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  • Musica, design e cultura d’impresa: giovedì 16 luglio a Milano la premiazione e il live della band vincitrice del contest GBIM JAZZ Experience

    La prima edizione del format promosso da Gruppobea e Imola Ceramica, che ha intrecciato architettura, creatività e suoni contemporanei, si concluderà con il concerto del trio Anodic Breath

    MILANO – Una serata imperdibile con musica sotto lo stelle, good vibes, bollicine a volontà e uno sfizioso aperitivo finger food per festeggiare il successo di un’iniziativa atipica, che ha fatto incontrare il mondo del design e quello del jazz, e per dare appuntamento alla seconda edizione (in programma la prossima primavera): si concluderà giovedì 16 luglio, a Milano, presso gli spazi esterni della sede del Gruppobea, in via Toffetti 31, la prima edizione del concept GBIM JAZZ Experience con la premiazione e l’esibizione della band vincitrice, ovvero il trio Anodic Breath (inizio live ore 19.45; ingresso libero dalle ore 19.30 con prenotazione obbligatoria all’indirizzo info@gbimjazz.it; i più veloci riceveranno una mail di conferma).

    Ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica, questo format inedito ha dato vita ad un evento culturale che ha investigato nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività, intrecciando architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa. Il progetto è nato grazie alla collaborazione tra i due partner commerciali e il direttore artistico Antonio Ribatti, instancabile tessitore di relazioni culturali e artefice di stagioni musicali di rilievo nazionale, tra cui l’AHUM Milano Jazz Festival. Per la prima edizione di GBIM JAZZ Experience sono stati selezionati tre gruppi musicali: il trio DjangoBop Vibes (composto da Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi e Jimmy Straniero), con un repertorio ispirato al jazz manouche; il duo Martha J. & Chebat (Martha e Francesco Chebat) con un progetto in bilico tra folk e jazz song; infine, il trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), la band vincitrice (nominata da una giuria di esperti del settore dell’architettura e del design, tra i quali Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient.

    La band vincitrice

    Muovendosi tra composizione e improvvisazione, il trio Anodic Breath sviluppa paesaggi sonori lenti e immersivi, pensati per un ascolto profondo e attento. Vijaya Trentin, pianista, cantante e compositrice, costruisce campi armonici e organizza lo spazio sonoro tra evocazioni jazz e reminiscenze cinematografiche. La sua ricerca attraversa il jazz, la scrittura cantautorale e il pop contemporaneo. Nel 2023 pubblica Chrysalis, il suo primo album in trio jazz, e presenta al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano un omaggio a Chick Corea (Children’s Song). Dal 2024 porta la sua musica in rassegne e contesti di rilievo, tra cui la Casa del Jazz di Roma e la manifestazione Piano City Palermo. È attualmente impegnata nella promozione del nuovo album indie-pop Acqva e nello sviluppo del progetto strumentale Del mareLudovico Elia è architetto e musicista formato in Conservatorio, specializzato in tromba rinascimentale e barocca. Collabora stabilmente con istituzioni di rilievo nel panorama della musica antica. La sua identità artistica si definisce nella sinergia tra spazio fisico e spazio sonoro. Negli ultimi anni la sua ricerca si è estesa al jazz e alla musica elettronica, dando vita a progetti ibridi e contemporanei. Myra è DJ e performer che innesta texture elettroniche ed elaborazioni digitali. Il suo sound nasce dalla raccolta di suoni e memorie, trasformati in narrazioni che prendono vita sul dancefloor. Echi disco, flussi progressive e accenti rock si fondono in percorsi ibridi, liberi da confini di genere. I suoi DJ set sono modellati dallo spazio e dal contesto, in un dialogo costante tra presenza, suono e pubblico.

    Oltre a eseguire i brani dal proprio repertorio, ogni formazione che ha partecipato al contest GBIM JAZZ Experience ha presentato una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. Il trio Anodic Breath, vincitore della prima edizione di questo format, ha presentato il brano Follow Echoes dedicato alla collezione Azuma Rock di Imola Ceramica.

    Le registrazioni dei tre gruppi entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube. GBIM JAZZ Experience, infine, ha visto la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat ha realizzato una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.

     
    GBIM JAZZ EXPERIENCE – PRIMA EDIZIONE
    Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026

    Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00
    DJANGOBOP VIBES – Bebop e swing manouche
    Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).

    Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00
    MARTHA J. & CHEBAT – Folk e jazz song
    Martha J. (voce), Francesco Chebat (fender rhodes).

    Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00
    ANODIC BREATH – Jazz elettroacustico ambient
    Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).

    Giovedì 16 luglio 2026, ore 19:45 (ingresso ore 19:30)
    CONCERTO SOTTO LE STELLE – FINALE E PREMIAZIONE

  • JAZZaltro: Vik and the Doctors of Jive  in concerto giovedì 9 luglio a Busto Arsizio (Va)


     

    MILANO – Fa di nuovo tappa a Busto Arsizio (Va) la XVII edizione della rassegna JAZZaltro, che dal 2010 porta i suoni e le musiche del mondo nelle province di Varese e Milano: giovedì 9 luglio, presso i grandiosi spazi di Villa Ottolini Tosi (in via Volta 4), saranno di scena Vik and the Doctors of Jive per un concerto che si annuncia davvero irresistibile (inizio live ore 21, ingresso libero con libera donazione; in caso di maltempo, si terrà nella Sala Pro Busto). L’appuntamento è realizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale della Città di Busto Arsizio ed è inserito all’interno del palinsesto di eventi BA Estate.
    Il Jive è il suono che ha caratterizzato più di ogni altro i locali dove si suonava Jazz o, almeno, dove si suonava per ballarlo: a cavallo tra gli anni Trenta e Quaranta per “jive” s’intendeva la musica swing da ballo, proposta da personaggi del calibro di Louis Armstrong e Louis Prima, considerato ancora oggi il numero uno del genere. Proprio Louis Prima è una delle grandi passioni di Vik, all’anagrafe Vittorio Marzioli, leader, ideatore e voce dei Doctors of Jive. Doppiopetto bianco e nero, cappello a falde larghe e l’aria da gangster, Vik e la sua band presenteranno un repertorio di grandi classici dello Swing americano e italiano degli anni Cinquanta e Sessanta (da Fred Buscaglione a Frank Sinatra fino a Renato Carosone) in un concerto-spettacolo che mescolerà brani di ispirazione jazzistica a pezzi tradizionali ai quali i “Dottori del Jive” imprimeranno il loro personalissimo e inconfondibile ritmo shuffle. Con la sua voce roca, elevata a originale cifra stilistica, Vik sarà il mattatore della serata e il protagonista di una serie di sketch gustosissimi, creando uno spettacolo nello spettacolo, al tempo stesso elegante, leggero e divertente. Il concerto alternerà momenti “one man show” ad altri di grande coinvolgimento: tutti gli artisti sul palco daranno vita, infatti, a situazioni di collaudata complicità, interagendo con il pubblico. Insieme a Vik si esibiranno Germano Zenga (sax tenore), Marco Gianotti (contrabbasso), Paolo De Ceglie (tromba), Carlo Napolitano (trombone), Giulio Stromendo (pianoforte), Tommy Bradascio (batteria) e Vince Tempera, protagonista della storia della musica italiana, per trent’anni firma autorevole del Festival di Sanremo e autore di melodie indimenticabili che hanno accompagnato intere generazioni (come Ufo Robot Anna dai capelli rossi), nei panni dello special guest.
    La XVII edizione di JAZZaltro proseguirà con una programmazione all’insegna della musica di qualità fino al prossimo settembre con tanti imperdibili appuntamenti: da ricordare, tra gli altri, il live del quartetto guidato dal chitarrista e compositore Luca Falomi il 23 agosto a Legnano (Mi) e l’esibizione in piano solo di Enrico Pieranunzi, nome di punta del jazz italiano, il 6 settembre a Olgiate Olona (Va).

    JAZZaltro – XVII edizione – Dal 21 giugno al 6 settembre 2026
    Domenica 21 giugno
    Fagnano Olona (Va)
    Ore 6 – Concerto all’alba e Yoga
    Calipolis, via C. Colombo 80 – Approdo del Parco del Medio Olona
    Sonia Spinello (voce, daf, kalimba) e Ashti Abdo (saz, sansula, oud, duduk, effetti e voce)

    Domenica 28 giugno
    Olgiate Olona (Va)
    Ore 21, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4
    Sugarpie & The Candymen
    Lara Ferrari (voce), Jacopo Delfini (chitarra gipsy), Renato Podestà (chitarra semiacustica),  Marco Zammuto (contrabbasso), Roberto Lupo (batteria)

    Giovedì 2 luglio
    Busto Arsizio (Va)
    Ore 21, Giardino Quadrato del Museo del Tessile, via L. Galvani 2
    Gaia Cuatro
    Aska Maret Kaneko (voce, violino), Natalio Luis Mangalavite (pianoforte), Carlos “el Tero” Buschini (basso, contrabbasso), Tomohiro Yahiro (percussioni)


    Domenica 5 luglio
    San Giorgio su Legnano (Mi)
    Ore 21, piazza Mazzini
    Michele Fazio World Trio feat. Tomohiro Yahiro
    Michele Fazio (pianoforte), Aska Maret Kaneko (voce, violino), Carlos “el Tero” Buschini (basso acustico), guest Tomohiro Yahiro (percussioni)

    Giovedì 9 luglio
    Busto Arsizio (Va)
    Ore 21, Villa Ottolini Tosi, via A. Volta 4
    Vik & The Doctors of Jive
    Vittorio Marzioli (voce), Germano Zenga (sax tenore), Marco Gianotti (contrabbasso), Paolo De Ceglie (tromba), Carlo Napolitano (trombone), Giulio Stromendo (pianoforte), Tommy Bradascio (batteria), Vince Tempera (special guest)

    Venerdì 7 agosto
    Legnano (Mi)
    Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
    Luigi Martinale Quartet & Orchestra da Camera del Conservatorio Ghedini di Cuneo
    Luigi Martinale (pianoforte), Gianni Virone (sax soprano e tenore), Yuri Goloubev (contrabbasso), Zaza Desiderio (batteria) e 16 elementi dell’Orchestra da Camera

    Domenica 23 agosto
    Legnano (Mi)
    Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
    Luca Falomi Myricae Quartet
    Luca Falomi (chitarre), Eugenia Canale (pianoforte), Stefano Della Casa (violoncello), Max Trabucco (batteria)

    Sabato 29 agosto
    Castellanza (Va)
    Ore 21, Cortile del Municipio, via delle Rimembranze 4
    Francesco Schepisi Elevation Quartet
    Francesco Schepisi (pianoforte), Samantha Spinazzola (voce), Antonello Losacco (basso), Fabio Delle Foglie (batteria)

    Domenica 30 agosto
    Legnano (Mi)
    Ore 21, Parco fluviale Isola del Castello, via Castello 1
    TeBuCaSe Quartet
    Max Tempia (organo hammond), Fabio Buonarota (tromba), Mario Caccia (basso), Massimo Serra (batteria)

    Domenica 6 settembre
    Olgiate Olona (Va)
    Ore 11, Cortile del Municipio, via L. Greppi 4
    Enrico Pieranunzi piano solo (concerto e aperitivo)
  • Il violoncello pop di Alberto Casadei, giovani pianisti da tutto il mondo,  il fascino del tango, colonne sonore senza tempo e un concerto lirico tutto da ridere:  gli imperdibili appuntamenti di luglio del festival Onde musicali


    Prosegue la nona edizione della manifestazione organizzata dall’Associazione Luigi Tadini e dall’ente di promozione turistica Visit Lake Iseo: guida agli eventi più interessanti in programma nel mese di luglio sulle due sponde del Sebino  

     

    ISEO (BS) – Dopo i tanti appuntamenti di giugno, seguiti da un pubblico particolarmente numeroso, la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, proseguirà nel mese di luglio con un fitto calendario di eventi che animeranno i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe, con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia.
    Come ormai da tradizione, anche quest’anno il festival darà spazio alle giovani promesse della musica internazionale che parteciperanno all’International Piano Campus, giunto alla diciasettesima edizione. Ospitato dall’11 al 26 luglio presso la prestigiosa Accademia Tadini di Lovere (Bg) e organizzato dall’associazione culturale Pianofriends, il Campus è pensato per offrire ai partecipanti un’esperienza formativa completa, orientata alla pratica concertistica e alla preparazione concorsuale. I docenti saranno Vincenzo Balzani, direttore artistico di Pianofriends e del Concorso Tadini, Philippe Raskin, pianista e docente presso l’Accademia di Vienna, e Giuseppe Andaloro, concertista di fama internazionale al quale è stato richiesto di focalizzare lo studio sul repertorio per pianoforte e orchestra a due pianoforti: un ambito fondamentale nella formazione di un pianista per affrontare il repertorio concertistico e i principali concorsi internazionali con maggiore consapevolezza. Particolare attenzione è riservata, come sempre, ai pianisti più piccoli, grazie alla presenza e all’esperienza di Catia Iglesias, presidente di Pianofriends, e Giovanna Di Donna, che garantiscono un approccio didattico attento, empatico e personalizzato, capace di accompagnare i più giovani nel loro primo percorso di crescita musicale.
    Il Campus culminerà in un ricco programma di esibizioni, che vedranno protagonisti i pianisti partecipanti: sabato 18 luglio il Salone dei concerti dell’Accademia Tadini di Lovere (ore 21) accoglierà Davide Ranaldi, vincitore della IX edizione del Tadini International Piano Competition. Diplomatosi presso il Conservatorio di Milano con il massimo dei voti, lode e menzione speciale per le sue «eccezionali qualità tecniche e musicali» e in seguito presso il Conservatorio di Pavia, Rinaldi è considerato un musicista dalla personalità sincera e coinvolgente. Oltre al Tadini International, a soli 26 anni ha già vinto diversi altri premi internazionali tra cui l’Euregio Piano Award in Germania, il Concorso Internazionale Rovere d’Oro e il Premio Venezia XXXVII, riservato ai migliori diplomati dei Conservatori italiani. Il giovane pianista lombardo eseguirà la Piano Sonata (Divertimento) n. 15 in Mi maggiore Hob:XVI:13 di Haydn, l’Arabeske op. 18 e il Carnaval op. 9 di Schumann, la Suite Bergamasque di Debussy e la Sonata n. 7 di Prokofiev. Domenica 19 luglio, sempre presso il Salone dei concerti dell’Accademia Tadini di Lovere sarà, invece, la volta del diciasettenne spagnolo Daniel Bertomeu Garrido, vincitore nel 2025 del prestigioso Cesar Franck Competition di Bruxelles, nonché di diversi altri concorsi quali l’International Piano Competition Junior Las Rozas, il Santa Cecilia Junior International Piano Competition e il MozArte International Piano Competition. Nel programma che Daniel eseguirà a Lovere (alle ore 21) spicca la Fantasia quasi Sonata Après une lecture de Dante, tratta dalla seconda suite delle Années de Pèlegrinage di Liszt. 

     

    Tra gli altri appuntamenti del festival spicca il concerto di Alberto Casadei a Pisogne (Bs), sabato 18 luglio (via San Marco, ore 21). Figlio d’arte (il padre è Claudio Casadei, già primo violoncello dell’ensemble I Solisti della Scala con Claudio Abbado), il riminese Casadei è uno dei violoncellisti più entusiasmanti di oggi e brilla sia come solista sia come musicista da camera. Si dedica, inoltre, alla composizione, ricercando nuove possibilità espressive per il suo strumento in chiave classica ed elettrica. Non solo: insieme Luca Natali Stradivari, ultimo discendente della leggendaria dinastia cremonese, ha fondato la Stradivari International Music Academy. Ha calcato alcuni fra i palcoscenici più prestigiosi del mondo, dalla Great Hall del Conservatorio di Mosca alla Royal Albert Hall di Londra, la Salle Cortot di Parigi, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Manzoni di Milano, il Teatro Nazionale dell’Istria, la Kaiser Friedrich Halle di Mönchengladbach, il Tivoli Vredenburg di Utrecht e la Philharmonie Haarlem. Con il violoncello elettrico, Casadei eseguirà a Pisogne musica di sua composizione e brani pop tra cui Shape of You di Ed Sheeran, Viva la Vida dei Coldplay e Children di Robert Miles. 
    La stessa sera, sulla sponda bergamasca del Sebino, a Predore, presso l’auditorium civico di via Arrio Muciano 14 (ore 21), merita una speciale attenzione anche il concerto Histoire du tango: Cesare Carretta (violino), Andrea Coruzzi (bandoneon e fisarmonica) e Nicola Ziliani (contrabbasso) condurranno il pubblico attraverso un affascinante excursus nella storia del celebre ballo argentino. Verranno eseguiti brani di Gardel (Pour una Cabeza), Villildo (El Choclo
), Rodriguez (La Cumparsita), Piazzolla (Histoire du Tango, Adios Nonino, Chiquilin de Bachin, Inverno Portegno, Oblivion, Esqualo), Galliano (Tango pour Claude
) ma non solo. Nel trio spicca la presenza di Cesare Carretta, che ha suonato con la Symphonica d’Italia diretta dal maestro Lorin Maazel e con altre prestigiose orchestre e gruppi da camera, fra cui l’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, l’Orchestra di Padova e del Veneto e l’Orchestra Filarmonica Italiana, per la quale è solista e arrangiatore. Carretta svolge, inoltre, un’intensa attività nel panorama jazzistico italiano (ha collaborato, tra gli altri, con Rava, Bollani, Bosso, Pieranunzi, Magoni e Zavalloni) ed è fondatore dell’ensemble JAS (Jazz Acoustic Strings). È stato, infine, il primo violino del quartetto d’archi di Franco Battiato. 
     
     
    Scorrendo gli altri appuntamenti del mese si arriva a sabato 25 luglio, quando presso l’Eremo di San Defendente, luogo di grande suggestione con una spettacolare vista sul Sebino, raggiungibile da Esmate (Bg) con una bella passeggiata di circa 40 minuti, il Duo DissonAnce presenterà al pubblico Il favoloso mondo del cinema (inizio concerto ore 21). I fisarmonicisti Roberto Caberlotto e Gilberto Meneghin eseguiranno alcune delle colonne sonore che hanno segnato la storia della settima arte, evocando celebri collaborazioni tra compositori e registi: da Prokofiev-Eisenstein a Hermann-Hitchcock, da Rota-Fellini a Morricone-Leone fino a Williams–Spielberg. L’esecuzione di famosi brani di Bernstein (Ouverture da West Side Story), Herrmann (Ouverture da Intrigo internazionale), Morricone (un omaggio in forma di suite delle musiche scritte per Sergio Leone), Tiersen (suite da Il favoloso mondo di Amélie) e di altri grandi autori verrà accompagnata da brevi riflessioni sul valore espressivo della musica nel linguaggio cinematografico. Caberlotto e Meneghin, che si sono conosciuti nel 2005 ad un corso di perfezionamento dopo il diploma al Conservatorio di Firenze, hanno inciso diversi album e collaborato con formazioni e artisti prestigiosi, tra cui l’Orchestra d’Archi Italiana, la violinista Cecilia Ziano e l’attrice Laura Curino. Alcuni compositori, tra i quali lo stesso Morricone, hanno dedicato brani originali al duo, riconoscendo nel loro approccio una valorizzazione dell’identità timbrica e interpretativa del loro strumento.
    Infine, domenica 26 luglio, presso la Cittadella della Musica e dell’Arte di Marone (Bs) andrà in scena il Victor Borge Tribute (ore 21), concerto lirico-vocale, ironico e divertente, con momenti di puro cabaret, che vedrà protagonisti il soprano Angela Gandolfo e il pianista Roberto Barrali. Musicista e comico danese naturalizzato statunitense, Victor Borge sfruttava le sue ottime capacità pianistiche alternando monologhi a scherzi in musica e a sprazzi di autentico pianismo classico. Animati anch’essi da una vena ironica e brillante, Gandolfo e Barrali hanno voluto omaggiare questo grande artista, mettendosi in gioco per offrire al pubblico un repertorio considerato “serio” (incluse alcune romanze di Verdi e Puccini) eseguito in modo esilarante.

     

    Da ricordare che quest’anno ricorre un compleanno importante, il centenario della Motonave Capitanio 1926, il battello più antico del Lago d’Iseo, patrimonio e memoria storica della navigazione lacustre: la ricorrenza verrà festeggiata con sette concerti in programma fino al 5 settembre tra Lovere, Marone, Iseo, Predore, Paratico, Pisogne e Castro e ospitati a bordo dello splendida e storica imbarcazione.

     

    Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione di tre concerti speciali: quello del 27 giugno scorso alla Rocca Martinengo di Monte Isola e i due che andranno in scena sull’Isola di Loreto il 5 settembre, a chiusura della rassegna.

     

    Programma completo del festival, acquisto dei biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info
  • IL TANGO DOPO PIAZZOLLA: QUINTETO REVOLUCIONARIO E SILVIO ZALAMBANI TRACCIANO NUOVE ROTTE CON IL NUOVO ALBUM ‘PIAZZOLLA Y MÁS ALLÁ’

    L’eredità artistica di Astor Piazzolla continua a generare nuovi percorsi creativi e nuove prospettive espressive.

    È da questa premessa che nasce “Piazzolla y más allá”, il nuovo album che vede protagonisti il Quinteto Revolucionario, formazione ufficiale della Fondazione Astor Piazzolla di Buenos Aires, e il sassofonista e compositore italiano Silvio Zalambani, tra i più autorevoli interpreti europei del tango contemporaneo.

    In uscita su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico a partire da venerdì 19 giugno, il disco, distribuito da Borgatti Edizioni Musicali – Crocus con il supporto dell’ufficio stampa A-Z Press, rappresenta un viaggio musicale che prende le mosse dall’opera del grande compositore argentino per spingersi oltre i confini del Tango Nuevo, esplorando le evoluzioni più attuali della scena musicale di Buenos Aires.

    Quinteto Revolucionario e Silvio Zalambani: “Piazzolla y más allá”

    Considerato dalla critica internazionale il più importante ensemble dedicato all’interpretazione dell’opera piazzolliana, il Quinteto Revolucionario è composto da Cristian Zárate (pianoforte), Sebastián Prusak (violino), Joaquín Benítez Kitegroski (bandoneón), Esteban Falabella (chitarra) e Sergio Rivas (contrabbasso). Al loro fianco, Silvio Zalambani porta il proprio contributo artistico maturato attraverso una lunga attività internazionale che lo ha visto rappresentare l’Italia in diverse edizioni della Cumbre Mundial del Tango, inclusa quella del 2026 a Granada.

    Il risultato è un lavoro che si inserisce nel solco della tradizione senza rinunciare a una forte vocazione innovativa alternando alcune delle più significative composizioni di Astor Piazzolla a brani originali firmati dallo stesso Zalambani, da Leonardo Sánchez e da Cristian Zárate, autore anche di tutti gli arrangiamenti.

    Attraverso gli strumenti simbolo del tango moderno, le tracce dell’album – registrate a Buenos Aires sotto la direzione dell’ingegnere del suono Mariano Beyoglonian – dialogano costantemente con la lezione di Piazzolla, non come semplice omaggio ma come prosecuzione di una ricerca artistica che continua ancora oggi a ispirare nuove forme espressive. Un lavoro che racconta il tango del XXI secolo: aperto, dinamico, meticcio e profondamente radicato nella tradizione culturale di Buenos Aires.

  • “Cantautorap” è il nuovo singolo di Digaonthemic prodotto da Mari Sugli Alberi

    Da venerdì 3 luglio 2026 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Cantautorap”, il nuovo singolo di Digaonthemic prodotto da Mari Sugli Alberi.

     

    “Cantautorap”, title track dell’omonimo album in uscita il 10 luglio, racconta il momento in cui il bisogno di appartenere ad un genere lascia spazio alla costruzione di una propria identità artistica. Una riflessione che attraversa tutto il brano e trova sintesi nel ritornello: «troppo pop per il rap, troppo hip hop per la trap, troppo rap per il rock, troppo soul per il punk». La canzone prende forma dall’incontro tra le diverse influenze che hanno accompagnato il cammino musicale di Digaonthemic: cantautorato, rap, reggae, rock e sonorità contemporanee convivono senza la necessità di essere ricondotte ad una definizione precisa.

    “Cantautorap” diventa così il racconto di un’esperienza personale e artistica, in cui le contaminazioni si trasformano in uno spazio espressivo libero da schemi e categorie, lasciando che sia la musica stessa a parlare.

    Per anni Digaonthemic ha cercato di dare un nome alla propria musica. Rap, cantautorato, indie, reggae e rock: ogni definizione sembrava raccontarne una parte, senza riuscire davvero a racchiuderla. È da questo percorso che nasce il nuovo singolo, prodotto da Mari Sugli Alberi, trio composto da Matteo Corazza, Giovanni Rigoni e Federico Celia. Mix e mastering sono a cura di Luca Liessi, in arte James Cella. L’artwork del singolo, così come quello dell’album, è stato realizzato da Jonny Mancin, in arte Jeft, che ha saputo dare un’impronta unica con la sua visione.

    Spiega l’artista a proposito del brano: «Cantautorap nasce dal ritornello che ho scritto senza alcun riferimento musicale, con il chitarrista Giovanni Rigoni, componente dei Mari sugli alberi, è scattata la giusta scintilla che ha guidato le mie metriche e melodie fino alla creazione del brano grazie al contributo fondamentale di Matteo Corazza e Federico Celia, gli altri due componenti della band. Insieme ai Mari si è creata una grande alchimia artistica ed umana, questo ha reso ancora più unico il lavoro finale».

     

    Il videoclip di “Cantautorap”, girato tra lo storico Cinema Turroni di Oderzo e i suggestivi vigneti della campagna veneta, racconta l’incontro tra generazioni diverse attraverso il linguaggio universale della musica. La storia si apre all’interno del cinema, dove Digaonthemic e Mari Sugli Alberi si esibiscono davanti ai ballerini della compagnia Ballando sull’Onda, composta da uomini e donne over settanta. Quella che inizialmente appare come una distanza generazionale si trasforma progressivamente in partecipazione, emozione e condivisione, fino a culminare in eleganti scene di danza immerse nella natura. Le immagini si alternano ad una grande tavolata tra i vigneti, tra vino, pasta e musica, celebrando il valore dello stare insieme. Le riprese aeree mostrano dall’alto i filari che disegnano suggestive geometrie naturali, amplificando il senso di libertà e armonia che attraversa l’intero videoclip. La regia, la direzione artistica e il montaggio del videoclip sono stati curati da Andrea Digati (Digaonthemic), con riprese a terra di Luca Liessi (James Cella) e riprese aeree di Leandro Schizzi.

    Guarda il videoclip di “Cantautorap” su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=_pqf64cyyWo

     

    DIGAONTHEMIC | BIOGRAFIA

    Digaonthemic è un cantautore e rapper italiano, residente da anni a Oderzo, in provincia di Treviso, che ha costruito il proprio percorso artistico seguendo un’unica regola: lasciare che sia la musica a dettare la direzione, senza piegarsi alle etichette.

    La sua scrittura nasce dall’incontro tra la metrica del rap e la profondità del cantautorato italiano, dando vita a uno stile personale in cui tecnica, melodia e narrazione convivono in equilibrio. Ogni brano prende forma da esperienze vissute, osservazioni quotidiane e immagini capaci di trasformare storie intime in racconti universali.

    Dopo gli esordi con i The Fox, con cui pubblica quattro album, prosegue il proprio percorso da solista affinando una cifra artistica sempre più riconoscibile. Negli anni pubblica brani come Darling, Rafiki e Maracujá, anticipando una continua ricerca sonora che trova piena espressione in CANTAUTORAP.

    Più che rincorrere le tendenze, Digaonthemic sceglie di costruire un’identità autentica, dove ogni progetto rappresenta un’evoluzione naturale del precedente. La sua musica attraversa rap, pop, reggae e influenze cantautorali senza appartenere completamente a nessuno di questi mondi, trovando forza proprio nella contaminazione.

    Oggi Digaonthemic si presenta come un artista che mette al centro il contenuto, convinto che la musica più efficace sia quella capace di raccontare una vita prima ancora di un genere.

    Con alle spalle vent’anni di percorso artistico, Digaonthemic inizia a scrivere i suoi primi testi all’età di quindici anni e pubblica il suo primo album a diciotto. Da allora porta avanti un’evoluzione costante, costruendo un’identità musicale che nasce dalla contaminazione tra generi e dalla ricerca di una scrittura autentica.

    “Cantautorap” è il nuovo singolo di Digaonthemic prodotto da Mari Sugli Alberi disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 3 luglio.

     

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  • Uscito “In Absentia e altri racconti di Voce Narrante” di Matteo Nerbi, un’opera in cui memoria, amore, nostalgia e perdita vengono esplorati attraverso la ricerca di ciò che Voce Narrante definisce, semplicemente, “l’anima”

    Matteo Nerbi, dopo il successo riscosso con “Utrum” (GFE, 2024), raccolta premiata in oltre venti concorsi letterari, tra cui il primo premio a “La via dei libri” nella cornice del Premio Bancarella, è tornato in libreria con il seguito ideale “In Absentia e altri racconti di Voce Narrante”.

    Cosa resta, quando qualcosa non c’è più?

    Non il vuoto, ma una presenza diversa: più sottile, più difficile da nominare. Una traccia che si annida nei gesti, negli oggetti, nei suoni. Qualcosa che continua a parlare, anche quando non c’è più nessuno a rispondere.

    I racconti di In absentia si muovono dentro questo spazio sospeso, tra memoria e presente, tra voce e silenzio, tra ciò che è stato e ciò che ancora resiste.

    Un incontro che non si è mai davvero interrotto.

    Una perdita che cambia forma.

    Un dialogo impossibile che trova voce altrove.

    Tra voci e silenzio, un carillon accende un legame inatteso.

    Ad accompagnare il lettore è Voce Narrante che osserva, interroga, talvolta si espone. Non solo testimone, ma coscienza che attraversa le storie, cercando un senso dove il senso sembra smarrito, con la consapevolezza che queste pagine non offrono risposte, ma aprono varchi.

    Come in un concept album musicale, tra una Intro e una Outro, ogni racconto risuona nell’altro, affidando alla metafora musicale il compito di dire ciò che il linguaggio, da solo, non riesce a trattenere.

    Perché ciò che è perduto non scompare davvero: muta, si trasfigura, e continua a esistere altrove.

    «Forse, domandandoci cosa sia davvero l’assenza di ciò che abbiamo perduto, potremo scorgerla nel riflesso di luoghi e cose che continuano a vibrare dentro di noi e che ancora abitiamo, nel silenzio delle nostre emozioni» – ha spiegato, infatti, l’autore.

    Fin dalle prime pagine, Voce Narrante invita a non limitarsi alla sola lettura: la musica, più volte invocata nel testo come colonna sonora di situazioni emotive, diventa parte integrante dell’esperienza narrata, come una vera e propria “metafora musicale”, attraverso cui i ricordi e gli stati d’animo possono essere percepiti in modo polisensoriale e profondo.

    Nel racconto In absentia”, che dà il titolo alla raccolta, la vita di Guido è scandita dall’incontro domenicale con Fosca, l’amore della propria vita, che tuttavia si disvela inaspettatamente come un amor perduto con la vita stessa, dal che il racconto trascende in un dialogo con l’assenza e in una struggente riflessione sull’amore oltre la morte; tuttavia, In absentia sottintende nel finale una doppia disvelazione che ribalterà ogni certezza, mettendo a dura prova sia Guido che il lettore, nell’arrendersi al fatto che c’è qualcosa di ancora più difficile da accettare “dell’amore oltre la morte”.

    Con Guida all’ascolto del mare in burrasca” la narrazione si apre a una dimensione più intimista: come due vecchi amici, Voce Narrante e Glauco si ritrovano sul litorale marittimo un giorno d’inverno, sconvolto dalla tempesta, un luogo freddo e inospitale che tuttavia attrae solitari esseri umani in cerca di risposte, alla portata soltanto di chi accetta di ascoltare le onde e di bagnarsi i piedi in quel mare. Lì, una poesia d’amore, donata con la timidezza dell’anonimato in un plico bagnato dalla pioggia, emerge come frammento di confessioni, affidate a un foglio tanto fragile, ma capace di sconvolgere lo “spazio tempo emotivo” dei personaggi.

    Ne I mille orologi di Valeri” il tempo diventa presenza concreta, simbolicamente rappresentata da antichi orologi a muro, collezionati con cura, oppure da un anacronistico orologio da tasca, custodito come un ricordo paterno, accompagnando personaggi sospesi tra nostalgia e bisogno di comprensione di sé; in quell’atmosfera, tra due mondi in apparenza irrimediabilmente chiusi all’esterno, come quello di Valeri, bambino autistico, e quello di un’anziana donna affetta da Alzheimer, lo scoccare della musica di un antico carillon darà vita a un “miracolo verosimile”, consumato nella decadente bottega di un vecchio orologiaio.

    Infine, Né fretta, né moka, solo freddo di primavera” conduce il lettore nella dimensione quotidiana e disillusa di Miche che, privato dal destino della sua amata Mina, si trascina in una fredda primavera, sopravvivendo in un’atmosfera carica di silenzi e sottintesi emotivi; tuttavia, un dialogo tra amici appassionati di cinema lo accompagnerà al sonno della notte, con un inconsapevole carico di speranza e quello che avrebbe potuto essere soltanto un sogno turbato si trasformerà in un ponte tra due mondi non comunicanti.

    In tutta l’opera, narrativa, musica e poesia convivono continuamente: versi declamati dai personaggi, richiami musicali (a opere antiche o contemporanee, così come a opere universalmente note oppure solo per appassionati di genere) e immagini liriche ampliano il racconto, trasformando la lettura in un’esperienza immersiva, con linguaggio polisemico; non è un caso che mediante il Qrcode stampato alle prime pagine, Voce Narrante rimandi il lettore a un proprio canale YouTube dove poter ascoltare, non soltanto la selezione ecclettica dei brani musicali invocati nel testo come “metafore musicali”, ma anche la lettura delle sue poesie, da sé medesimo musicate con pianistica passione, in una sorta di reading che è appendice dell’opera stessa, eventualmente replicabile “live” in occasione della presentazione dell’opera, così che l’evento possa trascendere in una dimensione musico-letteraria.

    DATI TECNICI

    Titolo: In absentia e altri racconti di Voce Narrante

    Autore: Matteo Nerbi

    Editore: GFE

    Data di uscita: 13 aprile 2026

    ISBN-13: 979-1281164772

    Costo euro: 15,00

    Lunghezza stampa: 154 pagine

    L’AUTORE

    Matteo Nerbi (Carrara, 1976) è avvocato civilista, laureato in Giurisprudenza all’Università di Pisa e abilitato alla professione forense. Da sempre appassionato di musica e letteratura, affianca all’attività professionale una intensa produzione narrativa e poetica. 

    Ha esordito nel 2024 con la raccolta di racconti “Utrum e altri racconti di Voce Narrante” (Edizioni GFE), seguita nel 2026 da “In absentia e altri racconti di Voce Narrante”, confermando una scrittura attenta alle dinamiche interiori e ai temi esistenziali. Parallelamente coltiva la poesia, pubblicando sillogi e componimenti su riviste letterarie specializzate, tra cui Luogos, e in numerose antologie italiane e internazionali. Alcune sue opere poetiche sono state tradotte e pubblicate anche in lingua polacca e inglese. 

    La sua attività letteraria ha ottenuto un significativo riscontro nel panorama dei concorsi nazionali e internazionali. “Utrum e altri racconti di Voce Narrante” ha ricevuto oltre venti riconoscimenti, tra cui il Premio della Presidenza al Cygnus Aureus 2024, il Primo Premio al Premio Internazionale La Via dei Libri – Città di Pontremoli, il Premio Speciale della Giuria al Premio Letterario Città di Latina e numerose menzioni d’onore, segnalazioni di merito e finali prestigiose. 

    Anche le opere confluite in “In absentia e altri racconti di Voce Narrante” hanno ottenuto importanti risultati prima della pubblicazione, tra cui il Primo Premio al Premio Nazionale Alda Merini per il racconto Oltre l’ultima sigaretta di Zeno (spin off di In absentia) e il Secondo Premio al Premio Jubileum Peregrinantes Spem per l’intera raccolta inedita. 

    Nel campo della poesia si distingue soprattutto con il testo “Nottetempo”, più volte premiato, oltre che con componimenti come Prestes, Prima neve, Fine Marzo e Lassù, la sera, che gli hanno valso premi, menzioni d’onore e riconoscimenti in numerosi concorsi letterari italiani. 

    Dal 2025 è inoltre chiamato a far parte delle giurie di diversi premi letterari, a testimonianza del riconoscimento acquisito nel panorama culturale contemporaneo.


  • “Chiamami” è il nuovo singolo di Halley

    Da venerdì 3 luglio 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “CHIAMAMI”, il nuovo singolo di HALLEY per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

    “Chiamami” è un brano dal ritornello molto pop che racconta una storia attraversata da un sottile velo di malinconia. Non si tratta di una canzone triste: nel testo vengono ricordati molti momenti felici, che però appartengono ormai al passato. Una delle frasi più rappresentative è «Ma chi ci crede? Solo nei sogni», perché esprime il sentimento dell’artista, che non si sente mai pienamente soddisfatto dell’amore che riceve. Il brano non affronta un disagio specifico, ma si sviluppa come un racconto intriso di nostalgia e riflessione. Al centro della canzone non ci sono tanto l’amore o un’altra persona, quanto le emozioni e il vissuto interiore dell’artista.

     

    Spiega l’artista a proposito della canzone: «“Chiamami” è un brano nato in modo abbastanza casuale, come il precedente “Niente”. All’inizio era uno dei tanti testi che avevo lasciato lì a marcire, ma poi mesi dopo una sera casualmente l’ho ritrovato, e ho cercato di dargli una seconda vita perché mi piaceva molto la prima strofa. Quindi, insieme al mio produttore, ci siamo inventati un nuovo beat e l’abbiamo stravolta. Una volta sentito il risultato finale l’ho subito classificata come hit. La parte più divertente da registrare è stata sicuramente il ritornello, infatti credo sia la parte migliore della canzone».

     

    Il videoclip di “Chiamami” racconta una relazione sospesa tra vicinanza e distanza emotiva. La storia si apre all’interno di una villa, dove Halley e la protagonista femminile sono soli, seduti su un divano. Nonostante la vicinanza fisica, emerge una distanza emotiva evidente: lui evita il suo sguardo, quasi per imbarazzo. Successivamente l’azione si sposta a bordo piscina, nel mezzo di un festino caotico ripreso in slow motion, mentre la ragazza appare immobile e distante da tutto ciò che la circonda, quasi intrappolata nei propri pensieri. Il racconto si conclude sulla spiaggia durante la blue hour, con i due protagonisti che camminano lungo il bagnasciuga senza mai riuscire a incontrarsi davvero. Un finale evocativo che amplifica la malinconia del brano e il senso di un legame destinato a sopravvivere soltanto nei ricordi.


     

    HALLEY | BIOGRAFIA

    Alessandro Piazza, in arte Halley, nasce a Roma nel 2008, sin da piccolo si contraddistingue per una passione smisurata per la musica, infatti compone le sue prime opere amatoriali già da bambino. La sua svolta arriva all’età di 11 anni, quando per la prima volta incide un brano in sala di registrazione, conoscendo Lorenzo Celata, che da lì in poi diventerà il suo producer.

    Come raccontato spesso dall’artista la sua passione per la musica è in primis una vocazione personale (da sempre definita “parte di lui”), ma ciò che lo spinge davvero è l’obbiettivo di poter arrivare ad altra gente che si sente come lui, e far provare loro ciò che lui non ha mai provato, ovvero sentirsi capiti. “Halley” definisce i suoi testi come sfogo e consolazione, ha sempre voluto metterci tutte le sue emozioni.

    Sin dalla tenera età il suo sogno era di fare il cantante, di permettere ad altre persone di avere un supporto emotivo e di sentirsi meglio ascoltando la sua musica.

    Ad oggi, Alessandro, è nel roaster di Red&Blue di Marco Stanzani, e collabora con professionisti di livello come Massimo Calabrese, Marco Lecci e Valerio Calisse.

    Dopo “Blackout” e “Niente”, “Chiamami” è il nuovo singolo di Halley disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 3 luglio.

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  • In libreria il nuovo saggio di Nello Di Micco “L’arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo”, per uno sguardo equilibrato su una realtà spesso fraintesa o semplificata

    Curatore di diverse rubriche di psicologia su magazine nazionali, ospite ed opinionista fisso come esperto su temi di psicologia in diverse trasmissioni radiotelevisive e relatore a eventi tematici, culturali e sociali, lo psicoterapeuta Nello Di Micco torna in libreria con un nuovo saggio dal titolo “L’arte di stare soli. La solitudine come spazio creativo e come disagio del nostro tempo” (Editore Brè, Collana Bresag. Saggistica Brè).

    Viviamo in un mondo dove tutto è a portata di clic, eppure qualcosa continua a sfuggirci: il senso autentico della connessione. La solitudine non è scomparsa: si è trasformata. Non è più solo assenza, ma può diventare scelta. Spazio. Libertà.

    Questo libro ti accompagna dentro uno dei paradossi più profondi del nostro tempo: sentirsi soli anche quando non lo si è mai stati così poco, almeno in apparenza.

    Con uno sguardo lucido e coinvolgente, ribalta la prospettiva comune e ti invita a riscoprire la solitudine non come vuoto da colmare, ma come occasione preziosa per ritrovare te stesso. Perché è proprio lì, nel silenzio che spesso evitiamo, che nascono le connessioni più vere. Quelle che contano davvero.

    Se vuoi capire come trasformare la solitudine in una forza e costruire relazioni più autentiche, questo è il punto da cui iniziare.

    “Ho scritto quest’opera per riflettere su una condizione che appartiene a ogni essere umano – ha dichiarato il Dott. Di Micco.

    Ho sentito l’esigenza di esplorare questo tema nelle sue diverse sfaccettature, mostrando come possa essere sia un’occasione di crescita interiore e di conoscenza di sé, sia una fonte di disagio e sofferenza nella società contemporanea.

    Da un lato, la solitudine come spazio di introspezione, contemplazione e dialogo con se stessi, capace di favorire la crescita personale e la consapevolezza. Dall’altro, la solitudine come fenomeno sempre più diffuso nella società moderna, caratterizzato da isolamento, incomunicabilità e senso di smarrimento, nonostante le numerose possibilità di connessione offerte dal nostro tempo.

    La stesura è stata, infatti, un percorso di riflessione e approfondimento. Ho cercato di unire osservazioni personali, considerazioni filosofiche e aspetti legati alla realtà sociale odierna. È stato un lavoro che ha richiesto sensibilità e attenzione, perché l’argomento coinvolge esperienze profonde e molto diverse tra loro”.

    Il messaggio di queste pagine è, quindi, che la solitudine non è una realtà univoca: può essere una risorsa preziosa oppure una condizione dolorosa. La differenza sta nel modo in cui viene vissuta e affrontata. Attraverso questa opera il lettore è invitato a riscoprire il valore del tempo trascorso con se stesso, senza però dimenticare l’importanza delle relazioni umane autentiche, fondamentali per il benessere individuale e collettivo.

    Dati tecnici

    Autore: Nello Di Micco

    Editore: Brè

    Collana: Bresag. Saggistica Brè

    Uscita: 10 giugno 2026

    Pagine: 126 p., Brossura

    Prezzo: 13,00 Euro  

    EAN: 9791257760182

    Biografia

    Nello Di Micco, psicoterapeuta, si occupa di violenza di genere. Lavora esclusivamente online con donne che stanno vivendo un momento di difficoltà emotiva o si sentono bloccate in una situazione stagnante, grazie a percorsi di terapia breve online e ipnosi, clinica Ericksoniana. Laureato in Psicologia e in Filosofia, si è formato in Terapia Breve delle esperienze di equilibrio, specializzandosi in personalizzazione della psicoterapia con Mick Cooper. Inoltre ha conseguito il Master di II livello in Ipnosi Clinica e Psicoterapia Ericksoniana presso la Sipe di Roma, sotto la guida diretta del professor Camillo Loriedo. Precedentemente, ha conseguito la specializzazione quadriennale post-laurea in Psicoterapia presso l’ICLeS di Napoli. 

  • Bruno Desando torna in libreria con “Puritia. La città dell’acqua”, il nuovo capitolo della saga fantasy

    Dopo l’esordio con “Puritia. La città dell’aria” nel 2024, il giovane scrittore Bruno Desando è ora di nuovo in libreria con la prima parte di “Puritia. La città dell’acqua” (Ed. Narrazioni Clandestine, Collana Fantasy).

    In questo secondo volume della saga Emma torna nel Mondo degli Elementi, per ottenere delle risposte da parte di suo padre, eppure Alex sembra essere ancora una volta sfuggente. Nel frattempo, la sua vita si complica ulteriormente: il principe Edoardo e i suoi amici continuano a tormentarla, mentre oscuri misteri, legati alla particolare sfera fuoriuscita dal corpo del suo amico David l’anno precedente, la perseguiteranno sin da subito, ponendola di fronte a tante domande e continui pericoli.

    Scrivere per me significa poter trasformare idee, emozioni e immaginazione in qualcosa di concreto – ha spiegato l’autore.

    Mi piace creare storie e personaggi che possano coinvolgere il lettore e farlo entrare, anche solo per qualche ora, in un mondo diverso. La scrittura è anche un modo per esprimermi liberamente e dare voce alla creatività, cercando ogni volta di trasmettere emozioni, curiosità e messaggi significativi”.

    “Abbiamo scelto di pubblicare il secondo volume della saga ‘Puritia’ di Bruno Desando perché abbiamo riconosciuto in quest’opera una combinazione efficace di avventura, crescita personale e immaginazione fantastica, capace di parlare sia ai lettori più giovani sia a un pubblico più ampio appassionato di narrativa fantasy – ha commentato la casa editrice.

    La storia di Emma affronta temi universali e profondamente attuali: la ricerca della propria identità, il rapporto con la famiglia, la gestione delle emozioni e la responsabilità che deriva dalla scoperta delle proprie capacità. Attraverso l’ambientazione originale del Mondo degli Elementi e una trama ricca di misteri, l’autore costruisce un percorso narrativo coinvolgente che accompagna il lettore in una riflessione sul coraggio, sull’amicizia e sulle scelte che definiscono il nostro futuro.

    Abbiamo inoltre apprezzato la continuità e l’evoluzione della saga, che in questo secondo capitolo amplia l’universo narrativo di ‘Puritia’ introducendo nuovi personaggi, conflitti e segreti, mantenendo alta la tensione e il senso di meraviglia che caratterizzano il fantasy contemporaneo.

    Bruno Desando dimostra una passione autentica per la scrittura, coltivata fin dall’infanzia e maturata attraverso un percorso personale e culturale che emerge nella costruzione del racconto. La sua capacità di creare mondi immaginari e di raccontare il percorso di crescita della protagonista rappresenta uno degli elementi che ci hanno convinto a sostenere e valorizzare questo progetto editoriale”.

    Tra simboli enigmatici, una sfera potente e nuovi nemici nell’ombra, Emma dovrà così affrontare segreti sempre più oscuri. Perché questa volta, non è solo il suo destino a essere in gioco, ma quello di un intero mondo.

    DATI TECNICI

    Titolo: Puritia. La città dell’acqua – prima parte

    Autore: Bruno Desando

    Casa Editrice: Narrazioni Clandestine

    Collana: Fantasy

    Uscita: 09/06/2026

    Costo: 20,99 Euro

    Numero Pagine: 224

    Codice ISBN: 9791259872012

     

    BIOGRAFIA

    Bruno Desando (Curinga, 1997) ha conseguito la laurea in Scienze dell’Organizzazione a Milano, città dove ha vissuto e lavorato per circa sei anni, prima di tornare in Calabria. Fin da bambino, si è dilettato a scrivere storie e racconti di ogni genere, cercando sempre di metterci la passione e l’adrenalina che lo spingevano ad inventarle e a metterle nero su bianco. Non a caso ha partecipato ad alcune attività extrascolastiche che lo vedevano impegnato a scrivere diverse poesie per il quotidiano “La Gazzetta del Sud”, grazie alle quali ha avuto l’onore di vincere il primo premio con una sua opera nel 2011. Esordisce con il suo primo romanzo Puritia – La città dell’aria, pubblicato da Rossini Editore, nel 2024.


  • “Vuoti digitali” è il nuovo singolo di Tato

    Dal 3 luglio 2026 sarà in rotazione radiofonica “Vuoti digitali”, il nuovo singolo di Tato per Maionese Project disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno.

    Vuoti digitali” racconta il mondo virtuale in cui siamo immersi, dominato da numeri e finte interazioni che rischiano di falsificare la nostra percezione della realtà. Il brano, inoltre, invita a ignorare le connessioni effimere – le quali spesso amplificano la solitudine di ciascuno – per tornare a valorizzare i veri legami. In conclusione, con il verso “scorro ancora per abitudine”, si evidenzia l’utilizzo ormai automatico e disinteressato dei social, che finiscono per restituire all’utente un’esperienza vuota, priva di veri spunti da cui ripartire.

    Commenta l’artista a proposito del brano: “Vorrei che l’anima si riempisse di contatti umani e non telefonici, di dialoghi intensi e non di sterili messaggi, di relazioni durature e non passeggere.”

    Biografia

    Luigi Spagnuolo, in arte Tato, è un cantautore nato nel 2004 che ha fatto della musica il centro della sua intera vita. Il suo percorso inizia sin da bambino con lo studio del pianoforte e l’esperienza nel coro della sua città natale, Avellino. Un cammino proseguito fino all’adolescenza, che lo ha visto protagonista in diversi spettacoli televisivi ed eventi di rilevanza pubblica.

    Parallelamente allo studio del canto solistico, Tato sviluppa una forte urgenza espressiva che lo porta a scrivere brani focalizzati sia su tematiche personali sia sul forte impatto sociale. Nel 2023 si trasferisce a Roma con l’obiettivo di proseguire gli studi universitari e, al tempo stesso, ampliare la propria formazione artistica e musicale nella Capitale.

    “Vuoti digitali” è il nuovo singolo di Tato disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 3 luglio.

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