Categoria: comunicati stampa

  • Il Trombone Summit di Francesca Petrolo chiude la XXXI edizione dell’Atelier Musicale con un omaggio a Jay Jay Johnson e Marcello Rosa sabato 7 marzo alla Camera del Lavoro di Milano


    I trombonisti Francesca Petrolo, Danilo Moccia e Roberto Rossi, insieme a Marcello Tonolo (pianoforte), Matteo Idà (contrabbasso) e Giacomo Nanni (batteria), sono i protagonisti dell’ultimo concerto stagionale 

    della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio    

    MILANO – Un grande successo artistico e di pubblico ha caratterizzato la XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio che, nel corso degli anni, è diventata un punto di incontro unico per gli appassionati milanesi di musica.
    Il concerto conclusivo della stagione è in programma sabato 7 marzo nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro del capoluogo lombardo (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro). Si tratta di un’altra prima assoluta che ha come protagonista il Trombone Summit di Francesca Petrolo, omaggio a due grandi personalità della storia dello strumento nel jazz: l’afroamericano Jay Jay Johnson e l’italiano Marcello Rosa. Il primo ha portato in modo impareggiabile il trombone nell’ambito del Bebop e ha poi proseguito la sua carriera di strumentista e compositore in una formazione leggendaria come il quintetto diretto con un altro trombonista di valore, Kay Winding, dedicandosi infine anche alla musica per film e serial televisivi, tra cui Starsky & Hutch. Stilista di valore assoluto, ha influenzato legioni di trombonisti.
    Marcello Rosa fa, invece, parte del gruppo di grandi specialisti italiani dello strumento e nella sua carriera ha potuto suonare, durante le loro tournée nel nostro Paese, con orchestre del calibro di quelle di Ellington, Hampton e Hines, diventando un protagonista del jazz mainstream, nel quale univa la sua competenza per gli stili delle origini a quella per le espressioni più moderne. Anch’egli, come Johnson, è stato brillante compositore e arrangiatore.
    Francesca Petrolo è una delle migliori esponenti del jazz al femminile italiano, ha fatto parte per quasi trent’anni della Civica Jazz Band di Enrico Intra, suona con l’Artchipel Orchestra, ha collaborato con l’ensemble di tromboni di Marcello Rosa e ha diretto gruppi rilevanti, come il FreeDa Quartet, con cui ha presentato in prima assoluta all’Atelier Musicale, nel 2013, un progetto su Artemisia Gentileschi.
    Per questa occasione Petrolo ha riunito un Trombone Summit in cui sono presenti due fuoriclasse internazionali dello strumento: Danilo Moccia, svizzero di Locarno, dalla prestigiosa carriera con tanti protagonisti del jazz europeo, autore degli adattamenti e degli arrangiamenti dei brani del repertorio, tutti scritti dai due dedicatari, e Roberto Rossi, uno dei più completi trombonisti oggi attivi, dal lungo e articolato percorso artistico in cui spiccano i lavori orchestrali con la Civica Jazz Band e la Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale. La sezione ritmica è invece formata da due giovanissimi talenti (il contrabbassista Matteo Idà e il batterista Giacomo Nanni) cui farà da guida il pianoforte di Marcello Tonolo, strumentista e compositore che ha suonato al fianco di molte grandi personalità del jazz nazionale e internazionale.
    Un concerto, quello di sabato 7 marzo, che mette il trombone e due suoi grandi protagonisti in primissimo piano, nel segno dell’originalità di programmazione che anche in questa XXXI edizione ha contraddistinto le proposte della rassegna ospitata da sempre nell’auditorium della Camera del Lavoro di Milano.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 7 marzo 2026, ore 17.30
    Francesca Petrolo Trombone Summit
    Per Jay Jay Johnson e Marcello Rosa
    Francesca Petrolo, Roberto Rossi, Danilo Moccia (tromboni), Marcello Tonolo (pianoforte), Matteo Idà (contrabbasso), Giacomo Nanni (batteria).
     
    Programma
    J.J. Johnson: Blues for Trombones;
    M. Rosa: The Sinner;
    J.J. Johnson: Lament;
    M. Rosa: Blue Camel;
    J.J. Johnson: Flat Black;
    M. Rosa: 14 Febbraio;
    (arrangiamento di D. Moccia);
    J.J. Johnson: Mohawk;
    M. Rosa: Rosco.
     
    Gli arrangiamenti originali di Johnson e Rosa sono stati adattati a questo organico da Danilo Moccia.
    Prima esecuzione assoluta.
    Introduce Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro.
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.iteury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Valentina Mattarozzi – Duetz Da domenica 8 marzo 2026, disponibile questo album in vinile e in digitale


    Pubblicato dalla nota etichetta discografica Azzurra Music, disponibile in vinile e gradualmente su tutte le piattaforme streaming da domenica 8 marzoDuetz è il nuovo lavoro della fine cantante jazz e compositrice Valentina Mattarozzi.
    La tracklist è formata da otto brani, di cui sette sono brillanti (ri)letture di alcuni intramontabili standard jazz, mentre When She Remembers è l’unico brano originale figlio dell’ispirata vena compositiva della jazzista bolognese.
    “Duetz” è un chiaro e caloroso omaggio alla tradizione jazzistica, concepito con il proverbiale gusto e con la profonda sensibilità interpretativa che caratterizzano lo stile di Valentina Mattarozzi. Ma la peculiarità più marcata è frutto della brillante idea di farsi affiancare rigorosamente in duo, in ogni singolo brano, da musicisti diversi, tutti jazzisti di caratura nazionale stimati anche all’estero: The Very Thought Of You (Ray Noble) con Teo Ciavarella al pianoforte e alle tastiere, A Night in Tunisia (Frank Paparelli – Dizzy Gillespie) con Lele Barbieri alla batteria, Round Midnight (Thelonious Monk) con Daniele Scannapieco al sax tenore, All The Things You Are (Oscar Hammerstein II – Jerome Kern) insieme a Felice Del Gaudio al contrabbasso. Poi, When She Remembers assieme a Giampiero Martirani alla chitarra, Misty (Errol Garner) condiviso con Giovanni Perin al vibrafono, Come Rain or Come Shine (Johnny Mercer – Harold Arlen) al fianco di Checco Coniglio al trombone e infine The Look of Love (Hal David – Burt Bacharach) con Massimo Tagliata alla fisarmonica.
    Valentina Mattarozzi si racconta e si descrive così attraverso la sua nuova creatura: «Duetz è un album sperimentale basato su            duetti insoliti tra voce e strumenti (spesso privi di armonia propria, solo ritmici o melodici). L’opera comprende otto tracce: sette standard jazz e un inedito in inglese: When She Remembers. Il progetto nasce dopo l’ascolto di Strange Fruit (brano di chiusura di I am Billie), interpretata da me e dal flicorno di Fulvio Chiara. Quell’accoppiata timbrica, così “nuda” e potente, mi ha acceso l’idea di un intero album basato su duetti non convenzionali. L’esperimento l’ho chiamato “Duetz”, che fonde le parole duet e jazz in un gioco sonoro. Tutto l’album è dedicato a Teo Ciavarella (scomparso prematuramente, ndr). Ho seguito il suo consiglio di cantare “come se fossi nell’aldilà”. Il risultato è una raccolta di otto brani che funzionano come quadri indipendenti, dove il senso di perdita si trasforma in energia creativa. È un disco intimo e coraggioso, che preferisce l’emozione pura e l’energia spirituale rispetto alla perfezione tecnica».

    Valentina Mattarozzi BIOGRAFIA

  • Pellegrina Pibigas in finale al San Marino Song Contest 2026 con il brano “Il Giorno Che”

    Venerdì 6 marzo 2026 alle ore 20:30 presso il Teatro Nuovo di Dogana (San Marino), il duo mascherato PELLEGRINA PIBIGAS si esibirà nella finalissima del SAN MARINO SONG CONTEST 2026 con il brano “IL GIORNO CHE”.

    Il progetto è tra i cinque finalisti selezionati nella prima semifinale della manifestazione organizzata da San Marino RTV. Il San Marino Song Contest è la manifestazione musicale che seleziona il rappresentante della Repubblica di San Marino all’Eurovision Song Contest. La serata finale è condotta da Simona Ventura.

    Il duo femminile italiano esordisce con “IL GIORNO CHE”, un brano che usa la suggestione della fantascienza: non per descrivere altri mondi, ma per far tremare questo. Elettricità sospesa, atmosfere che sanno di piazze antiche e frequenze sconosciute, una voce che racconta da dentro il sogno senza cercare la via d’uscita. Non è un racconto di invasioni. È qualcosa di più sottile e inquietante: la sensazione di assistere a un evento enorme senza riuscire a darle un nome. Il tipo di canzone che ti lascia con una domanda aperta e nessuna voglia di risponderle.

    C’è un momento preciso in cui la realtà smette di obbedire alle sue stesse regole. Le pietre si ammorbidiscono per il calore, le ombre prendono vita propria, il cielo cambia lingua. È lì che vive PELLEGRINA PIBIGAS. 

    ASCOLTA IL BRANO SU SPOTIFY

    https://open.spotify.com/intl-it/album/2Ul2apZEtZYh8Rof84fn2W?si=683Q6kU3Rh2fa5uOQGY5nA 

    Biografia

    Pellegrina Pibigas, giunge sulla scena musicale italiana con un sound che è un cortocircuito di pop, rock e mistero. Dimenticando le convenzioni: la loro musica è accompagnata da un’identità visiva unica e inconfondibile. L’Enigma Visivo, umane travisate da animali da affezione e da consumo.

    Il duo è composto da Neon e Freon, due cantanti/musiciste (una al basso, l’altra ai synth) che hanno scelto l’anonimato come manifesto artistico.

    Pellegrina Pibigas trasforma la performance in un rito enigmatico, ipnotico e coinvolgente. La scelta non è solo estetica, ma focalizza l’attenzione sull’intensità della musica e sulla potenza dei testi in lingua italiana. Pop Rock d’Autore e Armonie Vocali originali.

    Il loro sound è un mix intrigante garantito dal basso di Freon, e atmosfere rarefatte create dai synth suonati da Neon, il tutto legato da armonizzazioni vocali. 

    Con il brano “Il giorno che” sono giunte alla finale del San Marino Song Contest 2026 per contendersi l’accesso all’Eurofestival 2026.

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  • “Bella Mbriana”: Serena Di Palma racconta in musica una leggenda di Napoli

    Bella Mbriana” è il nuovo singolo di Serena Di Palma disponibile dal 13 febbraio, prodotto da Joseba Publishing e distribuito da Altafonte. Il brano è accompagnato dal videoclip in uscita il 18 febbraio per la regia di Marko Carbone.

    Con “Bella Mbriana“, Serena Di Palma trasforma l’antica leggenda napoletana dello spirito benevolo, simbolo di accoglienza e protezione, in una potente riflessione sulla realtà contemporanea. Il brano esplora il contrasto tra questo simbolo di ospitalità e le tragiche vicende di chi cerca rifugio, trovando invece la morte.

    Composto da Serena Di Palma insieme ad Andy dei Bluvertigo e prodotto da Vinz Turner con la supervisione artistica di Gianni Testa, “Bella Mbriana” fonde magistralmente sonorità della musica napoletana con influenze dal pop moderno e dalla world music, creando un’atmosfera intensa e coinvolgente che tocca le corde più profonde dell’anima.

    L’artista racconta: “Questo brano è nato da una riflessione sui fatti di cronaca dei naufragi in mare, non riesco a vivere serenamente se penso che per sognare le mie stesse opportunità qualcuno debba mettere in pericolo la propria vita e spesso perderla. Ho immaginato di trovarmi lì sul posto, di vivere la scena in prima fila e le parole sono venute fuori da sole. Spero che proprio le mie parole possano richiamare l’attenzione e la riflessione su un argomento così delicato.”

    Attraverso “Bella Mbriana”, Serena Di Palma offre un invito sincero alla consapevolezza e alla riflessione, unendo la forza delle tradizioni a una sensibilità profondamente attuale.

    Serena Di Palma BIOGRAFIA
    Testo della canzone Bella Mbriana di Serena Di Palma

  • “Mi siederò qui” è il nuovo singolo di Marco Sciorio

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “Mi siederò qui” (Maionese Project), il nuovo singolo di Marco Sciorio, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 20 febbraio.

    “Mi siederò qui” è un brano che affronta il tema del rapporto con le proprie origini, raccontando la terra natale come una presenza viva e ambivalente. Non è soltanto un luogo fisico, ma uno spazio emotivo che protegge e allo stesso tempo può diventare un limite, soprattutto quando cresce il bisogno di partire e costruire altrove la propria identità. Il brano mette in luce la tensione tra il desiderio di emancipazione e la paura di perdere il senso di appartenenza. Da un lato c’è la spinta verso il mondo, dall’altro il timore di non riconoscersi più nel luogo da cui si proviene.

    Nel testo emerge la consapevolezza che la giovinezza sia una stagione breve e instabile, tanto da far nascere nostalgia mentre la si sta ancora attraversando. Il finale amplia lo sguardo: il viaggio, per quanto lungo, resta circolare. Tornare non è una sconfitta, ma una forma di riconciliazione con le proprie radici.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “C’è stato un momento preciso, tornato da alcuni viaggi, in cui ho guardato la mia città e mi sono sentito un estraneo. Estraneo dalla terra e dalle persone che ci abitano. Avevo gli occhi ancora pieni di mondo, di sensazioni nuove. Mi siederò qui parla di questa frattura: la voglia di scappare per inseguire quella libertà di vivere mille vite diverse, contro la forza che ti riporta indietro. Scrivere questo pezzo è stato il mio modo per esorcizzare la paura di non ritrovare la strada, ma anche per accettare che quella malinconia, quella nostalgia di un futuro che non è ancora accaduto, è il prezzo da pagare per chi vuole guardare oltre l’orizzonte”.

    Biografia

    Marco inizia a suonare all’età di cinque anni, ma il progetto Marco Sciorio prende forma nella sua veste attuale nel 2023, con la pubblicazione del primo singolo “Cage”. Dopo un lungo percorso di studio, sceglie di assumere il pieno controllo della propria espressione artistica, producendo e mixando autonomamente i suoi brani per tradurre senza filtri la propria visione musicale.

    Il suo sound nasce dall’incontro tra cantautorato contemporaneo ed elettronica emotiva. Nella scena italiana guarda alla nuova ondata alternativa con riferimenti come Faccianuvola, Andrea Laszlo De Simone, Venerus e Post Nebbia, mentre a livello internazionale si ispira alle atmosfere stratificate di Moderat, The Blaze, Apparat e French 79. A queste influenze si affiancano la malinconia “slacker” di Mac DeMarco e le suggestioni ambient e lo-fi, oltre all’impronta di band iconiche come Radiohead, Pink Floyd e King Crimson.

    Polistrumentista di formazione prevalentemente autodidatta, nel tempo impara a suonare chitarra, tastiere e sax, approfondendo lo studio del basso elettrico durante il percorso scolastico liceale. Questa base teorica e armonica diventa oggi uno strumento fondamentale nella sua attività di produttore.

    Recentemente il progetto è entrato a far parte di Maionese Project, sotto la guida di Davide Maggioni, che affianca l’artista nella pubblicazione e distribuzione dei brani. Marco mantiene però una forte autonomia creativa, curando personalmente produzione musicale, immaginario grafico ed estetica del progetto.

    La sua musica si rivolge a un pubblico trasversale, un “target emotivo” più che anagrafico: ascoltatori che attraversano fasi di cambiamento, incertezza e ricerca identitaria. I testi esplorano fragilità, smarrimento e desiderio di appartenenza, alternando atmosfere cupe e aperture luminose in un equilibrio tra inquietudine e conforto.

    L’obiettivo non è la notorietà fine a sé stessa, ma la costruzione di una fanbase autentica e partecipe: una comunità che si riconosca nelle storie raccontate e nella dimensione introspettiva del progetto.

    “Mi siederò qui” è il nuovo singolo di Marco Sciorio disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 20 febbraio e in rotazione radiofonica da venerdì 6 marzo 2026.

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  • “Noir” è il nuovo singolo di Chinò e il mare

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming ed in rotazione radiofonica “Noir” (Maionese Project), il nuovo singolo di Chinò e il mare.

    “Noir” è un brano che parla di quel che resta nel silenzio dopo un’esplosione: la voglia di trovare la forza per ciò che conta, anche se tutto intorno è ormai cinicamente cambiato. Un flusso di pensieri che tiene insieme rabbia e dolcezza, chitarre sporche e ambienti onirici. Il brano prende il nome da Victor Noir, simbolo di protesta e del desiderio di cambiare il mondo, anche a costo di perdere tutto.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Abbiamo composto Noir, la parte musicale, nell’in-coscienza, seguendo un flusso di improvvisazione a partire da una linea di basso. Come un sogno che realizzi di aver fatto solo quando è terminato. Le parole che abbiamo cucito dopo volevano raccontare similmente un viaggio onirico che non riesci più a ricordare se non per immagini sparse, ma che ti lascia un forte sentimento nell’animo: la voglia di tenerti stretto all’essenziale, di non farlo cambiare – di non lasciarti cambiare – nel caos dell’esistenza in cui ci risvegliamo”.

    Biografia

    Chinò e il mare è una band e porta il nome di una fiaba. Nasce nel 2022 componendo versi e canzoni negli studi assemblati tra le mura domestiche e i portici di Bologna. Da allora suonano live su palchi di festival locali, caffè culturali e spazi autogestiti.

    Nel luglio 2024 pubblicano In Balìa, il loro EP di debutto autoprodotto. L’uscita attira l’attenzione di diverse testate che dedicano al trio menzioni e recensioni entusiaste.

    A dicembre 25 pubblicano un nuovo singolo, Miele. Chinò e il mare esplora nuove radici dell’indie, con tensioni post-rock, suggestioni elettroniche e armonie attraversate da accordi estesi di matrice jazz. I loro versi, in italiano, evocando alberi, paesaggi e nostalgie, raccontano di storie di mare, del tempo che scorre e porta via tutto, della difficoltà delle parole ad esprimere ciò che siamo e non siamo.

    “Noir” è il nuovo singolo di Chinò e il mare disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 6 marzo 2026.

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  • Don Pasquale Ferone presenta “Il tuo riparo”, disponibile su tutte le piattaforme digitali

    C’è un momento della giornata in cui il rumore si abbassa e resta solo ciò che conta davvero. Una strada da percorrere, una scelta da compiere, una mano da afferrare. È da questa immagine concreta e quotidiana che prende forma “Il tuo riparo”, il nuovo brano di Don Pasquale Ferone, disponibile su tutte le piattaforme di distribuzione dal 20 Febbraio.

    Il titolo racchiude una distinzione profonda. Riparo non è un luogo chiuso, non è un rifugio statico dove isolarsi: è una protezione che accompagna mentre si vive, mentre si attraversano difficoltà, dubbi e fragilità. È l’immagine di una presenza che custodisce lungo il percorso, giorno dopo giorno. Una visione coerente con l’idea cristiana di essere nel mondo senza lasciarsi assorbire dal mondo.

    Il testo si fonda su una responsabilità personale e consapevole:

    “La tua scelta quotidiana tu farai, per lottare contro il male; chiedi sempre la Sua mano su di te e la pace gusterai.”

    Qui emerge il cuore del brano: la fede come decisione concreta, rinnovata ogni giorno. Non un automatismo, ma un atto libero. Il verbo gustare riferito alla pace rende l’esperienza spirituale tangibile, quasi fisica. La promessa non è astratta, ma vissuta.

    Nel ritornello si concentra il messaggio centrale:

    “Conviene camminare insieme a Lui e sarà il tuo riparo.”

    La parola conviene sorprende per il suo realismo: seguire il Signore non è solo un atto di devozione, ma la scelta più sensata. Il riparo diventa così simbolo di una protezione dinamica, che non elimina la tristezza ma la attraversa insieme a chi crede.

    Anche nei passaggi più delicati, come “Nonostante la tristezza ti circondi…”, il brano mantiene una linea di fiducia. La tristezza può avvolgere, ma non definire. L’amore divino è descritto come una forza che circonda la vita e la sostiene.

    Dal punto di vista musicale, “Il tuo riparo” è un brano totalmente unplugged: solo voce e chitarra. Una scelta radicale di essenzialità. La chitarra acustica costruisce un accompagnamento sobrio, lineare, senza virtuosismi, lasciando spazio alla parola. La voce di Don Pasquale Ferone è centrale, limpida, pastorale nel timbro e nell’intenzione. L’assenza di sovrastrutture rende l’ascolto intimo, quasi confidenziale.

    Come per tutti i brani di Don Pasquale Ferone, anche per questo singolo è già disponibile il videoclip ufficiale su YouTube, che accompagna visivamente il messaggio spirituale del testo.

    Don Pasquale Ferone BIOGRAFIA

  • “No No Note” è il nuovo singolo di Dose

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “No No Note”, il nuovo singolo di Dose già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 febbraio.

    “No No Note” è un brano che racconta il tempo sospeso delle notti insonni, vissute come spazio di riflessione, errore e sopravvivenza emotiva. Tra ripetizioni ipnotiche e immagini dirette, il testo attraversa il peso delle parole non dette, delle voci esterne che deformano la verità e delle relazioni che diventano ancora più decisive nei momenti di fragilità.

    Il tema centrale è la memoria delle notti difficili: quelle che non si dimenticano, che segnano e formano. Tra scelte sbagliate, giudizi altrui e una crescente disillusione verso il “gioco” della sorte, l’artista mette in scena un conflitto costante tra ciò che consiglia agli altri e ciò che vive in prima persona, mostrando una lucidità che arriva solo dopo aver attraversato il caos.

    Il ritornello, ripetuto come un mantra, rafforza l’idea di una vita costruita più sulle veglie che sul riposo, più sull’osservazione che sull’azione impulsiva. Le notti diventano così un archivio emotivo: situazioni storte, errori, verità distorte e legami fondamentali che hanno permesso di andare avanti, nonostante tutto. 

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Questo pezzo nasce di notte, come quasi tutte le cose che mi restano addosso. È stato scritto in momenti in cui dormire era impossibile e pensare era l’unica opzione. Parla di errori, di gente che parla troppo e di situazioni che ti restano impresse anche quando vorresti dimenticarle. Non è un brano di rivalsa, è un brano di consapevolezza: a un certo punto capisci che non puoi continuare a giocare con la sorte e che certe notti, anche se fanno male, ti insegnano più di qualsiasi giorno. Dentro c’è la mia storia, le mie contraddizioni e il peso delle parole che girano intorno al mio nome. È uno di quei pezzi che non ho cercato di addolcire, perché doveva restare vero.” 

    Biografia

    Dose porta avanti il suo progetto musicale dal 2015, anno in cui inizia a scrivere e registrare i primi brani in modo indipendente. La musica nasce come esigenza espressiva personale e si sviluppa nel tempo attraverso un percorso diretto, privo di filtri, costruito su testi fortemente narrativi e introspettivi. Negli ultimi anni il progetto ha trovato una nuova direzione grazie a una collaborazione artistica nata inizialmente per amicizia e portata avanti in modo continuativo da circa due anni, con l’obiettivo di far coincidere visioni, linguaggi e attitudini diverse. Non riconoscendosi in reference musicali precise, l’artista non si lega a nomi o generi specifici, ma si nutre di ascolti trasversali e di una profonda attenzione alla scrittura: testi del passato e del presente, di artisti differenti per stile e provenienza, diventano materiale di studio e confronto costante. La parola rimane sempre al centro del processo creativo. Non possiede una formazione musicale accademica né suona strumenti: il suo approccio è istintivo e diretto, focalizzato sulla scrittura e sull’interpretazione. La musica diventa così un mezzo per raccontare esperienze vissute, pensieri non dichiarati apertamente e situazioni che richiedono ascolto e rilettura per essere comprese fino in fondo.

    All’interno della sua discografia, alcuni brani rappresentano tappe fondamentali del percorso artistico, tra cui “Emme Erre”, “Come la TV” e “Click Click Boom”, pezzi che sintetizzano l’evoluzione del progetto e il suo immaginario sonoro. Dal punto di vista produttivo, non è supportato da un team fisso, ma collabora da anni con una rete ristretta di persone di fiducia, coinvolte in base alle necessità specifiche di ogni progetto. In particolare, negli ultimi lavori affianca alla collaborazione con Ob quella con Sharik, produttore sardo con cui lavora da oltre dieci anni, un rapporto consolidato nel tempo che oggi rappresenta un punto centrale nello sviluppo sonoro e artistico del progetto. Il suo pubblico non viene definito per categorie rigide: si rivolge a un ascoltatore consapevole, senza distinzione di genere, generalmente compreso tra i 18 e i 40 anni, capace di riconoscersi in testi che parlano di crescita, solitudine, scelte sbagliate e consapevolezza.

    Con la sua musica punta a raccontare la propria storia, il passato e il modo personale di osservare e restituire la realtà, spesso lasciando spazio al non detto e a significati che emergono solo a chi ha vissuto certe esperienze. L’obiettivo professionale è raggiungere il massimo potenziale del proprio talento, senza vincoli temporali, lasciando che sia il percorso stesso a definire i risultati. 

    “No No Note” è il nuovo singolo di Dose disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 27 febbraio e in rotazione radiofonica da venerdì 6 marzo 2026. 

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  • “Panic Attack” è il nuovo singolo di Sara Emma Gemma

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà in rotazione radiofonica “Panic Attack” (Maionese Project), il nuovo singolo di Sara Emma Gemma, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 febbraio.

    “Panic Attack”racconta uno stato di fragilità interiore e di conflitto con se stessi, descrivendo l’esperienza degli attacchi di panico: quella sensazione di smarrimento che arriva all’improvviso, quando la mente prende il sopravvento sul corpo. Il respiro si fa corto, i pensieri si accavallano e si ha paura di morire. 

    Il brano traccia un profondo percorso di consapevolezza muovendosi tra sonorità pop contemporanee e sfumature alternative, in un equilibrio perfetto tra momenti intimi e passaggi più intensi e incisivi. La melodia accompagna un cantato emotivo e diretto, che guida l’ascoltatore all’interno di un’atmosfera intensa, perfettamente in linea con il messaggio del testo. L’artista, infatti, invita a una riflessione: spaventa più l’idea di morire o quella di vivere davvero?

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Panic attack è un brano che sentivo il bisogno urgente di scrivere. È nato dopo una lunga notte passata a parlare sul divano di un’amica, tra confessioni, silenzi e riflessioni profonde. Ascoltandola raccontarsi, mi sono ritrovata a rivivere sensazioni che conoscevo fin troppo bene. Per un periodo della mia vita ho sofferto di attacchi di panico e affrontarli ha significato intraprendere un percorso lungo, complesso e spesso doloroso. Un percorso fatto di domande scomode, che avrei voluto evitare, ma che mi hanno portata a conoscermi davvero. Con il tempo ho iniziato a chiedermi cosa mi spaventasse di più: la paura di morire o quella di lasciarmi andare, di essere felice, di vivere pienamente. È una domanda che, ancora oggi, torna a farsi sentire. Il brano ha preso forma durante il mio ultimo esame di Conservatorio, per la prova di produzione musicale. È partito da un’idea semplice, piano e voce, che ho arricchito ascolto dopo ascolto, lasciando che la canzone crescesse in modo naturale. L’esame è andato molto bene, ma sentivo che il brano non aveva ancora espresso tutto il suo potenziale. Per questo ho deciso di affidarlo al mio produttore, con l’obiettivo di portarlo esattamente dove sentivo dovesse arrivare. Panic attack è il risultato di questo percorso, personale e artistico, e spero possa arrivare a chi lo ascolta con la stessa sincerità con cui è stato scritto.”

    Biografia

    Sara Emma Gemma, nome d’arte di Sara Iarrobino, è una cantautrice Campana classe ’88. Nel 2009 diventa frontgirl del progetto musicale pop-rock Ephimera con cui pubblica, nel 2011, l’Ep dal titolo “Shhh” e, nel 2017, l’album “Ora o mai più”. Con gli Ephimera prende parte ai principali festival di musica della Campania, quali Meeting del Mare, Campania Eco Festival in apertura a Foja ed Almamegretta, e FarciSentire Festival in apertura a Dunk e Pinguini Tattici Nucleari. Inoltre, ha suonato in apertura a Linea 77 e Canova. Al 2016 risale la collaborazione al brano “Alimenterò le fiamme” del rapper di Casa Honiro, Ser Travis. Nel novembre 2019 decide di lasciare la band e di intraprendere un percorso solista, lavorando con Walter Buonanno (Assalti Frontali) al singolo “Mai abbastanza”, uscito il 18 luglio 2025.

    Nel 2022 pubblica i due singoli “Tanto ci resta” e “La mia ultima storia”, prodotti da XXXXL, produttore romano. Si è diplomata in Musica Elettronica presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e specializzata in Produzione Musicale e Discografica al Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento.

    “Panic Attack” è il nuovo singolo di Sara Emma Gemma disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 febbraio 2026 e in rotazione radiofonica dal 6 marzo.

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  • “Vivo” è il nuovo singolo di Bert0

    Da venerdì 6 marzo 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Vivo”, il nuovo singolo di Bert0.

     

    “Vivo” è un brano che racconta il bisogno profondo di libertà e la scelta di inseguire i propri sogni, anche quando questo significa allontanarsi dalle certezze e dalle aspettative degli altri. Nasce da esperienze personali, da viaggi e cambiamenti, e dalla consapevolezza di non sentirsi fatti per una vita scandita solo dalla routine. Attraverso immagini intime e autentiche, la canzone descrive quella sensazione sottile ma potente di sentirsi finalmente vivi. È la ricerca di un posto nel mondo in cui stare bene, senza dover scendere a compromessi con sé stessi.

    Nel secondo verso il racconto diventa più profondo e consapevole: il viaggio non è solo fisico, ma anche interiore. Cresce la presa di coscienza di ciò che non si vuole più accettare — una vita fatta di compromessi, lavori che non rappresentano davvero, promesse vuote — e si afferma l’idea che la vera ricchezza siano le esperienze vissute. È qui che il brano trova la sua maturità, trasformando il desiderio di fuga in una scelta identitaria.

    Il sound è un rap sincero, intenso ed emozionale, con una vibe chill e malinconica che accompagna il racconto in modo naturale e fluido. Le parole scorrono dirette e autentiche, creando un’atmosfera riflessiva e libera, come un viaggio senza meta precisa ma con una direzione chiara: la propria felicità.

     

    Spiega l’artista a proposito del nuovo brano: «‘Vivo’ è nato da una sensazione che mi porto dentro da tempo: quella di non essere fatto per una vita in cui tutto è già scritto. Quando ho iniziato a viaggiare e a vivere fuori dall’Italia, ho capito che la libertà non è solo andare lontano, ma riuscire a essere me stesso senza dovermi giustificare. Copenaghen è stata la mia apertura, un posto che mi ha fatto respirare aria nuova e capire che potevo cambiare. Scrivendo questo pezzo ho rivissuto momenti reali: notti in giro, albe, esperienze indimenticabili, la voglia di partire senza una meta precisa. Ma non è solo voglia di scappare: è la consapevolezza che non voglio una vita fatta di compromessi, di un lavoro che mi spegne, di promesse che non significano nulla. Volevo mettere in musica la sensazione di essere vivo anche quando tutto sembra incerto. In studio ho registrato ‘Vivo’ come se stessi parlando con me stesso, senza filtri. È un pezzo che mi ha aiutato a capire chi sono davvero e cosa voglio: non una vita perfetta, a una vita vera. E soprattutto, ho capito che il viaggio più importante è quello dentro di noi».

     

     

    Biografia

    Bert0 è un artista italiano attualmente di base in Danimarca. Il suo progetto musicale nasce circa un anno fa, in seguito a un cambiamento personale importante: trasferirsi all’estero gli ha permesso di allontanarsi dal giudizio degli altri e iniziare a raccontarsi con maggiore autenticità. È proprio in Danimarca che decide di fare musica in modo serio, registrando i suoi primi brani e costruendo un’identità artistica più definita.

    Fin da piccolo ha sempre scritto per bisogno personale, riempiendo diari con pensieri ed emozioni che non riusciva a esprimere a voce. Negli ultimi anni, i viaggi – prima in Australia e poi in Scandinavia – hanno ampliato la sua visione del mondo e trasformato quella scrittura intima in musica. Il viaggio, fisico e interiore, è diventato uno dei temi centrali del suo percorso artistico.

    Il suo stile si muove nel mondo del chill rap, con influenze soul e melodie ambient. Le sue reference spaziano dal rap italiano, come Fabri Fibra e Marracash, fino a sonorità più morbide e atmosferiche. Tra le sue reference internazionali spicca anche Mac Miller, soprattutto per l’approccio introspettivo, emotivo e autentico che riesce a trasmettere attraverso sonorità morbide e personali. Non si è mai identificato in un unico genere: ascolta musica in modo trasversale e lascia che ogni influenza contribuisca alla costruzione del suo suono, che oggi è sincero, emotivo e riflessivo.

    Non ha una formazione musicale accademica e non suona strumenti, ma lavora in modo indipendente collaborando con diversi producer che lo supportano nella produzione dei brani. Attualmente sta valutando di intraprendere lezioni di canto per ampliare le sue possibilità espressive e sperimentare nuove soluzioni artistiche.

    Tra i brani più rappresentativi del suo percorso ci sono: “Ti porto via”, “Chiamami” e “Vivo”.

    Bert0 non ha un team strutturato alle spalle: gestisce il progetto in modo indipendente, dalla scrittura alla visione creativa, collaborando con più producer per la parte musicale.

    Il suo target è composto da uomini e donne tra i 18 e i 35 anni, persone che cercano una musica autentica, capace di raccontare emozioni vere, viaggi, relazioni complesse e momenti di cambiamento senza filtri.

    Con la sua musica Bert0 vuole raccontare il presente: ciò che vive, ciò che prova e le esperienze che lo trasformano. Il suo obiettivo è costruire passo dopo passo una carriera solida e coerente nel panorama musicale, mantenendo sempre autenticità e identità. Nel giro di un paio d’anni vorrebbe riuscire a vivere di musica, continuando a crescere sia artisticamente che umanamente.

     

    Dopo “Chiamami”, “Ti porto via” e “Dove non guardi”, “Vivo” è il nuovo singolo di Bert0 disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 6 marzo 2026.

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