Blog

  • “Assenza e Rumore” è il nuovo disco de La Tempesta Gentile

    Dal 29 settembre 2026 sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale, in CD e in vinile “ASSENZA E RUMORE” (Overdub Recordings), il nuovo disco de LA TEMPESTA GENTILE.

    L’album “Assenza e Rumore” è un’istantanea che racconta una formazione in costante evoluzione, sempre pronta a esplorare il contrasto tra mondi solo apparentemente in antitesi. Una dichiarazione d’intenti che trova le sue radici già nel nome stesso della band. Per realizzare il nuovo lavoro discografico, La Tempesta Gentile ha scelto di testare gran parte del repertorio dal vivo, affinando i brani e consolidando la nuova formazione, nel frattempo diventata un trio con l’ingresso di synth ed elettronica. L’esigenza di rinnovarsi rappresenta un elemento essenziale del percorso artistico della band. In “Assenza e Rumore”, le sonorità shoegaze, punto d’approdo del precedente lavoro, diventano il punto di partenza di una nuova esplorazione sonora. Al basso, sempre processato e stratificato, si affiancano elementi ritmici ed elettronici, spesso ammorbiditi dal timbro caldo dell’handpan.

    L’incontro tra le diverse anime del gruppo ha dato vita al concept dell’album, incentrato sul dialogo tra due concetti solo in apparenza opposti, assenza e rumore, esplorati e rielaborati a partire dalle esperienze personali dei suoi componenti.

    Spiega la band a proposito del nuovo disco: “L’assenza può fare molto rumore. Allo stesso tempo il rumore può diventare un sottofondo indistinguibile, e quando ti abitui, la sua efficacia cala, fino all’assenza. In 10 tracce abbiamo cercato di approfondire a modo nostro la relazione fra queste due parole, apparentemente inconciliabili, utilizzando i nostri strumenti più incisivi: vuoti e pieni, dolcezza e rabbia, illusione e disillusione, realtà e sogno”.

    “ASSENZA E RUMORE” TRACKLIST

    1-Pianeta Interno

    2-FANTASMA

    3-Aral

    4-Fuori Dai Guai

    5-Linea Unica

    6-Invisibile

    7-Le Sfere Di Cavendish

    8-Vertigine I (Fragilità)

    9-Vertigine II (El Capitan)

    10-Sogno Elettrico

     

    LA TEMPESTA GENTILE | BIOGRAFIA

    La Tempesta Gentile è una band nata nel 2021 a Reggio Emilia, composta da Luca Canei (basso, voce), Giovanni Artioli, (batteria, handpan), ed Ilaria Past (synth, elettronica).

    La band, dopo i primi anni passati a mettere a fuoco la propria proposta, ha prodotto il proprio album di debutto “LTG”, uscito ad aprile 2024 per Overdub Recordings.

    La Tempesta Gentile ha mosso i primi passi con la particolare formazione a duo, nata con l’idea di dare una propria rilettura personale del genere chitarristicamente stratificato per eccellenza, lo shoegaze, con i soli utilizzi del basso, supportato dall’effettistica, e della batteria, alternata ad uno strumento denso di risonanze e riverberi come l’handpan.

    Dopo l’uscita del primo album, la band ha iniziato ad ampliare ed affinare anche una componente elettronica nel proprio sound, ispirata soprattutto a sonorità trip-hop ed electroclash, diventando stabilmente dal 2025, un power-trio basso-batteria-synth.

    Con questa nuova formazione a tre, la band ha pubblicato i singoli “FANTASMA” e “Pianeta Interno”, apripista per il nuovo album “Assenza E Rumore”.

     

    “Assenza e Rumore” è il nuovo disco de LA TEMPESTA GENTILE pubblicato da Overdub Recordings disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale, in CD e in vinile dal 29 settembre 2026.

     

    Instagram | Facebook | YouTube

  • rosewood pubblica “vero hustler”, cinque episodi tra suono e immagine

    rosewood
    “vero hustler”
    ASCOLTA “VERO HUSTLER”!
    https://orcd.co/rosewood-verohustler
    CINQUE BRANI DA UN MINUTO, CINQUE LINGUAGGI MUSICALI E UN UNICO RACCONTO
    “vero hustler” è il nuovo EP di rosewood, un progetto composto da cinque brani da un minuto, nati per vivere attraverso il linguaggio rapido e immediato dei social media e successivamente riuniti in un unico lavoro sulle piattaforme digitali e dal punto di vista audiovisivo.
    Nasce così un vero e proprio concept EP, articolato in cinque episodi musicalmente differenti ma legati dalla stessa visione. rosewood attraversa sonorità che spaziano dall’old school hip hop contaminato dal rock al lo-fi, dalla hard techno al trap metal, fino al pop punk, utilizzando generi e linguaggi diversi per offrire altrettante prospettive sullo stesso presente.
    A tenere insieme il progetto è una medesima identità: quella di chi cerca di rimanere genuino all’interno di una realtà precaria, caotica e spesso costruita sull’apparenza.
    È proprio in questa prospettiva che va letto il titolo “vero hustler”, che ribalta volutamente l’immaginario tradizionalmente associato alla figura dell’hustler. Non è chi ostenta successo, denaro o uno status, ma chi continua a portare avanti il proprio percorso, confrontandosi anche con le fragilità e gli ostacoli della quotidianità.
    Ad accompagnare l’EP c’è inoltre un video concept composto dai cinque videoclip dei brani, pensati come parti di un unico racconto audiovisivo. Le cinque dimensioni visive si intrecciano con quelle musicali, ampliando e valorizzando il significato complessivo di “vero hustler” e rafforzandone la natura di progetto unitario.
    TRACKLIST
    1996
    Su una base old school hip hop attraversata da forti influenze rock e dnb, “1996” è
    un manifesto e autoritratto di rosewood. Cultura pop, musica, precarietà e critica
    sociale convivono in un flusso di riferimenti che osserva le contraddizioni del
    presente senza aderire alla polarizzazione che lo caratterizza. In mezzo alla
    disillusione rimane però una dichiarazione precisa: continuare a immaginare che
    qualcosa possa cambiare.
    sfighe
    Tra chillout, lo-fi e indie, “sfighe” trasforma una collezione di piccoli disastri
    quotidiani in un racconto ironico dell’ansia e della precarietà emotiva.
    La vita diventa una giostra assurda sulla quale, nonostante tutto, si continua a salire.
    up!
    Cassa dritta, hard techno ed energia da mosh pit: “up!” è il momento più fisico e
    liberatorio dell’EP. Tra riferimenti autobiografici, cultura nerd, musica, lavoro e vita
    quotidiana, rosewood racconta se stesso senza costruire un personaggio,
    rivendicando la propria indipendenza e il legame con la “città dell’acciaio”. È un
    invito a spegnere per un minuto la testa, alzare le mani e lasciarsi trascinare dal
    movimento.
    hustler
    “hustler” porta il progetto nel territorio della trap metal e rappresenta il nucleo
    concettuale dell’EP. Al centro c’è il rifiuto dell’apparenza e di una scena musicale
    percepita come sempre più artificiale, popolata da personaggi costruiti e racconti
    di successo spesso lontani dalla realtà. Il “vero hustler” diventa così chi, soffocato
    dai propri drammi e dalle proprie difficoltà, continua comunque a spingere senza
    fingere di essere qualcun altro.
    ricordi?
    Con “ricordi?” l’EP si chiude spostandosi su coordinate pop punk e su un terreno
    decisamente più intimo. I ricordi di una persona vengono lasciati metaforicamente
    “sul fondo del caffè”, mentre mancanza, impazienza e incapacità di ammettere fino
    in fondo ciò che si prova si intrecciano in poche immagini dirette. È il lato più
    vulnerabile di *vero hustler*: quello in cui, dopo aver osservato il mondo esterno, lo
    sguardo torna inevitabilmente su se stessi.
    rosewood è musica per chi non sa se sentirsi fuori posto o pensare che sia il mondo ad esserlo.
    Classe 1996, mescola chitarre, beat, elettronica e parole dritte in faccia, raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà, ansia, rabbia sociale e bisogno di restare umana, usando i generi come possibilità e non come confini.
    Dal vivo rosewood diventa un trio con due chitarre, batteria e sequenze: essenziale e rumoroso.
    Negli anni ha suonato e partecipato a realtà come Musicultura, _resetfestival, Musica da Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con nomi come Baustelle, Tony Pitony, Marco Castello, Willie Peyote, Mobrici, Nitro, Bassi Maestro, Nerone, Giuse The Lizia, Dub FX, Melancholia e Klaus Noir.
    “vero hustler” è il nuovo EP di rosewood, un progetto composto da cinque brani da un minuto, nati per vivere attraverso il linguaggio rapido e immediato dei social media e successivamente riuniti in un unico lavoro sulle piattaforme digitali e dal punto di vista audiovisivo.
    Nasce così un vero e proprio concept EP, articolato in cinque episodi musicalmente differenti ma legati dalla stessa visione. rosewood attraversa sonorità che spaziano dall’old school hip hop contaminato dal rock al lo-fi, dalla hard techno al trap metal, fino al pop punk, utilizzando generi e linguaggi diversi per offrire altrettante prospettive sullo stesso presente.
    A tenere insieme il progetto è una medesima identità: quella di chi cerca di rimanere genuino all’interno di una realtà precaria, caotica e spesso costruita sull’apparenza.
    È proprio in questa prospettiva che va letto il titolo “vero hustler”, che ribalta volutamente l’immaginario tradizionalmente associato alla figura dell’hustler. Non è chi ostenta successo, denaro o uno status, ma chi continua a portare avanti il proprio percorso, confrontandosi anche con le fragilità e gli ostacoli della quotidianità.
    Ad accompagnare l’EP c’è inoltre un video concept composto dai cinque videoclip dei brani, pensati come parti di un unico racconto audiovisivo. Le cinque dimensioni visive si intrecciano con quelle musicali, ampliando e valorizzando il significato complessivo di “vero hustler” e rafforzandone la natura di progetto unitario.
    TRACKLIST
    1996
    Su una base old school hip hop attraversata da forti influenze rock e dnb, “1996” è
    un manifesto e autoritratto di rosewood. Cultura pop, musica, precarietà e critica
    sociale convivono in un flusso di riferimenti che osserva le contraddizioni del
    presente senza aderire alla polarizzazione che lo caratterizza. In mezzo alla
    disillusione rimane però una dichiarazione precisa: continuare a immaginare che
    qualcosa possa cambiare.
    sfighe
    Tra chillout, lo-fi e indie, “sfighe” trasforma una collezione di piccoli disastri
    quotidiani in un racconto ironico dell’ansia e della precarietà emotiva.
    La vita diventa una giostra assurda sulla quale, nonostante tutto, si continua a salire.
    up!
    Cassa dritta, hard techno ed energia da mosh pit: “up!” è il momento più fisico e
    liberatorio dell’EP. Tra riferimenti autobiografici, cultura nerd, musica, lavoro e vita
    quotidiana, rosewood racconta se stesso senza costruire un personaggio,
    rivendicando la propria indipendenza e il legame con la “città dell’acciaio”. È un
    invito a spegnere per un minuto la testa, alzare le mani e lasciarsi trascinare dal
    movimento.
    hustler
    “hustler” porta il progetto nel territorio della trap metal e rappresenta il nucleo
    concettuale dell’EP. Al centro c’è il rifiuto dell’apparenza e di una scena musicale
    percepita come sempre più artificiale, popolata da personaggi costruiti e racconti
    di successo spesso lontani dalla realtà. Il “vero hustler” diventa così chi, soffocato
    dai propri drammi e dalle proprie difficoltà, continua comunque a spingere senza
    fingere di essere qualcun altro.
    ricordi?
    Con “ricordi?” l’EP si chiude spostandosi su coordinate pop punk e su un terreno
    decisamente più intimo. I ricordi di una persona vengono lasciati metaforicamente
    “sul fondo del caffè”, mentre mancanza, impazienza e incapacità di ammettere fino
    in fondo ciò che si prova si intrecciano in poche immagini dirette. È il lato più
    vulnerabile di *vero hustler*: quello in cui, dopo aver osservato il mondo esterno, lo
    sguardo torna inevitabilmente su se stessi.
    rosewood è musica per chi non sa se sentirsi fuori posto o pensare che sia il mondo ad esserlo.
    Classe 1996, mescola chitarre, beat, elettronica e parole dritte in faccia, raccontando il disagio di una generazione cresciuta tra precarietà, ansia, rabbia sociale e bisogno di restare umana, usando i generi come possibilità e non come confini.
    Dal vivo rosewood diventa un trio con due chitarre, batteria e sequenze: essenziale e rumoroso.
    Negli anni ha suonato e partecipato a realtà come Musicultura, _resetfestival, Musica da Bere, Musica Contro le Mafie, Controradio Rock Contest e Futures Italian Scouting, condividendo il palco con nomi come Baustelle, Tony Pitony, Marco Castello, Willie Peyote, Mobrici, Nitro, Bassi Maestro, Nerone, Giuse The Lizia, Dub FX, Melancholia e Klaus Noir.
  • OnlyFuzz pubblicano “Speak to the Manager”, tra procedure e distorsioni

    ONLYFUZZ
    “Speak to the Manager”
    ASCOLTA “SPEAK TO THE MANAGER”!

    https://ffm.to/onlyfuzz-speaktothemanager
    GUARDA IL VIDEO
    https://www.youtube.com/watch?v=TlINSF2q37g

    IL CAOS QUOTIDIANO DI UN SERVICE DESK
    Tra richieste di assistenza, procedure e burocrazia, il brano racconta con ironia come anche le cose più semplici possano diventare incredibilmente complicate
    “Speak to the Manager” è il nuovo singolo degli OnlyFuzz, un brano che prende spunto da una situazione tanto comune quanto potenzialmente surreale: una normale giornata all’interno di un Service Desk.
    Chiunque abbia avuto bisogno di assistenza informatica si sarà trovato almeno una volta a parlare con un operatore, cercando di capire il perché di determinate risposte, procedure apparentemente interminabili o passaggi che sembrano rendere ancora più complesso un problema nato come semplicissimo.
    È proprio da questa esperienza che nasce “Speak to the Manager”, ispirato alla caotica quotidianità di un dipartimento IT e alle dinamiche che possono svilupparsi tra richieste di assistenza, protocolli ed esigenze degli utenti.
    Con uno sguardo ironico sulla burocrazia del mondo tecnologico, gli OnlyFuzz raccontano così la sorprendente capacità di trasformare anche le questioni più immediate in qualcosa di molto più articolato, tra etichette, procedure e regole da seguire.
    Una situazione ordinaria diventa così il punto di partenza per raccontare, con leggerezza e ironia, uno dei piccoli paradossi della vita contemporanea: più cerchiamo di organizzare e semplificare le cose, più rischiamo di complicarle.

    Il progetto OnlyFuzz nasce nel 2022 in maniera spontanea e senza aspettative, durante una serata in sala prove tra amici. L’incontro tra distorsione e fuzz diventa subito il cuore del loro sound, portando la band a creare uno stile sempre più sporco e graffiante. La loro filosofia è chiara: “più sporco”, “più marcio”, fino a che, quasi senza accorgersene, i OnlyFuzz danno vita ai primi brani originali.
    Nel 2023 pubblicano “Bleah!”, il loro primo lavoro in studio e nel 2024 partecipano all’edizione del Vicenza Rock Contest, dove vengono premiati come miglior band padovana. Questo risultato segna l’inizio della loro collaborazione con Sorry Mom!, iniziata a giugno 2024.
    Con un sound potente e un’energia elettrizzante, i OnlyFuzz continuano a espandere i loro orizzonti musicali, promettendo nuove sorprese per il futuro.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • “Paralyzed”: il terrore della paralisi del sonno secondo i Tales of Oneira

    TALES OF ONEIRA

    “Paralyzed”
    L’ANGOSCIA DEL RISVEGLIO SENZA CONTROLLO

    ASCOLTA “PARALYZED”!

    https://orcd.co/talesofoneira-paralyzed

    GUARDA IL VIDEO

    https://www.youtube.com/watch?v=QWuQ1Bwt7Y8


    Con il nuovo singolo “Paralyzed”, i Tales of Oneira mettono in musica ed immagini l’esperienza inquietante della paralisi del sonno: la mente si sveglia, ma il corpo resta intrappolato in una dimensione liminale autonoma che non risponde ai comandi.
    Durante l’immobilità, le paure emergono come demoni dal sottosuolo, riversando sulla malcapitata ansia, disperazione e apatia, che si traducono nella sensazione di avere un macigno sul petto: “Feel the pressure on your chest / Try to be yourself”.
    Il confine tra sogno e realtà si dissolve così poco alla volta, lasciando la protagonista sola nel bel mezzo dell’incubo.
    Il brano abbraccia mondi sonori diversi: strizza l’occhio al metalcore moderno, fatto di groove serrati e tensione pre-breakdown, che contrasta con le atmosfere sinfoniche dai tratti gotici.
    La voce femminile introduce una dimensione teatrale e oscura, mentre chitarre e ritmiche spingono il brano verso una fisicità opprimente. “Paralyzed” fluttua sulla linea di confine tra queste due dimensioni: aggressività e atmosfera, materia e allucinazione, lucidità e terrore. La zona instabile del delta del fiume in cui acqua dolce e acqua salata si incontrano e il confine perde consistenza, il punto dove è più facile affogare. “You drown more and more / You can’t be yourself” perché il nemico non arriva dall’esterno, al contrario siamo noi in lotta con noi stessi.
    Come primo capitolo del concept, il singolo scava nella parte più fragile e incontrollabile dell’esperienza umana, nel momento esatto in cui aprire gli occhi non significa ancora essere davvero svegli.

    Il progetto nasce dall’incontro tra Giuseppe e Carlo durante i loro studi in ingegneria del suono. Nel settembre 2023, dopo due anni di formazione accademica condivisa e reciproca stima professionale, il forte desiderio di collaborare, unito a una profonda sinergia musicale, ha portato alla creazione di un progetto che fonde le loro diverse passioni: il metal moderno, la synthwave, la schiettezza e la produzione raffinata del pop, le profondità psicologiche dell’horror e il mondo dei sogni.
    Questi primi confronti ed esperimenti creativi si sono presto evoluti in una visione chiara: la creazione di un concept. L’obiettivo era esorcizzare le paure attraverso la narrazione musicale, il tutto ambientato in un paesaggio onirico dove il subconscio prende il comando.
    Una volta definita la visione, il nome è venuto da sé: Tales of Oneira. È seguita una meticolosa ricerca dei collaboratori ideali tra amici fidati e conoscenze di lunga data, portando al consolidamento finale della formazione della band.
    I primi mesi del 2024 sono stati dedicati al perfezionamento dell’EP di debutto, uscito a novembre. È seguito un tour promozionale nel Nord Italia, culminato con l’esibizione al prestigioso Teatro Ariston di Sanremo come finalisti nazionali del concorso Sanremo Rock (dove si sono classificati al quarto posto).
    Attualmente, la band è impegnata nella finalizzazione del nuovo album. All’attività in studio, si affianca una prolifica attività live che li ha portati a calcare palchi importanti della scena lombarda tra cui il Rock’n’Roll di Milano ed il Circolo Magnolia in supporto agli Unearth.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • “In cerca di voce”: opera, operetta, jazz, canti antifascisti e canzoni di lotta con Gianluigi Trovesi e la Scraps Orchestra sabato 3 ottobre alla Camera del Lavoro di Milano


    Un evento speciale, organizzato dall’associazione culturale Secondo Maggio e dalla CGIL Milano, per celebrare i 120 anni di vita del più rappresentativo sindacato italiano: in programma canzoni e musiche che hanno raccontato i cambiamenti del clima sociale e culturale del nostro Paese, la storia d’Italia e quella delle classi popolari, 

    dal Risorgimento alla Liberazione. Ingresso libero fino a esaurimento posti 

    MILANO – Tra gli appuntamenti organizzati per celebrare i 120 anni della CGIL, il sindacato fondato nel 1906 come Confederazione Generale del Lavoro, poi sciolto dal fascismo e infine rinato nel 1944 con l’attuale denominazione, sabato 3 ottobre nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro di Milano (ore 17.30, ingresso libero fino a esaurimento posti) andrà in scena In cerca di voce, un grande affresco musicale nato da un’idea di Gianluigi Trovesi e Gianni Bombaci e organizzato dalla CGIL Milano e dall’associazione culturale Secondo Maggio.
    Lo spettacolo, un viaggio emozionante, imprevedibile e ricco di valori sociali e artistici, fu rappresentato al Teatro Donizetti di Bergamo in occasione del centenario della CGIL, per ricordare il secolo di vita del sindacato numericamente più rappresentativo del nostro Paese, quella “voce” che i lavoratori hanno “cercato” e voluto per dare vita e concretezza alle loro rivendicazioni.
    Il cast di oggi è simile a quello di allora, ma il progetto (la regia è di Silvano Piccardi) viene ripreso con una forma nuova: ci saranno ancora Gianluigi Trovesi e la Scraps Orchestra, mentre saranno assenti Gianni Coscia e Arturo Testa. Anche il repertorio è in buona parte quello della prima versione, pur con diversi cambiamenti dovuti alla sostituzione di una parte dei brani con altri della stessa natura. Resta, quindi, immutato il concetto, l’dea di fondo dell’iniziativa: rappresentare, attraverso canzoni e musiche significative, i cambiamenti del clima sociale e culturale del nostro Paese, quindi la storia d’Italia e delle classi popolari italiane dal Risorgimento alla Liberazione.
    Lo dimostrano ampiamente i pezzi scelti, che spaziano dalle canzoni tradizionali, soprattutto quelle di lotta e di rivendicazione, all’operetta e all’opera, dai canti del fascismo a quelli antifascisti legati alla Resistenza, dalla canzone jazzata all’Internazionale, inno del socialismo mondiale. Un percorso sonoro che viaggia in parallelo con la musica leggera e operistica all’epoca di moda, portando canzoni tratte dal repertorio popolare e borghese nelle quali sono molteplici i riferimenti a “simboli” musicali del movimento operaio, proposte in un catalogo arricchito anche da pagine scritte per l’occasione.
    Da Verdi e Garibaldi, passando dalle cannonate di Bava Beccaris, fino alla nascita del movimento sindacale organizzato e della CGIL, con i suoi 120 anni di storia, dalla prima guerra mondiale al fascismo e fino alla Resistenza e alla Liberazione, è stato costruito un affresco musicale impegnativo, complesso e di indiscutibile suggestione e originalità.
    Per realizzare questa importante e ambiziosa proposta saranno presenti sul palco, come detto, Gianluigi Trovesi e la Scraps Orchestra: il primo è uno dei jazzisti di maggior rilievo nella storia europea del jazz, un musicista capace di prendere spunto da molteplici universi sonori per portarli all’interno del proprio mondo espressivo con grande originalità e creatività. La Scraps (termine che significa pezzetti, frammenti, scarti), nata nel 1992, riunisce invece musicisti di diversa formazione e nel suo ormai lungo cammino ha registrato album eterogenei e vinto il Premio Recanati per la canzone d’autore.

    SABATO 3 OTTOBRE 2026, ORE 17.30, INGRESSO LIBERO
    CONCERTO STRAORDINARIO PER I 120 ANNI DELLA CGIL
    AUDITORIUM DI VITTORIO, CAMERA DEL LAVORO, CORSO DI PORTA VITTORIA 43, MILANO

    GIANLUIGI TROVESI e SCRAPS ORCHESTRA presentano “In cerca di voce”
    Gianluigi Trovesi (clarinetto e sax alto), Stefano Caniato (voce, trombone e fisarmonica), Roberta Visentini (clarinetto e sassofoni), Stefano Boccafoglia (tastiere e voce), Giorgio Signoretti  (chitarra, banjo), Marco Remondini (violoncello e sax baritono), Marco Cocconi (basso), Pietro Benucci (batteria).
    Canzoni e musiche di I. Fossati, G. Verdi, G. Trovesi, E. Molaschi, A.F. Menchi, M. Remondini, Scraps Orchestra, K. Weill, I Gufi, G. Kramer e altri.

    Arrangiamenti di Scraps Orchestra e Gianluigi Trovesi.
    Regia di Silvano Piccardi.
    Da un’idea di Gianluigi Trovesi e Gianni Bombaci.
    Intervento di Luca Stanzione, segretario generale Camera del Lavoro di Milano.
    Introduce Maurizio Franco.
    Organizzazione: CGIL Milano e associazione culturale Secondo Maggio.
  • Heavy-Co.Co pubblicano “Amara Galera”, la fine di una relazione in musica

    HEAVY-CO.CO

    “Amara Galera”

    ASCOLTA “AMARA GALERA”!

    https://orcd.co/heavycoco-amaragalera

    GUARDA IL VIDEO

     

    UN BRANO INTIMO E MALINCONICO CHE RACCONTA LA CONSAPEVOLEZZA DELLA FINE DI UNA RELAZIONE

     

    “Amara Galera” è il nuovo singolo degli Heavy-Co.Co, un brano che mostra un volto diverso della band e si allontana dalle atmosfere del precedente “Cicinin” per entrare in una dimensione più introspettiva e leggermente malinconica.

    Ad accompagnare l’intero pezzo è un riff ricorrente che diventa una sorta di filo conduttore, guidando l’ascoltatore attraverso le emozioni e le immagini evocate dal testo. Una struttura che asseconda il carattere riflessivo della canzone e lascia spazio alle parole e al loro significato.

    Al centro di “Amara Galera” c’è la consapevolezza della fine di una relazione. Quel momento in cui diventa sempre più difficile ignorare ciò che sta accadendo e ci si trova costretti a fare i conti con la conclusione di un legame che ha avuto un peso importante nella propria vita.

    Le immagini del testo restituiscono in maniera diretta questa presa di coscienza, insieme alla difficoltà di accettare che qualcosa che sembrava destinato a durare possa invece arrivare alla fine.

    Siamo davvero pronti ad ammettere che un legame importante sia terminato?

    È intorno a questa domanda che si sviluppa “Amara Galera”, trasformando la fine di una relazione in un momento di confronto con se stessi e con ciò che resta quando diventa necessario lasciarsi qualcosa alle spalle.

    La band nasce da un’idea dei fratelli Moschetti e prende forma nel 2019 con l’ingresso del batterista Stringari. Poco dopo alla formazione si aggiunge Luce come seconda chitarra, completando il primo assetto del gruppo.

    Con il nome di Pandemia, la band registra quattro brani strumentali che verranno successivamente remixati da Tafuro, anche a causa dell’assenza di un cantante nella formazione iniziale.

    Dopo un cambio di formazione nel gennaio 2026 la band avvia una collaborazione con l’agenzia Sorry Mom!, aprendo così una nuova fase del proprio percorso artistico.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • Su:ggestiva 2026 Musica pura per luoghi straordinari dal 25 settembre all’11 ottobre 2026


     

    Micah P. Hinson, Alberto Ferrari (Verdena), Gigi Masin, Marta del Grandi, Toni Cutrone (Mai Mai Mai), Mauro Ermanno Giovanardi, Massimo Silverio, Ana Roxanne e molti altri

     

    36 concerti, divisi in 7 giorni, dislocati in 6 luoghi diversi

    tra l’Appia Antica a Roma e altri luoghi insoliti a Gaeta

     

    Dal 25 settembre al 11 ottobre torna Su:ggestiva, la rassegna di musica pura per luoghi straordinari con ospiti nazionali, internazionali e artisti emergenti. Il programma di questa nuova edizione prevede 36 concerti, divisi in 7 giorni, dislocati in 6 luoghi diversi lungo l’Appia Antica e da quest’anno anche in altri luoghi insoliti a Gaeta.

     

    L’Ex Cartiera (Parco Regionale dell’Appia Antica) e Villa di Massenzio a Roma, e La Cappella d’orata, la Montagna spaccata, il Bastione La Favorita e la Chiesa Ss. Annunziata di Gaeta saranno la cornice per i concerti di Gigi Masin, Beppe Scardino, Massimo Silverio, Micah P. Hinson, Dal:um, Laura Masotto, Ana Roxanne, MAI MAI MAI, Bryan Senti, Bruno Bavota, Alberto Ferrari, Camera, Dobrawa Czocher, Jozef Van Wissem, Mombao, Sarah Neufeld (Arcade Fire), Cleo T, Neuf Voix, Mauro Ermanno Giovanardi, l’Antidote e Marta Del Grandi, PINDHAR, feeo, Controvento Quartet, Jolly Mare.

     

    SU:ggestiva è un’esperienza di scoperta ad alto impatto emozionale: concerti e performance musicali in luoghi unici e insoliti, che insieme diventano il vero fulcro dell’esperienza.

    Infatti, la rassegna, giunta alla settima edizione, vuole far scoprire allo spettatore nuove narrazioni visive, musicali ed emozionali, attraverso l’incontro tra la musica e alcuni luoghi straordinari e suggestivi. A fare come sempre da fil rouge in questa nuova edizione sono gli scenari immersi nel verde in cui si incontrano maestosi complessi monumentali racchiusi tra suggestione e leggenda. A queste ambientazioni si aggiungono quest’anno anche la Montagna spaccata, la Cappella d’Oro, il Bastione la Favorite e la Chisa Ss. Annunziata di Gaeta.

     

    Venerdì 25 settembre presso l’Ex cartiera sull’Appia Antica i primi quattro concerti di Su:ggestiva 2026: alle ore 19.00, il concerto di Beppe Scardino con il progetto solista TYTO. Musicista, polistrumentista e arrangiatore, in questa occasione mette da parte il ruolo esclusivamente strumentale e diventa voce, musicista elettronico e autore; alle 20.00, il concerto di Gigi Masin che celebra il quarantennale dalla pubblicazione di Wind, opera di riferimento per più generazioni di musicisti ambient ed elettronici; alle 21.15 il cantautore Massimo Silverio, autore carnico che mette in relazione canto popolare e scrittura d’autore.

    Infine, alle 22.30, Micah P. Hinson, songwriter statunitense diventato negli anni una figura di culto dell’alt-folk internazionale, con una scrittura americana spoglia, segnata da folk, country e rock.

     

    Sabato 26 settembre all’Ex Cartiera si apre alle 19.00 con Dal:um. Il duo formato da Ha Suyean e Hwang Hyeyoung mette in dialogo due strumenti tradizionali, gayageum e geomungo, trasformandone il suono attraverso una ricerca originale e contemporanea portando sul palco il suono della nuova Seoul; alle 20.00, la violinista e compositrice, Laura Masotto che da anni lavora sul confine tra scrittura per archi ed elettronica; alle 21.20 Ana Roxanne con la sua musica la quale ambient, jazz, pratiche vocali ed elettronica convivono senza una gerarchia precisa. Il progetto MAI MAI MAI di Toni Cutrone chiude la seconda serata alle 23.00. Il suo lavoro guarda al Sud Italia e al Mediterraneo, ai riti popolari, alla religiosità, alla magia rurale e alle tradizioni musicali, mettendo in cortocircuito elementi apparentemente lontani.

     

    Domenica 27 settembre ultimo giorno di appuntamenti all’Ex Cartiera. La serata si apre alle 18.30 con uno degli appuntamenti più attesi di Su:ggestiva 2026, il concerto di Alberto Ferrari, in replica anche alle 21.20. Chitarra e voce, senza la dimensione elettrica della band, per attraversare brani dei Verdena e musiche che hanno contribuito a costruire la sua formazione artistica.

    Alle 20.00, Bryan Senti, violino ed elettronica si incontrano dando vita a una musica capace di muoversi tra sperimentazione, contemporaneità e influenze globali. Alle 22.40 il pianista Bruno Bavota, un progetto in solo, intimo e raccolto costruito interamente attorno al pianoforte.

     

    La programmazione di Su:ggestiva si estende anche a Gaeta: sabato 26 settembre, a partire dalle 10 l’installazione sonora “La parola di Dio” di Riccardo Terlizzi alla Montagna Spaccata. Al Bastione la Favorita aprono i Camera ma in quartetto alle 18.25 e alle 19.20 Bruno Bavota. In serata, alla Cappella D’Oro tornano i Camera in duo alle 21.00 e Bryan Senti alle 21.55. Alle 22.50 è previsto un secret concert presso la Chiesa SS. Annunziata. In serata,

    Domenica 27 settembre, l’installazione di Terlizzi alle 10 alla Montagna Spaccata. Presso la Grotta del Turco è atteso Federico D’Angelo alle 14:00, Laura Masotto alle 15, Andrea Pesce alle 15:55 e un secret concert alle 16.50.

     

    Dopo gli appuntamenti di Gaeta e quella i Roma all’Ex Cartiera Latina, Su:ggestiva prosegue il suo percorso lungo l’Appia Antica e raggiunge dall’8 all’11 ottobre, Villa di Massenzio. Ad accendere la giornata di giovedì 8 ottobre, alle 19.00 è Ludo, a cui segue alle 19.30 Gian Marco Ciampa, chitarrista e interprete del repertorio classico e contemporaneo. Alle 21.00 la violoncellista e compositrice polacca Dobrawa Czocher unisce formazione classica e sensibilità contemporanea. Alle 22.30 il liuto di Jozef Van Wissem porta con sé una ricerca sospesa tra musica antica, minimalismo e sperimentazione.

     

    Venerdì 9 ottobre, apre il programma alle 19.20 PINDHAR, il suo milanese di Cecilia Miradoli e Max Tarenzi. La loro musica rielabora il trip-hop e le atmosfere del suono di Bristol. Alle 21.55 segue Neuf Voix, che combina composizione elettronica e strumental, e alle 23.10 la serata si chiude con Sarah Neufeld, violinista e compositrice canadese degli Arcade Fire, la cui ricerca mette in relazione violino, minimalismo e musica contemporanea.

     

    Sabato 10 ottobre la programmazione entra nel vivo già dalle 19.00 con la cantautrice e performer francese Cleo T. Alle 20.00, il duo italiano Mombao, che fonde elettronica, percussioni, canto e performance fisica. Alle 21.15 Mauro Ermanno Giovanardi una delle voci più riconoscibili della canzone d’autore italiana e voce storica dei La Crus. A chiudere la serata, alle 22.30, è Jolly Mare, progetto di Fabrizio Martina che guarda alla disco music italiana e alle sonorità dell’Afro Cosmic.

     

    Domenica 11 ottobre la giornata conclusiva inizia alle 20.00 con il Controvento Quartet. Alle 21.15 arriva l’Antidote, trio formato da Redi Hasa, Bijan Chemirani e Rami Khalifé, dove violoncello, percussioni e pianoforte mettono in relazione tradizioni musicali differenti. Alle 22.30, chiude la settima edizione di Su:ggestiva 2026 la cantautrice Marta Del Grandi. Cantautrice e compositrice italiana, crea un art-pop elegante e avventuroso, nutrito di jazz, elettronica e arrangiamenti cinematici.

     

    SU:ggestiva è una produzione ARTmosfera con la direzione artistica di Scuderie MArteLive, format ideato e diretto da Giuseppe Casa in collaborazione con Lune Magrini, ed è parte dei Progetti Speciali della Biennale MArteLive 2026.

  • “Il Cielo”: Neroelettrico raccontano il cammino sotto lo stesso cielo

    NEROELETTRICO
    “Il Cielo”

    IL NUOVO SINGOLO CHE INVITA A VIVERE IL PRESENTE

     

    ASCOLTA “IL CIELO”!

    Spotify: https://shortlink.win/1yGEa

    YouTube: https://shortlink.win/1yGEF

    Apple Music: https://shortlink.win/1yGDV

    Deezer: https://shortlink.win/1EtL5

    GUARDA IL VIDEO  

    https://www.youtube.com/watch?v=ApxQFr4IbRA&list=RDApxQFr4IbRA&start_radio=1

    Siamo tutti sotto lo stesso cielo: tra giorni sereni e tempeste, il nuovo brano racconta il viaggio della vita e la capacità di trovare la propria direzione
    “Il cielo” è il nuovo singolo dei Neroelettrico, un brano che parte da un’immagine semplice e universale per raccontare il modo in cui attraversiamo la vita: siamo tutti sotto lo stesso cielo, nei momenti positivi così come in quelli più difficili.

    Non possiamo sottrarci al viaggio, ma possiamo scegliere come affrontarlo. Ed è proprio il cielo a trasformarsi, nel brano, in una sorta di mappa da seguire, un punto di riferimento capace di ricordarci di guardare avanti e, soprattutto, di vivere il presente.

    Sereno o attraversato dalle nuvole, il cielo diventa così lo specchio dei diversi momenti dell’esistenza. Ci sono giorni luminosi e altri più complicati, ma entrambi fanno parte dello stesso percorso.

    Anche quando il cielo cambia e arriva simbolicamente la “neve”, rimane la possibilità di trovare qualcosa da celebrare, trasformando una giornata apparentemente difficile nel proprio giorno di festa.

    Con “Il cielo”, i Neroelettrico raccontano così un viaggio fatto di cambiamenti, imprevisti e nuove prospettive, affidando a un’immagine che appartiene a tutti un messaggio semplice: restare nel presente, continuare il proprio cammino e imparare a riconoscere la luce anche quando il cielo non è sereno.

    BIOGRAFIA

    Neroelettrico è un progetto rock nato nel 2019 all’interno della scena indipendente romana, in cui convivono l’eredità del grunge e la tradizione del rock italiano più diretto e viscerale. Il sound si muove tra atmosfere scure, riff essenziali e una forte impronta urbana, attraverso un approccio ibrido che unisce strumenti analogici e produzione digitale.

    Fin dagli esordi, il progetto porta avanti un percorso fatto di live nei locali storici della capitale e di una costante ricerca sonora orientata alla sintesi: chitarre e basso assumono ruoli complementari, sostenuti da ritmiche serrate e da testi che raccontano tensioni, contraddizioni e frammenti della quotidianità metropolitana.

    La scrittura dei Neroelettrico privilegia l’impatto emotivo e la concretezza, dando vita a brani che crescono in intensità e mantengono una riconoscibile identità visiva e narrativa. Il progetto continua a evolversi attraverso nuove produzioni originali, mantenendo saldo il legame con la scena romana e con un immaginario in cui introspezione, energia ed estetica rock contemporanea si incontrano.

    https://www.facebook.com/sorrymom.it
    https://www.instagram.com/sorrymom.it/
    https://www.sorrymom.it/


  • Manas 3o – Empty Roads After the Rain Da venerdì 25 settembre 2026, disponibile questo nuovo disco solo in formato digitale


    Pubblicato dall’etichetta indipendente Wow Records, disponibile soltanto sulle piattaforme digitali da venerdì 25 settembre, Empty Roads After the Rain è la nuova realizzazione discografica di un brillante trio jazz guidato dal chitarrista Giuseppe Cistola e completato da Dario Germani (contrabbasso) e Federico Chiarofonte (batteria).
    Il CD è formato da dieci brani originali scaturiti dall’immaginazione compositiva di Cistola, Germani e Chiarofonte.
    “Empty Roads After the Rain” è un album in cui le composizioni rappresentano una connessione di pensiero con il suono, dove la memoria e il presente si intersecano simbioticamente e qualsiasi frammento si trasforma in materia musicale da plasmare. L’ascolto di questo disco induce a farsi immergere nelle sue atmosfere senza necessariamente cercare una precisa direzione. Un album da ascoltare con estrema attenzione, cercando di scoprire e (ri)scoprire i dettagli sempre più nel profondo.
    Giuseppe Cistola, leader del trio, spiega così la genesi e il mood del suo lavoro: «Empty Roads After The Rain mi dà la sensazione di entrare in uno spazio che non conoscevo, ma che in qualche modo mi apparteneva già. Non è un album che sento il bisogno di capire subito, preferisco lasciarmi attraversare dai suoi suoni, dalle sue pause, dai suoi contrasti. È una musica che mi invita a rallentare, a perdermi un po’ senza paura di non trovare una direzione. E forse è proprio questo che mi colpisce di più: ad ogni ascolto sembra restituirmi qualcosa di diverso, un dettaglio, un’emozione, un ricordo che non sapevo di avere. Questo disco non lo ascolto soltanto. Lo vivo, lentamente, e ogni volta mi lascia dentro qualcosa».

    Manas 3o BIOGRAFIA

  • Notarius Trio debutta sulla scena jazz con “Atto I”

    Il Notarius Trio debutta sulla scena jazz con “Atto I”, un album audace per il post-bop contemporaneo. In uscita il 15 settembre 2026 per l’etichetta Angapp Music, il disco si distingue per una scelta estetica precisa: l’assenza del pianoforte.

    Questa configurazione pianoless non è un limite, ma una dichiarazione d’intenti che libera lo spazio sonoro, permettendo a Paolo Guerriero (sax), Giuseppe Pignatelli (contrabbasso) e Michele Cantarella (batteria) di dialogare su un piano di assoluta parità.

    Registrato rigorosamente in presa diretta, l’album cattura l’essenza più autentica e l’energia estemporanea del trio torinese. Le composizioni originali si muovono in un perfetto equilibrio tra pulsazioni ritmiche incalzanti e momenti di profondo lirismo, dove l’improvvisazione collettiva diventa il vero motore della narrazione. “Atto I” si rivela così un manifesto artistico di grande spessore, capace di omaggiare la tradizione dei grandi pionieri del jazz e, al contempo, di proiettarsi verso il futuro con una voce originale, intensa e profondamente comunicativa.