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  • “Dove scende il sole” è il nuovo singolo dei Quartiere Coffee

    Dal 3 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Dove scende il sole”, il nuovo singolo dei Quartiere Coffee per E8 Records/Enterprise 8 disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 19 giugno.

    “Dove scende il sole” è un inno viscerale al ritorno alle radici che fonde l’attitudine reggae della band maremmana con un sound aperto, radiofonico e profondamente mediterraneo.

    Il testo dipinge il legame indissolubile con la propria terra – quella “terra sacra tra ulivi e cieli di rame” – raccontando il tramonto non come una fine, ma come la traccia luminosa di un’alba che si rinnova. Con una produzione che bilancia la freschezza del cantautorato italiano e il calore delle vibrazioni in levare, il brano è un invito universale a ritrovare quel “posto dentro” che non cambia mai, nonostante il correre del tempo.

    Un pezzo perfetto per le playlist che celebrano il legame con la terra, il viaggio interiore e le atmosfere estive più autentiche.

    Commenta la band a proposito del nuovo singolo: “Questo brano rappresenta un ritorno alle radici e a quella terra sacra dove i ricordi rimangono attaccati e l’eco del tuo nome resta vivo”.

    Guarda il lyric video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=rHS4imgTvm8 

    LINE UP:

    Tommaso Bai “Kg Man” (n. 1982) – voce

    Filippo Fratangeli “Rootman” (n. 1983) – voce

    Matteo Varricchio “Bigga” (n. 1984) – basso

    Marco Vagheggini “The Master”tastiere

    Matteo Maggio “Mr. Maggio” (n. 1983) – batteria (dal 2007)

    Filippo Scandroglio (n. 1991) – chitarra (dal 2014)

    Giulio Grillo (n. 1990) – tastiere (dal 2016) 

    Biografia

    Il Quartiere Coffee nasce a Grosseto nel 2004, dopo alcuni tentativi di formare un gruppo musicale reggae avviati nel 2001, con una formazione che vede come frontman Tommaso Bai “Kg Man”, alle tastiere Filippo Fratangeli “Rootman” e Marco Vagheggini, Gianluca Acquilino alla chitarra, Matteo Varricchio al basso e Matteo Breschi alla batteria. Iniziano a suonare e farsi conoscere negli ambienti indipendenti della città e della provincia, scrivendo propri brani e tenendo concerti. Nel 2007 il batterista Matteo Breschi viene sostituito con Matteo Maggio “Mr. Maggio”. L’anno successivo la band incide il primo album, In-A, registrato al Boomker Sound di Firenze con la produzione artistica di Ciro “PrinceVibe” Pisanelli per l’etichetta romagnola One Step Records; un disco dalle sonorità dancehall, new roots e dub, grazie anche all’impronta data dal cantante Kg Man, i cui testi caratterizzati da una mescolanza di italiano e patwa sono da subito marchio di fabbrica del gruppo. Tra il 2008 e il 2009 avviene così il primo tour nazionale dei Quartiere Coffee, con una partecipazione al festival reggae Rototom Sunsplash.

    Nel 2010 esce il secondo album, Vibratown, il cui singolo Sweet Aroma diviene ben presto uno dei maggiori successi della band; il 14 novembre 2010 viene rilasciato il videoclip, diretto da Stefano Lodovichi, mentre nel 2013 darà il nome a un riddim che vede la partecipazione con altri artisti della scena underground. Nel luglio 2010 sono chiamati a suonare all’Heineken Jammin’ Festival vincendo il Jammin Contest e tornando l’anno successivo ad aprire il concerto di Vasco Rossi dell’11 giugno. Nell’estate 2011, Rootman prende parte come tastierista al “Revolutionaretour”, tournée europea di Roy Paci & Aretuska per la promozione del disco Latinista; il frontman Kg Man inizia invece a realizzare le prime collaborazioni da solista, tra cui quella con il progetto Rezophonic. Il 30 luglio 2011 viene pubblicato il videoclip del brano Caffeine, diretto nuovamente da Stefano Lodovichi.

    Nell’aprile 2013 esce Italian Reggae Familia, terzo album in cui la band rinuncia ai virtuosismi sperimentali del precedente per tornare verso un reggae più acustico. Il singolo costituito dalla title track, che aveva anticipato la pubblicazione dell’album, ottiene un buon successo, lanciando i Quartiere Coffee nel loro primo tour internazionale: nel mese di agosto suonano all’OverJam Reggae Festival in Slovenia, uno dei principali festival reggae in Europa. Il tour viene però interrotto nella primavera del 2014, quando il chitarrista Gianluca “Real Giallu” Aquilino muore improvvisamente la sera del 16 aprile a Castiglione della Pescaia. Questo avvenimento segna una battuta d’arresto nell’attività della band. KG Man lascia la band per dedicarsi alla sua carriera solista.

    Nel 2017 esce l’album Conscience, un lavoro molto apprezzato dalla critica pieno di vibes reggae roots. Il singolo “In jamaica” ottiene un successo virale grazie al videoclip che supera i 7 milioni di views. I Quartiere Coffee partecipano al “World Reggae Contest” di Reggaeville, posizionandosi tra i cinque finalisti e accedendo alla serata finale dell’Ostróda Reggae Festival (Polonia) il 14 agosto, vinta poi dagli olandesi The Dubbeez. L’8 aprile 2017, in anteprima al Faq Music Club di Grosseto, viene presentato il quarto album Conscience, pubblicato il 5 maggio successivo per l’etichetta Red Gold Green Label di Roma con distribuzione Pirames International.

    Il 13 novembre 2020 il gruppo annuncia ufficialmente il ritorno di Kg Man nella formazione e la produzione di un nuovo album, il cui singolo apripista è Back in Town. Dal 2021 al 2023 la band è costantemente in tour ed ha partecipato ad importanti festival come l’Overjam Festival in Slovenia ed il One Love Festival di Trento. Ci sono state intanto importanti release come la cover di Franco Battiato ‘Centro di gravità permanente’ con Simone Cristicchi.

    Nel 2022 esce un singolo molto importante nella discografia dei Quartiere Coffee, intitolato “Just One” in featuring con le reggae star internazionali Mellow Mood. Il brano, accompagnato dal videoclip ufficiale, viene pubblicato per l’etichetta Enterprise 8 e ottiene importanti risultati, primo tra tutti l’ingresso nella prestigiosa playlist di Spotify “Reggae Nation”.

    Nel 2024 esce “La mia terra”, un album che si configura come un vero e proprio viaggio sonoro regalato all’ascoltatore, arricchito da prestigiose connessioni nazionali e internazionali; al suo interno spicca la presenza di Tonino Carotone, un autentico regalo per il territorio, ma la tracklist si impreziosisce anche delle collaborazioni con Finaz della Bandabardò, con il talentuoso Forelock e, infine, di un epico featuring con gli Israel Vibration, la storica reggae band di Kingston, Giamaica.

    I Quartiere Coffee proseguono senza sosta la propria attività live attraverso intensi tour, parallelamente al lavoro di produzione in studio sui nuovi singoli.

    “Dove scende il sole” è il nuovo singolo dei Quartiere Coffee disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 19 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

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  • “Estasi e veleno” è il nuovo singolo di Giuseppe Cucè

    Da venerdì 3 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Estasi e veleno” (TRP Vibes / Track Records Productions) il nuovo singolo di Giuseppe Cucè.

     

    Il brano “Estasi e veleno” è una riflessione sul paradosso della contemporaneità: viviamo immersi in un flusso continuo di informazioni, immagini e verità contrapposte, fino al punto in cui l’assurdo smette di sorprenderci e diventa normalità. Nella canzone convivono simboli, visioni e frammenti apparentemente scollegati come se il mondo fosse osservato attraverso uno specchio deformante.

    Più che una critica sociale, “Estasi e veleno” è il racconto di uno smarrimento: la difficoltà di distinguere ciò che è autentico da ciò che è rappresentazione, ciò che è coscienza da ciò che è rumore. L’estasi è la seduzione esercitata dal mondo contemporaneo; il veleno è l’assuefazione che ci porta ad accettarlo senza più interrogarlo.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “In Estasi e veleno osservo il mondo come un viaggiatore che attraversa un paesaggio di simboli, senza la pretesa di interpretarli fino in fondo. La tunica che indosso richiama la figura di un uomo che la storia ha trasformato in icona, dottrina, conflitto e potere. Ma ciò che mi interessa non è il simbolo: è la fragilità dell’essere umano che si nasconde dietro di esso. Un uomo nato in una terra che continua a conoscere guerre, divisioni e promesse di pace mai compiute. Forse il mio disagio nasce proprio da qui: dalla difficoltà di comprendere un mondo che eredita certezze senza più interrogarsi sulle loro origini. In questa canzone provo a mettere in discussione non le risposte, ma le domande che abbiamo smesso di porci. Perché ogni ideologia, ogni verità assoluta e ogni fondamento che non accetta di essere interrogato rischia di trasformarsi in una nuova forma di fede. E forse l’assurdo non è ciò che vediamo accadere intorno a noi, ma la naturalezza con cui impariamo ad accettarlo.”

     

    Disponibile il pre-save del brano al seguente link https://found.ee/mgwy7d

     

    Nel videoclip ufficiale di “Estasi e veleno” in uscita il 26 giugno su YouTube, Giuseppe Cucè diventa una voce narrante immersa in una realtà che ha smarrito i propri riferimenti. Attraverso immagini simboliche e fortemente evocative prende forma il ritratto di un’esistenza disorientata, dove l’apparente normalità cela un profondo disagio.

    L’estetica cinematografica, caratterizzata da luci contrastate, ambientazioni ricercate e cambi di scena dinamici, accompagna una performance interpretativa intensa e coinvolgente. Il protagonista attraversa differenti dimensioni visive e simboliche, alternando momenti di riflessione a passaggi più energici e performativi. Un racconto che indaga temi universali come identità, ricerca interiore e bisogno di senso nel mondo contemporaneo.

    Guarda il videoclip di “Estasi e veleno” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=tbKwiqbc7Lw

     

     

    GIUSEPPE CUCÈ | BIOGRAFIA

    Giuseppe Cucè nasce a Catania l’8 settembre 1972. Cantautore, autore e compositore, sviluppa fin da giovane un percorso artistico multidisciplinare che attraversa pittura, danza contemporanea, scrittura e musica. La sua ricerca creativa prende forma attraverso una continua indagine sul rapporto tra esperienza umana, memoria, spiritualità e identità, elementi che nel tempo diventeranno il cuore della sua produzione musicale.

    Dopo anni di studio e sperimentazione, nel 2008 avvia una collaborazione stabile con il produttore artistico Riccardo Samperi e con la TRP Music. Da questo incontro nasce La mela e il serpente (2009), un lavoro profondamente influenzato dalla cultura mediterranea e dalla saudade, pubblicato anche dall’etichetta parigina Edina Music, fondata da Yvon Chateigner.

    Il tour di presentazione dell’album porta Giuseppe Cucè a esibirsi in alcuni tra i più prestigiosi teatri di Parigi, tra cui Le Trianon, L’Alhambra e Le Petit Saint-Martin, consolidando il suo percorso artistico anche in ambito internazionale.

    Dopo un lungo periodo dedicato alla scrittura e alla maturazione di nuovi materiali, e grazie anche al contributo artistico del musicista Fabio Abate, prende forma un nuovo ciclo creativo che vede la pubblicazione dei singoli Di estate non si muore e La mia Dea nel 2022, seguiti da Dimmi cosa vuoi e Fragile equilibrio nel 2023, e da Ventuno, Tutto quello che vuoi, Cuore d’inverno ed È tutto così vero tra il 2024 e il 2025.

    Il 20 giugno 2025 pubblica per TRP Vibes l’album 21 grammi, prodotto artisticamente da Riccardo Samperi. Un’opera concettuale che affronta temi universali come amore, perdita, fede, memoria, speranza e trasformazione, attraverso un linguaggio poetico e una produzione dal forte carattere analogico e cinematografico, impreziosita da archi, strumenti acustici e sonorità mediterranee.

    L’album ottiene un importante riscontro internazionale, raccogliendo oltre sessanta recensioni e approfondimenti pubblicati in Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Brasile, Messico, Canada e altri Paesi. Tra le testate che hanno recensito il progetto figurano RockDafuqOut, Plastic Magazine, Mystic Sons, Distopic, Music On The Rox, Return of Rock, ALT77, Roadie Music, Music For All Brasil, Oleada Indie, RMAS, The Gatekeeper Space, AlteMagazine, SoundVille, YellowBlackMusic, IndieDream e numerose altre realtà editoriali specializzate.

    La stampa internazionale ha definito il suo lavoro “cinematografico”, “profondamente umano”, “emotivamente autentico” e capace di superare le barriere linguistiche attraverso una forte componente evocativa e narrativa.

    Nel 2025 pubblica, inoltre, El mundo es verdadero feat. Pandi, versione in lingua spagnola del brano È tutto così vero. Il singolo ottiene attenzione in Spagna e America Latina, generando recensioni, interviste e programmazioni radiofoniche in Messico, Brasile, Venezuela, Colombia, Cile e Spagna, contribuendo ad ampliare ulteriormente la presenza internazionale dell’artista.

    Nello stesso anno prende parte all’UNIWEB TOUR, una serie di concerti e incontri che porta il progetto 21 grammi in diverse radio universitarie italiane, consolidando il rapporto diretto con il pubblico e accompagnando la crescente attenzione ricevuta dall’album e dalla stampa internazionale.

    Nel 2026 Giuseppe Cucè inaugura una nuova fase del proprio percorso artistico con il singolo Estasi e veleno, una riflessione visionaria e simbolica sul rapporto tra percezione e realtà, tra ideologie, informazione e coscienza individuale. L’uscita di Estasi e veleno segna l’inizio di un nuovo capitolo creativo e coincide con la partenza di un tour nei club italiani, previsto a partire da luglio 2026, nel quale l’artista presenterà dal vivo il nuovo repertorio insieme ai brani più rappresentativi della propria produzione discografica.

    La poetica di Giuseppe Cucè continua a muoversi tra canzone d’autore, suggestioni cinematografiche, spiritualità laica e ricerca espressiva, dando vita a un universo artistico personale in cui il Mediterraneo diventa luogo simbolico di incontro tra memoria, cultura e trasformazione.

    “Estasi e veleno” è il nuovo singolo di Giuseppe Cucè disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 3 luglio.

     

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  • Cinque interpreti femminili per un solo viaggio sonoro: MaxNeri firma con “UNIVERSAL” il suo disco più corale

    La club culture italiana degli anni Novanta incontra la nuova geografia elettronica globale con cinque voci femminili e un viaggio sonoro in 15 tracce che intreccia lingue, ritmi e immaginari diversi. Il DJ e producer italiano MaxNeri, con un percorso radicato nella cultura club dei primi anni Novanta e una formazione classica al sassofono, torna con un disco che affronta la struttura dell’album come atlante sonoro, “UNIVERSAL”.

    Il progetto non segue un unico genere, muovendosi tra afro house, melodic techno, synthwave e sonorità mediterranee, per tenere insieme lingue diverse — italiano, inglese, francese, portoghese, spagnolo, dialetto salentino e richiami partenopei —come parte integrante dell’architettura dei brani.

    La produzione, che lavora su una contrapposizione costante, vede da una parte l’elettronica, i synth analogici e i groove da club; dall’altra, l’uso di strumenti reali — sitar, oboe, sax, flauto, clarinetto, fisarmonica e fiati bandistici —, infondendo al disco un respiro acustico e una fisicità che richiamano la stagione aurea dell’elettronica europea, quando la cura per il suono analogico era il presupposto necessario di ogni incursione sintetica.

    Ogni traccia del disco è una rotta, una finestra aperta su un luogo specifico. Il Brasile caldo e fisico di “Pulso Dourado”, l’alba di “Before the Sunrise”, il mare come simbolo di libertà in “Non torno più”, la notte francese di “Dans la Nuit”, il mito mediterraneo di “Cor’e’Mar”, la piazza salentina e ribelle di “Mo’ sona la festa”, la scossa elettronica di “Far from Here”, fino alla chiusura ipnotica e d’ampio raggio di “To the Desert”.

    Le voci sono uno degli assi portanti di “UNIVERSAL”. Neuma, Nasha, Margot, Leonor ed Élen Virel non intervengono come semplici featuring, ma come presenze distinte e ben definite, ciascuna legata a una lingua, a una cultura, a una diversa idea di movimento. Neuma firma il versante notturno, elettronico e introspettivo in inglese; Nasha apre al calore mediterraneo tra spagnolo e mantra; Margot porta la lingua italiana, la ribellione e una presenza più terrena, istintiva, legata al corpo, al mare e alla piazza; Leonor delinea la dimensione lusofona e tribale; Élen Virel definisce il capitolo francese, urban e notturno.

    Questa pluralità di voci, suoni, atmosfere e colori diventa il tratto identitario di un album che non si presenta come una collezione di singoli slegati, ma come una sequenza di tappe di un unico viaggio.

    Con “UNIVERSAL”, MaxNeri prova a rispondere a una domanda che attraversa molta della musica elettronica contemporanea: come si può produrre un suono internazionale senza perdere provenienza, storia, radici, tradizioni? La risposta arriva con un progetto che guarda fuori dall’Italia, ma porta con sé una sensibilità tipicamente nostrana: la cura melodica, l’attenzione per la voce, il senso del contesto, del paesaggio, il gusto per la narrazione, il rapporto con la cultura dance e progressive.

    “UNIVERSAL” parte dal calore del corpo e arriva al deserto, passando per il mare, la città, la notte, la festa, i ricordi, il confine personale e il desiderio di un altrove possibile. Una sintesi tra la fisicità del dancefloor e la necessità di un racconto.

    A seguire, tracklist e track by track del disco:

    “UNIVERSAL” – Tracklist:

    1. “Pulso Dourado” (feat. Leonor)
    2. “Before the Sunrise” (feat. Neuma)
    3. “Non torno più” (feat.Margot)
    4. “Zama Leyo” (feat. Nasha)
    5. “Dans la Nuit” (feat. Élen Virel)
    6. “Eh vai, eh vai” (feat. Margot)
    7. “Back to You” (feat. Neuma)
    8. “Cor’e’Mar” (feat. Nasha)
    9. “Don’t Touch My Silence (Elettro Vision)” (feat. Neuma)
    10. “Roda Devagar” (feat. Leonor)
    11. “Move Your Body” (feat. Neuma)
    12. “Mo’ sona la festa” (feat. Margot)
    13. “Don’t Stop Now” (feat. Nasha)
    14. “Far from Here” (feat. Neuma)
    15. “To the Desert” (feat. Neuma)

    “UNIVERSAL” – Track by Track:

    Ad aprire il disco è “Pulso Dourado”, interpretata da Leonor: un brano attraversato da vibrazioni afro-tech, richiami brasiliani e melodic techno, in cui il portoghese diventa percussione, respiro, pulsazione. Il titolo — “battito dorato” — definisce subito il clima dell’album: sole, corpo, pelle, ritmo, movimento.

    Con “Before the Sunrise”, affidata alla voce di Neuma, il viaggio cambia prospettiva. Il pezzo si concentra sul tempo che precede l’alba, su quegli istanti in cui le cose non sono ancora concluse e non sono più interamente salve. Qui la trama synthwave ed electropop è sostenuta da una linea melodica che inserisce l’oboe come segno distintivo.

    Il primo capitolo italiano arriva con “Non torno più”, interpretata da Margot. Il titolo diventa la frase di chi decide di interrompere un ritorno, lasciare ciò che ferisce, cambiare rotta.

    “Zama Leyo”, con Nasha, sposta invece il baricentro verso una dimensione più organica, sensuale e fluida. Spagnolo, mantra vocali, flauto, clarinetto, afro house e deep house regalano al brano un ritmo che avvolge, accompagna, trascina.

    Con “Dans la Nuit”, cantata da Élen Virel, l’album entra in una notte francese dal respiro europeo. Italo-disco anni ’80, electropop contemporaneo, sax soprano, piano, pad analogici e drum machine filtrate definiscono una traccia in cui il francese crea intimità, mentre la frase inglese “Feel the fire” apre il pezzo a un’identità più ampia.

    La parte più solare e diretta del disco arriva con “Eh vai, eh vai”, ancora con Margot: un mantra pop-dance mediterraneo, immediato, da riva e notte estiva. Qui MaxNeri lavora sulla semplicità: poche parole, una ripetizione che si fissa nei pensieri, una voce che guida il movimento.

    “Back to You”, con Neuma, riporta “UNIVERSAL” in una zona più interiore. È una traccia sull’attrazione che continua a richiamare, sul ritorno mentale verso una persona, un ricordo, una figura con cui non si ha chiuso davvero. La scrittura si muove tra scintille, silenzi, eco, correnti e fuoco sotto la pelle, mentre la produzione mantiene un’andatura melodica costante.

    “Cor’e’Mar”, interpretata da Nasha, racconta il mito mediterraneo di Partenope. Tra spagnolo, richiami alla Città del Sole e immagini marine, la traccia assume la forma di una favola elettronica: una figura che danza nel mare, si trasforma, vive nella notte e continua a esistere nella musica.

    Una delle tracce che spostano l’album fuori dalla sola dimensione club, dando al progetto una densità narrativa più marcata, è “Don’t Touch My Silence (Elettro Vision)”, con Neuma. Il brano introduce il tema del confine: «Don’t come closer, don’t pretend» apre una dichiarazione netta di distanza, autodifesa e autonomia. Il silenzio diventa pelle, limite, spazio da non violare.

    Con “Roda Devagar”, affidata a Leonor, il viaggio torna nel corpo attraverso una danza lenta, circolare e ipnotica. Portoghese, fisarmonica sincopata, flauto pan, percussioni afro house, basso e synth stabs creano un pezzo sensuale ma controllato, pensato per entrare nel ritmo poco alla volta.

    “Move Your Body”, nella nuova versione inserita in “UNIVERSAL”, assume invece il ruolo di capitolo retro-futuristico da dancefloor: disco anni ’70, nu-disco, synthwave, melodic techno, EDM e afro-tech si incontrano in una traccia in cui basso disco, chitarre funky, archi, clavinet, handclap, tambourine, sax e synth analogici riportano il movimento al centro del progetto.

    “Mo’ sona la festa”, interpretata da Margot, è uno dei brani più originali dell’album: banda salentina, ska, folk-pop, synthwave scuro ed elettronica contemporanea si fondono in una scena da piazza notturna. Tromba, flicorno, clarinetto, trombone, tuba, tamburo rullante, grancassa da processione, tamburello e fisarmonica dialogano con bassi elettronici e pad analogici. Il testo, in italiano, dialetto salentino e spagnolo, rifiuta manipolazione, possesso e falso desiderio: «Nu sugnu tua, no soy tuya» diventa una frase-cardine di autonomia, mentre la festa non suona per chi ha ferito, ma per chi torna a riprendersi il proprio spazio.

    Nella parte finale, “Don’t Stop Now”, con Nasha, riapre il disco alla spinta collettiva: groove afro-melodico, percussioni, chant vocali, synth emozionali e una tromba riverberata che sembra arrivare da lontano. È il brano della ripartenza, del movimento che non si interrompe.

    “Far from Here”, con Neuma, recupera un’attitudine dance più minimale e memorabile, con un ritornello immediato e una scrittura fondata sull’idea di fuga: «Take me far, far from here. Far away, no fear». Il fischio home made di MaxNeri e il piano dream pluck diventano due firme sonore riconoscibili, piccoli segnali che rimandano alla memoria della dance vecchia scuola senza rinunciare a una produzione attuale.

    A chiudere l’album è “To the Desert”, ancora con Neuma: una traccia notturna, ipnotica, creata tra afrotech, melodic techno, synthwave, EDM, percussioni afro e richiami mediorientali. Il sitar, la scala Hijaz, i vocal chops femminili, gli archi ritmici e il basso EDM portano il disco verso un orizzonte finale che non ha il sapore della conclusione, ma quello di una nuova apertura.

    La traiettoria di MaxNeri aiuta a capire la portata del progetto. La sua formazione parte dalla teoria musicale e dal sassofono classico e jazz, studiati fin dall’infanzia, e si intreccia presto con l’elettronica, le tastiere, i sequencer, i suoni sintetici e le strutture dance. A metà degli anni Novanta vive da vicino la cultura club italiana, lavorando come DJ freelance tra Piemonte e Lombardia e avvicinandosi all’ambiente produttivo legato a diverse etichette dream-progressive.

    Da quella stagione eredita una concezione precisa della musica elettronica: non solo BPM, ma melodia; non solo pista, ma intensità emotiva; non solo produzione, ma riconoscibilità sonora. Negli anni il suo linguaggio attraversa dance, electropop, synthpop, synthwave, dream progressive, melodic techno, afro house, nu-disco, EDM e contaminazioni world, mantenendo una direzione costante: unire tradizione e futuro, club e racconto, strumenti reali e suoni sintetici.

    Ben oltre la logica della traccia funzionale — playlist, club edit, contenuto breve, produzione destinata a consumarsi nello spazio di un algoritmo — “UNIVERSAL” sceglie la forma dell’album con una traiettoria ampia, corale, in cui la dimensione fisica del ballo resta legata alla possibilità del racconto.

    Una cartografia sonora che parte dal dancefloor e si apre al mondo; un progetto che fonde club culture italiana, notte europea, calore afro-brasiliano, festa popolare, deserto, silenzio, corpo, tradizione e futuro.

    Un disco elettronico, ma non impersonale. Un disco da ballare, ma anche da seguire come una mappa, capace di tenere insieme ritmo, identità e racconto senza lasciare che la produzione si consumi come semplice sottofondo.

  • “Spingere” è il nuovo singolo di Charlie Cinelli feat. Manuel Roccia Battaglia

    Dal 26 giugno 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e dal 3 luglio sarà in rotazione radiofonica “Spingere”, il nuovo singolo di Charlie Cinelli feat. Manuel Roccia Battaglia. 

    Dall’incontro tra Charlie Cinelli, storico cantautore folk dialettale bresciano, e Manuel “Roccia” Battaglia, influencer agricolo e Campione Europeo di Braccio di Ferro (con oltre 100k follower su Instagram), nasce “SPINGERE”.

    Il brano è un vero e proprio inno alla determinazione, alle radici e all’orgoglio del territorio, caratterizzato da sonorità che richiamano la dance anni ’90 di Gigi D’Agostino. Un progetto sostenuto con entusiasmo anche da Orgoglio Bresciano, la community social da 350k follower che dà voce a chi ama Brescia e i bresciani.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Sono sempre stato affascinato da svariati generi musicali completamente diversi tra loro. Quando una melodia mi convince basta trovare la storia da abbinare e il personaggio del Roccia è proprio quello giusto da celebrare. Con il superbo arrangiamento di Cristian Piccinelli è nata questa power song che collocherei nel mio progetto musicale ‘Cassomanfrega’”.

     

    Ascolta il brano: https://ada.lnk.to/spingere 

     

    Il videoclip di “Spingere” è decisamente psichedelico e frenetico, pensato proprio per omaggiare l’estetica dei video musicali di fine millennio. Girato interamente su green screen presso gli studi di Perfect Day Music, il video porta la firma del regista Cristiano Mondini per TRK Studio, che è riuscito a tradurre in immagini la carica ironica e l’energia travolgente del pezzo.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=4NY70nzt6Sw 

     

    Biografia

    Giancarlo Cinelli, in arte Charlie Cinelli, nasce il 21 novembre 1958 a Sarezzo, nella Valtrompia bresciana. Nonostante i primi approcci alle scuole elementari si rivelino poco inclini al solfeggio tradizionale, il suo legame con la musica diventa presto viscerale. Affascinato dalle canzoni dei Pooh, di Battisti e Celentano, la vera folgorazione scatta con il rock dei Led Zeppelin e la vista di una chitarra elettrica sul palco del teatro parrocchiale.

    I primi accordi nascono nella bottega del barbiere del paese, per poi evolversi attraverso studi formali e lo scambio creativo con gli amici, tra il cantautorato di De André, De Gregori e Guccini e il progressive di Genesis e Jethro Tull. La scoperta del jazz (da Miles Davis a Charlie Parker) segna una svolta: Charlie imbraccia il basso e fonda la sua prima band, i Bluesettes. Frequenta per due anni la classe di contrabbasso al Conservatorio, un percorso interrotto solo dalla chiamata alla leva militare.

    Al suo ritorno, la voglia di esplorare il mondo lo spinge verso la musica leggera. Entra nella band di Iva Zanicchi e dà il via a una lunga serie di esperienze internazionali che lo portano a girare l’Europa. In Inghilterra mette radici per qualche anno tra Londra e la Cornovaglia, esibendosi nei contesti più disparati: dai trii jazz alle formazioni country&western, fino alle big band in stile Glenn Miller.

    È proprio la lontananza da casa a far nascere in lui l’esigenza di scrivere canzoni in dialetto bresciano. Al rientro in Italia, la sua carriera si sdoppia con successo: da un lato si afferma come stimatissimo turnista e session player televisivo (Rai, Mediaset) e in studio per i più grandi nomi della musica italiana — tra cui Mina, Zucchero, Ornella Vanoni, Renato Zero, Riccardo Cocciante e Mario Lavezzi — dall’altro dà vita ai Charlie & the Cats, un power trio capace di fondere rozzamente rock, ironia, inglese e dialetto.

    Nel 1998, tornato stabilmente alla chitarra, pubblica il suo primo album solista, Törölölö, una raccolta acustica che introduce sonorità folk grazie a mandolino e fisarmonica.

    Poliedrico e refrattario alle etichette, Charlie Cinelli si muove ancora oggi con totale disinvoltura tra i generi: passa dall’energia elettrica dei Cats alle atmosfere intime della sua Gibson J200 acustica, senza mai dimenticare l’amore per il basso (l’inseparabile Fender Jazz modificato in Inghilterra) con cui spazia tra funk, reggae e blues. Con una discografia ricca e una dimensione live incessante, Charlie continua a dimostrare che il dialetto, proprio come l’inglese, possiede una forza musicale universale capace di abbattere ogni barriera linguistica.

    “Spingere” è il nuovo singolo di Charlie Cinelli feat. Manuel Roccia Battaglia disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 26 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

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  • “Labirinto” è il nuovo singolo di Ragone

    Dal 26 giugno 2026 è disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Labirinto”, il nuovo singolo di Ragone (Up Music / Il Branco Publishing SRL).

    Scritto e composto dallo stesso Vito Domenico Ragone, “Labirinto” esplora le stanze più intime dell’anima, affrontando la delicata tematica della “guerra con se stessi”. Il brano racconta la complessa dinamica di due persone che si cercano e si rincorrono continuamente, faticando però a trovare un equilibrio autentico nel loro rapporto a causa di una profonda interdipendenza. È una riflessione aperta sugli ostacoli mentali che spesso ci costruiamo da soli, barriere apparentemente insormontabili che finiscono per intrappolare i nostri sentimenti, le nostre paure e le nostre fragilità. Attraverso immagini emotive legate alla quotidianità, la canzone descrive un amore forte, ma condizionato dalle esperienze passate e dai percorsi personali di ciascuno. Il sentimento resta vivo e intenso, ma rischia di perdersi nel labirinto dei ricordi e delle insicurezze, chiudendoci in noi stessi e impedendoci di vedere che la via d’uscita è, in realtà, molto più vicina di quanto pensiamo.

    Racconta l’artista a proposito del brano: “Con ‘Labirinto’ ho voluto mettere a nudo una delle dinamiche più complesse e comuni della nostra mente: la guerra con se stessi. Troppo spesso siamo proprio noi i primi a costruirci gabbie invisibili, labirinti mentali fatti di ansie e ostacoli che sembrano insormontabili, quando in realtà la via d’uscita è molto più vicina e semplice di quanto crediamo. La vera svolta arriva nel momento in cui smettiamo di isolarci. Guardandoci intorno, ci accorgiamo che non siamo soli: anche le persone che amiamo e che ci circondano stanno combattendo la nostra stessa identica battaglia. C’è una grande forza terapeutica nella condivisione“.

    Il videoclip ufficiale accompagna il brano traducendo queste emozioni in narrazione visiva, mettendo in scena una fuga continua e a tratti frenetica. Un percorso animato dalla speranza e dalla ricerca vitale di una luce, intesa come una vera e propria uscita d’emergenza dalle situazioni più complicate che la vita ci presenta.

    Guarda qui il videoclip: YouTube

    Biografia

    Ragone è un cantautore originario di Bari. Nutre fin da sempre una profonda passione per la musica, influenzato in modo particolare dallo stile e dalla sensibilità artistica delle grandi voci del pop femminile. Dopo essersi dedicato allo studio del canto con determinazione e aver affrontato le prime esibizioni dal vivo, nel 2025 pubblica le cover di “Arcade” (Duncan Laurence) e “La Nuova Stella di Broadway” (Cesare Cremonini). Nello stesso anno firma con l’etichetta Up Music, con cui realizza il singolo “Restart“, un inno dance alla rinascita interiore che entra nella Top 40 della Radio Airplay Indipendenti Italiani di Radiomonitor. A dicembre 2025 partecipa alla decima edizione del Concerto di Natale Rosso Al Tramonto – Associazione Amici di Martina, trasmesso su Gold TV (Canale 11 Lazio). A giugno 2026 torna sulla scena musicale con il nuovo inedito “Labirinto“, brano che lo porterà a esibirsi sul prestigioso palco dell’Irpinia Pride 2026.

    “Labirinto” è il nuovo singolo di Ragone, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 26 giugno 2026.

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  • Le seconde generazioni che stanno cambiando il linguaggio musico-culturale del Paese: Sicilia, Albania, urban culture e libertà femminile si intrecciano nel nuovo progetto di Real Brida

    L’Italia musicale degli ultimi anni non si riconosce più soltanto negli accenti regionali, nelle scuole cittadine o nelle appartenenze di genere. Sempre più spesso passa da artisti cresciuti con più riferimenti culturali, capaci di portare nella stessa canzone lingue diverse, slang e sonorità internazionali senza sentirli come elementi separati. In questa trasformazione si colloca anche Real Brida, artista di origini albanesi nato a Modica, in Sicilia, che con “DIVINA”, il nuovo singolo pubblicato dalla label romana Techpro Records, firma un brano urban dal sapore estivo, attraversato da una doppia radice linguistica.

    La presenza albanese in Italia non è più da tempo un fenomeno marginale. Secondo i dati ISTAT, nel 2024 quasi 32mila cittadini albanesi hanno acquisito la cittadinanza italiana, confermando una delle comunità storicamente più radicate nel Paese. Dentro questa cornice, anche la musica registra un cambiamento: le origini non vengono necessariamente raccontate come tema esplicito, ma entrano nella scrittura, nella pronuncia, nelle parole lasciate senza traduzione, nel modo in cui un artista crea, consolida e porta avanti il proprio linguaggio.

    “DIVINA” nasce da questa sovrapposizione naturale. Il brano alterna italiano, slang urban e una sezione in albanese, mantenendo una struttura pensata per il club, con un ritornello immediato e una produzione moderna, cucita per avvolgere il testo e pensata per il dancefloor.

    Al centro della canzone c’è una notte fatta di attrazione, sguardi e istinto. Il linguaggio è esplicito ma mai volgare, aderente all’immaginario urban e reggaeton degli ultimi anni, ma sotto la superficie più leggera e danzereccia si fa strada anche un tratto preciso: la figura femminile raccontata in “DIVINA” vuole vivere secondo le proprie regole, fuori da ogni forma di controllo.

    «Malandrina lei divina vuole godersi la vita senza uno che gli dice non uscire con l’amica» è una delle frasi che definiscono meglio il concetto del pezzo: una libertà femminile che non deve chiedere il permesso per esistere.

    Non si tratta di trasformare “DIVINA” in un brano programmatico, né di forzare una lettura sociale su una canzone nata per il club. Il passaggio interessante è un altro: in un testo istintivo, leggero, costruito sull’attrazione e sul movimento, la donna non viene raccontata come figura da trattenere, controllare o ricondurre a un ruolo. È lei a voler uscire, scegliere, divertirsi, sottrarsi allo sguardo di chi decide al suo posto.

    La collaborazione con Techpro Records segna un passaggio importante nel percorso dell’artista. Real Brida ha iniziato a farsi notare grazie alla partecipazione a un concorso promosso dalla label in collaborazione con Stresi, tra i nomi più rilevanti della scena rap albanese. Da quell’esperienza è nato anche “Gun Shoot”, brano realizzato insieme allo stesso Stresi, che ha contribuito ad allargare il suo pubblico e a consolidare un primo ponte tra Italia e Albania. Dopo “Gun Shoot” e “Business”, “DIVINA” mostra una direzione più melodica e accessibile, senza perdere l’impronta street che caratterizza il suo percorso.

    «Con “DIVINA” volevo fare un brano più melodico, qualcosa che arrivasse subito – racconta Real Brida -. Dentro c’è il mio modo di vivere la musica: sono nato in Sicilia, ho origini albanesi, ascolto sonorità diverse e tutto questo entra nei pezzi senza che io debba pensarci troppo. Questa canzone parla di attrazione, di notte, di libertà femminile, ma anche del modo in cui mi muovo tra le lingue e tra i mondi che fanno parte della mia storia.»

    Con questo nuovo singolo, Real Brida porta nel panorama urban italiano il riflesso di una generazione che non separa più le proprie appartenenze. “DIVINA” è il brano con cui l’artista conferma una fase di crescita e una direzione sempre più chiara, sostenuta dal lavoro con Techpro Records e da una scrittura che guarda all’Italia contemporanea da una prospettiva più concreta e aderente alla realtà di chi la abita oggi.

  • “Non mi va” è il nuovo singolo di Alice Blasi

    Da venerdì 26 giugno 2026 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “NON MI VA” (TRP Vibes / Track Records Productions) il nuovo singolo di ALICE BLASI.

    “Non mi va” è un brano indie rock diretto e senza filtri che dà voce a chi è stanco di dover dimostrare continuamente qualcosa agli altri. Tra energia, chitarre e un’attitudine libera e anticonvenzionale, la canzone racconta la scelta di smettere di interpretare un ruolo per tornare a essere sé stessi. Un invito a lasciar andare la ricerca della perfezione, accettare le proprie fragilità e vivere con maggiore autenticità.

    “Non mi va” parla ad una generazione che rivendica il diritto di sbagliare, cambiare strada e sentirsi fuori posto senza dover chiedere scusa. È un promemoria che ci ricorda che la vita non è fatta per essere perfetta, ma per essere vissuta, amata e attraversata con coraggio e libertà.

     

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Mi sento di dedicare questa canzone, in particolare, a tutti gli artisti e a tutte quelle persone che ogni giorno scelgono di portare amore e bellezza nel mondo, a chi non accetta di restare in silenzio. Perché, in fondo, l’arte è proprio questo: umanità, bellezza e libertà. Non è sempre facile, in questo gioco di ruoli, scegliere di fare dell’arte una professione: spesso siamo abituati a giudicare e a frenare chi “vola”, chi non si riconosce nelle etichette rigide che noi stessi costruiamo.”

     

    Il videoclip di “Non mi va”, da un’idea di Alice, con i movimenti scenici di Alosha Marino, girato tra i vicoli di Acireale, abbandona una narrazione lineare per lasciarsi guidare dal flusso delle emozioni, della musica e degli incontri. Volti, sorrisi, gesti e movimenti si susseguono in una dimensione sospesa, dove l’arte diventa il linguaggio attraverso cui esprimere sé stessi. Alcune figure in giacca e cravatta attraversano la scena come simbolo di una realtà fatta di convenzioni, aspettative e ruoli imposti: corpi in movimento ma anime immobili, incapaci di lasciarsi sorprendere dalla bellezza che le circonda. Quando queste maschere iniziano a cadere, il rigore lascia spazio all’istinto: le giacche vengono abbandonate, le cravatte si sciolgono e il movimento si trasforma in liberazione. La danza diventa così un gesto di resistenza e consapevolezza, attraverso il quale riconquistare la propria autenticità. Il videoclip si trasforma in un inno alla libertà di espressione, al coraggio di liberarsi dai ruoli imposti e alla scelta di vivere pienamente, con autenticità e consapevolezza.

     

    Guarda il videoclip di “Non mi va” su YouTube

    https://www.youtube.com/watch?v=a9h0GeCfmxs

     

     

    ALICE BLASI | BIOGRAFIA

    Alice Blasi è una cantautrice e musicista emergente, profondamente legata alla musica e, in particolare, alla scrittura.

    Il suo percorso artistico prende forma alcuni anni fa con lo studio della chitarra, strumento che continua ad approfondire. A questo percorso si affiancano, nel tempo, lo studio della tecnica vocale e dell’interpretazione, elementi che hanno contribuito a definire una crescita artistica completa e consapevole.

    La sua cifra stilistica si basa su una scrittura istintiva e autentica, che mette al centro le emozioni. Nei suoi brani racconta le luci e le ombre delle giornate di ciascuno di noi: i momenti in cui l’amore si intreccia con la vita quotidiana e quei silenzi assordanti che spesso cerchiamo di riempire.

    A partire dallo scorso anno, ha pubblicato diversi singoli sotto l’etichetta TRP Music di Riccardo Samperi, dando avvio a un percorso cantautorale in continua evoluzione e crescita.

    Questo giugno torna con il suo quinto singolo, “Non mi va”, che segna un nuovo passo nel suo cammino artistico.

    “Non mi va” è il nuovo singolo di Alice Blasi disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 26 giugno.

     

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  • Emilio celebra il successo di “Nada”: il videoclip raggiunge e supera il milione di visualizzazioni

    “Nada”, il nuovo singolo di Emilio, è arrivato in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 1 Maggio. Firmato da Emilio e Lortex, il brano racconta una notte sospesa tra musica, sguardi e connessioni improvvise, dove il ballo diventa il linguaggio principale e il tempo sembra fermarsi.

    Il testo trasporta l’ascoltatore in una notte estiva dal sapore quasi irreale. Tra luci soffuse, musica e sguardi che parlano più delle parole, nasce un colpo di fulmine intenso, da togliere il respiro e la capacità di pensare. Il movimento rappresenta l’unico canale comunicativo, il mezzo attraverso cui due persone si avvicinano, si scoprono e si lasciano trasportare da un’energia condivisa, che appare inesauribile e sottraente al contesto, facendo piombare i protagonisti in uno spazio fuori dal tempo.

    Il brano è un invito a vivere pienamente il presente, ad ascoltare le emozioni senza filtri, ad ascoltare sé stessi e gli altri. “Nada” celebra proprio quell’attimo perfetto in cui tutto sembra possibile e l’unico desiderio è restare lì, senza lasciarlo svanire o affievolire. “Nada” non è solo una canzone, ma un’esperienza emotiva che invita a fermarsi, sentire e vivere davvero ogni momento della nostra esistenza.

    Ad accompagnare l’uscita del singolo, un videoclip suggestivo girato nella location dell’aperitif drink Babù a Latina. La regia è firmata da Jellyfish Studio di Davide Pezzella, con la collaborazione di Arianna Ferraioli e Davide Suale. Il video arricchisce la narrazione del brano grazie alla partecipazione delle componenti della Krystal Dancing School, guidate dall’insegnante Noemi Cimenton, dei musicisti della Emilio Live Band e degli attori della “Latina Film Commission”, “associazione culturale Ciak Sabaudia”.

    Con questa nuova hit Emilio apre un nuovo capitolo della sua carriera, confermando la volontà di crescere artisticamente e di continuare a emozionare il pubblico attraverso la sua musica. La sua sensibilità non si ferma al palco: imprenditore agricolo dell’agro pontino e grande amante degli animali, Emilio è attivamente impegnato anche nel sociale. Dedica infatti parte del suo tempo al volontariato, supportando ragazzi con disabilità e anziani fragili.

    Tra i suoi obiettivi futuri, oltre a proseguire il percorso musicale, c’è un progetto ambizioso e profondamente umano per Emilio: realizzare un centro dedicato a giovani con disabilità intellettiva e in condizioni di svantaggio sociale.

    Il comunicato è a cura di Luigi Cacciatori.

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  • “Tutto Passa” è il nuovo singolo di Virgì

    Dal 26 giugno 2026 sarà disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali “Tutto Passa”, il nuovo singolo di Virgì (Up Music/Il Branco Publishing).

     

    “Tutto passa” è un brano pop/indie ritmato che affronta il tema della resilienza e del cambiamento, dello scorrere del tempo veloce e la frenesia di una vita che non riesce a rallentare, sottolineando una figura che rimane come punto fermo. Caratterizzato da un’atmosfera ottimista e liberatoria, rimarca il concetto di “viaggiare chilometri senza aspettare”, ma ricorda anche che qualsiasi situazione, bella o brutta, è sempre e solo transitoria. Perché “quando il tempo scivola fra le dita ed il mondo intorno corre troppo in fretta, fermati e respira: tra tutto ciò che passa, tu sei ciò che resta”.

    Racconta l’artista a proposito della canzone: Ognuno di noi ha delle fobie, la mia è quella del tempo. ‘Tutto Passa’ vuole essere un grido di propositività per tutte le persone che come me si ritrovano a rincorrere la vita, con la paura di lasciarsi scivolare il tempo fra le mani, non curanti però del pericolo più grande: perdersi tutto quello che realmente poi ci sta accadendo intorno e vivere”.

     

    Il videoclip della canzone è stato pensato girando una prima scena immaginando di essere davanti ad una tv su un divano rosso, raccontando la prima parte; poi una seconda, girata su sfondo nero in piedi, cercando di trasmettere anche quel senso di spensieratezza che è punto cardine di “Tutto Passa”. Ambientazioni semplici per lasciare alla cantante e al brano la possibilità di “colpire” lo schermo.

    Guarda il videoclip: https://youtu.be/48aHaGVO6_M

     

    Biografia

    Virgì, pseudonimo di Virginia Donnarumma, è una cantautrice salernitana, trasferitasi a Roma per continuare a seguire la sua predisposizione per la musica. Studia da diversi anni canto: nasce come cantante per eventi, ma porta con sé la voglia di trasmettere, con le sue parole e la sua musica, un messaggio alla gente; intraprende poi un percorso di studi con un Bachelor of Arts in Performing Arts per acquisire nuove competenze anche in ambito di composizione e produzione. Continua lo studio del piano e della chitarra, quest’ultima da autodidatta, e partecipa a diversi contest e premi tra cui il Christmas Contest che le permette di stringere la mano a Papa Francesco ed arrivare tra i semifinalisti. Dopo aver cantato anche come artista di strada a Valencia, si rende conto che la cosa che la appaga di più è emozionare il pubblico e decide di avviare un progetto artistico con l’etichetta Up Music, con cui esce con il primo inedito “Tutto Passa”. La sua musica è diretta ad un target di ragazzi che come lei alla sua età si trovano ad affrontare situazioni di vita, dalle più classiche alle più particolari, ma che hanno bisogno alle volte anche di una musica che li “curi”; punta a trasmettere PROPOSITIVITA’. Virgì si lancia nel mondo musicale, tanto determinata ed un po’, se possiamo dirlo, non curante del “pericolo”.

    “Tutto Passa” è il nuovo singolo di Virgì in uscita il 26 giugno 2026 in radio e su tutte le piattaforme digitali.

     

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  • Don Jio pubblica i nuovi singoli “Bacio Rubato” / “Beso Robado”

    Dal 26 giugno 2026 saranno disponibili sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica Bacio Rubato” / Beso Robado”, i nuovi singoli di Don Jio presentati in anteprima in concerto a Berlino il 21 giugno in occasione della Fête de la Musique durante un set piano e voce.

    Bacio Rubato” racconta il momento doloroso in cui Don Jio prende coscienza di non essere amato con la stessa intensità con cui ama. Il brano parte da un’immagine forte e intima: un bacio rubato” davanti ai suoi occhi, lasciato accadere come se la sua presenza non avesse più valore. Da lì nasce una confessione lucida e vulnerabile, sospesa tra desiderio, delusione e bisogno di salvarsi.

    La canzone esplora il contrasto tra il lasciarsi andare a un sentimento e il rendersi conto che l’altra persona sceglie la distanza, l’ambiguità o l’incapacità di dimostrare amore. Don Jio canta una caduta emotiva, ma anche un atto di dignità: quando capisce di volere di più per sé, comprende che l’unica strada possibile è costringersi a smettere di amare, e sparire da chi non sa o non vuole amarlo abbastanza.

    Con un linguaggio diretto, melodico e intensamente personale, “Bacio Rubato” trasforma una ferita sentimentale in un momento di consapevolezza: amare profondamente non basta, se dall’altra parte non c’è lo stesso coraggio.

    Il sound di “Bacio Rubato” rappresenta una delle cifre più riconoscibili di Don Jio: un pop melodico ed emotivo, costruito solamente su pianoforte, archi e basso, secondo una scelta essenziale ma cinematografica che attraversa molte delle sue canzoni. Un breve intervento di chitarra richiama il mondo latino e dialoga con la versione spagnola del brano, Beso Robado, aprendo a un immaginario passionale in cui amore, desiderio e malinconia convivono con naturale intensità.

    Commenta l’artista sul nuovo progetto: Sono davvero entusiasta di aver avuto l’idea di cantare in italiano. Per me segna una svolta importante, perché è stato tutto diverso fin dall’inizio: dalla composizione del testo al modo in cui sentivo ogni parola mentre la cantavo, quasi fino alla commozione. Le parole arrivavano in modo più naturale, meno cercato, come se fossero già dentro di me. Dopo anni in cui ho scritto e cantato solo in inglese, tornare alla mia lingua madre mi ha fatto riscoprire un rapporto più diretto e viscerale con la scrittura. Con Bacio Rubato” sento di confermare il mio stile e la mia identità artistica, ma allo stesso tempo di aprire una fase nuova del mio percorso. Sono molto curioso di vedere come reagirà il pubblico italiano, e anche quello latino con Beso Robado”. Mi sto dedicando a due universi artistici nuovi per me, ma a cui tengo moltissimo. Credo che da questo momento in poi questa sarà la mia direzione artistica, perché cantare in italiano e in spagnolo mi permette di esprimere qualcosa di più immediato, personale e autentico.”

    Il videoclip di Bacio Rubato” nasce con l’idea di essere essenziale, emotivo ed elegante. Dopo aver esplorato molte location diverse nei video precedenti, Don Jio ha scelto questa volta di concentrarsi soprattutto sull’interpretazione, sul testo e sul messaggio della canzone, senza elementi visivi che potessero distrarre troppo.

    Il video è stato girato a Berlino, in uno spazio raccolto dove ha trovato uno splendido pianoforte a coda. Don Jio appare in smoking, seduto al pianoforte, in una performance semplice ma intensa. Alcune frasi del testo compaiono nel video per rafforzare il contenuto emotivo del brano e guidare l’attenzione dello spettatore verso il significato della canzone.

    La scelta visiva è volutamente minimale: pianoforte, voce, eleganza e interpretazione.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/2iqXv2DNh8I

    Biografia

    Il percorso artistico di Don Jio si sviluppa attraverso una costante evoluzione stilistica e una profonda ricerca di indipendenza espressiva. Fin dall’infanzia, manifesta un legame viscerale con la musica: inizia a studiare pianoforte classico da bambino, canta nel coro dei Piccoli Cantori Veneziani a otto anni e compone la sua prima canzone a soli dieci anni. Durante l’adolescenza e gli anni universitari a Bologna, amplia le sue esperienze suonando la tastiera in una band e partecipando a tournée europee con il coro universitario. Dopo la laurea, consolida la sua formazione iscrivendosi al corso di canto professionale presso la Music Academy di Bologna, dove approfondisce armonia, composizione, blues e jazz.

    Nei primi anni 2000, con il primo nome d’arte Giio, l’artista muove i primi passi nella scena dance, collaborando con diversi DJ e produttori. Nel 2002 firma il suo primo cantato per una voce femminile con Follow Me, mentre nel 2003 esce Physical Attraction, il primo singolo interpretato da lui come Giio. Nel 2006 pubblica Something to Complain, una delle prime canzoni da lui cantate a ottenere un relativo successo. Nel 2009 esce Zigano, brano che raggiunge una buona posizione nelle classifiche inglesi.

    Parallelamente, l’artista co-fonda insieme al collega Dariush il progetto Lunatiq Phase, un duo dedito a un pop elettronico sofisticato, libero e ricercato. Dopo anni di sperimentazione in studio, solo nel 2015 il duo riesce a pubblicare con una casa discografica Different Perceptions, album che raccoglie gran parte della musica prodotta negli anni precedenti e testimonia la loro fase più dance. La piena maturità artistica del progetto arriva però nel 2018 con LP, album che rappresenta la loro opera più compiuta e definisce in modo chiaro il sound caratteristico del duo. Durante questo sodalizio, Giio padroneggia i principali software di produzione musicale digitale (come Cubase e Logic), evolvendo la sua scrittura da una dimensione acustica a una costruzione strumentale completa e autonoma. Con la conclusione naturale del progetto per divergenze artistiche, l’artista sviluppa un linguaggio del tutto indipendente.

    Nel 2010 si trasferisce a Berlino, città che diventa una forte fonte di ispirazione. Spinto dalla necessità di un’espressione più intima, l’artista decide di intraprendere la carriera solista, tornando alla semplicità delle canzoni nate al pianoforte e supportate da arrangiamenti acustici, archi e atmosfere cinematografiche. Questo radicale cambio di genere sancisce la nascita del nuovo nome d’arte: Don Jio. Durante l’emergenza Covid, l’artista si dedica a selezionare e perfezionare i brani a cui tiene di più, scritti in autonomia negli ultimi anni a Berlino, con l’obiettivo di presentare al mondo il suo progetto solista. In parallelo, sviluppa una forte passione per la videografia e il montaggio, imparando da autodidatta a utilizzare programmi di editing video per realizzare personalmente i videoclip di ogni singolo, considerandoli parte integrante della sua identità visiva.

    La produzione culmina nell’autunno-inverno del 2025. A ottobre esce il singolo All I Wanna Do, che anticipa la pubblicazione, nel dicembre 2025, dell’album Way Out. Questo lavoro rappresenta un traguardo di totale autonomia produttiva, curato interamente dall’artista dalla composizione al montaggio visivo. I temi centrali della sua poetica abbracciano i sentimenti, le storie d’amore, la libertà, la rinascita e la valorizzazione dell’imperfezione e della diversità.

    La svolta più recente coincide con il passaggio alla lingua madre. Dopo una produzione interamente in inglese, Don Jio avverte il bisogno di riconnettersi con le proprie radici attraverso il canto italiano e la lingua spagnola, dando vita al progetto Bacio Rubato”, disponibile in streaming dal 26 giugno 2026 insieme alla versione spagnola Beso Robado. L’omonimo singolo, in rotazione radiofonica, sintetizza un pop melodico ed emotivo in cui la fragilità si trasforma in espressione artistica.

    Guardando al futuro, l’obiettivo principale di Don Jio è abbandonare temporaneamente la solitudine dello studio e del computer per concentrarsi sulla dimensione dei concerti dal vivo e arricchire il proprio sound attraverso il confronto con altri musicisti. L’artista esprime il desiderio di lavorare con una band, ritornare al contatto diretto con il pubblico e dedicarsi pienamente al ruolo di cantante, riscoprendo una dimensione musicale collettiva e umana. Il suo primo live importante sarà il 21 giugno alla Fête de la Musique di Berlino.

    Bacio Rubato” è il nuovo singolo di Don Jio disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali dal 26 giugno 2026, insieme alla versione spagnola Beso Robado, e in rotazione radiofonica.

    Instagram | YouTube: DonJioMusic