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  • “Noir” è il nuovo singolo di Chinò e il mare

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming ed in rotazione radiofonica “Noir” (Maionese Project), il nuovo singolo di Chinò e il mare.

    “Noir” è un brano che parla di quel che resta nel silenzio dopo un’esplosione: la voglia di trovare la forza per ciò che conta, anche se tutto intorno è ormai cinicamente cambiato. Un flusso di pensieri che tiene insieme rabbia e dolcezza, chitarre sporche e ambienti onirici. Il brano prende il nome da Victor Noir, simbolo di protesta e del desiderio di cambiare il mondo, anche a costo di perdere tutto.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Abbiamo composto Noir, la parte musicale, nell’in-coscienza, seguendo un flusso di improvvisazione a partire da una linea di basso. Come un sogno che realizzi di aver fatto solo quando è terminato. Le parole che abbiamo cucito dopo volevano raccontare similmente un viaggio onirico che non riesci più a ricordare se non per immagini sparse, ma che ti lascia un forte sentimento nell’animo: la voglia di tenerti stretto all’essenziale, di non farlo cambiare – di non lasciarti cambiare – nel caos dell’esistenza in cui ci risvegliamo”.

    Biografia

    Chinò e il mare è una band e porta il nome di una fiaba. Nasce nel 2022 componendo versi e canzoni negli studi assemblati tra le mura domestiche e i portici di Bologna. Da allora suonano live su palchi di festival locali, caffè culturali e spazi autogestiti.

    Nel luglio 2024 pubblicano In Balìa, il loro EP di debutto autoprodotto. L’uscita attira l’attenzione di diverse testate che dedicano al trio menzioni e recensioni entusiaste.

    A dicembre 25 pubblicano un nuovo singolo, Miele. Chinò e il mare esplora nuove radici dell’indie, con tensioni post-rock, suggestioni elettroniche e armonie attraversate da accordi estesi di matrice jazz. I loro versi, in italiano, evocando alberi, paesaggi e nostalgie, raccontano di storie di mare, del tempo che scorre e porta via tutto, della difficoltà delle parole ad esprimere ciò che siamo e non siamo.

    “Noir” è il nuovo singolo di Chinò e il mare disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 6 marzo 2026.

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  • Don Pasquale Ferone presenta “Il tuo riparo”, disponibile su tutte le piattaforme digitali

    C’è un momento della giornata in cui il rumore si abbassa e resta solo ciò che conta davvero. Una strada da percorrere, una scelta da compiere, una mano da afferrare. È da questa immagine concreta e quotidiana che prende forma “Il tuo riparo”, il nuovo brano di Don Pasquale Ferone, disponibile su tutte le piattaforme di distribuzione dal 20 Febbraio.

    Il titolo racchiude una distinzione profonda. Riparo non è un luogo chiuso, non è un rifugio statico dove isolarsi: è una protezione che accompagna mentre si vive, mentre si attraversano difficoltà, dubbi e fragilità. È l’immagine di una presenza che custodisce lungo il percorso, giorno dopo giorno. Una visione coerente con l’idea cristiana di essere nel mondo senza lasciarsi assorbire dal mondo.

    Il testo si fonda su una responsabilità personale e consapevole:

    “La tua scelta quotidiana tu farai, per lottare contro il male; chiedi sempre la Sua mano su di te e la pace gusterai.”

    Qui emerge il cuore del brano: la fede come decisione concreta, rinnovata ogni giorno. Non un automatismo, ma un atto libero. Il verbo gustare riferito alla pace rende l’esperienza spirituale tangibile, quasi fisica. La promessa non è astratta, ma vissuta.

    Nel ritornello si concentra il messaggio centrale:

    “Conviene camminare insieme a Lui e sarà il tuo riparo.”

    La parola conviene sorprende per il suo realismo: seguire il Signore non è solo un atto di devozione, ma la scelta più sensata. Il riparo diventa così simbolo di una protezione dinamica, che non elimina la tristezza ma la attraversa insieme a chi crede.

    Anche nei passaggi più delicati, come “Nonostante la tristezza ti circondi…”, il brano mantiene una linea di fiducia. La tristezza può avvolgere, ma non definire. L’amore divino è descritto come una forza che circonda la vita e la sostiene.

    Dal punto di vista musicale, “Il tuo riparo” è un brano totalmente unplugged: solo voce e chitarra. Una scelta radicale di essenzialità. La chitarra acustica costruisce un accompagnamento sobrio, lineare, senza virtuosismi, lasciando spazio alla parola. La voce di Don Pasquale Ferone è centrale, limpida, pastorale nel timbro e nell’intenzione. L’assenza di sovrastrutture rende l’ascolto intimo, quasi confidenziale.

    Come per tutti i brani di Don Pasquale Ferone, anche per questo singolo è già disponibile il videoclip ufficiale su YouTube, che accompagna visivamente il messaggio spirituale del testo.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • “No No Note” è il nuovo singolo di Dose

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “No No Note”, il nuovo singolo di Dose già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 febbraio.

    “No No Note” è un brano che racconta il tempo sospeso delle notti insonni, vissute come spazio di riflessione, errore e sopravvivenza emotiva. Tra ripetizioni ipnotiche e immagini dirette, il testo attraversa il peso delle parole non dette, delle voci esterne che deformano la verità e delle relazioni che diventano ancora più decisive nei momenti di fragilità.

    Il tema centrale è la memoria delle notti difficili: quelle che non si dimenticano, che segnano e formano. Tra scelte sbagliate, giudizi altrui e una crescente disillusione verso il “gioco” della sorte, l’artista mette in scena un conflitto costante tra ciò che consiglia agli altri e ciò che vive in prima persona, mostrando una lucidità che arriva solo dopo aver attraversato il caos.

    Il ritornello, ripetuto come un mantra, rafforza l’idea di una vita costruita più sulle veglie che sul riposo, più sull’osservazione che sull’azione impulsiva. Le notti diventano così un archivio emotivo: situazioni storte, errori, verità distorte e legami fondamentali che hanno permesso di andare avanti, nonostante tutto. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Questo pezzo nasce di notte, come quasi tutte le cose che mi restano addosso. È stato scritto in momenti in cui dormire era impossibile e pensare era l’unica opzione. Parla di errori, di gente che parla troppo e di situazioni che ti restano impresse anche quando vorresti dimenticarle. Non è un brano di rivalsa, è un brano di consapevolezza: a un certo punto capisci che non puoi continuare a giocare con la sorte e che certe notti, anche se fanno male, ti insegnano più di qualsiasi giorno. Dentro c’è la mia storia, le mie contraddizioni e il peso delle parole che girano intorno al mio nome. È uno di quei pezzi che non ho cercato di addolcire, perché doveva restare vero.” 

    Biografia

    Dose porta avanti il suo progetto musicale dal 2015, anno in cui inizia a scrivere e registrare i primi brani in modo indipendente. La musica nasce come esigenza espressiva personale e si sviluppa nel tempo attraverso un percorso diretto, privo di filtri, costruito su testi fortemente narrativi e introspettivi. Negli ultimi anni il progetto ha trovato una nuova direzione grazie a una collaborazione artistica nata inizialmente per amicizia e portata avanti in modo continuativo da circa due anni, con l’obiettivo di far coincidere visioni, linguaggi e attitudini diverse. Non riconoscendosi in reference musicali precise, l’artista non si lega a nomi o generi specifici, ma si nutre di ascolti trasversali e di una profonda attenzione alla scrittura: testi del passato e del presente, di artisti differenti per stile e provenienza, diventano materiale di studio e confronto costante. La parola rimane sempre al centro del processo creativo. Non possiede una formazione musicale accademica né suona strumenti: il suo approccio è istintivo e diretto, focalizzato sulla scrittura e sull’interpretazione. La musica diventa così un mezzo per raccontare esperienze vissute, pensieri non dichiarati apertamente e situazioni che richiedono ascolto e rilettura per essere comprese fino in fondo.

    All’interno della sua discografia, alcuni brani rappresentano tappe fondamentali del percorso artistico, tra cui “Emme Erre”, “Come la TV” e “Click Click Boom”, pezzi che sintetizzano l’evoluzione del progetto e il suo immaginario sonoro. Dal punto di vista produttivo, non è supportato da un team fisso, ma collabora da anni con una rete ristretta di persone di fiducia, coinvolte in base alle necessità specifiche di ogni progetto. In particolare, negli ultimi lavori affianca alla collaborazione con Ob quella con Sharik, produttore sardo con cui lavora da oltre dieci anni, un rapporto consolidato nel tempo che oggi rappresenta un punto centrale nello sviluppo sonoro e artistico del progetto. Il suo pubblico non viene definito per categorie rigide: si rivolge a un ascoltatore consapevole, senza distinzione di genere, generalmente compreso tra i 18 e i 40 anni, capace di riconoscersi in testi che parlano di crescita, solitudine, scelte sbagliate e consapevolezza.

    Con la sua musica punta a raccontare la propria storia, il passato e il modo personale di osservare e restituire la realtà, spesso lasciando spazio al non detto e a significati che emergono solo a chi ha vissuto certe esperienze. L’obiettivo professionale è raggiungere il massimo potenziale del proprio talento, senza vincoli temporali, lasciando che sia il percorso stesso a definire i risultati. 

    “No No Note” è il nuovo singolo di Dose disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 febbraio e in rotazione radiofonica da venerdì 6 marzo 2026. 

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  • “Panic Attack” è il nuovo singolo di Sara Emma Gemma

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “Panic Attack” (Maionese Project), il nuovo singolo di Sara Emma Gemma, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 febbraio.

    “Panic Attack”racconta uno stato di fragilità interiore e di conflitto con se stessi, descrivendo l’esperienza degli attacchi di panico: quella sensazione di smarrimento che arriva all’improvviso, quando la mente prende il sopravvento sul corpo. Il respiro si fa corto, i pensieri si accavallano e si ha paura di morire. 

    Il brano traccia un profondo percorso di consapevolezza muovendosi tra sonorità pop contemporanee e sfumature alternative, in un equilibrio perfetto tra momenti intimi e passaggi più intensi e incisivi. La melodia accompagna un cantato emotivo e diretto, che guida l’ascoltatore all’interno di un’atmosfera intensa, perfettamente in linea con il messaggio del testo. L’artista, infatti, invita a una riflessione: spaventa più l’idea di morire o quella di vivere davvero?

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Panic attack è un brano che sentivo il bisogno urgente di scrivere. È nato dopo una lunga notte passata a parlare sul divano di un’amica, tra confessioni, silenzi e riflessioni profonde. Ascoltandola raccontarsi, mi sono ritrovata a rivivere sensazioni che conoscevo fin troppo bene. Per un periodo della mia vita ho sofferto di attacchi di panico e affrontarli ha significato intraprendere un percorso lungo, complesso e spesso doloroso. Un percorso fatto di domande scomode, che avrei voluto evitare, ma che mi hanno portata a conoscermi davvero. Con il tempo ho iniziato a chiedermi cosa mi spaventasse di più: la paura di morire o quella di lasciarmi andare, di essere felice, di vivere pienamente. È una domanda che, ancora oggi, torna a farsi sentire. Il brano ha preso forma durante il mio ultimo esame di Conservatorio, per la prova di produzione musicale. È partito da un’idea semplice, piano e voce, che ho arricchito ascolto dopo ascolto, lasciando che la canzone crescesse in modo naturale. L’esame è andato molto bene, ma sentivo che il brano non aveva ancora espresso tutto il suo potenziale. Per questo ho deciso di affidarlo al mio produttore, con l’obiettivo di portarlo esattamente dove sentivo dovesse arrivare. Panic attack è il risultato di questo percorso, personale e artistico, e spero possa arrivare a chi lo ascolta con la stessa sincerità con cui è stato scritto.”

    Biografia

    Sara Emma Gemma, nome d’arte di Sara Iarrobino, è una cantautrice Campana classe ’88. Nel 2009 diventa frontgirl del progetto musicale pop-rock Ephimera con cui pubblica, nel 2011, l’Ep dal titolo “Shhh” e, nel 2017, l’album “Ora o mai più”. Con gli Ephimera prende parte ai principali festival di musica della Campania, quali Meeting del Mare, Campania Eco Festival in apertura a Foja ed Almamegretta, e FarciSentire Festival in apertura a Dunk e Pinguini Tattici Nucleari. Inoltre, ha suonato in apertura a Linea 77 e Canova. Al 2016 risale la collaborazione al brano “Alimenterò le fiamme” del rapper di Casa Honiro, Ser Travis. Nel novembre 2019 decide di lasciare la band e di intraprendere un percorso solista, lavorando con Walter Buonanno (Assalti Frontali) al singolo “Mai abbastanza”, uscito il 18 luglio 2025.

    Nel 2022 pubblica i due singoli “Tanto ci resta” e “La mia ultima storia”, prodotti da XXXXL, produttore romano. Si è diplomata in Musica Elettronica presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e specializzata in Produzione Musicale e Discografica al Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento.

    “Panic Attack” è il nuovo singolo di Sara Emma Gemma disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 febbraio 2026 e in rotazione radiofonica dal 6 marzo.

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  • “Vivo” è il nuovo singolo di Bert0

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Vivo”, il nuovo singolo di Bert0.

     

    “Vivo” è un brano che racconta il bisogno profondo di libertà e la scelta di inseguire i propri sogni, anche quando questo significa allontanarsi dalle certezze e dalle aspettative degli altri. Nasce da esperienze personali, da viaggi e cambiamenti, e dalla consapevolezza di non sentirsi fatti per una vita scandita solo dalla routine. Attraverso immagini intime e autentiche, la canzone descrive quella sensazione sottile ma potente di sentirsi finalmente vivi. È la ricerca di un posto nel mondo in cui stare bene, senza dover scendere a compromessi con sé stessi.

    Nel secondo verso il racconto diventa più profondo e consapevole: il viaggio non è solo fisico, ma anche interiore. Cresce la presa di coscienza di ciò che non si vuole più accettare — una vita fatta di compromessi, lavori che non rappresentano davvero, promesse vuote — e si afferma l’idea che la vera ricchezza siano le esperienze vissute. È qui che il brano trova la sua maturità, trasformando il desiderio di fuga in una scelta identitaria.

    Il sound è un rap sincero, intenso ed emozionale, con una vibe chill e malinconica che accompagna il racconto in modo naturale e fluido. Le parole scorrono dirette e autentiche, creando un’atmosfera riflessiva e libera, come un viaggio senza meta precisa ma con una direzione chiara: la propria felicità.

     

    Spiega l’artista a proposito del nuovo brano: «‘Vivo’ è nato da una sensazione che mi porto dentro da tempo: quella di non essere fatto per una vita in cui tutto è già scritto. Quando ho iniziato a viaggiare e a vivere fuori dall’Italia, ho capito che la libertà non è solo andare lontano, ma riuscire a essere me stesso senza dovermi giustificare. Copenaghen è stata la mia apertura, un posto che mi ha fatto respirare aria nuova e capire che potevo cambiare. Scrivendo questo pezzo ho rivissuto momenti reali: notti in giro, albe, esperienze indimenticabili, la voglia di partire senza una meta precisa. Ma non è solo voglia di scappare: è la consapevolezza che non voglio una vita fatta di compromessi, di un lavoro che mi spegne, di promesse che non significano nulla. Volevo mettere in musica la sensazione di essere vivo anche quando tutto sembra incerto. In studio ho registrato ‘Vivo’ come se stessi parlando con me stesso, senza filtri. È un pezzo che mi ha aiutato a capire chi sono davvero e cosa voglio: non una vita perfetta, a una vita vera. E soprattutto, ho capito che il viaggio più importante è quello dentro di noi».

     

     

    Biografia

    Bert0 è un artista italiano attualmente di base in Danimarca. Il suo progetto musicale nasce circa un anno fa, in seguito a un cambiamento personale importante: trasferirsi all’estero gli ha permesso di allontanarsi dal giudizio degli altri e iniziare a raccontarsi con maggiore autenticità. È proprio in Danimarca che decide di fare musica in modo serio, registrando i suoi primi brani e costruendo un’identità artistica più definita.

    Fin da piccolo ha sempre scritto per bisogno personale, riempiendo diari con pensieri ed emozioni che non riusciva a esprimere a voce. Negli ultimi anni, i viaggi – prima in Australia e poi in Scandinavia – hanno ampliato la sua visione del mondo e trasformato quella scrittura intima in musica. Il viaggio, fisico e interiore, è diventato uno dei temi centrali del suo percorso artistico.

    Il suo stile si muove nel mondo del chill rap, con influenze soul e melodie ambient. Le sue reference spaziano dal rap italiano, come Fabri Fibra e Marracash, fino a sonorità più morbide e atmosferiche. Tra le sue reference internazionali spicca anche Mac Miller, soprattutto per l’approccio introspettivo, emotivo e autentico che riesce a trasmettere attraverso sonorità morbide e personali. Non si è mai identificato in un unico genere: ascolta musica in modo trasversale e lascia che ogni influenza contribuisca alla costruzione del suo suono, che oggi è sincero, emotivo e riflessivo.

    Non ha una formazione musicale accademica e non suona strumenti, ma lavora in modo indipendente collaborando con diversi producer che lo supportano nella produzione dei brani. Attualmente sta valutando di intraprendere lezioni di canto per ampliare le sue possibilità espressive e sperimentare nuove soluzioni artistiche.

    Tra i brani più rappresentativi del suo percorso ci sono: “Ti porto via”, “Chiamami” e “Vivo”.

    Bert0 non ha un team strutturato alle spalle: gestisce il progetto in modo indipendente, dalla scrittura alla visione creativa, collaborando con più producer per la parte musicale.

    Il suo target è composto da uomini e donne tra i 18 e i 35 anni, persone che cercano una musica autentica, capace di raccontare emozioni vere, viaggi, relazioni complesse e momenti di cambiamento senza filtri.

    Con la sua musica Bert0 vuole raccontare il presente: ciò che vive, ciò che prova e le esperienze che lo trasformano. Il suo obiettivo è costruire passo dopo passo una carriera solida e coerente nel panorama musicale, mantenendo sempre autenticità e identità. Nel giro di un paio d’anni vorrebbe riuscire a vivere di musica, continuando a crescere sia artisticamente che umanamente.

     

    Dopo “Chiamami”, “Ti porto via” e “Dove non guardi”, “Vivo” è il nuovo singolo di Bert0 disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 6 marzo 2026.

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  • In libreria il nuovo libro di Marco Forneris “Il Sigillo di Giada”, un thriller geopolitico ad alta tensione in cui la cultura millenaria della Cina si scontra con le trame del presente

    Lo scrittore Marco Forneris torna in libreria con “Il Sigillo di Giada” (Florestano Edizioni, collana Echi di storie), un thriller geopolitico ad alta tensione, che intreccia storia, spionaggio e azione.

    In queste sue nuove pagine il giallo storico diventa lente per osservare dinamiche culturali profonde: le gerarchie implicite, le credenze, le strategie invisibili che regolano la vita sociale cinese. Il risultato è una lettura della Cina che non semplifica, ma immerge.

    Siamo a Pechino, nella Primavera del 2008. Nelle vicinanze di Xi’an, un esercito di terracotta custodisce uno dei più grandi misteri dell’antichità: il Mausoleo del Primo Imperatore, Qin Shi Huangdi. Un sepolcro leggendario, nascosto a quaranta metri di profondità sotto una collina artificiale, circondato da pareti di bronzo e attraversato — secondo le cronache di Sima Qian — da fiumi di mercurio a rappresentare la rete fluviale della Cina.

    Quando alcuni profanatori, forse legati a Taiwan, riescono a violare il sepolcro e a trafugare un oggetto di immenso valore simbolico — il Sigillo Imperiale — il governo cinese entra nel panico.

    Il vicepresidente Xu Jingguo, appena nominato responsabile della sicurezza per i Giochi Olimpici, teme che la notizia possa gettare ombre sull’immagine del Dragone proprio nel momento in cui la Cina si prepara a mostrarsi al mondo. Attiva quindi in tutta segretezza le indagini, coinvolgendo pochi membri fidati della sicurezza nazionale e uno straniero: David Faure, noto a Pechino per le sue competenze nel recupero di tesori culturali razziati e per i contatti con aziende tecnologiche che potrebbero aver agevolato il furto.

    Faure sa che non può rifiutare la richiesta di Xu, né sottovalutarne i rischi: dietro l’invito si nasconde una minaccia implicita.

    Ad affiancarlo, due donne: la moglie libanese Jacqueline Chamoun, energica ed enigmatica, e Wu Maylin, colonnello del Guóānbù, lo spionaggio estero cinese. Tra sospetti, doppi giochi e tensioni politiche, Faure dovrà affidarsi anche a vecchi contatti: Dominic Seaward, esperto d’arte rubata, e Christopher de Luna, presidente della casa d’aste Morris & Jenkins.

    Il viaggio per ritrovare il sigillo si trasforma in una caccia globale: Xi’an, Fujian, Hong Kong, Taiwan, poi Delhi, Tel Aviv, Londra e un luogo segreto nel deserto del Nevada. Ma tutto conduce di nuovo a Pechino, dove le verità nascoste chiedono il conto.

    “L’idea è nata quasi per caso, una sera d’estate, durante la presentazione di un libro sulla Cina nel forte valdostano di Bard. Mi sono chiesto cosa accadrebbe se qualcuno riuscisse a rubare un oggetto fortemente simbolico dalla tomba del Primo Imperatore. Da quella domanda è partita la trama: un furto impossibile, in un contesto geopolitico esplosivo – ha dichiarato l’autore.

    La camera funeraria di Qin Shi Huangdi è, del resto, uno dei più grandi misteri archeologici ancora intatti. L’idea che sia rimasta sigillata per oltre duemila anni, e che al suo interno possa trovarsi, insieme a mille altri tesori, il Sigillo Imperiale, è di per sé un romanzo. Ho voluto intrecciare quella suggestione con la realtà politica cinese contemporanea, fatta di potere, silenzi e rivalità interne.

    Inoltre, desideravo andare oltre gli stereotipi sulla Cina. In Occidente riceviamo spesso un’immagine filtrata, semplificata, quando non deliberatamente distorta. Invece la Cina è un universo complesso, dove la cultura delle relazioni — il guanxi — permea ogni ambito, anche la politica. Inserire un thriller in quel contesto significava esplorare un mondo chiuso, stratificato, dove nulla è come sembra”.

    “Con ‘Il Sigillo di Giada’, Florestano Edizioni conferma il proprio impegno nella pubblicazione di opere che uniscono qualità narrativa e profondità culturale – ha commentato l’editrice Roberta Magarelli.

    Marco Forneris ci consegna un thriller geopolitico di ampio respiro, che attraversa continenti e secoli intrecciando misteri archeologici, lotte di potere e tensioni contemporanee. Ambientato tra la Cina imperiale e la scena politica del 2008, il romanzo fonde rigore documentale e tensione narrativa in una storia che affonda le radici nella Storia per parlare all’oggi.

    Un viaggio avvincente e sorprendente che porta il lettore nel cuore di una cultura millenaria, tra spionaggio, identità e memoria collettiva”.  

                                  
    Un romanzo che non si limita a intrattenere, ma invita il lettore a interrogarsi, ad aprire uno sguardo più consapevole e meno superficiale su mondi complessi come quello cinese. Più che offrire risposte, il libro apre una porta e lascia tracce, domande, immagini persistenti. Un’opera, insomma, che dimostra come il genere possa essere terreno di grande narrativa.

     

    DATI TECNICI

    Autore: Marco Forneris

    Editore: Florestano Edizioni

    Collana: Echi di storie

    In commercio da febbraio 2026

    Pagine: 532 p., Brossura

    EAN: 9791282085205

    Prezzo: Euro 25,00

    ISBN 979-12-82085-20-5

     

    BIOGRAFIA

    Marco Forneris ha pubblicato nel 2016 il suo primo romanzo – Il nodo di seta – con la prefazione di Evgenij Kaspersky, seguito nel 2019 da L’Oro di Baghdad, una spy story ambientata in Medio Oriente e prefata dal giornalista e scrittore Alberto Negri, e nel 2022 da Ritratto di Fanciulla, il terzo libro della serie incentrata sulle indagini di David Faure, un uomo dai molti e spesso rischiosi interessi, che vive tra Italia e Grecia ma è di casa anche in Israele, California e Argentina.

    Forneris si è laureato in informatica a Torino e ha iniziato la sua carriera di manager nella mitica Olivetti. In seguito ha ricoperto il ruolo di Chief Information Officer di alcune delle più note aziende italiane: Il Sole 24 Ore, Assicurazioni Generali, Gucci, FIAT e Telecom Italia. In parallelo alla sua attività di scrittore, si occupa di M&A e Business Development per aziende di Information Technology, Private Equity e Banche d’affari.

    Sito: www.ilsigillodigiada.it

    FB: facebook.com/ilsigillodigiada

    IG: ilsigillodigiada


  • Musica, design e cultura d’impresa:  a Milano, dal 12 marzo al 16 luglio,  è tempo di GBIM JAZZ Experience

    Il jazz dà voce alla materia ceramica con quattro eventi ideati e promossi da Gruppobea e Imola Ceramica per un’esperienza culturale contemporanea. I protagonisti del nuovo format sono i musicisti Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi, Jimmy Straniero, Martha e Francesco Chebat, Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra


    MILANO – Si chiama GBIM JAZZ Experience il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività grazie a un format inedito che intreccia architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa.

    Quattro gli eventi in programma a Milano per la prima edizione di GBIM JAZZ Experience: i primi tre concerti della rassegna avranno luogo presso Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti, in via Voghera 6, e saranno riservati a un pubblico selezionato di rappresentanti del mondo dell’architettura, del design e della cultura, mentre l’evento conclusivo si svolgerà presso lo showroom del Gruppobea, in via Toffetti 31.

    Il progetto prende forma dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, infaticabile organizzatore e animatore di eventi e stagioni musicali di rilievo nazionale (come l’AHUM Milano Jazz Festival). Per l’occasione, Ribatti, ha selezionato tre gruppi che si esibiranno il 12 marzo, il 9 aprile e il 7 maggio (il 16 luglio ci sarà l’appuntamento finale con la premiazione della band vincitrice): il trio DjangoBop Vibes (composto da Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi e Jimmy Straniero), con un repertorio ispirato al jazz manouche; il duo Martha J. & Chebat (Martha e Francesco Chebat) con un progetto che spazia tra folk e jazz song; infine, il trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Ogni formazione eseguirà i brani dal proprio repertorio e una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. La nuova traccia musicale tratterà la materia ceramica, rendendo udibile il visibile, in un gioco di rimandi formali e concettuali.

    Una giuria, composta da esperti del settore dell’architettura e del design – tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano – decreterà, al termine delle tre serate, il gruppo vincitore. GBIM JAZZ Experience si presenta quindi come un format ibrido: una rassegna musicale che culmina in una competizione. Tuttavia, tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.

    Il GBIM JAZZ Experience, inoltre, vedrà la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.

    Il primo gruppo che si esibirà sarà, giovedì 12 marzo (ore 19), il trio DjangoBop Vibes, che attualizza un repertorio ispirato al jazz manouche e agli standard della prima metà del Novecento. Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra) e Jimmy Straniero (contrabbasso) eseguiranno famose composizioni di Django Reinhardt, Duke Ellington e Fats Waller nonché una manciata di brani originali. Gabriele Boggio Ferraris è tra i principali esponenti del suo strumento in Italia. Ha pubblicato numerosi lavori discografici, sia come leader sia in collaborazione con figure di rilievo del jazz internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zahra, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e Maurizio Brunod. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano, tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario e Tonino de Sensi. Jimmy Straniero è tra i più interessanti talenti emergenti del contrabbasso. Nel 2013 ottiene una borsa di studio del Berklee College of Music di Boston durante i seminari di Umbria Jazz. Ha partecipato al tour italiano delle Vibrazioni e nel 2021 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti – Jazz. Nel 2022 è contrabbassista di Fred!, spettacolo teatrale con Roy Paci e Matthias Martelli, con cui partecipa anche a numerosi festival jazz nazionali.

    Giovedì 9 aprile sarà la volta del duo Martha J. & Chebat, mentre giovedì 7 maggio si esibirà il trio Anodic Breath. Infine, come detto, presso la sede di Gruppobea, giovedì 16 luglio si svolgerà l’evento conclusivo al quale parteciperà la formazione vincitrice della prima edizione di GBIM JAZZ Experience.

     
    GBIM JAZZ EXPERIENCE – PRIMA EDIZIONE
    Milano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026

    Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00
    DJANGOBOP VIBES – Bebop e swing manouche
    Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).

    Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00
    MARTHA J. & CHEBAT – Folk e jazz song
    Martha Chebat (voce), Francesco Chebat (Fender Rhodes).

    Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00
    ANODIC BREATH – Jazz elettroacustico ambient
    Vijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).

    Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
    FINALE E PREMIAZIONE

  • “Mezzanotte meno un quarto”: il nuovo romanzo di Daniela Stallo che riapre il dibattito sulla Legge 194

    La scrittrice tarantina di nascita e pisana d’adozione Daniela Stallo torna in libreria con il suo nuovo romanzo “Mezzanotte meno un quarto” (Ed. Coda di volpe, collana Amaranto), una vicenda personale e al contempo collettiva, cercando un responsabile dell’evento e dando voce a chi si muove tra le pieghe più oscure della legge 194. Una storia che scava, inquieta e chiede di non essere dimenticata.

    La protagonista è una direttrice di banca. Conduce una vita come tante. Si è da poco trasferita nella filiale del centro e una delle sue preoccupazioni principali è quella di schivare le domande scomode dei colleghi. In una sera d’inverno, mentre fuori la neve cade silenziosa e la caldaia è in blocco, si rifugia sotto le coperte per cercare un po’ di calore. Accarezzandosi la pancia, percepisce sotto le dita una crosticina che la trascinerà bruscamente nel passato. Quella “memoria” quasi impercettibile diventa la chiave d’accesso a un evento drammatico avvenuto anni prima. La protagonista racconta, tra cronaca e ricordi, due giorni intensi e claustrofobici nelle stanze di un ospedale che, nonostante il dolore dei pazienti, ogni mattina si riattiva inesorabilmente, tra la molteplicità di storie, volti sconosciuti, incontri grotteschi e procedure di una burocrazia spesso spietata.

    “Sono tante le ragioni per le quali ho scritto questo libro, un argomento scomodo, disturbante. Di certo per raccontare una storia, di scelte e di ricordi e di testimonianze raccolte. Il prodotto più naturale della scrittura è una storia – ha spiegato l’autrice.

    Ma da tempo avevo in mente di fare una denuncia, di muovere un’accusa vera e propria: questo libro è la cronaca di un’accusa. In un periodo in cui i vescovi installano e fanno suonare campane dei bambini non nati, in un momento di furto di leggi, di abrogazioni a sorpresa, modifiche notturne, manovre dei difensori di morale e patria.

    Voglio tentare una difesa di quelle leggi. Un atto politico in forma narrativa. Perciò ho messo Gramsci nell’esergo.

    E poi raccontare le donne senza figli, i luoghi comuni e per esplorare il limite on/off dentro la vita di ciascuno”.

    “Questo romanzo dice ciò che ancora troppo spesso viene taciuto e lo fa con una voce letteraria piena, matura, riconoscibile – ha commentato la casa editrice.

    È un libro che parte dal corpo e arriva alla storia collettiva: un racconto intimo che diventa politico senza mai essere programmatico. La memoria fisica, la maternità interrotta, il giudizio sociale, la famiglia, l’eredità emotiva e culturale si intrecciano in una narrazione che non cerca consolazione ma verità. E proprio per questo resta addosso al lettore”.

    Con uno sguardo tagliente e un umorismo graffiante, questo libro non ha l’obiettivo di coinvolgere il lettore nel sentimento di una maternità mancata, ma di dare voce a un’urgenza: raccontare un percorso occulto, spesso non sostenuto da personale accogliente, ma invece frettoloso, distratto, giudicante.

    Dati tecnici:

    Titolo: Mezzanotte meno un quarto

    Autrice: Daniela Stallo

    Editore: ‎ Coda di volpe

    Collana: Amaranto

    Pubblicazione: 29/01/2026

    Pagine: 120

    Prezzo: 15,00 Euro

    ISBN: 9791282028066

    Distributore: Libro Co. Italia

    Biografia:

    Daniela Stallo è nata a Taranto nel 1966. Giornalista pubblicista, ha scritto per quotidiani e settimanali di questioni politico-amministrative locali, di letteratura, cultura e tradizioni. Dopo la laurea in Giurisprudenza, ha esercitato la professione forense per un decennio. Attualmente vive a Pisa, dove insegna diritto nelle scuole superiori. Tra le sue pubblicazioni troviamo La città sul mare (Le Brumaie, 2011), Bruciati vivi (Arkadia, 2021), Winday (Armando, 2022). Nel 2024, il racconto La scelta, già pubblicato su una rivista online, è uscito nell’antologia 27 Racconti Raminghi (Libri dell’Arco). Cura il blog Libri, menù & altre cose di carta.


  • Atelier Musicale: pagine di Smetana, Shostakovič e Sollima  con il Trio Bedrich sabato 28 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano


    La formazione composta da Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte) sarà la protagonista del penultimo concerto stagionale della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio   

    MILANO – Dedicato al classico trio violino, violoncello e pianoforte, il penultimo concerto della XXXI edizione dell’Atelier Musicale presenterà, sabato 28 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, una formazione di giovani virtuosi che si stanno rapidamente affermando sulla scena nazionale, interpreti di un programma che si configura come un viaggio nell’universo espressivo di autori di diverse epoche storiche: sul palco dell’auditorium Di Vittorio si esibirà, infatti, il Trio Bedrich, composto da Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello) e Filippo Piredda (pianoforte), che eseguirà musiche di Smetana, Shostakovič e Sollima (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro).
    Di Smetana, un protagonista della stagione delle scuole nazionali, fedele alla tradizione musicale boema, viene proposto il suo unico trio con pianoforte. Si tratta di un’opera energica e compatta, che nasconde una profonda riflessione interiore dovuta alla scomparsa prematura della figlioletta e che risente, nella scrittura, della poetica romantica. La composizione giovanile di Shostakovič (Trio per pianoforte No. 1 in Do minore, Op. 8) è, invece, scritta in un unico movimento, seppure variato al suo interno, ed esprime precocemente quell’inquietudine tipica del compositore russo, con momenti lirici ed altri aspri e corrosivi. Del tutto contemporanea, per la varietà di riferimenti e la maniera di esplorare la storia della musica, è la pagina di Giovanni Sollima, il cui eclettismo emerge in una serie di brevi racconti (Short Trio Stories), ispirati da Leonardo, Beethoven, Scarlatti e dal mondo gitano, che rendono la partitura cangiante e lontana da un’unità narrativa.
    I tre giovani esponenti del Trio Bedrich, impegnati in un programma originale per la scelta degli autori e per la ricerca di espressività differenti, fanno parte della nuova generazione di fuoriclasse che anima la scena interpretativa italiana. Nato nel 2023 in seno alla classe di musica da camera di Monica Cattarossi (artista spesso presente all’Atelier) al Conservatorio Verdi di Milano, questo trio ha già vinto diversi premi in concorsi nazionali e internazionali, sia come gruppo sia nei suoi singoli componenti, tutti diplomati con lode e menzione. La formazione ha poi intrapreso una carriera concertistica che l’ha portata a suonare in prestigiose sale italiane e straniere, in particolare in Germania e Svizzera. Attualmente prosegue il suo percorso di studio sotto la guida del Maestro Bruno Giuranna presso la prestigiosa Accademia Stauffer di Cremona e del Maestro Patrick Jüdt alla Hochschule der Künste, a Berna. Di recente, il trio è stato selezionato per entrare a far parte de Le Dimore del Quartetto. Siamo, quindi, di fronte a una formazione già ampiamente matura, in grado di proporre un repertorio di grande varietà espressiva in un concerto che merita l’attenzione del pubblico milanese perché presenta alcuni dei futuri protagonisti del mondo musicale nazionale.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 28 febbraio 2026, ore 17.30
    Trio Bedrich – Giovani talenti in concerto
    Premio del Conservatorio G. Verdi di Milano
    Margherita Ceruti (violino), Michele Mazzola (violoncello), Filippo Piredda (pianoforte).
     
    Programma
    B. Smetana:
    Trio per pianoforte in Sol minore, Op. 15
    (Moderato assai/Allegro, ma non agitato/Finale: Presto);

    D. Shostakovič:
    Trio per pianoforte No. 1 in Do minore, Op. 8;

    G. Sollima:
    Short Trio Stories.

    Introduce Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro.
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.iteury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Sanremo 2026: Fabrizio Bosso ospite di Dargen D’Amico insieme a Pupo Venerdì 27 febbraio


    Venerdì 27 febbraio, nella serata delle cover del Festival di Sanremo, Fabrizio Bosso sarà ospite di Dargen D’Amico, insieme a Pupo, per interpretare il brano “Su di noi” sul palco del Teatro Ariston.

    Sono particolarmente emozionato di salire sul palco dell’Ariston questa volta. La scelta di Dargen di interpretare Su di noi insieme a Pupo – dichiara Fabrizio Bosso – è stata molto coraggiosa: veniamo tutti e tre da mondi musicali diversi. Ma la sfida è proprio questa, ed è per questo che ho accettato subito. Dovremo stare concentrati, ma allo stesso tempo ci divertiremo sicuramente.

    Sono sempre felice di partecipare a Sanremo. È anche un modo per portare un po’ di jazz al Festival.

    Quella del 2026 è la settima partecipazione a Sanremo per il trombettista di origini torinesi. Il debutto risale al 2003 con Sergio Cammariere con il brano Tutto quello che un uomo e poi ancora nel 2008 con L’amore non si spiega. Nel 2009 è al fianco di Simona Molinari per Egocentrica; nel 2011 accompagna Raphael Gualazzi in Follia d’Amore, brano vincitore nella categoria Giovani; nel 2012 suona con Nina Zilli in Per Sempre; nel 2013 torna accanto a Raphael Gualazzi per Senza Ritegno.

    Dopo la partecipazione al Festival, Fabrizio Bosso sarà impegnato nei numerosi concerti in tutta Italia e all’estero con il suo quartetto, in duo con il pianista Julian Oliver Mazzariello, con lo Spiritual Trio e con diverse alte formazioni.

    Tra gli appuntamenti più importanti, sabato 25 aprile inaugurerà il Torino Jazz Festival al Teatro Colosseo con “About Ten”; lunedì 25 maggio con il suo quartetto, e come ospite speciale la sassofonista Géraldine Laurent, al Teatro Comunale per il Vicenza Jazz Festival.