Autore: AndreaInfusino
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“Omaggio a Guccini” con Lega, Baldoni e Germini sabato 19 settembre alla Camera del Lavoro di Milano
Il grande cantautore emiliano, scomparso a inizio agosto all’età di 86 anni, verrà ricordato nel concerto-racconto ideato da Alessio Lega (voce, chitarra) insieme a Guido Baldoni (voce, fisarmonica, pianoforte) e Massimo Germini (voce, chitarra classica, bouzouki). Ingresso libero fino a esaurimento postiMILANO – È in programma sabato 19 settembre alla Camera del Lavoro di Milano il concerto-racconto “Omaggio a Guccini”, organizzato dall’associazione culturale Secondo Maggio in collaborazione con la CGIL Milano per ricordare il grande cantautore emiliano, scomparso poche settimane fa all’età di 86 anni. L’evento andrà in scena nell’auditorium Di Vittorio alle ore 17.30 con ingresso libero fino a esaurimento posti.Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessio Lega (voce, chitarra), cantautore e scrittore due volte vincitore della Targa Tenco, che condividerà il palco con Guido Baldoni (voce, fisarmonica, pianoforte), specializzato nei repertori poetici e teatrali, e Massimo Germini (voce, chitarra classica, bouzouki), compositore, arrangiatore e storico collaboratore di Roberto Vecchioni.Cantautore, autore, scrittore, sporadicamente anche attore, autore di colonne sonore e di fumetti, allergico alle celebrazioni e alla retorica ma anche punto di riferimento, in un momento in cui si avverte drammaticamente la mancanza di figure simbolo, Francesco Guccini fa parte di quella generazione che con la canzone d’autore ha dato uno dei contributi più significativi e originali alla cultura italiana del secolo scorso.Spiega Alessio Lega: «Francesco Guccini ha avuto una vita lunga e feconda ed è stato un autore coltissimo, intimista e leopardiano. Era ossessionato dal tempo che passa, ma era anche una persona vitale, burlona, giocosa. Chi ha assistito a un suo concerto sa che era un formidabile intrattenitore, serio e faceto al tempo stesso, capace di parlare al pubblico di un palazzetto dello sport come agli avventori di un’osteria. In “Dio è morto”, “Auschwitz” e nei suoi primi brani rivive il mito della controcultura americana, mescolato con la tradizione poetica della canzone francese. In lui convivono Bob Dylan e Jacques Brel. Poi la sua visione si allarga e nascono decine di capolavori come “L’incontro”, “Il vecchio e il bambino”, “Il pensionato”, “L’avvelenata”, forse la più nota invettiva della poesia cantata del Dopoguerra, ed ovviamente “La locomotiva”, inno anarchico post-moderno che tiene insieme distanza e partecipazione e che è stato l’educazione politico-sentimentale di tre generazioni».Intimista, “romanticamente anarchico” ma anche esplicitamente di sinistra e dalle forti convinzioni antifasciste, spirito inquieto e critico (“Primavera di Praga”), Guccini era attento anche al presente (“Canzone per Silvia”, “Piazza Alimonda”). Per nessuno come per lui era vero lo slogan «Il personale è politico», senza però dimenticare i riferimenti familiari, le origini contadine, il paese di Pavana, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, il mulino di famiglia e il nonno emigrante in America (“Amerigo”).Sabato 19 settembre 2026, ore 17.30Omaggio a Francesco GucciniConcerto-racconto con Alessio Lega (voce, chitarra), Guido Baldoni (voce, fisarmonica, pianoforte) e Massimo Germini (voce, chitarra classica, bouzouki).Dove: auditorium G. Di Vittorio, Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, Milano.Ingresso libero fino a esaurimento posti.cell: 3356616363. -

“Stuck” è il nuovo singolo dei LeBron Johnson
Da venerdì 18 settembre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali di streaming “Stuck” (Qanto Records), il nuovo singolo dei LeBron Johnson. Intanto prosegue il tour della band tra Italia ed Europa.
“Stuck” è un brano che nasce come una richiesta d’aiuto e si trasforma in una dichiarazione d’intenti. Nel testo, LeBron incanala la frustrazione che segnò la carriera del leggendario bluesman Otis Rush. Ma se per la leggenda del blues quel peso significò disincanto, per LeBron diventa il motore del cambiamento, la spinta a guardare oltre l’illusione del “sogno” e a prendere il pieno controllo del proprio destino artistico. Dopo due album e una complessa rottura con la precedente produzione, la canzone segna così l’inizio di una nuova fase del percorso artistico dei LeBron Johnson.
Spiega la band a proposito del brano: «”STUCK” nasce da una spinta viscerale, abbiamo canalizzato il peso degli ultimi anni per trasformarlo in nuova energia. Questo pezzo anticipa la direzione del prossimo album e mostra una sfaccettatura di noi mai vista prima, quasi un’identità del tutto nuova. È l’inizio di una nuova era: Freedom for LeBron!».
Dopo le numerose date estive, prosegue il tour dei LeBron Johnson tra Italia ed Europa. Negli ultimi mesi la band ha portato la propria musica dal vivo in Emilia-Romagna, Sicilia, Toscana e Friuli-Venezia Giulia, affiancando alle tappe italiane diversi appuntamenti internazionali in Russia, Germania e Austria, tra festival e club. Il percorso europeo ha visto i LeBron Johnson esibirsi, tra gli altri, al Kaliningrad Jazz Festival, al Saalfelden Jazz Festival e in diverse città tedesche, da Lüneburg e Greiz fino ad Amburgo, Jena, Neumünster e Zittau.
Il tour proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti in Italia e Francia.
PROSSIMI CONCERTI 2026
10/9 Cosmic Dawn Jena (D)
11/9 Kunstflecken Festival – Neumünster (D)
12/9 Kronenkino Zittau (D)
2/10 Nidaba Milano
3/10 Nidaba Milano
19/11 Music Week Nidaba Milano
29/11 Festival Eclats d’Email Jazz Limoges (F)
11/12 Cantine de l’Arena Verona
(calendario in aggiornamento)
LEBRON JOHNSON | BIOGRAFIA
LeBron Johnson è una band attiva dal 2022 composta da LeBron Johnson (voce), Andy Pitt (Andrea Pititto, chitarra), Alberto Pavesi (batteria), Davide Medicina (basso) e Filippo Romano (tastiere, organo e Leslie).
Un funk-soul che pulsa di radici nigeriane e groove senza compromessi. Al centro, la voce del frontman che dà il nome alla band: calda, carismatica, capace di trasformare qualsiasi platea in una festa. Un vero animale da palcoscenico, magnetico dal primo accordo.
LeBron Johnson è nato in Nigeria nel 1998 e si è trasferito in Italia nel 2017. Fin dai suoi primi passi in Italia, ha trovato la sua casa musicale nella Chiesa Evangelica di Ravenna, dove ha iniziato a cantare ed esibirsi con il coro gospel. Dotato di una voce calda ed espressiva ricca di
sfumature, si distingue per l’eleganza con cui fonde spiritualità, tecnica e sensibilità contemporanea, e oggi è considerato uno degli artisti emergenti più promettenti nella scena soul e funk italiana, capace di raggiungere accordi emotivi profondi ad ogni esibizione.
Nel 2022 la band inizia a lavorare al suo album di debutto ANONYMOUS, pubblicato il 13 ottobre 2023 — un disco che intreccia soul, funk e blues con i ritmi della tradizione nigeriana, e segna l’inizio di un percorso artistico che è insieme sonoro e personale.
Il secondo capitolo, STRONG MAN STILL HUMAN (ottobre 2025), alza il livello: prodotto da Riccardo Rinaldi e arrangiato da Marco Cinelli, arrangiato da Marco Cinelli, frontman dei The Cinelli Brothers, tra le band di punta della scena Blues europea e internazionale.
“Stuck” è il nuovo singolo dei LeBron Johnson disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 18 settembre 2026.
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“Al massimo” è il nuovo singolo di FACE
Da venerdì 18 settembre 2026 sarà in rotazione radiofonica “Al massimo” (Qanto Records), il nuovo singolo di FACE, già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale dall’11 settembre.
“Al massimo” è un brano che racconta la libertà di mettersi a nudo e amarsi senza paracadute né paure, abbracciando le proprie imperfezioni e scegliendo di vivere pienamente, senza accontentarsi né rinunciare alle proprie emozioni. Caratterizzato da un groove trascinante e da una scrittura sincera e priva di filtri, il singolo descrive il rapporto tra due persone che vivono ogni emozione fino in fondo, accettando anche gli errori e le fragilità che ne fanno parte. Tra treni presi all’ultimo minuto, notti trascorse al Cocoricò e albe in spiaggia ad aspettare il sole, la canzone prende la forma di una corsa lungo la costa, scandita dal desiderio di ballare fino al mattino, inseguire il mare, sbagliare, ridere e ripartire.
Spiega l’artista a proposito del brano: «Al massimo racconta la bellezza di mettersi a nudo e vivere senza paracadute. È una corsa a perdifiato non c’è spazio per la paura di sbagliare o per la finzione. Ho voluto creare un brano per chi, come me, non si accontenta di sopravvivere ma sceglie di prendersi la vita a pieni polmoni, fino all’ultimo secondo».
FACE | BIOGRAFIA
FACE è il progetto solista di Filippo De Fazio, cantautore bolognese già noto come membro della storica band “The Hangovers”. La sua musica è un esercizio di introspezione emotiva, dove amore, fragilità e resilienza si intrecciano in testi che non cercano compromessi, ma guardano dritto all’essenziale.
Il percorso dell’artista ha subito un’accelerazione decisiva a fine 2025 con la firma per Qanto Records, label con cui ha inaugurato una nuova e prolifica fase creativa. È qui che hanno preso vita i singoli “Anche se” e “Vengo dal futuro”, brani che ne hanno delineato e consolidato l’identità artistica.
Attualmente impegnato nel “Vengo dal futuro Tour”, FACE è un progetto in piena ascesa. Con l’uscita del nuovo singolo “Al massimo”, il cantautore firma una prova di maturità che alza ulteriormente l’asticella della sua produzione, inaugurando un capitolo ancora più intenso e consapevole della sua traiettoria musicale.
“Al massimo” è il nuovo singolo di FACE già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 settembre e in rotazione radiofonica da venerdì 18 settembre 2026.
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Venus Ship: “Venus Against” con Solomon B in radio dal 18 settembre, il 25 settembre esce l’album “Impossible Escape”
Dal 25 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme di streaming e in vinile “Impossible Escape”, il nuovo album dei Venus Ship pubblicato da Irma Records anticipato dal singolo “Venus Against” con Solomon B in radio dal 18 settembre.
“Venus Against” è un brano dal sound hard rock/hip hop, con un’impronta di protesta ispirata agli anni ’90. Il brano si distingue per gli intrecci tra strumenti a fiato ed energici riff di chitarra elettrica, in un gioco di contrappunti.
Nella stesura echeggiano diversi elementi stilistici del passato: il rombo elettrico di chitarra e organo Hammond evoca da subito sonorità hard rock anni ’70 e punk anni ’90, mentre la scrittura dei fiati attinge a una tradizione ben più antica, riconducibile alle grandi orchestre jazz e all’approccio di maestri come Duke Ellington e Count Basie. Questa trama armonica e melodica a riff si incastra perfettamente con il testo e il flow del rapper Solomon B in featuring.
“Impossible Escape” si configura come un’opera che esplora il conflitto in tutte le sue declinazioni — dalle guerre e le repressioni politiche fino alle fratture interiori e alle contraddizioni dell’identità — attraversando e rielaborando linguaggi musicali profondamente differenti come strumenti di resistenza e tensione narrativa. Dal funk cinematografico allo swing orchestrale degli anni ’30, passando per la durezza dell’hard rock, l’hip hop e le radici sonore di New Orleans, il disco non cerca una sintesi stilistica consolatoria. Al contrario, vive di una frizione costante tra mondi sonori ed epoche diverse, rielaborando la tradizione come materia viva, attuale e profondamente ribelle.
TRACK-LIST:
1) Zweite Heimat
2) Venus Against
3) Dionysus
4) Melange
5) Arthur Morgan
6) The Impossible Escape
Commentano gli artisti a proposito del brano: “Il nuovo album, The Impossible Escape, si colloca in perfetta continuità con la ricerca intrapresa nel precedente disco Underground Foxes (Irma Records – 2025), sviluppandone e amplificandone il nucleo concettuale: l’idea della musica come strumento di ribellione contro le ingiustizie sociali, le derive autoritarie e le violenze del passato che continuano a gravare sul presente.”
LINE-UP:
Ugo Moroni – Band leader (chitarra, arrangiamenti, composizioni originali)
Andrea Salvato – Flauto e social media manager
Marco Vecchio – Sassofono contralto
Federico Privitera – Tromba
Giuseppe Lastella – Trombone
Michele Murgioni – Tuba e presentatore della band
Daniele Marrone – Basso elettrico
Michael Harding – Percussioni
Mattia Bassetti – Batteria
Biografia
Venus Ship è un collettivo di nove musicisti nato dalla scena underground bolognese e attivo da diversi anni. La band si caratterizza per un sound orchestrale che fonde funk, soul, jazz, blues, rock, hip hop e musica cinematografica, creando un ponte tra gli anni ’60-’70 e la contemporaneità.
Il collettivo propone inoltre una narrativa militante, dedicando la propria musica alle lotte e ai grandi personaggi che, in epoche lontane, si sono battuti contro ingiustizie ancora oggi dolorosamente attuali. Partendo da queste storie di ribellione, i Venus Ship costruiscono un legame con il presente, mostrando come la musica possa sfidare modelli sociali errati, accendere riflessioni e ispirare il cambiamento. Non a caso, l’album “Underground Foxes” (Irma Records, 2025) è stato definito un manifesto musicale contro le disuguaglianze sociali, capace di fondere ricerca sonora e impegno civile.
A maggio 2026 esce “Zweite Heimat” e a luglio “Dionysus”, brani anche anticipano il nuovo album.
“Impossible Escape” è il nuovo album dei Venus Ship per Irma Records disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e vinile dal 25 settembre 2026 e anticipato dal singolo “Venus Against” con Solomon B in radio dal 18 settembre.
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“Acida” è il nuovo singolo di Bussoletti
Dal 18 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Acida”, il nuovo singolo di Bussoletti per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy, personale reinterpretazione del celebre brano dei Prozac+.
“Come affrontare un capolavoro generazionale senza rimanere schiacciati dal confronto? Allontanandosi il più possibile in mare aperto, con la curiosità di approdare a terre inesplorate.” È questa la rotta scelta dal cantautore romano Bussoletti, che per la prima volta si misura con una cover, spinto dal desiderio di restituire una luce inedita a un brano verso cui nutre profonda devozione e gratitudine.
Con il massimo rispetto per i Prozac+, “Acida” abbandona le spigolosità del punk anni ’90 per abbracciare la dimensione acustica e calda dell’artista capitolino. L’arrangiamento si arricchisce delle trame di chitarra in stile Manu Chao a opera di Salvatore Romano (L’Orchestraccia), gli splendidi telai vocali di Lele Battista e del tessuto ritmico disegnato dalle percussioni di Leziero Rescigno, punto di riferimento della scena indie italiana. In contrasto con la morbidezza dell’abito sonoro, l’interpretazione vocale resta un grido liberatorio: una scelta istintiva, nata come un tributo sincero ed energico alla band di Pordenone.
La scintilla è scoccata sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, durante un’esibizione live in cui tra il cantautore e la platea si è creata un’alchimia tangibile. L’uscita ufficiale del singolo è la naturale conseguenza delle vibrazioni di quella notte speciale.
Commenta l’artista sul nuovo singolo: “Questa canzone appartiene a un’intera generazione, l’ultima senza cellulare e la prima alle prese con Internet. E’ il grido di un ventenne che sogna di superare tutto intero l’adolescenza, la colonna sonora di un decennio spesso dimenticato da chi racconta la storia. È un brano che non ho mai smesso di cantare, da sotto la doccia fino a quel palco dell’Auditorium Parco della Musica a Roma in un concerto di un insolito 29 febbraio in cui la gente ascoltò con gli occhi lucidi. Ho grande rispetto del pubblico e quel passaggio di elettricità mi ha convinto a registrare una piccola versione di una grande hit. Dentro ci sono io, il mio modo di cantare, la mia idea di chitarre e il mio amore per i cori. Dentro c’è chi, come me, è convinto che la vita continui oltre la giovinezza più sfacciata senza perdere valore ma solo cambiando colore.Canto ACIDA dei Prozac+ perché non ho mai smesso di sballarmi: ora di arte, viaggi e splendida vita quotidiana”
Biografia
Luca Bussoletti, in arte Bussoletti, è tra i cantautori più interessanti della scena indie, arriva dal successo su Spotify del brano “Ponte Milvio”, che ha superato i 100 mila stream anche grazie al suggestivo flash-mob romano di presentazione, ripreso dai principali media nazionali.
È stato presente all’ultima Festa del Cinema di Roma con il film “Tommaso, Maestrelli e il calcio a colori”, di cui ha firmato la colonna sonora insieme a Francesco Arpino e la traccia dei titoli di coda, “La ballata degli ultimi”, lungometraggio poi trasmesso su Rai 2 con ottimi riscontri d’ascolto. Attualmente è presente nelle sale cinematografiche con la canzone “Vento”, composta per la pellicola “Ritorno al Tratturo” con Elio Germano.
Nel corso della sua carriera si è aggiudicato prestigiosi riconoscimenti come il Premio Lunezia, il Premio Donida e il Premio Amnesty “Arte e Diritti Umani”. Ha collaborato e duettato con Dario Fo nel singolo “A solo un metro”, mentre Maxibon ha scelto il brano “Come scemi” per la campagna estiva della web serie The Pool.
Conduce quotidianamente su Radio Roma Sound il drive-time show Green Carpet, con cui ha vinto il Microfono d’Oro nella categoria “Spettacoli”. Ha inoltre pubblicato una raccolta di racconti per Round Robin ed è attualmente al lavoro sul suo primo romanzo.
“Acida” è il nuovo singolo di Bussoletti disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica dal 18 settembre 2026 per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.
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Albasax, sei sax e una performance senza confini tra concerto, teatro e pop
Quando Adolphe Sax brevettò il sassofono nel 1846, il jazz, il pop e la musica elettronica non esistevano ancora. Il suo strumento, concepito per colmare la distanza sonora tra legni e ottoni, avrebbe trovato la propria identità proprio nei linguaggi musicali che sarebbero nati molti anni più tardi, attraversando epoche, continenti e culture fino a diventare una delle presenze più inconfondibili della storia della musica.
A centottant’anni da quel brevetto, il ventisettenne musicista romano Daniele Dominici, in arte Albasax riparte proprio dalla natura ibrida dello strumento, riunendo sei differenti sassofoni e rendendoli protagonisti di “ACTVS PRIMVS”, un progetto pop ed elettronico concepito come un’opera cinematografica divisa in atti, saghe e capitoli, nella quale la musica genera le scene anziché accompagnarle.
Il primo capitolo è “Follie di Joker”, il nuovo singolo disponibile dal 15 settembre, accompagnato dal videoclip ufficiale.
Sei sax, una voce e un corpo di ballo: Albasax canta, danza, produce, cura personalmente i visual e la direzione musicale e affida al sassofono una funzione che nel pop gli viene riconosciuta raramente, trasformandolo nel perno sonoro e visivo attorno al quale si articola l’intero progetto.
È uno dei pochi giovani performer italiani a riunire in un’unica produzione pop le sei tipologie maggiormente diffuse della famiglia del sassofono, utilizzandole come differenti estensioni della voce, del corpo e del personaggio.
Adolphe Sax aveva immaginato una famiglia composta originariamente da quattordici strumenti, progettati in dimensioni e registri diversi. Nel tempo, sei tipologie si sono imposte nella pratica musicale: sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono e basso.
Cambiano l’estensione, il timbro, le proporzioni e la quantità di respiro richiesta, ma resta comune l’intuizione dalla quale nacquero: ottenere la potenza degli ottoni conservando la duttilità dei legni, creando un suono capace di occupare una posizione che, fino a quel momento, nessun’altra famiglia strumentale riusciva a coprire interamente.

Il sassofono appartiene infatti alla famiglia dei legni perché il suono viene generato attraverso l’ancia, nonostante il corpo sia realizzato in ottone. La sua stessa struttura contiene quindi una contraddizione apparente, una natura intermedia che gli ha permesso di trovare casa in territori musicali lontanissimi tra loro. Nato per colmare un vuoto nell’organico bandistico e orchestrale, avrebbe raggiunto la piena popolarità attraverso il jazz e, successivamente, il pop: linguaggi che si sarebbero sviluppati pienamente soltanto dopo la morte del suo inventore, avvenuta nel 1894.
Lo strumento nato per unire mondi diversi torna così a farlo centottant’anni dopo. Nel lavoro di Albasax collega il Conservatorio al club, l’acustica all’elettronica, la disciplina del jazz all’immaginario pop, il musicista al performer, il suono alla coreografia e il concerto alla drammaturgia.
Quella stessa natura irregolare attraversa tutta l’identità di “ACTVS PRIMVS”, il nuovo capitolo artistico con il quale Daniele Dominici sceglie di superare le classificazioni che tradizionalmente separano strumentisti, cantanti, autori, produttori e interpreti. La sua formazione non viene abbandonata per avvicinarsi al pop, ma diventa il fondamento tecnico di un linguaggio nel quale ogni elemento, dalla scrittura musicale alle luci, concorre alla costruzione di una narrazione complessiva.
Nato a Roma l’8 maggio 1999, Albasax studia musica dall’età di otto anni. Dopo un lungo percorso nelle orchestre jazz italiane, si diploma in sassofono jazz al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e prosegue la propria formazione con gli studi magistrali in Scritture e produzioni per lo spettacolo, scelti per approfondire la drammaturgia teatrale e trasferirne i codici all’interno della propria musica.
Il suo percorso si sviluppa tra Roma, Londra e Ibiza, tre città che hanno contribuito in maniera differente alla definizione del progetto: Roma rappresenta la formazione accademica e teatrale, Londra il confronto con un mercato musicale internazionale, Ibiza la relazione con l’elettronica e con una concezione dello spettacolo fondata sul dialogo tra musica, movimento e dimensione visiva.
“ACTVS PRIMVS” nasce da questo incontro e adotta la struttura di un’opera per capitoli. Ogni uscita è pensata come la prosecuzione di una storia più ampia, dotata di personaggi, ambientazioni, coreografie e un impianto sonoro identitario. La scelta del latino nel titolo richiama la scansione teatrale degli atti, ma introduce anche una scelta: ciò che viene presentato con “Follie di Joker” non è un episodio isolato, bensì l’apertura formale di un racconto destinato a proseguire.
Nel videoclip ufficiale di “Follie di Joker”, presentato in anteprima nazionale su Sky TG24, Albasax interpreta il Joker, mentre la ballerina Nicole Vinci assume il ruolo di Harley Quinn. Le coreografie e la direzione artistica sono curate nei minimi dettagli dallo stesso Albasax insieme al coreografo Daniele Ingrassia, con il quale l’artista ha lavorato quotidianamente per mesi alla preparazione dello show e dell’intero impianto visivo.
Anche il personaggio del Joker viene sottratto alla sua raffigurazione più prevedibile, non rappresentando semplicemente la follia, il disordine o il richiamo cinematografico attorno al quale generare un certo tipo di estetica, ma diventando il volto della parte più complessa e ferita di sé, quella con cui spesso si rifiuta di dialogare e che si tenta di nascondere dietro risposte rassicuranti.
Nel testo tornano ossessivamente le domande «Come stai?», «Cosa fai?», «Dove vai?», «Sei nei guai?», espressioni che, invece di aprire uno spazio di ascolto, possono ridursi a formule di circostanza alle quali ci si sente comunque obbligati a rispondere, anche quando raccontare la verità richiederebbe un tempo, un’attenzione e una disponibilità che non sempre si è certi di trovare.
Il protagonista si osserva allo specchio e incontra un abisso, trascina le ossa durante notti nelle quali il senso sembra perduto, attraversa pareti sature di segreti e discorsi mai pronunciati. Il Joker assume così la funzione di un alter ego al quale attribuire ciò che non si riesce a mostrare, fino al passaggio conclusivo in cui la prospettiva cambia radicalmente: quella presenza non viene sconfitta né cancellata, ma riconosciuta e abbracciata.
«Per anni la parola “folle” mi è stata rivolta come se credere fino in fondo nella musica fosse qualcosa da ridimensionare – racconta Albasax –. Con questo brano ho voluto riprendere quella definizione e darle un significato differente. Il Joker non rappresenta soltanto il caos: è la parte di noi che nascondiamo quando fingiamo di stare bene, quella che allontaniamo perché ci mette a disagio. Alla fine del brano non provo a eliminarla, ma scelgo di stringerla a me. Per me è da lì che comincia “ACTVS PRIMVS”.»
La maschera, elemento centrale della tradizione teatrale, consente ad Albasax di parlare di sé senza ricorrere a una rappresentazione strettamente autobiografica. Il personaggio diventa uno spazio scenico nel quale far convivere il timore di non riuscire e l’ambizione, la disciplina e il caos, il bisogno di mantenere il controllo e la scelta di affidarsi, restituendo al termine “follia” il significato di una decisione compiuta contro ciò che gli altri considerano ragionevole o possibile.
«Ho sempre messo la musica davanti a ogni altra cosa e spesso mi è stato detto che avrei dovuto seguire regole già stabilite – conclude –. Ho preferito studiarle, comprenderle e poi trovare la mia strada. “Follie di Joker” rappresenta una rivalsa nei confronti di chi, negli anni, ha considerato folle la dedizione con cui ho costruito questo percorso. Non mi interessa piacere indistintamente a tutti; mi interessa che una persona possa riconoscersi in queste parole e smettere di provare vergogna per una parte di sé che merita invece di essere ascoltata.»
Il progetto regala così anche nuova centralità alla dimensione fisica della musica. Nel sax il suono nasce dal respiro, viene modellato dall’imboccatura, dalla pressione, dalla postura e dal movimento del corpo. Albasax trasferisce questa componente sul piano della performance, scegliendo di non rimanere fermo dietro lo strumento, ma cantando, danzando e attraversando la scena insieme al corpo di ballo, lasciando che musica e coreografia diventino parti della stessa interpretazione.
La preparazione vocale è affidata alla vocal coach Monica Magnani, presente anche nei cori del brano, mentre la produzione è curata da Ainoo Joel insieme allo stesso Albasax, autore, compositore, coproduttore e polistrumentista. L’intero progetto è sviluppato con Drama World Records, l’etichetta discografica fondata dall’artista per riunire all’interno di una struttura indipendente la produzione musicale, l’elaborazione visiva e la futura costruzione dello spettacolo.
“ACTVS PRIMVS” è stato pensato fin dalle fondamenta per avere un respiro internazionale; una decisione che assume un significato particolare in una fase nella quale la musica italiana sta ampliando la propria presenza fuori dai confini nazionali.
Secondo i dati diffusi da FIMI, nel 2025 le royalties generate all’estero dal repertorio italiano hanno superato i 32 milioni di euro, registrando una crescita del 13,9% rispetto all’anno precedente e del 180% in confronto al 2020. Il digitale rappresenta l’88% dei ricavi prodotti dall’export musicale italiano.
È all’interno di un mercato sempre più aperto alla diffusione internazionale che Albasax ha scelto di sviluppare il progetto tra Italia, Regno Unito e Spagna, con l’obiettivo di proseguirlo anche attraverso brani in altre lingue e di portarlo sui palchi e nei festival elettronici internazionali.
La dimensione live seguirà infatti due direzioni parallele: da una parte, uno show strutturato in atti, con visual realizzati personalmente dall’artista, scenografie, corpo di ballo e una direzione musicale concepita per condurre lo spettatore all’interno dell’intera storia; dall’altra, una formazione destinata ai festival di musica elettronica, nella quale Albasax unirà canto, sax suonati dal vivo e console da DJ, accompagnato da due ballerini impegnati in coreografie originali costruite sui remix dei brani.
A centottant’anni dalla sua invenzione, il sassofono continua dunque a occupare uno spazio difficile da delimitare. È nato tra legni e ottoni, ha trovato nel jazz una voce che il suo inventore non avrebbe potuto prevedere e oggi entra nell’elettronica conservando il respiro che lo genera.
Albasax riparte da questa natura irregolare, non utilizzando lo strumento per accompagnare il progetto, ma costruendo il progetto intorno allo strumento.
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Tadini International Piano Competition: dal 23 al 25 settembre giovani talenti da tutto il mondo a Lovere (Bg), sabato 26 il Concerto di Gala
Il concorso internazionale organizzato dalla Vincenzo Balzani Foundation in collaborazione con l’associazione Pianofriends e l’Accademia Tadini di Lovere giunge alla decima edizione. Quest’anno ben 17 dei 18 concorrenti provengono dall’estero. In palio borse di studio per un valore complessivo di 5.000 euro e importanti opportunità concertistiche per i primi tre classificatiLOVERE (BG) – Dal 23 al 25 settembre l’Accademia Tadini di Lovere (Bergamo) ospiterà la decima edizione del Tadini International Piano Competition, prestigioso appuntamento organizzato dalla Vincenzo Balzani Foundation in collaborazione con l’associazione Pianofriends e l’Accademia Tadini, dedicato ai giovani pianisti provenienti da tutto il mondo e alla valorizzazione del loro talento.Le prove del concorso si svolgeranno nella suggestiva Sala degli Affreschi dell’Accademia Tadini, con ingresso aperto al pubblico. Sarà un’occasione speciale per ascoltare dal vivo giovani musicisti in arrivo da e assistere alle loro esibizioni in un contesto di grande valore storico e artistico. A concludere questa intensa esperienza sarà il Concerto di Gala, in programma sabato 26 settembre (ore 20.30) nel Salone dei Concerti dell’Accademia Tadini, sempre a ingresso libero. Sul palco si esibiranno i vincitori del concorso, protagonisti di una serata dedicata alla musica e all’eccellenza pianistica internazionale.A rendere particolarmente significativa la decima edizione è la notevole partecipazione internazionale: oltre alla presenza di un concorrente italiano, 17 dei 18 giovani pianisti che si confronteranno sul palcoscenico dell’Accademia Tadini provengono da Paesi quali Cina, Taipei, Giappone, Russia, Ucraina, Regno Unito, Danimarca e Svizzera. Un’ulteriore conferma della vocazione internazionale del concorso e della capacità della musica di creare occasioni di incontro e confronto tra culture diverse.A valutare le performance dei giovani concorrenti sarà una giuria, anch’essa internazionale, composta da musicisti e docenti di riconosciuto prestigio: il presidente Vincenzo Balzani (Italia), Xing Chang (Cina), Vsevolod Dvorkin (Russia), Luca Trabucco (Italia) e Philippe Raskin (Belgio).Premi e importanti opportunità concertisticheIl Tadini International Piano Competition non si limita a premiare l’eccellenza artistica, ma vuole offrire ai giovani musicisti concrete opportunità per costruire e sviluppare il proprio percorso professionale. Il concorso prevede borse di studio per un valore complessivo di 5.000 euro, erogate dalla Vincenzo Balzani Foundation a sostegno della formazione e della crescita artistica dei giovani pianisti. Particolarmente significativo è il programma di opportunità concertistiche legato ai premi: al primo classificato verrà offerta l’opportunità di esibirsi in ben due concerti con orchestra sinfonica nella stagione 2027. Questa importante possibilità nasce dalla collaborazione con l’Orchestra Antonio Vivaldi e con l’Orchestra Filarmonica della Calabria, regalando al vincitore l’occasione di vivere un’esperienza artistica di grande rilievo e di confrontarsi con il repertorio per pianoforte e orchestra. Al secondo e al terzo classificato, l’associazione Pianofriends offrirà invece la possibilità di tenere un recital nella stagione concertistica 2027.Il concorso si distingue così per un sistema di premi che non si esaurisce nella competizione, ma mira a trasformare il riconoscimento ottenuto in concrete opportunità artistiche e professionali, accompagnando i giovani pianisti verso il mondo concertistico.Il concorso rappresenta infine un’importante opportunità per i giovani musicisti (e per il pubblico) di conoscere e vivere il territorio: oltre alla musica, potranno scoprire il Museo dell’Accademia Tadini (che ospita, tra le altre, alcune importanti opere di Antonio Canova e Francesco Hayez) e la splendida città di Lovere, affacciata sulla sponda bergamasca del Lago d’Iseo, che con il suo patrimonio artistico, culturale e paesaggistico è inserita nella lista dei “Borghi più belli d’Italia”. -

“In fin dei conti” è il nuovo singolo di Lorenz Castelli
Da venerdì 18 settembre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e sulle piattaforme digitali di streaming “In fin dei conti”, il nuovo singolo di Lorenz Castelli.
“In fin dei conti” nasce da un’esperienza personale e affronta temi legati alla fiducia, alla trasparenza e alla capacità di rimanere fedeli ai propri principi anche di fronte alle delusioni. Il brano parte da una riflessione su una società nella quale individualismo, rivalsa e menzogna possono diventare scorciatoie, contrapponendo a queste dinamiche il valore dell’onestà e della consapevolezza.
Al centro della canzone non c’è però la volontà di esprimere un giudizio o cedere alla rassegnazione, quanto piuttosto la ricerca della propria dignità dopo una ferita. La sofferenza personale diventa così il punto di partenza per un messaggio più ampio, rivolto a chi ha vissuto un tradimento della fiducia o ha visto la propria disponibilità trasformarsi in una vulnerabilità.
Spiega l’artista a proposito del brano: «In questo pezzo racconto la dinamica di chi vive in modo chiaro e sano e si ritrova a fare da “specchio” in una relazione complessa. Quando ti poni con totale apertura di fronte a chi è sopraffatto da insicurezze o tossicità, accade un meccanismo potente: l’altro, incapace di guardare i propri mostri interiori, proietta la propria ombra su di te e ti indica come la causa di tutto, pur di non affrontare la propria verità.
Come autore, la mia risposta a questo dolore non è mai stata il risentimento. Per me la scrittura è uno strumento di catarsi e di pulizia dell’anima: ho preso quel veleno emotivo, l’ho elaborato e l’ho trasformato in musica per restituirlo al mondo come una luce di riscatto.
Il testo si apre con l’immagine di una porta chiusa e si pone una domanda cruciale: “Ti sei nascosta o ti ho perso?”. C’è una differenza abissale: accettare di aver perso un affetto fa parte della vita e la mente riesce ad elaborarlo. Vedere invece una persona nascondersi dietro il tradimento — d’amore o d’amicizia —, la menzogna e la finta inadeguatezza, è un inganno che ferisce. Eppure, anche nei momenti più bui, le bugie e gli errori “cadono come le stelle”: bruciano in fretta, lasciano una scia dolorosa, ma insegnano a guardare oltre e a comprendere chi si è davvero».
LORENZ CASTELLI | BIOGRAFIA
Lorenz Castelli, nome d’arte del cantautore e musicista Gianlorenzo Castelli (classe 1979), propone un progetto musicale che si inserisce con forza nel panorama del pop-rock d’autore italiano. La sua identità artistica unisce una scrittura intima e diretta a un forte impatto cinematografico, arricchito da sonorità moderne, curate ed energiche. Nato a Bucarest e cresciuto a Palermo a partire da metà anni ’80, il suo percorso nasce nelle strade e sulle spiagge, dove tra improvvisazioni chitarra e voce coltiva la sua filosofia: la ricerca di una voce autentica, naturale e lontana dalle logiche standardizzate delle produzioni di plastica.
I suoi riferimenti spaziano dal pop-rock internazionale (Michael Jackson, Queen, Coldplay, Sting) ai grandi interpreti e vocalisti della musica italiana come Giorgia, Marco Masini e Alex Baroni, fino al legame artistico con l’immaginario di Nek (Filippo Neviani). Questa influenza trova una continuità diretta nella collaborazione con l’autore e compositore Andrea Amati, firma di punta del mainstream italiano.
Dopo i primi importanti passi televisivi e concorsuali a livello nazionale – Accademia di Sanremo, Momenti di Gloria su Canale 5 condotto da Mike Bongiorno, e i provini per Amici di Maria De Filippi – per dare pieno sfogo alla sua visione e portare questa potenza sul palco, fonda la Contromano Music Band (CMB), realtà dedita alla rielaborazione della grande musica d’autore italiana nei live. Il progetto prende vita grazie all’energia e all’intesa di una formazione d’eccezione composta da Piero Virzì alla chitarra, Gaspare Greco alla batteria e Danilo Buttitta al basso, con il coordinamento manageriale e la direzione organizzativa affidati ad Antonella Trapani.
La maturazione artistica del progetto vede la produzione tecnica affidata al polistrumentista Michele Coratella (Mikorstudio) e il supporto strategico di un team di professionisti di alto profilo: il lavoro sulla cura e sulla salute vocale è affiancato da Pietro Lo Piccolo, celebre Vocal Coach tra i coach ufficiali dell’Eurovision Song Contest 2022 svoltosi a Torino.
A fare da solido punto di riferimento in questo percorso di costante evoluzione c’è la dimensione umana dell’artista: una crescita personale e professionale affiancata da sempre dal costante sostegno della sua famiglia e dall’affetto sincero degli amici più cari.
Nel 2026, la sinergia strategica con l’ufficio stampa Red&Blue Music Relations segna una nuova fase di posizionamento radiofonico. Dopo il lancio del singolo “Tutto di te”, Lorenz presenta il nuovo brano “In fin dei conti”, un’opera intensa focalizzata sul valore del non detto e sulle urgenze emotive. Il percorso discografico proseguirà con la rielaborazione e la successiva pubblicazione di altri brani chiave del suo repertorio, tra cui “Possibile” e “Vorrei”, confermando l’identità di un artista indipendente con una storia autentica da raccontare e una proposta cucita per l’airplay nazionale.
“In fin dei conti” è il nuovo singolo di Lorenz Castelli disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica da venerdì 18 settembre 2026.
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Albasax porta il sax fuori dalle classificazioni nel suo nuovo progetto discografico
Quando Adolphe Sax brevettò il sassofono nel 1846, il jazz, il pop e la musica elettronica non esistevano ancora. Il suo strumento, concepito per colmare la distanza sonora tra legni e ottoni, avrebbe trovato la propria identità proprio nei linguaggi musicali che sarebbero nati molti anni più tardi, attraversando epoche, continenti e culture fino a diventare una delle presenze più inconfondibili della storia della musica.
A centottant’anni da quel brevetto, il ventisettenne musicista romano Daniele Dominici, in arte Albasax riparte proprio dalla natura ibrida dello strumento, riunendo sei differenti sassofoni e rendendoli protagonisti di “ACTVS PRIMVS”, un progetto pop ed elettronico concepito come un’opera cinematografica divisa in atti, saghe e capitoli, nella quale la musica genera le scene anziché accompagnarle.
Il primo capitolo è “Follie di Joker”, il nuovo singolo disponibile dal 15 settembre, accompagnato dal videoclip ufficiale.
Sei sax, una voce e un corpo di ballo: Albasax canta, danza, produce, cura personalmente i visual e la direzione musicale e affida al sassofono una funzione che nel pop gli viene riconosciuta raramente, trasformandolo nel perno sonoro e visivo attorno al quale si articola l’intero progetto.
È uno dei pochi giovani performer italiani a riunire in un’unica produzione pop le sei tipologie maggiormente diffuse della famiglia del sassofono, utilizzandole come differenti estensioni della voce, del corpo e del personaggio.
Adolphe Sax aveva immaginato una famiglia composta originariamente da quattordici strumenti, progettati in dimensioni e registri diversi. Nel tempo, sei tipologie si sono imposte nella pratica musicale: sopranino, soprano, contralto, tenore, baritono e basso.
Cambiano l’estensione, il timbro, le proporzioni e la quantità di respiro richiesta, ma resta comune l’intuizione dalla quale nacquero: ottenere la potenza degli ottoni conservando la duttilità dei legni, creando un suono capace di occupare una posizione che, fino a quel momento, nessun’altra famiglia strumentale riusciva a coprire interamente.

Il sassofono appartiene infatti alla famiglia dei legni perché il suono viene generato attraverso l’ancia, nonostante il corpo sia realizzato in ottone. La sua stessa struttura contiene quindi una contraddizione apparente, una natura intermedia che gli ha permesso di trovare casa in territori musicali lontanissimi tra loro. Nato per colmare un vuoto nell’organico bandistico e orchestrale, avrebbe raggiunto la piena popolarità attraverso il jazz e, successivamente, il pop: linguaggi che si sarebbero sviluppati pienamente soltanto dopo la morte del suo inventore, avvenuta nel 1894.
Lo strumento nato per unire mondi diversi torna così a farlo centottant’anni dopo. Nel lavoro di Albasax collega il Conservatorio al club, l’acustica all’elettronica, la disciplina del jazz all’immaginario pop, il musicista al performer, il suono alla coreografia e il concerto alla drammaturgia.
Quella stessa natura irregolare attraversa tutta l’identità di “ACTVS PRIMVS”, il nuovo capitolo artistico con il quale Daniele Dominici sceglie di superare le classificazioni che tradizionalmente separano strumentisti, cantanti, autori, produttori e interpreti. La sua formazione non viene abbandonata per avvicinarsi al pop, ma diventa il fondamento tecnico di un linguaggio nel quale ogni elemento, dalla scrittura musicale alle luci, concorre alla costruzione di una narrazione complessiva.
Nato a Roma l’8 maggio 1999, Albasax studia musica dall’età di otto anni. Dopo un lungo percorso nelle orchestre jazz italiane, si diploma in sassofono jazz al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e prosegue la propria formazione con gli studi magistrali in Scritture e produzioni per lo spettacolo, scelti per approfondire la drammaturgia teatrale e trasferirne i codici all’interno della propria musica.
Il suo percorso si sviluppa tra Roma, Londra e Ibiza, tre città che hanno contribuito in maniera differente alla definizione del progetto: Roma rappresenta la formazione accademica e teatrale, Londra il confronto con un mercato musicale internazionale, Ibiza la relazione con l’elettronica e con una concezione dello spettacolo fondata sul dialogo tra musica, movimento e dimensione visiva.
“ACTVS PRIMVS” nasce da questo incontro e adotta la struttura di un’opera per capitoli. Ogni uscita è pensata come la prosecuzione di una storia più ampia, dotata di personaggi, ambientazioni, coreografie e un impianto sonoro identitario. La scelta del latino nel titolo richiama la scansione teatrale degli atti, ma introduce anche una scelta: ciò che viene presentato con “Follie di Joker” non è un episodio isolato, bensì l’apertura formale di un racconto destinato a proseguire.
Nel videoclip ufficiale di “Follie di Joker”, presentato in anteprima nazionale su Sky TG24, Albasax interpreta il Joker, mentre la ballerina Nicole Vinci assume il ruolo di Harley Quinn. Le coreografie e la direzione artistica sono curate nei minimi dettagli dallo stesso Albasax insieme al coreografo Daniele Ingrassia, con il quale l’artista ha lavorato quotidianamente per mesi alla preparazione dello show e dell’intero impianto visivo.
Anche il personaggio del Joker viene sottratto alla sua raffigurazione più prevedibile, non rappresentando semplicemente la follia, il disordine o il richiamo cinematografico attorno al quale generare un certo tipo di estetica, ma diventando il volto della parte più complessa e ferita di sé, quella con cui spesso si rifiuta di dialogare e che si tenta di nascondere dietro risposte rassicuranti.
Nel testo tornano ossessivamente le domande «Come stai?», «Cosa fai?», «Dove vai?», «Sei nei guai?», espressioni che, invece di aprire uno spazio di ascolto, possono ridursi a formule di circostanza alle quali ci si sente comunque obbligati a rispondere, anche quando raccontare la verità richiederebbe un tempo, un’attenzione e una disponibilità che non sempre si è certi di trovare.
Il protagonista si osserva allo specchio e incontra un abisso, trascina le ossa durante notti nelle quali il senso sembra perduto, attraversa pareti sature di segreti e discorsi mai pronunciati. Il Joker assume così la funzione di un alter ego al quale attribuire ciò che non si riesce a mostrare, fino al passaggio conclusivo in cui la prospettiva cambia radicalmente: quella presenza non viene sconfitta né cancellata, ma riconosciuta e abbracciata.
«Per anni la parola “folle” mi è stata rivolta come se credere fino in fondo nella musica fosse qualcosa da ridimensionare – racconta Albasax –. Con questo brano ho voluto riprendere quella definizione e darle un significato differente. Il Joker non rappresenta soltanto il caos: è la parte di noi che nascondiamo quando fingiamo di stare bene, quella che allontaniamo perché ci mette a disagio. Alla fine del brano non provo a eliminarla, ma scelgo di stringerla a me. Per me è da lì che comincia “ACTVS PRIMVS”.»
La maschera, elemento centrale della tradizione teatrale, consente ad Albasax di parlare di sé senza ricorrere a una rappresentazione strettamente autobiografica. Il personaggio diventa uno spazio scenico nel quale far convivere il timore di non riuscire e l’ambizione, la disciplina e il caos, il bisogno di mantenere il controllo e la scelta di affidarsi, restituendo al termine “follia” il significato di una decisione compiuta contro ciò che gli altri considerano ragionevole o possibile.
«Ho sempre messo la musica davanti a ogni altra cosa e spesso mi è stato detto che avrei dovuto seguire regole già stabilite – conclude –. Ho preferito studiarle, comprenderle e poi trovare la mia strada. “Follie di Joker” rappresenta una rivalsa nei confronti di chi, negli anni, ha considerato folle la dedizione con cui ho costruito questo percorso. Non mi interessa piacere indistintamente a tutti; mi interessa che una persona possa riconoscersi in queste parole e smettere di provare vergogna per una parte di sé che merita invece di essere ascoltata.»
Il progetto regala così anche nuova centralità alla dimensione fisica della musica. Nel sax il suono nasce dal respiro, viene modellato dall’imboccatura, dalla pressione, dalla postura e dal movimento del corpo. Albasax trasferisce questa componente sul piano della performance, scegliendo di non rimanere fermo dietro lo strumento, ma cantando, danzando e attraversando la scena insieme al corpo di ballo, lasciando che musica e coreografia diventino parti della stessa interpretazione.
La preparazione vocale è affidata alla vocal coach Monica Magnani, presente anche nei cori del brano, mentre la produzione è curata da Ainoo Joel insieme allo stesso Albasax, autore, compositore, coproduttore e polistrumentista. L’intero progetto è sviluppato con Drama World Records, l’etichetta discografica fondata dall’artista per riunire all’interno di una struttura indipendente la produzione musicale, l’elaborazione visiva e la futura costruzione dello spettacolo.
“ACTVS PRIMVS” è stato pensato fin dalle fondamenta per avere un respiro internazionale; una decisione che assume un significato particolare in una fase nella quale la musica italiana sta ampliando la propria presenza fuori dai confini nazionali.
Secondo i dati diffusi da FIMI, nel 2025 le royalties generate all’estero dal repertorio italiano hanno superato i 32 milioni di euro, registrando una crescita del 13,9% rispetto all’anno precedente e del 180% in confronto al 2020. Il digitale rappresenta l’88% dei ricavi prodotti dall’export musicale italiano.
È all’interno di un mercato sempre più aperto alla diffusione internazionale che Albasax ha scelto di sviluppare il progetto tra Italia, Regno Unito e Spagna, con l’obiettivo di proseguirlo anche attraverso brani in altre lingue e di portarlo sui palchi e nei festival elettronici internazionali.
La dimensione live seguirà infatti due direzioni parallele: da una parte, uno show strutturato in atti, con visual realizzati personalmente dall’artista, scenografie, corpo di ballo e una direzione musicale concepita per condurre lo spettatore all’interno dell’intera storia; dall’altra, una formazione destinata ai festival di musica elettronica, nella quale Albasax unirà canto, sax suonati dal vivo e console da DJ, accompagnato da due ballerini impegnati in coreografie originali costruite sui remix dei brani.
A centottant’anni dalla sua invenzione, il sassofono continua dunque a occupare uno spazio difficile da delimitare. È nato tra legni e ottoni, ha trovato nel jazz una voce che il suo inventore non avrebbe potuto prevedere e oggi entra nell’elettronica conservando il respiro che lo genera.
Albasax riparte da questa natura irregolare, non utilizzando lo strumento per accompagnare il progetto, ma costruendo il progetto intorno allo strumento.
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Elena Camo, dal 18 settembre il nuovo album “Elettrica”: in radio l’omonimo singolo
Dal 18 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Elettrica”, il nuovo album di Elena Camo per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy dal quale è estratto l’omonimo singolo in radio.
“Elettrica”, focus track dell’album, è il cuore pulsante dell’intero progetto discografico e la canzone che ne definisce l’identità. Con un linguaggio pop moderno e un’estetica sospesa tra memoria e contemporaneità, Elena Camo costruisce un racconto in cui ricordi, simboli della cultura pop e nuove emozioni convivono in perfetto equilibrio. La title track diventa così il manifesto di un album che invita a guardare avanti senza perdere il valore di ciò che ci ha resi ciò che siamo.
“Elettrica è il racconto di una generazione che cerca connessioni autentiche in un mondo sempre più veloce.”
Con “Elettrica”, Elena Camo firma il lavoro più maturo e personale della sua carriera, trasformando la musica in uno spazio in cui emozioni, memoria e contemporaneità si incontrano senza confini.
Più che un album, “Elettrica” è un viaggio dentro il presente. Un racconto che attraversa l’amore, la disillusione, la ricerca della propria identità e il bisogno, sempre più urgente, di restare autentici in un mondo dominato dall’apparenza. I brani si muovono tra relazioni che cambiano, fragilità che diventano forza, nostalgia che dialoga con il futuro e quella costante tensione verso qualcosa che ancora non conosciamo, ma continuiamo a cercare.
Il titolo racchiude il significato dell’intero progetto: “Elettrica” è l’energia invisibile che attraversa ogni scelta, ogni incontro e ogni cambiamento. È quella scintilla che accende i ricordi, alimenta i sogni e accompagna il coraggio di reinventarsi, trasformando ogni esperienza in movimento.
Musicalmente l’album abbraccia un pop moderno e dinamico, contaminato da richiami elettronici e da un immaginario che guarda agli anni Ottanta e Novanta senza cedere alla semplice nostalgia. Quei riferimenti diventano simboli emotivi, capaci di parlare anche a chi quel periodo non lo ha vissuto, fondendo passato e presente in un linguaggio profondamente contemporaneo.
La scrittura di Elena Camo sceglie immagini quotidiane e riferimenti della cultura digitale per raccontare emozioni universali. Dietro ogni canzone convivono leggerezza e profondità, ironia e vulnerabilità, desiderio di evasione e bisogno di verità. L’intimità personale si trasforma così in una narrazione collettiva, in cui ciascuno può riconoscere una parte della propria storia.
Con “Elettrica”, Elena Camo compie un passo deciso verso una dimensione artistica più consapevole, costruendo un’identità musicale riconoscibile e attuale. Un album che non cerca di seguire il tempo, ma di raccontarlo, lasciando che siano le emozioni a fare da filo conduttore.
Perché, in fondo, la vera elettricità non è quella che attraversa i cavi, ma quella che attraversa le persone.
Testi e musiche: Elena Camocardi, Graziano Fanelli
TRACK-LIST:
Elettrica
Quando
Niente Prove
Adulto, Sì
Amore Zero
American Express
Tutti Professori
Snake Eyes
Vola
Una Giornata No
Va Bene Anche Così
Vuoto in Mano
Spiega l’artista a proposito dell’album: “Con Elettrica ho smesso di cercare risposte e ho iniziato a raccontare domande. È un album che parla del tempo in cui viviamo: un tempo in cui siamo sempre connessi, ma spesso facciamo fatica a connetterci davvero con noi stessi e con gli altri. Ho voluto trasformare emozioni, paure, ironia, nostalgia e desiderio di libertà in musica, senza filtri e senza maschere. Ogni brano rappresenta una parte di me, ma spero possa diventare anche una parte di chi lo ascolta. Perché credo che le canzoni più belle siano quelle in cui, a un certo punto, smetti di sentire la voce dell’artista e inizi a sentire la tua.”
Biografia
Elena Camocardi, in arte ELENA CAMO (classe 1991), è una cantautrice e performer veronese dalla solida formazione accademica. Laureata in pianoforte e canto al Conservatorio di Trento, ha perfezionato il proprio stile moderno tra Bari, Penne e Milano, ottenendo prestigiosi riconoscimenti in concorsi nazionali come Castrocaro e Saint Vincent. La sua carriera spazia dai palchi del Nord Italia, tra opera lirica e musical, fino alle apparizioni su Rai 1.
Dopo il debutto nel 2023 con l’album Contromano, ha intrapreso tra il 2024 e il 2025 un tour teatrale con orchestra sinfonica, pubblicando parallelamente i singoli Colombia e Big Babol. Il brano Sola, uscito a fine 2025, ha anticipato il nuovo progetto discografico previsto per il 2026. Dotata di una vocalità intensa e riconoscibile, l’artista si distingue per la capacità di fondere tecnica, sensibilità e un’estetica profondamente contemporanea.
Il mondo sonoro di ELENA CAMO è un crocevia tra pop italiano e internazionale, musica orchestrale e teatro. Se da un lato l’interpretazione vocale guarda a icone come Giorgia, Elisa, Adele e Lady Gaga, dall’altro la sua scrittura è profondamente influenzata dalle grandi colonne sonore e dagli arrangiamenti sinfonici. A questa base classica si innestano sonorità pop-elettroniche e atmosfere synth anni ’80, caratterizzate da melodie evocative e aperture armoniche di forte impatto emotivo.
Tra le tracce più significative spiccano Contromano, manifesto del suo esordio, e Colombia, dal carattere coinvolgente. Sola rappresenta l’anima più intima e preludio al lavoro del 2026, mentre Basta ne sottolinea la forza interpretativa. Completa il quadro Big Babol, brano sperimentale distribuito anche in lingua spagnola, che ne evidenzia il lato più fresco e moderno.
La capacità di unire l’immediatezza del pop contemporaneo alla raffinatezza della formazione lirica permette di intercettare sia le nuove generazioni, attratte dall’elettronica e dal revival anni ’80, sia ascoltatori adulti che ricercano profondità testuale e qualità performativa.
Le sue canzoni danno voce a fragilità, rinascite e sfumature emotive universali. Trasformando esperienze personali e relazioni in musica, l’artista crea un ponte empatico con l’ascoltatore, permettendo a chiunque di rispecchiarsi nelle sue storie di cambiamento e forza interiore.
L’obiettivo nel medio termine è consolidare la propria presenza nel panorama pop italiano attraverso produzioni di qualità e performance live di alto livello. Nei prossimi anni, ELENA CAMO punta a una crescita costante sulle piattaforme digitali e alla partecipazione a festival di rilievo nazionale, con l’ambizione di affermarsi come una realtà artistica solida, elegante e capace di unire musica e teatro in un’unica esperienza scenica.
A maggio 2026 ha pubblicato il brano “Quando” e a luglio “Niente prove”.
“Elettrica” è il nuovo album di Elena CAMO disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 settembre e dal quale è estratto l’omonimo singolo in radio.