Autore: AndreaInfusino

  • “E’ una bomba” il nuovo singolo di AlCe

    Da venerdì 10 dicembre 2026 è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “E’ una bomba” il nuovo singolo di AlCe.

    “È una bomba” è un brano che supera i confini sonori, partendo da un nucleo intimo e narrativo per aprirsi a una ricerca musicale originale. Ritmi latineggianti, sfumature rock e accenti fusion e soul confluiscono in un pop d’autore dal respiro internazionale. Il pezzo non si limita ad essere una denuncia contro la guerra — tema purtroppo sempre attuale — ma nasce dall’esigenza di comprendere ciò che ci divide: differenze culturali e identitarie che, invece di diventare occasione di incontro, troppo spesso si trasformano in motivo di conflitto. È un invito a cambiare prospettiva, a osservare la realtà da un’altra angolazione.

    A questo si intreccia una riflessione sulla frenesia della ricchezza e sulla paura di non avere mai abbastanza, che ci rende, spesso inconsapevolmente, complici di meccanismi finanziari distruttivi, come gli investimenti nel mercato delle armi. Come ricordava Fabrizio De André: “Pensi di essere assolto, e invece sei coinvolto.” Non esistono sconti sulle nostre responsabilità, ma esiste la possibilità di prenderne coscienza. Ed è proprio da lì che può nascere un cambiamento reale. Perché non tutto è perduto, e non tutte le bombe cadranno — se lo vorremo davvero.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Da bambino ascoltavo Enola Gay e mi faceva strano: un testo sul bombardiere di Hiroshima, con una base così piacevole ed incalzante. Preparando questo brano, mi sono tornati in mente quei momenti, il piacere di una bella canzone unito allo stupore per quella storia drammatica nel titolo. Eppure, le contraddizioni spesso si avvicinano, lasciando spazio a nuove possibilità. Sperando che tutto possa contribuire a portare pace in se stessi e nel mondo”.

    Il videoclip di “È una bomba”, diretto da Piero Pellicanò e realizzato negli studi del laboratorio Pellicano, intreccia la paura della guerra con il bisogno di comprenderla. Tra figure inquietanti e un flusso incessante di denaro, emerge una riflessione sulla sete di potere e sulle responsabilità collettive. Il video suggerisce uno scenario critico, ma apre anche a una possibilità di cambiamento, richiamando modelli di controllo come l’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Non tutte le idee emergono in modo esplicito, ma delineano la visione che attraversa il progetto.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=K7AVskWqS40

     

    Biografia

    Per un lungo periodo, la sua creatività è rimasta un’esigenza custodita, un modo intimo di osservare il mondo da angolazioni diverse. Solo da circa dieci anni ha scelto di condividere con il pubblico i suoi testi letterari e le sue canzoni, brani che erano già pronti da tempo, ma per i quali non si sentiva ancora pronto all’esposizione.

    La musica è un linguaggio appreso fin dall’adolescenza, iniziando con la chitarra a quindici anni in una scuola privata e, successivamente, aggiungendo la tastiera. Questa passione si traduce in un ascolto eclettico, che spazia dalla musica classica al pop, dal folk all’etnica, convinto che un brano apprezzato sia capace di superare ogni categorizzazione di genere.

    Tra i titoli che meglio rappresentano questo percorso si ricordano: Tisana, David Livingstone, Un fiume di rose, Come Charlot e Robot.

    Dietro la realizzazione di ogni brano c’è un sodalizio artistico consolidato. L’uomo della “stanza dei bottoni” e non solo, è Piero Pellicanò, che cura gli arrangiamenti, la produzione video-musicale e la grafica presso il suo studio, il “Pellicano laboratorio musicale”.

    Nella sua produzione, che si inserisce nel solco del cantautorato con sonorità d’eco internazionale, le liriche si concentrano spesso su temi profondi come l’esistenzialismo, l’ecologia e la crescita personale. AlCe è insegnante di Hatha Yoga e si dedica attivamente all’ambientalismo. Ed è proprio per questa natura introspettiva che il suo lavoro trova un ascolto particolarmente attento in un pubblico più maturo, sensibile a queste riflessioni.

    Nei suoi brani intreccia intimità e temi d’attualità, offrendo uno sguardo sensibile sulle sfide ecologiche ed esistenziali: la difesa del nostro pianeta si fonde con la cura di sé, in un equilibrio tra impegno ambientale e crescita interiore.

    L’obiettivo è diffondere questo progetto a un pubblico più ampio, valorizzandone il messaggio autentico e ispiratore per chi cerca musica che unisca consapevolezza ecologica, umana e spirituale.

    “E’ una bomba” il nuovo singolo di AlCe disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 10 aprile.

     

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  • Dal 7 al 28 aprile quattro appuntamenti con Il rito del jazz alla Cascina Cuccagna di Milano:  c’è anche Tosca, in esclusiva, con la prima presentazione del suo nuovo album


     
    I suoni sperimentali del trio Hibaku Jumoku, un omaggio a Miles Davis, l’Hot Jazz di Mauro Porro e Martino Pellegrini e l’evento speciale con Tosca, che presenterà il nuovo album Feminae: guida agli eventi organizzati nel mese di aprile presso il Cuccagna Jazz Club di Milano

    MILANO – Tre appuntamenti con la musica dal vivo e un evento speciale, in esclusiva per Milano, con una protagonista della scena musicale nazionale e internazionale, Tosca, che presenterà il suo nuovo album Feminae, in uscita il 24 aprile: è ricco e articolato il programma di aprile della rassegna Il rito del jazz, organizzata alla Cascina Cuccagna di Milano dall’associazione culturale Musicamorfosi, un posto a Milano e Cascina Cuccagna con il patrocinio del Municipio 4 del Comune di Milano. Invariata, come sempre, la formula: doppio set (alle ore 19.30 e 21.30) con ingresso libero (prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it).
    Si parte martedì 7 aprile con il trio Hibaku Jumoku, band strumentale di recente formazione, al suo esordio con questo progetto ipnotico e sperimentale. I tre musicisti propongono un sound crossover che parte da groove graffianti e riff aggressivi ma che lascia spazio anche alla melodia e all’elettronica. Un’esperienza dal colore psycho-jazz ispirata dalle sonorità londinesi contemporanee con le fondamenta ben piantate nel punk (ma non solo). Il trio nasce da un’idea di Paolo Inserra, eclettico batterista piemontese (Baustelle, Uppertones, Giuliano Palma). Con lui si esibiranno Francesco Bucci al basso tuba e Antonio Gallucci al sax tenore. Una curiosità: il nome Hibaku Jumoku deriva da quello dell’unico albero sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima. La band abbraccia il tema anti-atomico raccontando un’apocalisse contemporanea in cui musica e cultura sono elementi imprescindibili di reincanto, gioco e mutamento.
    La settimana successiva, martedì 14 aprile, spazio al trio composto da Michele Zanasi (chitarra), Federico Valdemarca (contrabbasso) e di nuovo Paolo Inserra (batteria), che con il progetto Three for Miles esploreranno l’universo creativo del secondo quintetto di Miles Davis, uno dei momenti più rivoluzionari della storia del jazz. Nel centenario della nascita del grande trombettista americano, il gruppo propone una rilettura attuale di quel repertorio: brani leggendari degli anni Sessanta che diventano terreno di dialogo, libertà e ascolto reciproco. Il trio costruisce un suono essenziale ma dinamico, dove la tradizione incontra una sensibilità moderna. Un omaggio rispettoso, ma soprattutto vivo.
    Si cambierà decisamente registro martedì 21 aprile quando sul palco del Cuccagna Jazz Club si esibirà la band guidata da Mauro Porro, tra i massimi custodi e interpreti dell’Hot Jazz degli anni Venti del secolo scorso, e Martino Pellegrini: l’MPs Quartet è una formazione di jazz classico, per così dire “da camera”, che esegue arrangiamenti inediti (ad opera dei suoi leader) del repertorio della canzone americana dagli anni Venti agli anni Cinquanta. I maggiori successi e le rarità discografiche di quell’epoca – d’oro – vengono rivisitati in chiave del tutto personale, mantenendo lo spirito e l’energia della tradizione Swing.
    Infine, come anticipato, martedì 28 aprile è in programma un evento davvero speciale tra musica e parole: intervistata da Peter Gomez, Tosca presenterà il nuovo album Feminae, disponibile in formato Cd e in vinile dal 24 aprile (dal 22 maggio anche in streaming su tutte le piattaforme digitali). Cantante e “ricercatrice musicale” da sempre affascinata dalle musiche del mondo, Premio Tenco  alla carriera nel 2025 per aver apportato un contributo significativo alla canzone d’autore mondiale, Tosca torna con un disco che parla di femminilità, intesa come simbolo di pace, accoglienza, nutrimento. Eclettica e versatile, ha collaborato con grandi artisti italiani e internazionali tra cui Ennio Morricone, Nicola Piovani, Chico Buarque, Marisa Monte, Ivano Fossati, Renzo Arbore, Lucio Dalla, Renato Zero e Ron, con il quale ha vinto il Festival di Sanremo nel 1996. Anche attrice, Tosca è una figura rara nel panorama italiano: le piace il recupero, scoprire e far scoprire mondi musicali lontani dal mainstream, così come le più recenti tendenze della canzone d’autore, italiana ed estera. Da sempre costruisce ponti fra la radice italiana e le musiche del mondo, intrecciando culture, creando nuove sonorità e adattando testi in altre lingue (e viceversa), grazie alla sua curiosità, al gusto per la contaminazione e alla capacità rara di restituire in musica questa continua esplorazione.
    Le modalità d’ingresso (gratuito) per partecipare alla presentazione del nuovo album di Tosca saranno indicate sul sito di Musicamorfosi (www.musicamorfosi.it) a partire dal prossimo 15 aprile.

    CUCCAGNA JAZZ CLUB – IL RITO DEL JAZZ
    Un posto a Milano, Cascina Cuccagna, via Cuccagna 2/4, Milano.
    Ingresso libero. Informazioni e prenotazioni: tel. 025457785; email: info@unpostoamilano.it

    I CONCERTI DI APRILE 2026
    Martedì 7 aprile, ore 19.30 e 21.30
    HIBAKU JUMOKU
    Paolo Inserra, batteria
    Francesco Bucci, basso tuba
    Antonio Gallucci, sax tenore

    Martedì 14 aprile, ore 19.30 e 21.30
    THREE FOR MILES
    Paolo Inserra, batteria
    Michele Zanasi, chitarra
    Federico Valdemarca, contrabbasso

    Martedì 21 aprile, ore 19.30 e 21.30
    MPs QUARTET
    Martino Pellegrini, violino
    Mauro L. Porro, pianoforte
    Yuri Biscaro, chitarra
    Marco Rottoli, contrabbasso

    Martedì 28 aprile, ore 19.30 e 21.30
    FEMINAE – Evento speciale
    Presentazione del nuovo album di Tosca, intervistata da Peter Gomez, e firmacopie
    Tosca, voce
    Giovanna Famulari, violoncello
    Massimo De Lorenzi, chitarra
    Luca Scorziello, batteria e percussioni
  • Gianmarco Ferri – Sweet and Lovely Da venerdì 3 aprile 2026, disponibile questo disco solo in formato digitale


    Pubblicato dall’etichetta indipendente Wow Records, disponibile soltanto sulle piattaforme digitali da venerdì 3 aprileSweet and Lovely è la nuova creatura discografica di un fulgido talento della chitarra jazz: Gianmarco Ferri. Insieme a lui, in questo album, due figure di spicco della scena jazzistica internazionale: il contrabbassista statunitense Doug Weiss e il batterista Luca Santaniello, molisano ma ormai statunitense d’adozione e d’azione.
    Sono otto i brani di cui consta la tracklist, quattro standard appartenenti all’immortale tradizione del jazz (These Foolish ThingsSweet and LovelyButch and Butch e I Hear a Rhapsody), mentre FriendsYou Missed The TurnNiño Laying It Down sono brani originali frutto della creatività compositiva di Ferri.
    Questo disco nasce dall’idea di (ri)leggere attraverso una propria personalità artistica alcuni standard con arrangiamenti brillanti, traendo ispirazione dalla classe cristallina e dalla sensibilità comunicativa di due giganti del jazz come Ahmad Jamal e Billy Bean. Il senso melodico è un elemento caratterizzante di “Sweet and Lovely”, oltre a una particolare attenzione per l’interplay e per la costruzione collettiva del sound che identifica questo trio.
    Dall’incontro di questi tre musicisti di valore inestimabile, emerge una perfetta sintesi improntata sull’eleganza, sull’autenticità espressiva e sulla capacità di fondere tradizione e modernità con naturalezza, maturità artistica e consapevolezza.
    Gianmarco Ferri entra così nelle pieghe del suo nuovo lavoro: «Questo mio trio nasce dall’idea di rileggere gli standard jazz con arrangiamenti freschi, dinamici e​ interattivi. Insieme a Doug Weiss al contrabbasso e Luca Santaniello alla batteria, prende forma un repertorio che alterna grandi classici a composizioni originali, radicate nella tradizione ma aperte a una sensibilità contemporanea. Al centro c’è il dialogo e l’ascolto reciproco, con grande attenzione all’interplay. Il suono si costruisce in modo collettivo, lasciando spazio all’improvvisazione e alla libertà espressiva. L’incontro tra esperienze e personalità diverse dà vita a una dimensione musicale profonda e raffinata. Ne emerge un trio compatto, capace di coniugare eleganza e intensità. Un progetto che punta all’essenzialità e all’autenticità del linguaggio jazz».
  • Happy Birthday, Monday Orchestra: grande festa per i vent’anni di attività della big band  con Fabrizio Bosso special guest domenica 26 aprile al Blue Note di Milano



    Sul palco del jazz club milanese, la formazione diretta da Luca Missiti festeggerà il ventesimo compleanno con un repertorio ideato per loccasione, eseguendo brani originali composti da alcuni musicisti dellorchestra. Il trombettista Fabrizio Bosso, nome di punta della scena italiana, sarà il solista ospite

    MILANO – Buon compleanno, Monday Orchestra: la big band fondata e diretta da Luca Missiti, una delle formazioni più interessanti della scena jazz italiana, festeggerà i ventanni di attività domenica 26 aprile al Blue Note di Milano, esibendosi insieme al trombettista Fabrizio Bosso, solista d’eccezione. Sono previsti due set: il primo alle ore 20.30 (ingresso 28-33 euro), il secondo alle ore 22.30 (ingresso 18-23 euro). Prevendita on line sul sito www.bluenote.com.
    La Monday eseguirà un repertorio ideato per l’occasione, formato da brani originali composti da alcuni membri dell’orchestra e arrangiati dal suo direttore, oltre a una manciata di pezzi scritti da musicisti che hanno collaborato con il collettivo milanese nel corso degli anni. Per questo giorno di festa la big band sarà al gran completo: oltre a Bosso e Missiti, sul palco del Blue Note ci saranno, infatti, Daniele Moretto, Alessandro Bottacchiari, Giancarlo Mariani, Pietro Squecco (trombe), Andrea Andreoli, Carlo Napolitano, Federico Cumar, Alessio Nava (tromboni), Giulio Visibelli, Andrea Ciceri, Tullio Ricci, Rudi Manzoli, Ubaldo Busco (sassofoni), Antonio Vivenzio (pianoforte), Marco Vaggi (contrabbasso) e Francesco Meles (batteria).
    Afferma Luca Missiti, che oltre a essere il direttore della Monday Orchestra è il coordinatore didattico dei Civici Corsi di Jazz di Milano, nonché docente di arrangiamento, composizione e musica d’insieme: «Siamo molto felici di tornare al Blue Note, proponendo per la prima volta un repertorio originale, basato interamente sulle composizioni di alcuni membri della nostra formazione (Visibelli, Andreoli, Ciceri, Ricci, Vivenzio e Bottacchiari), arrangiate da me. Siamo doppiamente felici di proporre questo repertorio in occasione della festa per i nostri ventanni e di avere, per unoccasione così importante, un solista incredibile come Fabrizio Bosso, con cui è sempre un piacere collaborare».
    Nata alla fine del 2006, la Monday Orchestra ha collaborato con jazzisti del calibro di Randy Brecker, Bob Mintzer, Mike Mainieri, Sarah McKenzie, Emanuele Cisi, Gianluigi Trovesi, Tullio De Piscopo, Daniele Scannapieco, Franco Ambrosetti, Pietro Tonolo e Maurizio Giammarco e ha pubblicato cinque album: l’ultimo, intitolato Un Poco Loco – The Music of Bud Powell (con la presenza degli special guest Fabrizio Bosso alla tromba e Rosario Giuliani al sax), è stato presentato la scorsa primavera proprio al Blue Note di Milano. «Tra i momenti più entusiasmanti dei nostri primi ventanni di attività – ricorda Luca Missiti – non posso non citare la partecipazione al Torino Jazz Festival nel 2015, quando presentammo il disco Monday Orchestra meets Randy Brecker” e suonammo davanti a 19.000 persone, condividendo il palco con lo stesso Brecker. Particolarmente significativa è stata anche lesibizione al bFlat Jazz Festival del 2012, a Milano, con due solisti meravigliosi quali Bob Mintzer e, ancora, Randy Brecker».  
  • Jazz: il trio di Gaetano Liguori dedica a Dario Fo il Concerto per la libertà sabato 18 aprile  alla Camera del Lavoro di Milano


    MILANO – È in programma sabato 18 aprile alla Camera del Lavoro di Milano il Concerto per la libertà – 25 aprile e dintorni del Gaetano Liguori Trio dedicato a Dario Fo, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Organizzata e promossa da CGIL Milano e SPI Milano e dall’associazione culturale Secondo Maggio, l’esibizione verrà ospitata nell’auditorium Di Vittorio (corso di Porta Vittoria 43; ore 17.30, ingresso libero fino a esaurimento posti). Condivideranno il palco con il grande pianista (che nel 2013 ha ricevuto l’Ambrogino d’Oro per meriti artistici) il contrabbassista Andrea Grossi e il batterista Massimo Pintori.
    Il percorso artistico di Gaetano Liguori attraversa l’ultimo mezzo secolo di vita musicale italiana, un periodo nel quale il rapporto tra la sua musica e l’impegno sociale e politico non è mai venuto meno. Dagli anni del Sessantotto e della contestazione giovanile, che lo hanno visto tra i jazzisti in prima fila nel sostenere le rivendicazioni sociali e culturali dell’epoca, fino al Concerto per i Giusti (che realizza da diversi anni), il mondo di Liguori si è infatti contraddistinto per l’attenzione a quanto avveniva intorno alla sua musica, prendendo posizioni chiare nei confronti delle ingiustizie e delle violenze. La sua visione della libertà, diritto di tutti, e il suo sostegno verso chi subisce soprusi e prepotenze sono ancora attuali nel mondo odierno, segnato da crisi drammatiche. Sul piano strettamente musicale, Liguori ha da subito mostrato interesse verso un jazz aperto, spesso radicale nelle sue manifestazioni, in cui talvolta confluivano elementi provenienti dalla musica eurocolta contemporanea, senza dimenticare la sotterranea matrice napoletana che gli arriva dal padre, il grande batterista Lino Liguori.
    Nel concerto preparato specificamente per la Camera del Lavoro di Milano, Liguori si presenta, come detto, con il contrabbassista Andrea Grossi, nuova significativa realtà del jazz italiano, e con un batterista di grande esperienza quale Massimo Pintori, per proporre i brani che mezzo secolo fa caratterizzavano le sue esibizioni alla Palazzina Liberty (oggi intitolata a Dario Fo e Franca Rame). Proprio per questo motivo, Liguori ha voluto dedicare il live di sabato 18 aprile a Fo, con cui ha collaborato a lungo, eseguendo tra l’altro anche la musica di scena per L’opera dello sghignazzo.
    Dai concerti di allora, sia quelli in trio (con Roberto Del Piano al basso elettrico e Filippo Monico alla batteria) sia quelli in quintetto, dove al gruppo si aggiungevano Massimo Urbani al sax alto e Danilo Terenzi al trombone, è tratto il repertorio di questa performance, in cui si mantiene intatta la freschezza e l’originalità di una musica che ha segnato un modo di fare jazz in Italia.
  • Maurizio Biancani il 17 aprile alla Libreria Birdland di Milano presenta “L’Alchimista del suono. Cinquant’anni di musica al mixer”

    Venerdì 17 aprile 2026 alle ore 18:00, Maurizio Biancani presenterà a Milano il libro “L’Alchimista del suono. Cinquant’anni di musica al mixer” edito da Fernandel presso la Libreria Birdland (Via Vettabbia 9). Dialogheranno con l’autore Dario Giovannini (Carosello Records) e Luca De Gennaro (Radio Capital).

     

    “L’ALCHIMISTA DEL SUONO. Cinquant’anni di musica al mixer”, già disponibile in libreria e negli store digitali dal 23 gennaio 2026, è l’autobiografia dello storico sound engineer e produttore musicale, fondatore e anima dello Studio Fonoprint di Bologna. Da dietro al mixer, Maurizio Biancani ha registrato voci e musica di Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Pooh, Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Samuele Bersani, Zucchero e molti altri artisti, facendone risaltare la forza e le emozioni. Il libro è un viaggio nella musica italiana dagli anni Settanta ad oggi, ma è anche una riflessione sul mestiere del tecnico del suono, su cosa significhi davvero lavorare dietro le quinte, contribuendo in silenzio a qualcosa di più grande.

     

     

    Spiega Maurizio Biancani a proposito del libro: «Avere il coraggio di radunare 50 anni di ricordi, come mi faceva notare anche Vasco, parlando del libro, non è una cosa facile, ci vuole coraggio. Significa mettere un punto fermo e riavvolgere il nastro della vita. La verità è che, spinto dai miei amici e da mio figlio, ho sentito il bisogno di fissare su carta tutto quello che da anni raccontavo a parole, per la sensazione che “tutti quei momenti si sarebbero perduti nel tempo come lacrime nella pioggia…”».

     

     

     

    SINOSSI

    Il libro è un racconto in prima persona, con il punto di vista esclusivo di uno dei principali sound engineer italiani, di alcuni dei capitoli più importanti della musica italiana. Maurizio Biancani è stato il coinquilino di Vasco Rossi quando faceva il dj negli anni Settanta (con il quale ha lavorato a dischi e tournée sin dagli esordi), il socio di Lucio Dalla (ha lavorato con lui a produzioni discografiche, live e studi di registrazione come Fonoprint), ha vinto due Grammy, un Telegatto, ha vissuto in America tra i precursori dell’Italo Disco ed è l’ospite fisso delle sei edizioni del programma “33 italian masters” di Sky Arte.

    Queste pagine forniscono un pass “all areas” per il dietro le quinte di dischi e tournée di grandi firme come, ad esempio, Vasco (Siamo solo noi, Bollicine, Gli Spari sopra, Fronte del Palco, rock sotto l’assedio…) Dalla (1983, Bugie, Canzoni…), Pooh (Tropico del nord e Non siamo in pericolo), ma non solo. Biancani con il suo tono gentile, umile, condito dalla spiccata ironia bolognese, permette di accedere a un mondo che ha ancora molti aneddoti da svelare.

    Come lava su un ghiacciaio i racconti di Maurizio fondono la monotonia binaria delle procedure discografiche odierne, con un passionale approccio ricco di una pionieristica, e talvolta ingenua, romantica genialità. A fare da sfondo gli usi e costumi degli ultimi 50 anni in tutte le varie e caleidoscopiche ere caratterizzate da nuove correnti artistiche, ma anche da nuovi problemi da risolvere. Come fil rouge invece si potranno apprezzare le grandi capacità relazionali che uno dei principali sound engineer italiani ha dovuto mettere in campo per gestire le sfumature variopinte delle personalità degli artisti italiani.

    Nel volume saranno coinvolti alcuni dei protagonisti con i quali Maurizio ha collaborato da Vasco agli Stadio, da Samuele Bersani a Mauro Malavasi, dai Pooh a Celso Valli, Fiorella Mannoia, Ron, Miguel Bosè, Gianni Morandi, Luca Carboni e molti altri.

     

     

    MAURIZIO BIANCANI | BIOGRAFIA

    Maurizio Biancani Nerozzi nasce a Bologna il 5 febbraio 1953. Diplomato in Elettronica Industriale all’ ITIS di Bologna. Fondatore, Socio e Amministratore degli Studi di registrazione Fonoprint di Bologna dal 1976 al 2017. Musicista (tastierista) e Live Engineer dal 1970 al 1977 con alcune fra le maggiori live band emiliane.

    Collaborazione in veste di Sound Engineer con il produttore-arrangiatore Mauro Malavasi nelle maggiori produzioni dance italiane negli anni ‘80. Sound Engineer con esperienze di registrazione, mixaggio, programmazione e Sound Design in studi professionali in Italia ed all’estero con i maggiori artisti italiani, tra cui: Lucio Dalla, Vasco Rossi, Luca Carboni, Fiorella Mannoia, Pooh, Eros Ramazzotti, Ennio Morricone, Pino Daniele, Samuele Bersani, Matia Bazar, Mango, Stadio, Franco Battiato.

    Sound Engineer in importanti tournée dal vivo in Italia ed all’estero.

    Produttore discografico per i seguenti artisti: Vasco Rossi (Bollicine, C’è chi dice no, Cosa succede in città, Va bene va bene così); Steve Rogers Band; Quartiere Latino; Stadio; Dodi Battaglia (Pooh).

    Giornalista con collaborazioni a testate specializzate di settore tecnico-musicale.

    Novembre 2001 vincitore di due Latin Grammy Awards per l’album “El alma al aire” di Alejandro Sanz nelle categorie: Miglior Album dell’anno e Migliore registrazione dell’anno.

    Docente e coordinatore dei Corsi di Formazione Professionale per Sound Engineer negli Studi Fonoprint dal 1987 ad oggi.

    Dall’anno 2000 Mastering Engineer presso gli Studi Fonoprint per i più importanti artisti italiani: Vasco Rossi, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Luciano Ligabue, Angelo Branduardi, Zucchero, Fiorello, Irene Grandi, Luca Carboni, Lucio Dalla, Laura Pausini, Gianmaria Testa, Il Volo, Mina, Paolo Conte, Zecchino D’oro.

    Mastering Surround con i più importanti artisti italiani, tra cui i Dvd Bluray dei Tour di Vasco Rossi, compreso il celeberrimo Modena Park, Film “Famoso” di Sferaebbasta, Film Tintoretto per Sky Arte 2021. Mix e Mastering International Jazz Album The Bari Session (Paul Vertico, John Helliwell Project).

    Dal 2021 mix Engineer per il rivoluzionario formato Dolby Atmos per gli interi cataloghi discografici di Vasco Rossi, Lucio Dalla e Zucchero.

    Conduttore televisivo dal 2018 al 2023 per le sei Stagioni della serie 33 Giri Italian Masters in onda su Sky Arte.

    Nel 2023 partecipa alle cinque puntate della serie tv Netflix “Il Supervissuto” di Vasco Rossi.

    Da Marzo 2024 insieme ad Arturo Bertusi (Vasco Rossi art director) si esibisce in locali bolognesi in uno spettacolo di musica e video: “Ascolta, storie di musica”. Attualmente oltre al normale lavoro come Sound e Mastering Engineer organizza Masterclass e Seminari musicali.

     

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  • “Where The Wind Blows” è il nuovo singolo di Dario Distasi

    Dal 10 aprile 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Where The Wind Blows”, il nuovo singolo di Dario Distasi per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

     

    “Where The Wind Blows” è un brano che parla di quel momento preciso in cui ci si arrende, ma non per sconfitta, bensì per necessità di libertà. È la voce di chi ha passato troppo tempo a cercare di “andare bene” a qualcun altro, sforzandosi di incastrarsi in forme non sue, fino a capire che il prezzo da pagare era diventato troppo alto.

    Il protagonista della canzone arriva a un punto di rottura consapevole: sceglie di smettere di cambiare se stesso pur di compiacere gli altri. È un atto di coraggio estremo, in cui ci si dichiara pronti a veder crollare tutto ciò che si è costruito fino a quel momento, accettando il rischio di ricominciare da zero pur di non tradire la propria natura.

    Musicalmente, il pezzo riflette perfettamente questo viaggio interiore. Si muove con grazia in un ambito cantautorale che privilegia l’eleganza e l’equilibrio, partendo in modo intimo per poi esplodere emotivamente nella parte centrale, proprio come uno sfogo liberatorio. La ricerca sonora punta tutto sulla purezza e sull’essenzialità: il dialogo tra chitarra acustica, elettrica e pianoforte crea un’atmosfera autentica, dove la semplicità non è una mancanza, ma il mezzo per arrivare dritti al cuore dell’ascoltatore.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: Scrivendo Where The Wind Blows, ho dovuto suddividere il lavoro in molti più momenti del solito. Era come se avessi trovato un brano che sapevo di dover scrivere da tempo, ma che avevo un po’ paura di scrivere. Per molti versi, ha rappresentato un modo di allontanarsi dal mio stile di songwriting – era uno degli obiettivi ai quali tenevo e non riguarda solo questo brano. Tuttavia, in questo caso ho sentito di aver provato ad affrontare soluzioni e sonorità più classiche del mio solito e che questo mi abbia arricchito molto. Quando ho finito la mia pre-produzione e mi sono trovato a registrare la voce con Francesco Apolloni, mi sono accorto che non era solo la mia sensazione, ma che anche lui sentiva qualcosa di diverso in questo brano.”

    Biografia

    Dario Distasi (all’anagrafe Dario Di Stasi) è un cantautore e musicista italiano dal respiro internazionale, attivo sulla scena da oltre dieci anni. La sua proposta musicale è un pop senza tempo, capace di unire la complessità tecnica del suo background strumentale a una scrittura essenziale ed evocativa, pensata per emozionare un pubblico trasversale (target “teen+”, dai 15 ai 40 anni e oltre).

    Il percorso di Dario inizia come chitarrista, formandosi sotto la guida di maestri del calibro di Nicola Cordisco (jazz), Gianni De Chellis (rock) e William Stravato (fusion). Consegue il diploma in chitarra presso il Modern Musician Institute di Alex Stornello con il massimo dei voti (100/100).

    È durante gli anni universitari a Roma, frequentando il Saint Louis College of Music, che matura la consapevolezza che la chitarra non può essere la sua unica voce. Spinto da una naturale predisposizione all’ascolto e dalla passione per le lingue straniere, decide di intraprendere la carriera di cantautore scrivendo esclusivamente in inglese. Inizia così lo studio del canto con Alessandra Piroddi (Conservatorio Santa Cecilia), perfezionandosi poi nel Regno Unito con Jonny Black (The Royal Central School of Speech and Drama) e, al suo rientro in Italia, con Marco Priotti (The Voice).

    Dario ha vissuto e operato per cinque anni a Manchester, cuore pulsante del Britpop, esibendosi regolarmente nei locali della scena live britannica e raggiungendo le finali di Open Mic UK. Proprio in questo periodo decide di eliminare lo spazio nel cognome (da Di Stasi a Distasi) per rendere il suo nome d’arte più immediato e memorizzabile per il pubblico anglosassone.

    La sua ricerca sonora lo ha portato fino a Nashville (TN), dove ha registrato un EP, consolidando un sound che fonde le influenze della scena alternativa e grunge americana con la raffinatezza della forma canzone europea.

    Artista poliedrico e indipendente, Dario cura in completa autoproduzione tutte le parti strumentali e gli arrangiamenti dei suoi brani. Fondamentale è il confronto costante con i produttori del suo progetto solista e della Dario Distasi Band (UK), che gli permette di esplorare nuove soluzioni sonore.

    Oltre alla discografia solista, che vanta oltre 100.000 ascolti su Spotify, Dario ha composto le musiche per il docufilm Varchi Attivi, con la partecipazione di Michele Placido. In ambito visivo, la sua collaborazione più prolifica è quella con il regista britannico Mat Johns, con cui ha realizzato diversi videoclip.

    La musica di Distasi si è evoluta da sonorità più ruvide verso un pop più vario, aperto e cinematografico. I suoi testi affrontano tematiche universali come l’amore, i sentimenti e le relazioni, invitando l’ascoltatore a una riflessione introspettiva.

    Oggi il suo focus principale è il lavoro in studio — dalla scrittura alla promozione — con l’obiettivo di posizionare i propri brani in radio e TV nazionali e, data la natura evocativa delle sue composizioni, all’interno di colonne sonore di rilievo.

    “Where The Wind Blows” è il nuovo singolo di Dario Distasi, disponibile in streaming su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 10 aprile 2026.

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  • Cinque tracce in meno di otto minuti e una città che cambia faccia a ogni ora: Side BBS torna con “Milano Switch”

    Milano è una città che vive due vite. Di giorno corre tra uffici, moda e successo. Di notte diventa una giungla di luci al neon, club, eccessi e tentazioni. È proprio in questo switch continuo che nasce “Milano Switch”, il nuovo EP di Side BBS, al secolo Simone De Lucia, per BBS Empire, che racconta il lato oscuro e irresistibile della città che non dorme mai.

    Con cinque tracce in appena otto minuti, l’artista di Solaro (MI) racconta il suo viaggio personale dentro e fuori la città, tra ordine e caos, ambizione e perdizione. Le produzioni hard/dark trap, firmate da Raphael Lanotte in collaborazione con l’ingegnere del suono multiplatino Enrico “Penta” Bulla (già per Tony Boy, Rondodasosa, Glocky, dedde, Mambolosco, Nashley, Slings e Waze RRX), guidano l’ascoltatore in un universo parallelo modellato sulla movida milanese: brillante, sensuale e pericolosa.

    È un EP pensato per il mondo veloce e iperconnesso in cui viviamo: ogni brano è breve, diretto, creato per parlare a chi oggi scopre la musica su TikTok, Reels o YouTube Shorts. Non a caso, uno dei pezzi più simbolici si chiama “Tic Tocq”, gioco di parole che unisce l’app cinese e il celebre Tocqueville, epicentro della nightlife meneghina che Side BBS attraversa nella sua “oscura imperfezione”.

    In una fase in cui l’industria musicale discute sempre più spesso di canzoni accorciate, hook anticipati, brani creati a tavolino per trattenere attenzione nei primi secondi e ascolti sempre più rapidi, “Milano Switch” sceglie di non nascondere questa realtà, di non eluderla, ma di misurarsi con essa. Lo fa senza complessi e, soprattutto, senza svuotare la forma canzone. La durata ridotta delle tracce, infatti, non coincide con una rinuncia alla scrittura o all’immaginario: al contrario, Side BBS lavora per concentrazione, lascia che le immagini arrivino subito, che i riferimenti si imprimano con immediatezza, che i pezzi sembrino quasi lampeggiare come una serie di scene raccolte in una sola notte.

    Inoltre, la compattezza dell’EP, in un mercato in cui molti lavori rischiano di disperdersi in identità sfocate, poco chiare, permette all’artista di scegliere la miniatura. Pochi pezzi, nessuna dispersione, ma un’impronta precisa e definita. Ogni pezzo aggiunge un tassello alla stessa costellazione, contribuendo ad una narrazione che, nella sua brevità, sa essere nitida e precisa.

    Non un gimmick, dunque, ma lo spaccato di un tempo presente che ha mille volti ma un unico tempo da vivere. I mille volti di una generazione che passa dal cantiere al club, dai social alla strada, dal desiderio di stabilità all’attrazione per tutto ciò che è rapido, saturo, istantaneo, talvolta persino autodistruttivo. Nei testi dell’EP convivono infatti lavoro quotidiano, sonno azzerato, denaro che manca o che viene rincorso, sesso, alcol, clubbing, status, ironia, sfrontatezza, blackout, superstizione, egotrip e disincanto.

    La focus track “Nel Prime”, accompagnata dal videoclip ufficiale diretto da Simone “Laci World” Nicolaci, fonde umorismo, autocelebrazione e realtà. Side BBS gioca con la propria immagine, raccontandosi come uno “sciupafemmine” che ha sogni di grandezza, ma sempre con consapevolezza e sarcasmo.

    «Milano – dichiara – è come un enorme club: pensi di scegliere la notte, ma è lei che sceglie te. Quando vieni da fuori, ti senti piccolo. Poi la città ti cattura e non puoi più tornare indietro.»

    Questa dichiarazione ben sintetizza l’asse dell’intero progetto. “Milano Switch” non prova a raccontare il capoluogo lombardo in termini turistici o cartolineschi, né si limita alla fascinazione più prevedibile per il lusso, la moda o la nightlife. Il disco lavora su un’altra linea: quella di una città che promette possibilità e, nello stesso tempo, impone una trasformazione. Chi la attraversa, soprattutto se arriva dalla provincia, misura immediatamente una distanza. Poi comincia a desiderare di colmarla. È lì che avviene lo “switch”, nel momento in cui lo sguardo cambia, il corpo si adatta, il linguaggio si fa più tagliente e il rapporto con il denaro e con le relazioni si sporca di fretta, prestazione, sopravvivenza.

    Dopo gli anni nella scena urban latin e l’exploit del 2018 lo ha reso il primo caso virale italiano su Musical.ly con “Chica Pequeña” – brano capace di totalizzare milioni di ascolti, oltre 80.000 video creati dagli utenti e un picco al n.9 della Viral 50 di Spotify Italia -, Side BBS switcha insieme a questo lavoro, tornando alla trap diretta e senza filtri, raccontando senza retorica la doppia identità di una città che attrae e consuma, affascina e spaventa. È musica che parla a chi la vive e a chi vuole capire cosa si nasconde dietro le luci perfette della capitale economica italiana.

    Perché Milano, oggi, è una delle metropoli più raccontate d’Italia, ma spesso anche una delle più semplificate: da un lato il design, la moda, la finanza e gli eventi internazionali; dall’altro la notte, la movida, i club, le code e la selezione all’ingresso. “Milano Switch” arriva nel mezzo di questi due mondi opposti e complementari, prendendo entrambi gli immaginari e piegandoli in chiave personale. Un ritratto non morale, non sociologico, ma istintivo, vissuto, interno alle contraddizioni di chi frequenta una città che non smette mai di cambiare, dove, tra una fermata di metro e una serata in discoteca, si gioca il sogno e la caduta di un’intera generazione. Una città che sembra chiedere continuamente di essere all’altezza di sé stessa.

    Nel tempo in cui la musica viene spesso interrogata solo attraverso i numeri, la velocità o la potenziale viralità, questo EP prova a porsi, e a porci, una domanda:

    si può parlare il linguaggio di oggi senza appiattirsi su formule prevedibili?

    La risposta che Side BBS consegna traccia dopo traccia è cristallina: sì, a patto di avere un’identità riconoscibile, un punto di vista e il coraggio di stare dentro il proprio tempo senza fingersene esterni.

    A seguire, tracklist e track by track del disco.

    “Milano Switch” – Tracklist:

    1. Moskova
    2. Milano Switch
    3. Nel Prime
    4. Tic Tocq
    5. No Scuse

    “Milano Switch” – Track by Track:

    Moskova apre il concept nel cuore della nightlife milanese, ma lo fa evitando ogni idealizzazione. C’è il conto da guardare appena svegli, con gli euro che scendono uno dopo l’altro; c’è il sonno quasi inesistente; c’è il passaggio immediato dal post-serata al cantiere, con il timbro sul polso destro che riporta tutto a una concretezza ruvida, lontana da qualunque glamour di maniera. È forse il brano che più di tutti rende visibile il doppio binario su cui si muove Side BBS: da una parte il lavoro, la provincia, la realtà materiale; dall’altra la festa, il reggaeton, le donne, il desiderio di trattenere la notte ancora un po’. Milano, qui, è già tutta dentro un conflitto continuo tra fatica e sballo, disciplina e dispersione.

    Milano Switch. La title track è l’epicentro dell’intero progetto. Side BBS racconta il cambiamento che la città produce su chi la guarda arrivando da fuori, o comunque da una distanza iniziale. I grattacieli sembrano irreali, la possibilità di “cambiare strada” appare improvvisamente concreta, la notte apre varchi che il giorno non concede. Ma dentro questa trasformazione si avverte anche un progressivo slittamento: il desiderio di qualcosa di stabile lascia spazio a una dinamica più nervosa, in cui tutto cambia in fretta, comprese le relazioni. Il pezzo lavora bene proprio su questo: Milano non come sfondo di un selfie, ma come direzione che riscrive abitudini, priorità e modo di osservare il mondo.

    Con “Nel Prime” Side BBS porta in scena il proprio personaggio più sfacciato. Il brano ha il passo dell’egotrip, ma non manca una componente ironica che lo rende più tagliente di quanto possa sembrare a un primo ascolto. Dentro ci sono provocazione, vanteria, fantasie sproporzionate, immagini volutamente eccessive, riferimenti pop e una scrittura che usa il paradosso come forma di esposizione. La figura del protagonista si allarga fino a sfiorare la caricatura, e proprio lì acquista efficacia: non perché chieda di essere presa alla lettera, ma perché restituisce bene una certa estetica maschile da club, da status esibito, da perenne autoaffermazione. Il videoclip che accompagna la canzone rafforza ulteriormente questo gioco tra personaggio, realtà e rappresentazione.

    Tic Tocq è probabilmente il brano che più di tutti incrocia in modo esplicito musica, piattaforme e nightlife. Nel titolo convivono infatti l’universo di TikTok e quello del Tocqueville, uno dei luoghi-simbolo della notte milanese. Il testo procede per fotogrammi: corpi, sesso, alcol, caos, corse contro l’alba, ricordi spezzati, luci che restano addosso più delle persone. A un certo punto Milano viene nominata frontalmente, con Corso Como raccontata come un luogo saturo di droga, prostituzione, confusione, e la città intera restituita come spazio in cui il desiderio e la perdita di controllo si sovrappongono. “Tic Tocq” è forse l’episodio più crudo dell’EP, quello che spinge più avanti la componente notturna e compulsiva del progetto.

    La chiusura del lavoro è affidata a “No Scuse”, che sposta il focus sulla fame e sulla ripetizione. È il pezzo dello studio, del “biz”, del pensiero fisso rivolto ai soldi, della richiesta continua di un “bis”, di una corsa che sembra non concludersi mai. Anche qui, però, resta forte il legame con la notte e con una dinamica quasi ciclica: ogni serata viene annunciata come l’ultima, salvo poi essere seguita da un’altra e poi da un’altra ancora. È un finale coerente, perché lascia in sospeso proprio la dinamica più interessante del disco: la sensazione che il meccanismo, una volta entrati dentro, continui a ripetersi fino a diventare stile di vita, abitudine mentale, perfino gabbia.

  • “Bazar” è il nuovo singolo di Alberto Conti

    Dal 10 aprile 2026 sarà in rotazione radiofonica “Bazar”, il nuovo singolo di Alberto Conti estratto dall’omonimo album disponibile sulle piattaforme digitali dal 9 gennaio.

    “Bazar” è un brano pop dal tono leggero e ironico che scatta una fotografia di quelle relazioni un po’ complicate, sospese in un limbo dove non si capisce mai bene cosa si sia l’uno per l’altra.

    Il testo racconta la storia di due persone che continuano a sfiorarsi senza mai incontrarsi davvero, quasi come se giocassero a nascondino. Attraverso immagini quotidiane e un pizzico di sarcasmo, emerge una confusione emotiva molto comune: quella sensazione di cercarsi continuamente, ma finire per perdersi proprio nel momento in cui ci si guarda negli occhi.

    Il titolo stesso, Bazar, evoca perfettamente l’idea di un luogo caotico e rumoroso, un disordine mentale pieno di stimoli dove è difficile mettere ordine ai sentimenti.

    Commenta l’artista a proposito del nuovo singolo: Bazar parla proprio del momento in cui capisci che ogni scelta ha un prezzo e che, per uscire dall’incantesimo di una storia, bisogna avere il coraggio di fermarsi e guardare le cose per quello che sono. Musicalmente resta leggero, ma sotto quella leggerezza c’è una riflessione su quanto sia difficile interrompere certi incantesimi emotivi”.

    Il video del singolo “Bazar” è una versione live acoustic, registrata in presa diretta. Questo arrangiamento più intimo mette al centro la voce, la dinamica e l’interazione spontanea tra i musicisti.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/tEhyK_g2W2M?si=jbN_JNKsSDoXv63g

    “Oleandri” è un album che parla di relazioni fragili, di promesse non mantenute e di desideri che resistono nonostante tutto. Le canzoni nascono in momenti di attesa, quando qualcosa sta per cambiare ma non si sa ancora in quale direzione.

    L’album esplora l’incertezza, la paura e le distanze che crescono, ma anche la speranza che continua a spingere a credere nei sentimenti. Il brano omonimo, “Oleandri”, rappresenta il cuore emotivo del disco: proprio come i fiori che gli danno il nome — bellissimi ma velenosi — il brano simboleggia un amore che appare vivo e promettente, ma che nasconde un lato distruttivo.

    L’opera è una raccolta di nove tracce dai testi diretti, capaci di trasformare le fragilità quotidiane in immagini nitide e riconoscibili. La musica alterna momenti delicati a esplosioni emotive, riflettendo la tensione costante tra il desiderio di salvare ciò che amiamo e l’inevitabilità del cambiamento.

    Ascolta l’album su Spotify: https://open.spotify.com/album/6lt0IbOIYEB2cWz8889YXA?si=nH4TJbQLRaSmuF9r8jdmLg

    Biografia

    Alberto Conti (Modena, 15 agosto 2003) è un cantautore e chitarrista che unisce formazione classica e influenze contemporanee. Inizia a suonare la chitarra a otto anni, prosegue gli studi al Liceo Musicale di Modena dove si diploma in Chitarra Classica e si laurea poi in Chitarra Jazz al Conservatorio di Parma.

    Nel 2022 partecipa a Italia’s Got Talent, dove si fa conoscere distinguendosi per la qualità della sua esibizione, ottenendo così una splendida accoglienza da parte dei giudici. Nel 2025 avvia il suo percorso discografico in collaborazione col produttore Alex Bagnoli. Assieme a lui ha realizzato i brani che andranno a comporre il suo primo disco, un progetto che unisce ricerca sonora e autenticità espressiva. Nel team creativo è presente anche Marco Baroni, che contribuisce come coautore dei testi, arricchendo ogni canzone di nuove sfumature e profondità narrativa. I suoi attuali artisti di riferimento sono John Mayer, Sam Fender e Jacob Collier.

    Le sue canzoni sono scritte per le ragazze e i ragazzi della sua età, ma non nega che gli piacerebbe arrivare al cuore di un pubblico il più ampio possibile. Con la sua musica desidera raccontare la vita di tutti i giorni e le esperienze che vivono i suoi coetanei. Dal vivo, Alberto trova la sua dimensione più naturale: chitarra e voce diventano strumenti diretti per raccontare la sua musica con semplicità e autenticità. Il suo obiettivo, infatti, è quello di costruire una carriera musicale incentrata sulla chitarra e sulla voce, strumenti che desidera mantenere al centro del suo percorso artistico.

    A gennaio 2026 esce l’album d’esordio “Oleandri”.

    “Bazar” è il quarto singolo di Alberto Conti disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 gennaio 2026 e in rotazione radiofonica dal 10 aprile.

     

     

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  • In uscita il 10 aprile il volume Hammond Organ Complete | Edizione Italiana, di Dave Limina (traduzione di Giorgio Barozzi), pubblicato dalla casa editrice Volontè & Co.

    Il mondo delle tastiere si prepara ad accogliere una nuova pubblicazione molto importante: dal 10 aprile 2026 sarà disponibile Hammond Organ Complete | Edizione Italiana, la guida firmata da Dave Limina e tradotta in italiano da Giorgio Barozzi, pubblicata dalla Casa Editrice Musicale Volontè & Co.
    Questo volume rappresenta una risorsa completa e aggiornata per chi desidera approfondire l’arte dell’organo Hammond e degli strumenti a drawbar, un universo sonoro che ha segnato generazioni di musicisti tra jazz, rock, gospel funk.

    Una guida completa, dalla teoria alla pratica
    Hammond Organ Complete è pensato come un percorso strutturato che accompagna il lettore passo dopo passo.    Il libro introduce innanzitutto il funzionamento dello strumento, chiarendo in modo accessibile elementi fondamentali come:
    • drawbar e la costruzione del suono
    • il pedale d’espressione
    • il sistema Leslie e il suo impatto timbrico
    Da qui, il percorso si sviluppa attraverso esercizi progressivi che permettono di acquisire sicurezza tecnica e consapevolezza musicale.
    Dalla tradizione agli stili moderni
    Uno dei punti di forza del volume è l’attenzione agli stili che hanno reso iconico l’organo Hammond. Il metodo affronta infatti:
    • gospel
    • blues
    • jazz
    • funk
    • rock
    Ogni linguaggio viene esplorato attraverso esempi pratici strategie esecutive, offrendo strumenti concreti per affrontare contesti musicali reali.
    Tecnica e controllo in tempo reale
    Oltre allo studio degli stili, il libro dedica ampio spazio agli aspetti più avanzati dell’esecuzione:
    • tecniche di accompagnamento
    • uso del pedale
    • gestione dinamica di registri ed effetti durante la performance
    Questi elementi sono fondamentali per sviluppare un approccio espressivo e professionale allo strumento.
    Repertorio e applicazione
    La sezione finale propone un repertorio mirato, pensato per mettere in pratica le competenze acquisite lungo il percorso. Un passaggio cruciale per trasformare la teoria in musica concreta.
    A chi è rivolto
    Il volume si rivolge sia a studenti in fase di formazione sia a tastieristi già esperti che vogliono approfondire il linguaggio dell’organo Hammond con un approccio sistematico moderno.
    Disponibilità
    “Hammond Organ Complete – Edizione Italiana” sarà disponibile dal 10 aprile 2026.

    Per maggiori informazioni e per l’acquisto, è possibile consultare la pagina ufficiale del prodotto sul sito dell’editore.
    Con questa pubblicazione, Dave Limina porta, grazie al traduttore Giorgio Barozzi anche al pubblico italiano un metodo autorevole e pratico, destinato a diventare un punto di riferimento per chiunque voglia padroneggiare uno degli strumenti più espressivi della musica contemporanea.