oggi il progetto mantiene come nucleo artistico e creativo originale Luca, Giulia e Niccolò, attorno ai quali continua a svilupparsi l’identità musicale della band.

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  • MARDI GRAS Vent’anni di “Drops Made” IL 24 OTTOBRE SI TORNA ALLE ORIGINI SUL PALCO DI LARGO VENUE A ROMA

    MARDI GRAS
    Vent’anni di “Drops Made”

    IL 24 OTTOBRE SI TORNA ALLE ORIGINI SUL PALCO DI LARGO VENUE

    Per acquistare i biglietti: https://link.dice.fm/MlHziTYJS6b

    ASCOLTA “DROPS MADE”!

    Spotify: https://short-url.cc/1A13J

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    Ci sono dischi che continuano a raccontare qualcosa anche quando sono passati vent’anni dalla loro uscita. Per i Mardi Gras, sabato 24 ottobre 2026 sarà l’occasione per ritrovare “Drops Made”, l’album d’esordio che nel 2006 ha dato forma al percorso della band romana, portandone le canzoni nelle radio americane ed europee. L’appuntamento è al Largo Venue, dove il gruppo celebrerà questo anniversario dopo il concerto sold out all’Auditorium Parco della Musica di Roma e gli spettacoli teatrali del 2025.

    Pubblicato da Goodfellas, “Drops Made” ha segnato l’inizio di una storia musicale con lo sguardo rivolto oltre confine. Lo dimostra anche “The Wait”, brano contro la pena di morte che Neil Young ha incluso nelle “Songs of the Times”, la raccolta ospitata sul suo sito ufficiale dedicata a canzoni di protesta e di pace. Un riconoscimento che restituisce il peso di una scrittura attenta alle questioni umane e sociali, oltre le coordinate geografiche della band.

    Da quel primo capitolo a oggi, i Mardi Gras hanno ampliato la propria tavolozza sonora, passando dalla dimensione acustica a quella di una rock band capace di intrecciare pop, rock, soul, suggestioni country irlandesi e grunge. Un’identità che ha trovato spazio anche fuori dall’Italia, dagli studi di Abbey Road al palco dello Sziget di Budapest, passando per i tour in Irlanda e i club italiani, fino al Circo Massimo.

    Il capitolo più recente è “Sandcastle”, quarto album pubblicato da Underground Symphony: un racconto musicale in otto episodi, nato da una storia originale ambientata nella Jersey City degli anni Ottanta e sviluppata anche in forma di graphic musical. Il disco ha conquistato i lettori di Onda Rock, mentre il video di “Don’t Touch the Sinner”, diretto da Manuela Kali, ha vinto il Premio Roma Videoclip 2026 e il Premio miglior video all Aprilia Film Festival.

    Il concerto del 24 ottobre al Largo Venue riporta così al centro oltre

    a “Drops Made”, il disco da cui tutto ha preso avvio, tutto il viaggio musicale della band indipendente romana.

    Vent’anni dopo, quelle canzoni tornano a occupare il palco con il bagaglio di una band che nel frattempo ha attraversato luoghi, storie e forme musicali diverse, senza smarrire la propria inclinazione a cercare nelle canzoni uno spazio in cui le vicende personali incontrano quelle collettive.

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  • Liberi di pensare: The NUV e Go Go Ponies nel videoclip di “I AM ALL”

    THE NUV feat.
    GO GO PONIES
    “I AM ALL”

    FUORI IL VIDEO DEL BRANO CHE DIFENDE IL PENSIERO INDIPENDENTE E LA LIBERTÀ DI NON FARE UN PASSO INDIETRO

    https://www.youtube.com/watch?v=YUG-6tybAbQ

    ASCOLTA “I AM ALL”!

    https://orcd.co/thenuv-iamallfeatgogoponies

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    È online il videoclip di “I AM ALL”, il singolo dei The NUV realizzato con la partecipazione di Carol delle Go Go Ponies e secondo estratto dal quarto album della band, previsto per l’inverno 2026.
    Pubblicato nei mesi scorsi, “I AM ALL” nasce dalla volontà di liberarsi dal peso degli errori, recuperare la memoria e il senso dell’amicizia e tornare a cercare semplicità e verità.
    Un brano che guarda al passato per parlare del presente e che trova nella figura di Giordano Bruno il simbolo di un pensiero autonomo e indipendente, considerato pericoloso proprio perché difficile da controllare. Il riferimento diventa così una dichiarazione d’intenti: non fare un passo indietro davanti alla necessità di pensare, ricordare e scegliere liberamente.
    A sostenere il messaggio c’è un sound essenziale e diretto. Chitarra, basso e batteria costruiscono un ritmo serrato sul quale si inserisce la voce ruvida e pungente di Carol delle Go Go Ponies. Energia e melodia convivono in un pezzo immediato e impulsivo, pensato per essere vissuto prima ancora che analizzato: da ballare, pogare o ascoltare con una birra in mano.
    Non a caso proprio una birra aveva accompagnato l’uscita del singolo. In collaborazione con il birrificio brianzolo Menaresta, i The NUV hanno realizzato una IPA in edizione limitata dedicata a “I AM ALL”, con una grafica personalizzata e un QR code attraverso il quale ascoltare il brano.
    Il nuovo videoclip aggiunge ora un ulteriore tassello al percorso di “I AM ALL”, riportando al centro l’energia e l’attitudine che caratterizzano il pezzo e accompagnando i The NUV verso l’uscita del loro quarto lavoro in studio.

    THE NUV è una band alternative rock caratterizzata da un suono deciso e potente, nata alle porte della Brianza nel 2003. Formata da Demis Maloy Tripodi (voce e chitarra), Andrea Caristo (batteria) e Dante Brin (basso), ha realizzato vari EP e due LP (“Top Model Super Fashion” – 2010; “The Nuv Sucks [No, Really!]” – 2014) ai quali sono seguiti numerosi concerti in Italia e all’estero (Belgio, Germania, Austria, USA, Liechtenstein).
    Dopo alcuni anni di inattività, i tre tornano con il terzo album “Belgian Hop[e]”pubblicato il 23 ottobre 2021 in collaborazione con Moquette Records (ITA) e Mottow Soundz (BEL). Questo lavoro ha segnato per il trio una forte evoluzione, sia per il sound che per la maturità compositiva, e ha rafforzato il legame con la scena europea.
    Ad aprile 2026 hanno pubblicato il singolo “Atomic” che anticipa l’uscita del nuovo album previsto per la fine dell’anno. Si tratta del quarto capitolo in studio interamente autoprodotto dalla band e vedrà la collaborazione con I Dischi del Minollo (ITA), Waddafuzz Recors (ITA), Araki Records (FRA) e l’agenzia Sorry Mom!, seguito a giugno da “I AM ALL”.

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  • VAREGO “Sierra Nevada” il nuovo singolo  

    VAREGO

    “Sierra Nevada”

    LA VITA DI STRADA, DIFFICILE E CARICA DI RICORDI

     

    ASCOLTA “SIERRA NEVADA”!

    https://orcd.co/varego-sierranevada

    I Varego pubblicano il nuovo singolo “Sierra Nevada”, una rock ballad oscura e rarefatta, ravvivata da sorprendenti ritmiche tribali. Le chitarre e le atmosfere più malinconiche si aprono a passaggi ritmici dal carattere quasi rituale, seguendo il movimento di un testo che passa dalla durezza del presente alle immagini di una vita passata piena di colori. Un sound che richiama quella stagione dell’alternative rock americano filtrata dalle band italiane, con echi che ricordano i Timoria.

    Al centro del brano c’è un personaggio immaginario: un senzatetto chiamato Sierra Nevada per le storie che racconta a chi si ferma ad ascoltarlo. Budapest, Berlino, Granada, Pechino, Madrid: luoghi e ricordi compongono una biografia forse vera, forse inventata, che prende forma davanti a uno sconosciuto disposto a sedersi accanto a lui, tracciando così una geografia della memoria, fatta di fughe, incontri e possibilità. Mentre oggi Sierra ammette che “Dormire è una parola che non conosco più”, il passato emerge con una lucidità diversa: “E penso a quante volte io ho ballato senza peso / Bevuto cieli senza accorgermi che l’alba già svaniva”.

    Dietro questo brano affiorano anche frammenti autobiografici e una domanda silenziosa: quanto basta poco per ritrovarsi dall’altra parte della propria vita?

    Il lyric video porta questa storia nelle strade, mostrando il lato più duro dell’esistenza ai margini e invitando chi guarda a sostituire il giudizio con uno sguardo più umano.

    Un tema già presente nel precedente disco dei Varego, qui ripreso da un’altra angolazione: quella di una vita parallela, diversa da quella che abbiamo vissuto, eppure possibile.

    I Varego si formano ad Arenzano nel 2009 e arrivano alla formazione attuale a tre elementi nel 2020, con Davide Marcenaro alla voce e al basso, Alberto Pozzo alla chitarra e Simon Lepore alla batteria.

    La loro discografia prende forma nel 2012 con “Tumultum”, seguito dall’EP “Blindness of the Sun” (2013), da “Epoch” (2016) e “I, Prophetic” (2019), pubblicati da Argonauta Records.

    Nel corso degli anni il gruppo sviluppa una matrice che attraversa grunge, stoner rock, post-metal e progressive rock, con una scrittura sempre più orientata alla ricerca sonora.

    Nel 2021 questa evoluzione confluisce nell’album omonimo “Varego”, registrato al Greenfog Studio con Mattia Cominotto.

    Il disco affronta il disagio contemporaneo attraverso brani come “Tunnel”, “Limbo”, “Needles” e “Raptus (Un passo e muori)”, quest’ultimo cantato in italiano.

    “Raptus” segna anche l’inizio di un nuovo percorso legato all’uso della lingua madre.

    Nel settembre 2023 i Varego tornano al Greenfog Studio per registrare “Denti di Cane”, pubblicato l’8 febbraio 2024.

    L’album è interamente cantato in italiano e prosegue la riflessione sulle inquietudini del presente attraverso brani come “Peste Bianca”, “Macchie”, “Giardini di Plastica” e “Denti di Cane”.
    La nuova produzione porta avanti le coordinate sonore della band, inserendo nella scrittura temi legati al disagio, alla riflessione personale e all’osservazione della realtà contemporanea.

    Con “Denti di Cane” i Varego consolidano il passaggio alla lingua italiana, mantenendo il percorso intrapreso nei cinque album pubblicati dal 2012 al 2024.

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  • “Too Late” è il nuovo singolo di Mirco Nese e Andrea Enne

    Da venerdì 16 ottobre 2026 sarà in rotazione radiofonica “Too Late” (FDAM) il nuovo singolo di Mirco Nese e Andrea Enne, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 25 settembre.

    “Too Late” nasce dal confronto con l’assenza, il rimpianto e quella particolare forma di solitudine che arriva quando una relazione finisce, ma i sentimenti non si spengono nello stesso momento. Il brano racconta la consapevolezza che alcune persone possono continuare a vivere nei pensieri, nei ricordi e nelle emozioni, senza però poter più fare parte della propria vita nello stesso modo. Al centro della canzone c’è il distacco, vissuto non come una scelta improvvisa ma come un percorso emotivo fatto di dubbi, ricordi, notti insonni e pensieri che tornano al passato. 

    Spiegano gli artisti a proposito del brano: «Perché a volte non è che smetti di amare, è che passa troppo tempo e, quando finalmente vorresti tornare, potrebbe essere già troppo tardi».

    Il videoclip di “Too Late” diretto da Giuseppe Iadonisi e girato a Battipaglia nei pressi dello stadio, sviluppa il tema del tempo attraverso la danza e una serie di elementi simbolici. Protagoniste sono Ariel Bruno e Samira Esposito, i cui movimenti accompagnano il ritmo e il fluire del tempo. La strada diventa metafora del percorso della vita, mentre il fuoco richiama un tempo che scorre, trasforma e lascia tracce. A caratterizzare le immagini sono anche i murales presenti nella zona, che entrano nell’identità visiva del video e rafforzano il legame con il territorio. Danza, arte urbana e simboli costruiscono così un racconto visivo sul tempo e sui cambiamenti che accompagnano ogni percorso.

     

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=DoDfCtn8tKo

    BIOGRAFIE 

    Mirco Nese, nato a Battipaglia, è una voce autentica, ruvida e inconfondibile. Fin da ragazzino sviluppa una forte passione per la musica, che diventa presto il suo rifugio e la sua forma di libertà. La sua vita non è stata semplice: ha dovuto affrontare un percorso difficile, segnato da situazioni familiari complesse e da un passato che lo ha costretto a crescere in fretta. Proprio da queste esperienze nasce la sua forza, la stessa che oggi si sente nella sua voce e nei testi che scrive. Il suo primo brano nasce in un momento di isolamento e riflessione profonda, quando, lontano da tutto, comincia a trasformare il dolore in musica. Da allora non ha più smesso: ogni parola e ogni nota raccontano la sua storia, fatta di fatica, riscatto e autenticità. Mirco canta con l’anima, e la sua musica è la prova che anche dalle ferite più profonde può nascere bellezza.

    Negli anni, Mirco ha portato la sua musica su decine di palchi in tutta la Campania e in numerose città italiane, costruendo un legame sincero con il suo pubblico grazie a performance intense e autentiche. Tra i suoi brani più apprezzati spiccano “Tra Sesso e Amore” (2023) e “Storie Infinite” (2020), che hanno raccolto migliaia di ascolti e confermato la sua capacità di unire emozione e verità. Nel suo percorso ha collaborato con il produttore Fabio Musta, nome di spicco della scena italiana, con cui ha realizzato il brano “Luna Rosa”.

    Nel 2024 pubblica “Immortali”, un disco che rappresenta la piena maturità artistica di Mirco Nese, un progetto che unisce vissuto, passione e una voglia inesauribile di lasciare il segno.

    La sua crescita artistica è stata riconosciuta anche da importanti premi nazionali: Mirco si è aggiudicato l’Evoli Festival, il Premio Mia Martini e il Rumore BIM Festival, confermandosi come una delle voci più promettenti e sincere del panorama musicale italiano contemporaneo.

    Andrea Enne, nome d’arte di Vito Andrea Arcella, è un artista classe ’97. La sua storia musicale inizia come percorso intimo e personale: dopo la perdita del padre, avvenuta quando aveva appena sei anni, la musica diventa per lui un rifugio, un mezzo di espressione e di sfogo capace di trasformare il dolore in creatività. Nel 2008 inizia a scrivere i primi testi, dando vita a un percorso artistico che, partito come semplice hobby, si trasforma negli anni in una vera e propria missione: comunicare, trasmettere pensieri ed emozioni, dare voce a ciò che spesso rimane in silenzio.

    Andrea Enne pubblica nel 2016 il suo primo singolo ufficiale, accompagnato dal videoclip, dal titolo “Prodotto di Sbagli”, disponibile su YouTube.

    Con oltre 200 date live all’attivo in Campania e in diverse regioni italiane, ha calcato palchi importanti aprendo i concerti di grandi nomi della scena italiana.

    Nel corso degli anni ha collaborato con diversi artisti e producer. Il 15 giugno 2024 segna un punto di svolta nella sua carriera: “Fly Mood”, il suo primo progetto ufficiale. La raccolta, composta da 7 brani inediti, rappresenta una fotografia sincera del suo percorso artistico, racchiudendo influenze, esperienze e sonorità che lo definiscono come artista.

    Con uno stile diretto e autentico, Andrea Enne continua a portare avanti la sua visione musicale con passione e determinazione, spinto dall’amore per la musica e dalla volontà di lasciare un segno indelebile nella scena italiana.

    “Too Late” è il nuovo singolo di Mirco Nese e Andrea Enne già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 25 settembre e in rotazione radiofonica da venerdì 16 ottobre.

    MIRCO NESE – INSTAGRAM https://www.instagram.com/mirconese

    ANDREA ENNE – INSTAGRAM https://www.instagram.com/last3nn

  • JAROMIR RUSNAK – EVERLASTING SUITE, viaggio dalla tradizione slava al jazz

    Tra lirismo slavo e jazz contemporaneo: il contrabbassista polacco Jaromir Rusnak presenta “Everlasting Suite”
    Un viaggio sonoro in una Milano specchio dell’anima, dove la solitudine dell’emigrazione artistica si trasforma in una suite orchestrale di rara potenza espressiva.
    MILANO – Il contrabbassista e compositore polacco Jaromir Rusnak annuncia l’uscita del suo nuovo e attesissimo lavoro discografico, “Everlasting Suite“, pubblicato dall’etichetta SJ Records. L’album rappresenta un punto di svolta nella carriera del musicista, traducendo in un’architettura jazz complessa e affascinante l’esperienza dell’emigrazione artistica e del radicamento nella città di Milano, dove l’artista risiede stabilmente.
    Concepito come un flusso unico e ininterrotto, Everlasting Suite si sviluppa attraverso una struttura in tre parti, arricchita da un’introduzione, un finale e suggestivi intermezzi. Al centro del lavoro vi è l’esplorazione dei sentimenti legati al cambiamento: le barriere linguistiche, lo smarrimento iniziale e la solitudine dell’uomo si fondono con la successiva metamorfosi, la rinascita e l’ispirazione nate dal contatto con la nuova realtà urbana e culturale.
    Dal punto di vista stilistico, l’album è un audace punto d’incontro tra mondi apparentemente distanti: il profondo lirismo della tradizione slava si intreccia con le spigolosità e le libertà del jazz contemporaneo europeo e dell’improvvisazione radicale. Il risultato è un paesaggio sonoro quasi cinematografico, dove il contrabbasso di Rusnak non si limita al ruolo ritmico, ma si fa vera e propria voce narrativa, solida e poetica al tempo stesso.
    Ad affiancare il leader in questa avventura acustica c’è una formazione d’eccellenza che riunisce alcuni dei talenti più brillanti della scena jazzistica: Raffaele Fiengo (sassofono alto), Riccardo Sala (sassofono tenore), Pietro Vitali (tromba), Giuseppe Blanco (pianoforte) e Andrea Lo Palo (batteria). Grazie a un eccezionale interplay, i musicisti si muovono con disinvoltura su strutture metriche in continuo mutamento — oscillando tra tempi di 4/4, 6/8 e 12/8 — garantendo una tensione emotiva e una coesione stilistica che hanno già raccolto il plauso della critica specializzata internazionale, da Jazz Forum a JazzReviews.
    “Everlasting Suite è la mia storia, ma è anche la storia di chiunque abbia dovuto ridefinire se stesso in un luogo nuovo”, dichiara Jaromir Rusnak. “Milano è stata al contempo la mia sfida e la mia tela. Questa musica è la sintesi di quel viaggio”.
    L’album è disponibile in formato fisico e su tutte le principali piattaforme di streaming.
  • Al via la 5ª edizione del Premio Bolognini: la grande eredità del cinema italiano brilla a Roma

    ROMA – Il grande cinema italiano e la memoria storica delle sue più straordinarie firme tornano protagonisti nella Capitale. Domenica 25 ottobre 2026, alle ore 17.00, la splendida cornice del Radisson Blu Grand Hotel Ritz (Via Domenico Chelini 41, Piazza Euclide) ospiterà la attesissima 5ª edizione del Premio Bolognini, appuntamento di assoluto prestigio nel panorama culturale nazionale.

    L’evento nasce dall’iniziativa e dalla direzione artistica di Carlotta Bolognini, nipote del celeberrimo regista Mauro Bolognini e figlia del grande produttore Manolo Bolognini. In qualità di erede di questa dinastia che ha firmato pagine indelebili della cinematografia mondiale, Carlotta Bolognini rinnova l’impegno nel celebrare il talento e le maestranze del settore, creando un ideale ponte tra il glorioso passato e il futuro del cinema.

    “Questa quinta edizione rappresenta un traguardo emozionante e un tassello fondamentale nel percorso di valorizzazione di una tradizione di famiglia che appartiene, in realtà, a tutta la storia della nostra cultura”-  dichiara la direttrice artistica Carlotta Bolognini. 

    “Mio zio Mauro e mio padre Manolo hanno dedicato la vita alla ricerca della bellezza, del rigore stilistico e del coraggio produttivo. Attraverso questo Premio non vogliamo soltanto onorare la loro memoria, ma sostenere attivamente e accendere i riflettori su chi, oggi, continua a fare cinema con la stessa straordinaria passione e dedizione”.

    La manifestazione gode del prezioso supporto di importanti realtà. Main sponsor ufficiale della kermesse il Radisson Blu Grand Hotel Ritz, con la collaborazione della rinomata clinica romana Ars Medica, affiancata dalla Associazione culturale APS Occhio dell’Arte e dalla prestigiosa ACSI – Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero.

    La winner’s list  di questa edizione 2026 – con selezione  tra le maestranze del panorama artistico e tecnico del settore –  si apre con un nome internazionale, vero orgoglio italiano nel mondo,  attraverso il Premio alla Carriera a Franco Nero, per poi continuare con altre eccellenze del panorama nostrano della Settima Arte: per la sezione regia, Matteo Garrone e Stefano Reali (regia); Simona Cavallari (attrice);  Kim Rossi Stuart (attore); Luigi Rocchetti (trucco); Fratelli Cartocci (mezzi tecnici); Elide Cortesi (segretaria di edizione); Maurizio Millenotti (costumi); Nino Celeste (autore della fotografia); Massimo Vanni (stuntman, maestro d’armi); Roberto Girometti (direttore della fotografia);  Chiara Colizzi (doppiaggio). Premio Speciale (alla Carriera), infine, alla poetessa e scrittrice Annamaria Farricelli, per il percorso narrativo che ricalca perfettamente la struttura drammaturgica dei grandi personaggi del Cinema d’Autore.

    Sarà trasmesso un video-tributo celebrativo per le assegnazioni delle croci a Sad Hill – nome legato alla storia del cinema Western all’italiana – a tre destinatari italiani, pilastri fondamentali del cinema di genere e degli Spaghetti Western: Manolo Bolognini, George Eastman, Franco Nero.

    Il Cimitero di Sad Hill ricordiamo non essere un vero cimitero, ma un leggendario set cinematografico all’aperto costruito nel 1966 in Spagna (nella provincia di Burgos). È la celeberrima location circolare in cui il regista Sergio Leone ha ambientato il leggendario “triello” finale del film Il buono, il brutto, il cattivo con Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee Van Cleef.  Dopo decenni di abbandono, nel 2015 un’associazione di volontari spagnoli (Asociación Cultural Sad Hill) ha interamente dissotterrato e restaurato il set, con croci artigianali e tombe su cui vengono apposte targhe permanenti con i nomi degli artisti a cui sono dedicate. Negli anni, moltissime croci sono state intitolate a grandi leggende del cinema di genere.

    Previsto un omaggio alla indimenticabile Claudia Cardinale, scomparsa poco più di un anno fa, il cui rapporto con il regista Mauro Bolognini ed il produttore Manolo Bolognini rappresenta uno dei sodalizi più felici, intensi e duraturi della storia del cinema italiano. Dietro la macchina da presa o dietro le quinte della produzione, i fratelli toscani hanno saputo valorizzare il talento e la magnifica bellezza dell’attrice, accompagnandola dai primi passi fino alla piena maturità artistica.

    La serata di premiazione si concluderà con un aperitivo e si preannuncia un esclusivo e raffinato momento di incontro per volti noti del grande e piccolo schermo, critici, giornalisti ed appassionati del grande Cinema. 

    Rigorosamente ad invito ed ingresso su lista.

    La serata sarà dedicata alla memoria della imprenditrice Kiki Puccini, proprietaria del Radisson Blu Grand Hotel Ritz, purtroppo recentemente scomparsa, e legata da amicizia a Carlotta Bolognini.

  • “Neurodivertente” è il nuovo singolo di Titta

    Dal 16 ottobre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Neurodivertente”, il nuovo singolo di Titta per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

    “NEURODIVERTENTE” è un brano che affronta il tema delle neurodivergenze attraverso uno sguardo ironico, autoironico e profondamente personale. Titta racconta una mente che corre veloce: si distrae, si sovraccarica, cambia continuamente direzione e fatica ad adattarsi a un mondo progettato su standard prestabiliti di “normalità”. Il brano non nasconde le fatiche quotidiane, ma rifiuta con forza l’idea di ridurre la neurodivergenza a un mero elenco di deficit o a un problema da correggere: ciò che spesso viene etichettato come disattenzione è in realtà il motore di un’identità complessa, creativa e irripetibile.

    Il sound è vivace, irrequieto e volutamente imprevedibile, pensato per tradurre in musica il flusso continuo di una mente iperattiva. Tra pop trascinante, graffi punk-rock ed energici cambi di dinamica, l’arrangiamento esalta l’ironia tagliente del testo e il suo messaggio di fondo: smettere di vivere la propria diversità come una colpa e imparare ad abitare, con fierezza e libertà, il proprio personale modo di stare al mondo.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “NEURODIVERTENTE è nata, in un certo senso, da un errore. Stavo scrivendo neurodivergente nelle note del telefono e, per un errore di battitura, è comparsa la parola neurodivertente. Mi ha fatto sorridere e ho pensato che, in fondo, anche quella parola fosse nata un po’ fuori asse: doveva essere un errore e invece si era rivelata esattamente la parola che stavo cercando. La canzone non nasce dal desiderio di chiudermi dentro una diagnosi o un’etichetta, ma dalla fatica che ho provato tante volte nel sentirmi diversa, nel non riuscire ad aderire completamente a certe aspettative sociali, anche comportamentali. A un certo punto, però, ho capito che potevo continuare a vivere le mie particolarità come qualcosa da correggere oppure imparare a prendermi un po’ meno sul serio e persino a riderne. NEURODIVERTENTE nasce da questa seconda scelta, che ancora è più che altro un obiettivo, una direzione: smettere di vergognarmi di ciò che mi rende diversa e provare a trasformarlo in una risorsa. Perché forse non tutto quello che ci rende “fuori asse” ha bisogno di essere raddrizzato. Alcune caratteristiche possiamo semplicemente imparare a conoscerle, abitarle e, perché no, divertirci anche un po’ insieme a loro. Sono anche quelle a renderci unici.”

    Biografia

    Titta, nome d’arte di Letizia Tassi, è una cantautrice, attrice, autrice e formatrice teatrale romana. La sua identità artistica nasce e si sviluppa con naturalezza dall’incontro tra musica, teatro e ricerca emotiva: un percorso originale e stratificato che adotta un linguaggio profondamente narrativo, dove ogni canzone diventa una storia da abitare prima ancora che da ascoltare. Vincitrice del Premio Mogol e del Roma Music Festival, Titta mette la scrittura e la vulnerabilità al centro della propria espressione, affrontando in modo lucido e senza filtri temi cruciali della contemporaneità come salute mentale, identità, corpo, inclusione, relazioni e desiderio di appartenenza, alternando con disinvoltura intensità emotiva, ironia, rabbia e introspezione.

    Forte di una solida formazione multidisciplinare teatrale e vocale, affianca alla carriera sul palco un profondo interesse per le artiterapie espressive. Ha collaborato attivamente in contesti educativi e performativi, portando la propria testimonianza fino alla Camera dei Deputati, dove è intervenuta più volte come relatrice con speech dedicati al potere terapeutico dell’arte, mentre completa il proprio percorso didattico con il conseguimento del Diploma in Canto Moderno. Il suo sound risente di influenze eterogenee che spaziano dal cantautorato contemporaneo e il teatro-canzone fino a sonorità alternative pop, arricchite dall’impronta del musical anglo-americano. Tra le tappe più significative del suo percorso spiccano la traccia d’esordio “Ostaggi”, l’intimo ritratto familiare di “Mimma” e “Perfetta”, inno all’unicità e all’imperfezione.

    Con il concept album “FUORI ASSE – carta celeste per stelle inclinate”, sostenuto da un team di professionisti del settore musicale e audiovisivo, Titta inaugura un viaggio artistico che invita a cambiare punto di vista, riconoscendo il valore delle fragilità e celebrando la resistenza e il riscatto. Il primo tassello del progetto è il singolo “Cronika”, che fotografa il momento in cui corpo e mente cedono ai ritmi frenetici imposti dalla società, accompagnato da un videoclip diretto da Armando Di Lillo ed editato da Ilaria Tonali: un’opera dall’estetica psico-punk ed elegantemente disturbante in cui la danza contemporanea di Anna Bucci racconta la ricerca di una convivenza possibile con il proprio dolore.

    A giugno 2026 pubblica il brano “Cronika”, a luglio “Right here, right now” e a settembre “A metà strada”.

    “Neurodivertente” è il nuovo singolo di Titta per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 16 ottobre 2026.

    INSTAGRAM https://www.instagram.com/____letiziatittatassi____

  • Il 16 ottobre Vins racconta i tempi del cuore in «Non sei in ritardo»

    Il nuovo brano nasce attorno a un tema universale: l’incontro tra due persone che si trovano, ma forse non nel momento giusto della loro vita.

    “Non sei in ritardo” racconta un sentimento delicato, fatto di sguardi, emozioni e parole non dette. L’artista racconta l’incontro con una persona importante, consapevole però che, in quel momento, lei non è ancora pronta a restare o ad aprirsi completamente all’amore.

    Il protagonista non cerca di forzare la situazione e non pretende risposte. Sceglie invece di rispettare i tempi dell’altra persona, lasciando al destino la possibilità di scrivere ciò che ancora non è stato scritto.

    Da qui nasce il significato del titolo: non essere in ritardo, ma semplicemente arrivare in un momento in cui non era ancora possibile restare.

    Il brano attraversa attesa, speranza, solitudine, fragilità e desiderio, con una scrittura intima e diretta. Il finale — “Forse domani, forse tra un anno, o forse mai…” — lascia volutamente la storia sospesa, senza offrire una certezza, ma conservando la possibilità che, un giorno, i tempi di due persone possano finalmente incontrarsi.

    “Non sei in ritardo” rappresenta anche la cifra stilistica di Vins: una scrittura profondamente legata alla sfera sentimentale ed emotiva, capace di trasformare esperienze personali in racconti nei quali il pubblico può riconoscersi.

    Nelle sue canzoni trovano spazio l’amore, gli incontri, le distanze, la nostalgia, le relazioni, le ferite, la solitudine e il desiderio di ricominciare. Sono storie che partono dalla quotidianità e dalle esperienze dell’artista per diventare emozioni universali.

    Il suo modo di scrivere cerca soprattutto di raccontare ciò che accade dentro una persona quando ama, quando perde qualcuno, quando aspetta, quando ricomincia oppure quando si trova davanti a un sentimento che non è ancora pronto a vivere pienamente.

    In questo senso, “Non sei in ritardo” non è soltanto una canzone d’amore, ma una riflessione sui tempi della vita e dei sentimenti: perché non sempre le persone che incontriamo arrivano quando siamo pronti ad accoglierle, e non sempre ciò che proviamo deve necessariamente avere una risposta immediata.

    Dopo aver raccolto negli anni esperienze, emozioni e frammenti di vita, Vins torna oggi con una canzone che guarda al futuro senza cancellare il passato, affidando ancora una volta alla musica il compito di raccontare ciò che le parole, nella vita reale, spesso non riescono a dire.

    “Non sei in ritardo” è il nuovo capitolo di Vins. Una canzone sull’amore che sa aspettare, sul rispetto dei tempi dell’altro e sulla speranza che, quando due persone devono davvero incontrarsi, possano farlo nel momento giusto.

    Vins BIOGRAFIA

  • Swing, eleganza e ironia: disponibile dal 16 ottobre  in vinile e in digitale l’album Luttazzi Legacy Trio 


    Una produzione Fondazione Lelio Luttazzi – Etichetta Warner Music Italy 

    Manuel Magrini (pianoforte e arrangiamenti), Massimo Moriconi (contrabbasso), Giovanni Colasanti (batteria) featuring Lorenzo Bisogno (sax) rendono omaggio al grande compositore triestino, rileggendone il repertorio con i linguaggi del jazz moderno

    Un nuovo progetto discografico, raffinato e prezioso, rende omaggio all’inestimabile eredità artistica del Maestro Lelio Luttazzi: il Luttazzi Legacy Trio, formazione composta da Manuel Magrini (pianoforte e arrangiamenti), Massimo Moriconi (contrabbasso), Giovanni Colasanti (batteria) featuring Lorenzo Bisogno (sax), presenta un album dal titolo omonimo – prodotto dalla Fondazione Lelio Luttazzi – che riscopre e rilegge lo sterminato repertorio dell’artista triestino, uno dei protagonisti più luminosi della cultura musicale e dello spettacolo italiano del Novecento. Compositore, pianista, direttore d’orchestra, uomo di radio e televisione, attore, regista e scrittore, Luttazzi (Trieste, 1923-2010) ha attraversato un intero secolo con eleganza, ironia e un talento che non conosceva confini di genere.

    L’album Luttazzi Legacy Trio include dieci brani, estratti con cura dal suo immenso archivio e restituiti al pubblico con una veste sonora del tutto inedita. Gli arrangiamenti di Manuel Magrini riescono nell’impresa di far risplendere composizioni originali di sorprendente modernità, preservando l’eleganza, lo swing e la verve ironica che hanno sempre contraddistinto lo stile del Maestro, proiettandolo al contempo nel panorama jazz contemporaneo.

    L’album rappresenta un tassello fondamentale per la discografia jazz e d’autore italiana. Registrato presso gli Artesuono Recording Studios di Stefano Amerio, il vinile è impreziosito dalla copertina dell’artista Ugo Nespolo.

    Afferma Manuel Magrini: «Sono rimasto colpito da subito dalla classe pianistica di Luttazzi e dalla bellezza dei suoi brani. Scavando nel suo enorme repertorio ho trovato tanti tesori e mi sono stupito di come le sue composizioni si prestino ad essere reinterpretate utilizzando i linguaggi del jazz moderno, senza perdere nemmeno un briciolo della raffinatezza e dello humour che le contraddistingue. Nel disco Luttazzi Legacy Trio sono presenti alcune hit famose insieme a brani meno battuti, il tutto alternando i linguaggi ritmici tradizionali dello swing in “Canto anche se sono stonato” e della rumba in “Troppo Tardi” a sperimentazioni di vario genere come la funk ballad “Mi Piace”, dove Moriconi è presente in doppia veste di contrabbassista accompagnatore e bassista elettrico solista, i tempi dispari  di “Eccezionalmente sì”, le riarmonizzazioni di “Non lo so” fino alle incursioni nel free jazz in “Una Zebra a Pois”. Da notare, infine, una chicca presente in “Sono tanto pigro”, una sorta di swing svogliato e tirato indietro sul tempo, dove il nostro amato Lelio è presente in persona in veste di “sbadigliatore”».

    L’album Luttazzi Legacy Trio verrà presentato ufficialmente lunedì 21 dicembre all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma grazie alla collaborazione tra la Fondazione Lelio Luttazzi e la Fondazione Musica per Roma-Auditorium Parco  della Musica Ennio Morricone.