Categoria: comunicati stampa

  • Fernando Alba: “Suona l’Americano” è il nuovo singolo

    Fernando Alba pubblica il suo nuovo singolo dopo qualche anno di silenzio cantautorale. Il titolo con cui apre il suo ritorno alla canzone è Suona l’Americano. Una riflessione su quello che sta succedendo al mondo nel 2026. Quattro strofe, un ritornello ossessivo ed uno special che rievoca l’inizio del conflitto. Un sound acustico che mette insieme il folk balcanico e la marcia ska, su un’armonia che ricorda i tradizionali canti popolari, con un testo che pone domande ed invita a prendere posizione.

    Il titolo dice tutto: Suonare come partecipare al concerto del conflitto – ogni Paese coinvolto suona la propria parte con il proprio strumento e nel proprio stile. L’America suona e partecipa al conflitto, con i suoi strumenti bellici e con il suo stile americano.

    La canzone pone domande a un presidente e parla ad un popolo che ha visto già tre generazioni combattere: mio nonno ha combattuto, mio padre ha combattuto, mio figlio sta lì là, e che dobbiamo fa’? La risposta, sussurrata: la manifestazione, o la rivoluzione, o abbassiamo queste armi in collaborazione.

    “Stanno covando epistole e pistole” – il gioco di parole tra lettere e accordi tra nazioni che implicano comunque l’uso di armi che sparano. “Stanno lanciando i missili alle viole” – le viole come fiori, come strumenti d’orchestra, la delicatezza, l’arte, la cultura, colpita, perché? Un riferimento al Papa appena “nato” che parla un poco americano – controcorrente rispetto alle scelte americane: nato inteso come patto atlantico, e nato poiché eletto da poco. Parla e benedice con il suo italiano dall’inflessione americana, come a volersi fare portavoce dell’altra America a cui non piace questa musica.

    I suoni acustici del brano – il pianoforte, le chitarre, la banda di ottoni, l’orchestra d’archi e i cori – ci portano in un mondo in contrapposizione con le grandi produzioni elettroniche, come se l’unico modo per fermare questa musica assordante che fanno le bombe fosse la voce del popolo.

    «Suona l’Americano è un invito a riflettere su quanto sta succedendo nel mondo. La situazione ci sta sfuggendo di mano e come dice Jesto nel suo nuovo album: “Stiamo andando allo sbando in piedi cantando”. Ho pensato di fare una “HIT” diversa dalle solite hit estive, per far arrivare il messaggio alle orecchie di chi ancora oggi non riesce a trovare delle soluzioni. Ho scelto di farlo come si faceva ai tempi del teatro canzone, in maniera cantautorale tradizionale, in una forma goliardica e pungente, semplice e irriverente, che parla a nome di tutti. Il cantautore si fa portavoce di chi vuole risposte, di chi vuole la pace». – Fernando Alba

    Suona l’Americano sarà contenuto nel nuovo album Sono Imperterrito, terzo della carriera dopo La Chitarra Nuova (2014), Nello Stesso Acido (2018) e numerosi singoli nel corso degli anni. Il brano è estratto da una selezione antologica di canzoni inedite scritte negli ultimi venticinque anni — questo singolo è uno di quelli. Al brano mancavano le strofe arrivate venticinque anni più tardi: quando l’America torna a suonare in americano con il suo caro presidente. Parola simbolica che include tutte le vesti e gli incarichi politici e sociali: siamo tutti presidentiFernando Alba con questo brano non prende posizione, la mette in luce, e lo fa in maniera leggera come fosse una HIT estiva, per divulgare un messaggio importante in un momento storico difficile.

    Fernando Alba (Caltagirone, 1978) è cantautore, compositore e produttore musicale. CEO di Maqueta Records – etichetta indipendente da lui fondata nel 1999 – e manager dell’orchestra I.C.O. (Indipendent Cinematic Orchestra) con cui registra le sue produzioni. Tra i suoi progetti del 2026: la composizione orchestrale dell’album Stato di Coscienza di Jesto (primo album rap italiano con oltre 30 elementi d’orchestra). Negli ultimi due anni ha curato le produzioni musicali di diverse colonne sonore di film, tra i quali: Me You di Billie August, L’uomo giusto di Sergio Rubini, di prossima uscita; e ancora 40 secondi e Il Corpo di Vincenzo Alfieri, Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri, Leopardi & Co. di Federica Biondi, Gloria per Rai1 di Fausto Brizzi e Gloria 2 per Giulio Manfredonia, e molti altri. È music supervisor per Eagle Pictures e scrive canzoni per sé stesso e per altri artisti italiani e internazionali – come Golden Leaves per Noemi Smorra e Lena Katina (t.A.T.u.). Nella sua discografia cantautorale: La Chitarra Nuova (2014), Nello Stesso Acido (2018), Sono Imperterrito (in uscita), e tantissimi singoli e brani di colonne sonore.


  • Tra misteri, fantasmi e ironia, uscito il giallo “Investigazioni Tilda & C.” di Manuela Chiarottino

    Presentato ufficialmente al Salone Internazionale del Libro di Torino, “Investigazioni Tilda & C.” (Edizioni Effetto) segna una nuova incursione narrativa di Manuela Chiarottino nel territorio del giallo ironico e soprannaturale.

    Protagonista è Tilda: capelli rosa, carattere ostinato e un sogno chiarissimo, diventare una vera investigatrice. Quando il suo socio — maschilista, infedele e convinto di essere indispensabile — la caccia dall’agenzia, tutto sembra precipitare. Ma il destino le tende una mano inattesa sotto forma di un vecchio ufficio investigativo nel cuore di Torino. Un luogo fermo nel tempo, pieno di fascino e segreti. E soprattutto non vuoto.

    Ad attenderla c’è Ace, leggendario detective del passato rimasto intrappolato tra le pareti del suo ufficio… come fantasma. Ironico, arrogante e tutt’altro che disposto a farsi da parte, Ace diventa il socio più improbabile che Tilda potesse immaginare.

    Tra battibecchi continui, misteri irrisolti e un’indagine che parte da un furto apparentemente insignificante per sfociare in una morte archiviata troppo in fretta, il romanzo costruisce un intreccio capace di alternare suspense e leggerezza. Sullo sfondo, una Torino sospesa tra realtà e magia, elegante e misteriosa, che diventa parte integrante della narrazione.

    «Ogni tanto mi piace cambiare genere e questa volta volevo raccontare una storia diversa, ambientata a Torino, tra misteri, ironia e un pizzico di soprannaturale», racconta l’autrice. «Non sono una giallista “pura”: questo è un giallo divertente, leggero ma con una trama che tiene il filo dell’indagine, e con una coppia di investigatori decisamente fuori dagli schemi».

    Un giallo brillante e ironico, insomma, dove il mistero incontra l’umorismo, Torino svela il suo lato più segreto e una detective fuori dagli schemi scopre che, per trovare la verità, a volte bisogna fare i conti anche con i fantasmi.

    DETTAGLI TECNICI

    Titolo: Investigazioni Tilda & C.

    Autrice: Manuela Chiarottino

    Editore: Edizioni Effetto

    Genere: commedia giallo

    Pagine: 173

    Prezzo: 17 euro

    EAN: 9791282177092

    In libreria dal 5 maggio 2026

    L’AUTRICE

    Manuela Chiarottino è nata e vive in provincia di Torino. Vincitrice del concorso Verbania for Women 2019 e del Premio nazionale di letteratura per l’infanzia Fondazione Marazza 2019, nella scrittura ama il genere rosa, declinato in diverse sfumature. Tra le sue pubblicazioni si annoverano: Investigazioni Tilda & C. (Edizioni Effetto, 2026), Bea la gatta investigatrice e i suoi nuovi amici (2025), Odio Babbo Natale… o forse no (More Stories, 2024), Il magico libro delle storie di Natale (2024), Decency Un amore proibito (Dri Editore, 2024), La libreria che costruisce ricordi (More Stories 2023), La casa dei nuovi inizi (More Stories, 2023), Un patto con il Marchese (Dri Editore, 2022), La libreria delle storie rimaste (More Stories, 2022), The Ghostwriter (Dri Editore, 2021), La stessa rabbia negli occhi (Barkov Edizioni, 2021), Matrimonio a scadenza (Dri Editore, 2020), La nostra isola (Triskell Edizioni, 2020), Tesoro d’Irlanda (More Stories, 2020), Fiori di loto (Buendia Books, 2020), La bambina che annusava i libri (More Stories, 2019), Incompatibili (Le Mezzelane, 2019), La custode della seta (Buendia Books, 2019), Tutti i colori di Byron (Buendia Books, 2018), Il gioco dei desideri (Amarganta, 2018), Maga per caso (Le Mezzelane, 2018), Un amore a cinque stelle (Triskell, 2016), Cuori al galoppo (Rizzoli 2016), Due passi avanti un passo indietro (Amarganta, 2016), Il mio perfetto vestito portafortuna (La Corte, 2016), Ancora prima di incontrarti (Rizzoli, 2015) e molti altri.

    manuelachiarottino.it   https://www.storiedascrivere.com/

     

  • Onde musicali sul Lago d’Iseo: jazz e classica in dialogo con Piastra,  Garlaschelli, Melillo e Servidio sabato 27 giugno a Monte Isola (Bs)


    La suggestiva Rocca Martinengo ospita il primo evento speciale della nuova edizione del festival: i quattro musicisti eseguiranno composizioni di Morricone, Piazzolla, Desmond  e Bolling

    ISEO (BS) –  Ha preso il via il 29 maggio scorso la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, che dal 2017 anima nei mesi estivi (ma non solo) i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia.
    Anche quest’anno il cartellone è ricco: oltre 200 artisti si esibiranno in 66 appuntamenti fino al 5 settembre tra concerti di lirica, cameristica, sacra, antica, jazz, tango e crossover, ma anche spettacoli e concorsi musicali, con la partecipazione di artisti affermati, vincitori di concorsi internazionali e giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani e dalle Accademie estere. Molti eventi verranno ospitati in splendidi luoghi d’arte e suggestivi contesti naturalistici, offrendo un’occasione imperdibile per (ri)scoprire il fascino e la bellezza di questo angolo di Lombardia.
     Fra i numerosi eventi in programma da segnalare, sabato 27 giugno, la prima delle due serate speciali del festival: nel suggestivo contesto della Rocca Martinengo di Monte Isola (Bs) andrà in scena il concerto Il Classico incontra il Jazz, protagonisti il chitarrista Claudio Piastra, il pianista Andrea Servidio, il contrabbassista Luca Garlaschelli e il batterista Massimo Melillo (ore 21ingresso 80 euro, inclusi il parcheggio, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata dal porto commerciale di Sale Marasino e brindisi). All’ombra dell’affascinante castello di origine trecentesca, oggi proprietà privata, che si erge su uno sperone roccioso sopra il golfo di Sensole, i quattro musicisti si esibiranno in celebri brani di Ennio Morricone (Tema di Jill da C’era una volta il West e Gabriel’s Oboe da Mission), Astor Piazzolla (Oblivion), Paul Desmond (Take Five) e Claude Bolling (Concerto per chitarra classica e jazz piano trio). 
    Considerato dalla critica internazionale uno dei più autorevoli chitarristi italiani in ambito classico, Claudio Piastra, direttore artistico del festival Onde musicali sul Lago d’Iseosvolge un’intensa attività concertistica come solista e con orchestre  prestigiose. Nel 2020 ha vinto il Premio Internazionale Astor Piazzolla e attualmente insegna Musica da Camera, oltre a tenere masterclass in Italia e all’estero. Il contrabbassista Luca Garlaschelli è un nome di primo piano della scena jazz italiana: tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Tullio De Piscopo, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Umberto Petrin, Enrico Rava, Gaetano Liguori, Franco Cerri, Enrico Intra, Gianni Coscia, Bruno De Filippi, Renato Sellani e Gabriele Mirabassi, solo per citarne alcune. Ha inoltre condiviso a lungo il palco con l’attore Moni Ovadia. Il batterista jazz Massimo Melillo, diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Torino, si è perfezionato alla marimba e sul repertorio orchestrale presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Ha collaborato con importanti istituzioni sinfoniche e liriche italiane, tra cui Orchestra RAI, Teatro Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro la Comunale di Bologna e Teatro dell’Opera di Roma. Infine, Andrea Servidio è un giovane pianista e compositore, apprezzato per la sua versatilità: sa spaziare con disinvoltura dalla classica al jazz fino al pop e ha suonato con nomi di spicco del jazz italiano e internazionale (tra cui Emanuele Cisi, Elliot Mason e Giovanni Falzone). Nel 2024 ha vinto il Primo Premio del Conservatorio di Milano nella categoria Jazz.

    Da ricordare, inoltre, che quest’anno ricorre un compleanno importante, il centenario della Motonave Capitanio 1926, il battello più antico del Lago d’Iseo, patrimonio e memoria storica della navigazione lacustre: la ricorrenza verrà festeggiata con sette concerti in programma dal 4 giugno al 5 settembre tra Lovere, Marone, Iseo, Predore, Paratico, Pisogne e Castro e ospitati a bordo dello splendida e storica imbarcazione.

    Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione di tre concerti speciali: il primo, come detto, è proprio quello del 27 giugno alla Rocca Martinengo di Monte Isola, mentre gli altri due andranno in scena sull’Isola di Loreto il 5 settembre, a chiusura della rassegna.

    Programma completo del festival, biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info
  • Michel Reis, Marc Demuth e Paul Wiltgen: Freedom Trail con la Luxembourg Philharmonic diretta da Vince Mendoza special guest Joshua Redman in uscita il 19 giugno 2026 su cd, vinile e digitale per la Cam Jazz 

    Si chiama Freedom Trail l’album del trio lussemburghese Reis, Demuth e Wiltgen, in uscita il 19 giugno2026 su cd, vinile e digitale per la Cam Jazz, e realizzato insieme alla Luxembourg Philharmonic, diretta da Vince Mendoza, con ospite Joshua Redman.

    Il pianista Michel Reis, il bassista Marc Demuth e il batterista Paul Wiltgen, insieme come trio sin dagli anni del liceo, sono tre dei più importanti musicisti jazz del Lussemburgo. Con quattro album alle spalle, il gruppo ha intrapreso negli anni numerose tournée in tutto il mondo, esibendosi nei principali festival jazz internazionali. L’incontro con Joshua Redman nel 2014 ha dato poi il via a una lunga collaborazione che ha trovato in questo quinto album la sua realizzazione più compiuta.

    Al centro di Freedom Trail vi è una rilettura su larga scala del repertorio originale del trio, reinventato per orchestra sinfonica. La musica originale del trio, caratterizzata da profondità lirica, complessa ritmica e forte tensione narrativa, viene ampliata in una ricca dimensione orchestrale, attraverso nuovi arrangiamenti firmati dal pianista Michel Reis e dal compositore e direttore d’orchestra Vince Mendoza, vincitore di setteGrammy Awards.

    “A tratti riflessivo e sensuale. Un ascolto essenziale della modernità” Così il celebre scrittore e critico musicale Brian Morton descrive l’album nelle note di copertina.

    Con il trio come nucleo centrale, affiancato dalla Luxembourg Philharmonic, questa registrazione rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di Reis, Demuth e Wiltgen, unendo il suono intimo del trio alla vasta tavolozza sonora dell’orchestra sinfonica. Il risultato è un lavoro che si muove con naturalezza,tra intimità respiro sinfonico, pur rimanendo profondamente radicato nell’identità musicale distintiva del gruppo.

    In tre brani compare come ospite il sassofonista di fama internazionale Joshua Redman, che aggiunge un ulteriore e affascinante livello al progetto. Redman incontrò per la prima volta il trio Reis, Demuth e Wiltgen nel 2014 al Festival Charlie Free in Francia, entrando immediatamente in sintonia con la loro musica. Nel corso degli anni ha eseguito diverse loro composizioni con i propri gruppi; inoltre, con Reis, Demuth e Wiltgen ha collaborato più volte dal vivo, inclusa una tournée europea in quartetto nel 2018.

    La registrazione di Freedom Trail nasce da una performance dal vivo in Lussemburgo che ha riunito il trio, Vince Mendoza, Joshua Redman e la Luxembourg Philharmonic nell’esecuzione orchestrale della musica del trio. Più volte rimandato a causa della pandemia, il progetto è stato infine registrato nel luglio 2022.

    A fine musical trio is always more than the sum of its individual parts, and over two decades the grouping of pianist Michel Reis, bassist Paul Wiltgen and drummer Marc Demuth has developed a distinctive character that hasn’t simply yielded a number of fine recordings but has helped to set Luxembourgish jazz on the international map. Now, working with an orchestra conducted by Vince Mendoza – who also penned some of the arrangements – and with guest saxophonist Joshua Redman, they have delivered Freedom Trail, a powerful new musical statement that raises the group to a new level of creative ambition. Thoughtful and sensuous by turns, it shows how a group that plays as a whole can address the listener as a whole. Essential modern listening
     – Brian Morton
     
     
    Il pianista Michel Reis, il bassista Marc Demuth e il batterista Paul Wiltgen sono tre dei più importanti musicisti jazz del Lussemburgo. Hanno fondato il trio Reis Demuth Wiltgen nel 1998, quando erano ancora al liceo, esibendosi regolarmente in Lussemburgo e nelle aree circostanti per alcuni anni.
    Il trio si è riunito nel 2011 con l’intento di mettere a frutto le esperienze maturate dei singoli musicisti e dare vita a un nuovo repertorio originale. Il loro primo album omonimo è stato pubblicato dall’etichetta Laborie Jazz ottenendo un ampio consenso dalla critica. Da allora, il gruppo ha intrapreso numerose tournée in tutto il mondo, esibendosi nei principali festival jazz internazionali in Europa, Asia, Nord America e Sud America e Africa occidentale.
    Il secondo album della band, Places In Between, è stato registrato a New York ed è stato pubblicato nel 2016 da Double Moon Records. Il trio è attualmente sotto contratto con l’etichetta italiana Cam Jazz, per la quale ha inciso due album: Once In A Blue Moon (2018) e SLY.

    FORMAZIONE
    Luxembourg Philharmonic
    Vince Mendoza, direttore d’orchestra
    Michel Reis, piano
    Marc Demuth, basso
    Paul Wiltgen, batteria
    feat. Joshua Redman, sassofono

    TRACKLIST
    Freedom Trail                         9:30 – feat. Joshua Redman – (comp. M. Reis/arr. V. Mendoza)
    Never seen again                  5:09 – (comp. M. Rrei/arr. V. Mendoza)
    Cross Country                         9:49 – feat. Joshua Redman – (comp. M. Reis/arr. V. Mendoza)
    Catherine’s Song                   5:00 – feat. Joshua Redman – (comp./arr. M. Reis)
    Viral                                            5:52 – (comp. P. Wiltgen/arr. M. Reis)
    Home is Nearby                     3:54 – (comp. P. Wiltgen/arr. M. Reis)
    Dante                                         6:07 – (comp. M. Demuth/arr. V. Mendoza)
    Where the Heart Beats       6:17 – (comp./arr. M. Reis)
  • Suoni di minoranza Concerti e dibattiti sul dialetto nella canzone italiana   San Costantino Albanese (PZ), 20 e 21 giugno 2026

    A San Costantino Albanese, per la terza edizione di “Suoni di minoranza”, il 20 e il 21 giugnoconcerti e dibattiti sull’uso delle lingue native nella canzone italiana, una modalità espressiva radicata nelle diverse comunità della provincia italiana ma da tempo praticata anche da numerosi artisti come segno distintivo rispetto a una eccesiva uniformità in campo musicale al punto da essersi meritata anche uno spazio proprio, riservato per l’appunto agli album “in dialetto o lingua minoritaria”, nell’assegnazione annuale delle Targhe Tenco: incontri e concerti promossi dal Club Tenco, d’intesa con Squilibri e Altipiani eventi e turismo, all’interno del più vasto progetto, “Il Borgo dei suoni”, promosso dall’amministrazione comunale con il contributo della Regione Basilicata.  

    Si inizia il 20 giugno, alle ore 18, con una tavola rotonda su “Lingue, dialetti e canzoni” con Maurizio Agamennone (università di Firenze), Marco Lutzu (università di Cagliari), Nicola Scaldaferri (università di Milano) e, in rappresentanza rispettivamente del Club Tenco e di Squilibri, di Steven Forti (Universitat Autònoma de Barcelona) e Domenico Ferraro (università di Roma-Tor Vergata): l’incontro sarà chiuso da Laura Mongiello, assessore all’ambiente e alla tutela del territorio della Regione Basilicata. A seguire, alle 19,30, i Fratelli Mancuso in concerto per una rappresentazione in presa diretta della ricchezza e versatilità della lingua madre, in questo caso il siciliano, che nell’opera dei due fratelli di Sutera raggiunge vette molto apprezzate dal pubblico ma anche dalla critica: il loro ultimo lavoro, “Manzamà”, ha vinto la Targa Tenco come Miglior album in dialetto e anche il Premio Loano come disco dell’anno. 

    Nella stessa sera, alle 21,30, nella piazza principale del paese, spazio alla musica lucana con un doppio concerto con L’Aria i Terranova e gli Amarimai che coprono l’ampio spettro di possibilità che si danno nel richiamo alla stessa tradizione, affrontata nel primo caso raccogliendo l’eredità degli ultimi maestri dell’area del Pollino e, nel secondo caso, variamente combinata con altri suoni e influenze in un approccio meno filologico ma fortemente energico e incline ai suoni da ballo. 

    Il 21 giugno, alle ore 18, la riflessione si sposta sulla nascita della canzone napoletana, a partire dalla poderosa ricerca di Raffaele Di Mauro che ha dimostrato come questo repertorio, noto in tutto il mondo e antesignano della canzone d’autore, sia nato in una zona di frontiera tra colto e popolare. A seguire, alle 19,30, Gnut e Alessandro D’Alessandro in concerto per la riproposta di questo fortunato repertorio partenopeo grazie alla superba prova da interprete offerta da uno tra i più originali cantautori italiani, da sempre uso ad esprimersi nella sua lingua nativa, assieme a uno dei più innovativi musicisti della scena italiana, non nuovo a incursioni nell’ambito della canzone d’autore.

  • A Villa Litta torna il festival “Notes Around SMG” diretto dal pianista Antonio Faraò


    Dal 25 al 27 giugno concerti con Paolo Jannacci, il tributo ai jazz club “Il Capolinea” e “Le Scimmie” e Fabrizio Bosso, Joe Lovano, Antonio Faraò, Ira Coleman e Gerald Cleaver nel suggestivo Teatro Naturale di Villa Litta a Lainate
    Dopo il grande successo della prima edizione, Villa Visconti Borromeo Litta torna ad animarsi con la seconda edizione di Notes Around SMG, la rassegna che porta nel magico Teatro Naturale del parco storico di Lainate tre serate di musica dal vivo, da giovedì 25 a sabato 27 giugno 2026, con artisti di rilievo nazionale e internazionale, realizzate con il contributo del Comune di Lainate, di SMG Gas e Luce e Notes Around.
    Nella cornice magica di Villa Litta saranno protagonisti musicisti di blasone nazionale e mondiale come Paolo JannacciJoe LovanoAntonio FaraòFabrizio BossoIra ColemanGerald Cleaver, mentre una serata speciale vedrà più di venticinque jazzisti rendere omaggio agli iconici club Il Capolinea e Le Scimmie, dando vita a tre giorni interamente dedicati alla musica con un festival ideato e diretto da Antonio Faraò, uno fra i pianisti jazz più rappresentativi sulla scena internazionale.
    Paola Ferrario, Assessora allo Sviluppo Culturale, Valorizzazione e Comunicazione di Villa Litta, del Comune di Lainate, commenta: «Notes Around SMG torna al Teatro Naturale di Villa Litta con un programma che conferma la qualità e la bontà delle scelte della prima edizione. Il jazz, in questo spazio all’aperto immerso nel parco storico, ha trovato una collocazione precisa e riconoscibile e il pubblico lo ha percepito».
    Giovedì 25 giugno, alle 21:00, aprirà il festival Paolo Jannacci, uno fra gli artisti più eclettici presenti sulla scena nazionale. Il pianista e cantante, figlio d’arte, presenterà lo spettacolo teatrale Jannacci Arrenditi! La città ascolta, un viaggio nel rapporto tra l’uomo e la città. Una città come tante ci racconta storie che alla fine sono sempre le nostre, in continua evoluzione. Le canzoni, colonna portante dello spettacolo, parlano di amori fondanti e a volte surreali, di uomini in guerra, di riflessioni sul nostro modo di ridere, sulla società e sul convivere con gli altri. Una città racchiude tutto questo: donne e uomini che vivono, amano, soffrono, ridono e che ce la mettono tutta per essere migliori. O forse no. Per raccontare e descrivere tutto questo, Paolo Jannacci si avvale di suoi brani originali, di Paolo ConteLuigi Tenco e ovviamente di Enzo Jannacci, oltre ai dialoghi e monologhi scritti insieme all’autore e amico Paolo Re. Sul palco sarà accompagnato dalla sua storica band: Daniele Moretto (tromba, flicorno e cori), Marco Ricci (basso) e Stefano Bagnoli (batteria e percussioni).
    Venerdì 26 giugno, sempre alle 21:00, tornerà “Ricordando Il Capolinea e Le Scimmie” dopo la prima edizione, una serata speciale dedicata ai leggendari jazz club milanesi, appunto Il Capolinea e Le Scimmie, in un omaggio collettivo che ne rievoca l’atmosfera e lo spirito del jazz dal vivo. Questi locali, nel corso degli anni, hanno ospitato eroi del jazz come Chet BakerDizzy GillespieWoody HermanPat MethenyTony Scott, oltre a generazioni di grandi musicisti italiani. Per ricordare questo periodo straordinario si riuniranno alcuni tra i più importanti musicisti della scena jazz taliana e internazionale: Pietro TonoloLuca JurmanClaudio FasoliNick The NightflyLuigi BonafedeDado MoroniAttilio ZanchiLaura FedeleTonino De SensiFederico MontiPiero OrsiniPiero LeverattoNicolò FragilePaolo PellegattiLuigi GonguyMichele BozzaGigi CifarelliAntonio FaraòMauro NegriSandro CerinoYuri GolubevMario RuscaTony ArcoMonica ShakaLuca Meneghello e Luca Pasqua, per far rivivere l’energia e l’eredità di due luoghi iconici della storia del jazz milanese.
    Sabato 27 giugno, stavolta alle 21:30,  il festival si chiuderà in grande stile con un concerto inedito e di altissimo livello: Fabrizio Bosso (tromba), Joe Lovano (sax), Antonio Faraò (pianoforte) Ira Coleman (contrabbasso) e Gerald Cleaver (batteria) celebreranno il centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane con il progetto Miles Davis & John Coltrane Centennial, reinterpretando le composizioni immortali di queste due icone che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia della musica jazz e non solo. Un quintetto di stelle del jazz italiano e mondiale che fra suoni e note, farà aleggiare lo spirito di due giganti come Davis e Coltrane.
    All’eccellente proposta artistica di Notes Around SMG si aggiungono altri eventi. Dal 25 al 27 giugno, prima dei concerti, sarà possibile visitare la mostra fotografica a cura di Roberto Cifarelli dedicata a John Coltrane e Miles Davis, attraverso le immagini di alcuni dei musicisti iconici che hanno collaborato con loro e che ne hanno raccolto e sviluppato l’eredità artistica: Herbie HancockSonny RollinsDave HollandMcCoy Tyner e molti altri protagonisti della scena jazz internazionale. Mentre sabato 27 giugno (dalle 15:00 alle 18:00), i bambini dai 3 ai 12 anni potranno ricevere lezioni a cura della Scuola di Musica Primo Piano (gratuito con post limitati su prenotazione).
    VENDITA BIGLIETTI PER CONCERTI AL TEATRO NATURALE SU MAILTICKET: saranno messi in vendita ulteriori biglietti on-line e presso la cassa della Villa direttamente nei giorni del festival
  • Routes il nuovo album di Fabrizio Bosso in uscita lunedì 15 giugno 2026 per Warner Italy su cd e digitale


    Si intitola Routes il nuovo album di Fabrizio Bosso, in uscita lunedì 15 giugno 2026 per Warner Italy. Un lavoro che mette al centro il dialogo, il jazz come cultura in continuo movimento, attraversando tradizione e contemporaneità.

     

    Insieme a Julian Oliver Mazzariello (piano), Jacopo Ferrazza (contrabbasso) e Nicola Angelucci (batteria), con cui condivide da oltre dieci anni un intenso percorso artistico, Fabrizio Bosso cerca nuove strade, nuove rotte musicali, spingendo il quartetto verso nuovi spazi di libertà espressiva.

     

    Espressione compiuta di questa formazione, Routes si sviluppa come un lavoro pienamente condiviso, dove ogni nota, ogni assolo, non è mai un’azione solitaria, ma un gioco collettivo. Il quartetto modella continuamente la materia sonora con uno sguardo aperto e contemporaneo, creando un tessuto ritmico mobile, che rilancia continuamente e sostiene le idee musicali di ciascuno. Una cifra e un suono identitario ottenuti in anni di concerti e nei diversi album pubblicati.

     

    Le composizioni, tutte originali, a firma di ciascuno ma anche collettivamente – con l’unica eccezione di “Love Dance” di Ivan Lins – spaziano dai richiami al Bop, fino alle aperture modali, passando per atmosfere più rarefatte e sospese. In questo contesto, la tromba di Bosso si muove con grande libertà espressiva, tra echi dei grandi maestri e una ricerca timbrica profondamente personale e contemporanea.

     

    Particolare attenzione è stata rivolta al suono dell’album, per annullare la distanza con l’ascoltatore e farlo sentire “dentro” il quartetto, al centro della musica. Registrato a marzo 2026 al Cicaleto Recording Studio di Francesco Ponticelli, che ne ha curato anche il missaggio, Routes è inoltre impreziosito dall’opera in copertina “Icona 21 – Per strade Diverse” del pittore Enrico Lombardi.

     

    Numerose le date in continuo aggiornamento per il live di Routes. Prima tappa il 3 luglio a Nocera Inferiore, poi il 10 luglio a Castelfranco Veneto, il 9 agosto a San Gimignano, l’11 agosto a Noto, il 14 agosto a Sulmona, il 15 agosto a Berchidda, il 16 a Diersbach in Austria, il 22 agosto a Castelbuono, il 16 ottobre a Bologna, il 22 ottobre a Milano, l’11 novembre a Ortisei. Il 2 gennaio, il quartetto di Bosso inaugura il nuovo anno nella capitale, con un concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

     

    Nel calendario di Fabrizio Bosso si aggiungono anche i concerti degli altri progetti come lo Spiritual Trio, il duo con Mazzariello e lo speciale omaggio a Miles Davis del 17 luglio alla Casa del Jazz di Roma e del 19 luglio a Pescara Jazz, dove Fabrizio eseguirà Sketches of Spain, accompagnato dalla CDJO (Casa del Jazz Orchestra) diretta da Mario Corvini, nelle partiture originali di Gil Evans.

     

    Fabrizio Bosso è uno dei trombettisti più riconosciuti della scena jazz europea. Con oltre trenta album a suo nome e diverse formazioni stabili di lunga durata, nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti e musicisti di rilievo internazionale. Accanto alla sua intensa attività concertistica e discografica, Bosso continua a distinguersi per la capacità di costruire progetti in cui tecnica, interplay e dimensione narrativa convivono in equilibrio costante.

     

    ROUTES TOUR

    03/07 Nocera Inferiore (SA)

    10/07 Castelfranco Veneto (TV)

    09/08 San Gimignano (SI)

    11/08 Noto (SR)

    14/08 Sulmona (AQ)

    15/08 Berchidda (OT)

    16/08 Diersbach (AUT)

    22/08 Castelbuono (PA)

    16/10 Bologna

    22/10 Milano

    11/11 Ortisei (BZ)

    02/01 Roma

     

    FORMAZIONE CD

    Fabrizio Bosso, tromba, effettistica

    Julian Oliver Mazzariello, piano

    Jacopo Ferrazza, contrabbasso

    Nicola Angelucci, batteria

     

    TRACKLIST

    01. Elevation 1:42 (Fabrizio Bosso)

    02. Traveling people 05:00 (Jacopo Ferrazza)

    03. Blind Spots 03:58 (Nicola Angelucci)

    04. Melody for F 06:20 (Julian Oliver Mazzariello)

    05. Passeggiando 07:26 (Fabrizio Bosso)

    06. Angular Flights 03:53 (Fabrizio Bosso)

    07. Love Dance 06:29 (Ivan Lins)

    08. Senza tempo 04:01 (Bosso, Mazzariello, Ferrazza, Angelucci)

    09. Better days Ahead 05:49 (Jacopo Ferrazza)

    10. One minute song 00:53 (Bosso, Mazzariello, Ferrazza, Angelucci)

     

    Warner 0827568013101

    Registrato, mixato e masterizzato presso Cicaleto Recording Studio, Località Sargiano, 32, 52100 Arezzo

    Ingegneri del suono: Paolo Alberta e Francesco Ponticelli

    Mixato e Masterizzato da: Francesco Ponticelli

    Immagine di copertina: Icona 21 – Per strade Diverse di Enrico Lombardi, 2004 (Courtesy of private collection)

    www.lombardienrico.it

  • Folkstone: prosegue il tour estivo 2026. Il 30 e 31 ottobre live al Teatro Filodrammatici di Treviglio

    Dopo i primi appuntamenti che hanno già segnato l’inizio della stagione live 2026, i Folkstone continuano il loro viaggio sui palchi italiani con un calendario che li vedrà protagonisti per tutta l’estate tra festival, eventi e rievocazioni storiche. Un percorso che conferma ancora una volta il forte legame della band con la dimensione dal vivo, da sempre elemento centrale della propria identità artistica. 

    LE PROSSIME DATE

    27 giugno – Monza – Monza Folk Fest

    11 luglio – Ambria (BG) – Ambria Music Festival

    7 agosto – Montelago (MC)

    8 agosto – Montelago (MC) – Acoustic Set

    9 agosto – Verbania (VB) – Festival Allegro con Brio

    16 agosto – Borghetto (PD) – Summer Crock Fest

    20-21-22-23 agosto – Finale Ligure – Viaggio nel Medioevo (Acoustic Set)

    27 agosto – Empoli – Beat Festival

    5 settembre – Vigo Cavedine (TN) – Una Festa che fa Vigo

    2 ottobre – Campiano (RA) – Rumagna Unite

    3 ottobre – Brescia – Castello di Brescia

    (Calendario in aggiornamento)

    Per maggiori informazioni: www.folkstone.it

    Al termine della stagione dei festival e degli appuntamenti open air, la band approderà al Teatro Filodrammatici di Treviglio (BG) per due concerti speciali in programma il 30 e 31 ottobre 2026.

    Un sogno nel cassetto che diventa realtà. I Folkstone a teatro. La loro musica, la vostra storia. Il gruppo porterà le proprie canzoni a teatro, sotto una nuova veste, una nuova visione. Un viaggio sonoro unico che porterà ad emozioni che rimarranno impresse, ne siamo sicuri. Canzoni di una vita che sembreranno mai udite.

    «Non vedevamo l’ora di farvelo sapere. Un sogno che si realizza, grazie anche al vostro supporto nel corso di tutti questi anni. Siamo pronti a farvi scoprire nuove sfumature della nostra musica e del nostro immaginario, con la voglia di ampliare l’universo creativo Folkstone e vivere nuove esperienze da cui trarre ispirazione insieme. Vi aspettiamo! 30 e 31 ottobre, Teatro dei Filodrammatici, Treviglio (BG)», commentano i Folkstone. 

    FOLKSTONE AL TEATRO FILODRAMMATICI DI TREVIGLIO (BG)

    30 ottobre 2026 ore 21.00

    31 ottobre 2026 ore 21.00 

    Prevendite disponibili su https://www.teatrofilodrammaticitreviglio.it/evento/folkstone-a-teatro/ 

    FOLKSTONE | BIOGRAFIA

    I Folkstone sono una rock metal band che si forma nel 2004 da un’idea di Lorenzo “Lore” Marchesi, frontman della band. All’attivo oggi hanno 7 album studio e 2 DVD live. Ciò che rende unica questa band è la miscela esplosiva tra strumenti antichi quali cornamuse, arpa, flauti, bouzuki, ghironda e la granitica base rock/metal di basso, chitarra e batteria. Il cantato è interamente in italiano ed i loro testi sono ricercati e coinvolgenti tra il narrativo, l’interiorità ed il sociale. La loro naturale dimensione è sin dall’inizio il puro live, dove riescono ad esprimere tramite un’attitudine punk tutta la loro potenza ed espressività maturata attraverso centinaia e centinaia di live in Italia ed Europa. Dopo una separazione durata qualche anno nel 2023 annunciano la Reunion con un’esibizione al Live Club di Trezzo sull’Adda come Headliner del MetalItalia Festival. Data l’incredibile e calorosa risposta dei fan la band decide di proseguire con concerti, singoli e video che confermano la solidità del sound dei Folkstone ed il suo spazio all’interno del panorama rock italiano. Arrivano così a pubblicare un nuovo lavoro, un doppio album dal titolo “Natura Morta” presentato a marzo 2025 in 3 date sold out al Legend Club di Milano. Seguono un potente tour estivo ed uno invernale al ritmo delle nuove canzoni che dal vivo rapiscono come gli storici brani.

    Ad ottobre 2025 ricevono il Premio alla Carriera da parte del Mei consegnato al Meeting delle Etichette Indipendenti a Faenza.

    Nell’inverno sempre del 2025 decidono di rimasterizzare l’album “Il Confine” del 2012 in quanto esaurito da tempo e di farne un doppio vinile mai pubblicato in edizione limitata, numerata ed autografata.

    Ad oggi sono in pieno Tour Estivo con date in tutta Italia. 

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  • L’ispettore Nick Dixon deve affrontare un killer tornato dal passato. E questa volta, la posta in gioco è una moneta da 50 pence: arriva in Italia “Una moneta per una vita” di Damien Boyd

    Con “Una moneta per una vita” arriva per Indomitus Publishing il settimo, attesissimo capitolo della serie inglese bestseller da oltre 3 milioni di copie in tutto il mondo, di cui oltre 40 mila in Italia, “Le indagini dell’ispettore Nick Dixon” di Damien Boyd, uno degli autori più amati nel panorama del police procedural britannico.

    Un uomo mutilato, ammanettato al volante del suo furgone, affoga con l’alta marea sulle rive fangose del fiume Parrett, nel Somerset. In testa, un foro perfetto delle dimensioni di una moneta da 50 pence.

    L’omicidio riecheggia una serie di uccisioni sadiche, eseguite con precisione chirurgica nella Manchester degli anni ’90, ai tempi delle guerre tra bande. Per l’ispettore Nick Dixon può significare una sola cosa: l’assassino è tornato.

    Trasferito alla Squadra Investigativa Speciale, viene inviato a Manchester con un nuovo partner, dove inizia a scavare tra corruzione, abusi e faide irrisolte. Ma gli omicidi continuano nel Somerset.

    Convinto di un legame con il passato e con tutte le probabilità contro di lui, Dixon azzarda una mossa disperata per inchiodare il killer: una moneta per una vita. Ma è davvero lo stesso assassino? Perché è riemerso dopo decenni di silenzio? E quante altre vite reclamerà prima che la verità emerga dal fango?

    “Ex avvocato con una solida esperienza in diritto penale e un periodo trascorso al Crown Prosecution Service, Damien Boyd ha saputo trasformare la sua conoscenza diretta del sistema giudiziario inglese in romanzi di altissimo livello, capaci di coniugare indagini realistiche, colpi di scena ben congegnati e una profonda attenzione allo sviluppo dei personaggi – ha spiegato l’editore Davide Radice.

    Il suo protagonista, l’ispettore Nick Dixon, è ormai una figura iconica per i lettori di tutto il mondo: un detective tenace, complesso e profondamente umano, affiancato dalla compagna Jane Winter, il cui rapporto evolve con naturalezza attraverso i libri della serie.

    ‘Una moneta per una vita’ conferma ancora una volta l’eccellenza di Boyd. I lettori di lingua inglese ne lodano la trama avvincente e i colpi di scena inaspettati, l’atmosfera realistica delle ambientazioni (dalle rive fangose del Somerset alla Manchester degli anni ’90) e la coerenza stilistica che contraddistingue l’intera serie. Ogni nuovo capitolo mantiene lo stesso alto livello di qualità, offrendo al tempo stesso un’evoluzione credibile dei personaggi principali”.

    Perfetto per gli appassionati di gialli britannici, thriller polizieschi e police procedural, il romanzo si rivolge in particolare a chi ama le trame complesse con indagini dettagliate, i collegamenti tra crimini del passato e del presente e le serie con personaggi ricorrenti da seguire nel tempo.

     

    DATI TECNICI

    Titolo: Una moneta per una vita (Le indagini dell’ispettore Nick Dixon Vol. 7)

    Autore: Damien Boyd

    Data di pubblicazione: 11 giugno 2026

    Costo: ebook € 6,99 (in esclusiva su Amazon, incluso in Kindle Unlimited) / paperback € 19,99 in libreria e su tutti gli store online

    Casa editrice: Indomitus Publishing

    Pagine: 404

    Link al sito: https://www.indomitus-publishing.it/product/una-moneta-per-una-vita-damien-boyd/ e https://www.amazon.it/dp/B0G8LF6LFZ

     

    BIOGRAFIA AUTORE

    Damien Boyd è un ex avvocato diventato scrittore di romanzi polizieschi. Grazie alla sua vasta esperienza in diritto penale e a un periodo nel Crown Prosecution Service, Damien scrive thriller polizieschi dal ritmo serrato con protagonista l’ispettore Nick Dixon. Nel mondo ha venduto oltre 3 milioni di copie, di cui oltre 40 mila in Italia grazie alla serie “Le indagini dell’ispettore Nick Dixon”. Scopri di più su www.damienboyd.com

    PROFILO CASA EDITRICE

    Indomitus Publishing è una casa editrice alternativa, indipendente e attenta nello scegliere accuratamente storie avvincenti per il mercato editoriale dando fiducia ai bravi Autori italiani e rispettando la natura grazie ad un’attenta pianificazione delle tirature per evitare sprechi.


  • IBLA contro la Sicilia da cartolina: “Sikelìa” denuncia il culto dell’immagine e l’abbandono delle terre del Sud

    Tutti la vogliono bellissima. Immobile, possibilmente.

    Da fotografare al tramonto, da attraversare in estate, da pubblicare sui social quando serve una pietra greca, un mare abbacinante, una processione, una promessa di Sud. Poi, quando la terra trema, quando crolla, quando brucia, quando si svuota, quando viene lasciata sola davanti alle sue ferite croniche, lo sguardo si volge altrove. Resta una cartolina sbiadita, consumata da un turismo rapace che capitalizza la bellezza e lascia fuori la realtà sociale dell’isola.

    Un’ipocrisia culturale che IBLA colloca in “Sikelìa”, il suo nuovo singolo disponibile in tutti i digital store per 1901studio con distribuzione Believe. Un brano folk/elettronico che trasforma l’antico nome della Sicilia in una donna desiderata, sfruttata, offerta allo sguardo e poi abbandonata al proprio destino.

    L’uscita arriva in uno dei momenti più rilevanti del percorso dell’artista agrigentina: il nuovo progetto discografico di prossima uscita è stato infatti selezionato tra i vincitori di “Per Chi Crea”, il programma promosso da MiC – Ministero della Cultura e SIAE a sostegno della creatività italiana, mentre il precedente singolo “Rituale” è entrato tra i 10 finalisti Big del Premio Amnesty International 2026. Due riconoscimenti che chiariscono la portata del lavoro di IBLA: una ricerca in cui suono, scrittura civile, matrice popolare e identità mediterranea trasformano la Terra del Sole da immagine consumata a lingua musicale contemporanea e pienamente spendibile su scala internazionale.

    “Sikelìa” nasce contro questa riduzione della Trinacria a prodotto d’immagine. La Valle dei Templi, il mare, le processioni, il dialetto, la tradizione greca e popolare dell’isola non sono sfondi da usare quando servono bellezza e storia pronta all’uso; sono sacrificio, identità, stratificazione. IBLA prende il racconto più comodo sul Sud — quello che lo celebra quando può venderlo e gira la testa quando quella stessa terra presenta il conto — e lo spezza dall’interno, trasformando la Sicilia in una donna che non accetta più di essere desiderata senza essere compresa.

    Attraverso la lente di ingrandimento del brano, lo sguardo di IBLA si allarga così a una critica generazionale profonda, intercettando la superficialità bulimica del nostro tempo. L’isola diventa il paradigma di una società contemporanea abituata a consumare tutto in pochi secondi — che si tratti di un territorio, di un’opera d’arte o delle esistenze altrui — riducendo la complessità della storia a puro contenuto da scrollare velocemente sullo schermo. Non è solo la denuncia di un saccheggio geografico, ma un j’accuse contro la perdita di attenzione e la totale assenza di responsabilità verso ciò che continuiamo a estetizzare senza mai prendercene cura.

    Nel testo, Sikelìa è una figura femminile quasi divina, «scolpita dalla marea, con il sale e col sudore», così bella da diventare ossessione persino per Dio. Ma istantaneamente, quella bellezza viene consegnata al ricatto del possesso: «vende agli uomini il suo cuore», anche solo per due lire, se qualcuno promette un po’ d’amore. Senza cedere ad una facile edulcorazione allegorica, IBLA canta una Sicilia desiderata per ciò che offre, consumata da chi arriva a prendere, lasciata sola quando smette di servire.

    Una regione che si mette in fila davanti al santo che piange lacrime d’oro, mentre «la terra crolla» e nessuno guarda davvero, e una richiesta – «chistu vonnu a sta città, una bella cartolina» – che svela un consumismo feroce fondato sul culto dell’immagine, sull’ossessione per gli scenari vendibili e, soprattutto, sulla perdita di responsabilità davanti a ciò che si continua a chiamare incanto senza prendersene mai cura.

    Prodotto e composto da James & Kleeve in collaborazione con la stessa IBLA, “Sikelìa” affonda negli opposti che in Sicilia continuano a toccarsi fino a confondersi: la seduzione e la colpa, il sacro e il consumo, l’eredità e l’abuso mercantile delle tradizioni.

    La scelta di inserire versi in dialetto rafforza il sedimento storico del brano, quello di chi ha visto passare padroni, ferro, fiamme, dominio; di chi conosce la paura, ma non l’ha mai scambiata per obbedienza. Di chi, per secoli, ha ballato tra gli inferi, ma non può essere lasciato morire così («cu a abballatu nta lu nfernu, nun lu fa moriri accussì»). Un canto di sopravvivenza che chiama direttamente in causa chi ha preso ma anche chi ha guardato e chi ha trasformato una terra complessa in un fondale instagrammabile.

    Sul piano sonoro, IBLA si libera dalla trappola più frequente della musica legata alle radici, evitando di ripulirla per renderla più accessibile. Il battito arcaico, la spigolosità del dialetto agrigentino, la ricerca vocale e le soluzioni melodiche legate alla tradizione si impongono su un impianto elettronico battente, più fisico rispetto ai lavori precedenti. L’effetto è una canzone che conserva un importante impianto teatrale e culturale, ma possiede al contempo una presa immediata, pensata per il palco e per un pubblico più ampio.

    «Lei è l’inferno che condanna e l’acqua santa che perdona», canta IBLA, consegnando Sikelìa a una doppia natura: rovina e salvezza, desiderio e giudizio, fragilità e forza arcaica. L’artista non chiede uno sguardo più contemplativo sulla propria terra, ma un’assunzione di responsabilità, perché la bellezza, quando viene consumata senza essere capita, diventa un’altra forma di abbandono.

    «Ho scelto il nome “Sikelìa” – racconta – perché avevo bisogno che la Sicilia diventasse una persona. Volevo raccontare una donna, una figura desiderata da tutti ma compresa da pochi. Mentre scrivevo questo brano osservavo la mia terra ferita, gli eventi estremi, i conflitti, un mondo sempre più dominato da logiche di potere e una tendenza costante a consumare tutto in pochi secondi: immagini, persone, luoghi, storie. “Sikelìa” è un invito al risveglio, a cercare ciò che non si trova mai se ci si ferma alla superficie.»

    Il videoclip ufficiale, diretto e prodotto da Formacollective e 1901factory, accompagna la trasformazione della Sicilia in figura femminile coerente con il testo: Sikelìa non è una musa mediterranea da contemplare, ma un corpo simbolico che porta addosso desiderio, sfruttamento, tradizione, potere, rovina e possibilità di riscatto. La sua bellezza non rassicura lo sguardo, ma lo costringe a fare i conti con ciò che, per troppo tempo, ha scelto di non osservare.

    La pubblicazione di “Sikelìa” apre anche una fase live particolarmente significativa per IBLA: Il 26 luglio la cantautrice sarà a Rovigo per il Premio Amnesty International. Ad agosto sono inoltre previsti ulteriori importanti appuntamenti, tra cui il Bum Bum Festival a Trescore Balneario (BG), il 20 e il Romolo Golk Fest a Santa Teresa di Riva (ME), il 26. Tutti i dettagli di questi ed altri appuntamenti verranno annunciati nelle prossime settimane sui profili social dell’artista.

    Con “Sikelìa”, IBLA dimostra che si può essere radicalmente legati alla propria terra senza trasformarla in racconto di maniera, e che la tradizione, per continuare a parlare al presente, deve smettere di essere trattata come un’eredità da proteggere tra le teche di un museo e tornare a essere una lingua capace di prendere posizione.

    La Sicilia di IBLA non vuole essere celebrata. Vuole che qualcuno abbia finalmente il coraggio di guardarla per intero.