Autore: AndreaInfusino

  • “Il primo ballo” è il nuovo singolo di Call me Laura

    Dal 18 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Il primo ballo”, il nuovo singolo di Call me Laura per Rosso al tramonto.

    “Il primo ballo” è un brano pop dal sapore cantautorale che unisce un sound caldo, moderno e coinvolgente a una scrittura intima e cinematografica. Il tema centrale della canzone è l’amore vissuto nella sua dimensione più vera: quello che cresce lontano dai riflettori, tra le piccole abitudini, le imperfezioni e i momenti condivisi. Le immagini del testo, come la televisione guardata insieme, un tiramisù senza glutine condiviso, le scarpe lasciate all’ingresso, un bacio al semaforo rosso o un ballo improvvisato davanti alla luce di un frigorifero aperto, diventano fotografie di una relazione autentica. Il “primo ballo” diventa così la metafora del brano: non la celebrazione tradizionale, ma la capacità di continuare a scegliersi ogni giorno, invitando a riscoprire la bellezza nascosta nella quotidianità.

    Spiega l’artista a proposito del nuovo singolo: “Sentivo il bisogno di raccontare un amore diverso da quello che spesso ascoltiamo nelle canzoni. Non un amore che dice ‘senza di te muoio’, ma un amore in cui due persone scelgono di camminare insieme senza smettere di essere sé stesse. Un amore che non nasce dalla mancanza, ma dalla condivisione. Anche il verso ‘noi che mangiamo un tiramisù senza glutine senza un pretesto’ racconta proprio questo. Essendo celiaca, quel dettaglio parla di me, ma soprattutto parla di un gesto d’amore. Credo che l’amore vero sia fatto di attenzioni così: silenziose, quotidiane, quasi invisibili, ma capaci di farti sentire profondamente visto e accolto“.

    Il videoclip di “Il primo ballo” nasce dall’idea di raccontare l’amore attraverso la sua dimensione più vera e spontanea: la quotidianità. In un ambiente intimo e familiare, privo di grandi scenografie, la luce di una casa e i piccoli rituali di ogni giorno diventano il linguaggio visivo della canzone, restituendo l’idea di un sentimento imperfetto, spontaneo e fatto di profonda complicità.

    Guarda il videoclip su YouTube: https://youtu.be/mNtz4qKoJmw

    BIO

    Call me Laura, progetto della cantautrice Laura Frigau (classe 1994), fa della quotidianità il luogo in cui prendono forma le emozioni più profonde. Il suo percorso inizia da bambina sognando la batteria, per poi deviare verso la chitarra e successivamente la viola in Conservatorio. Dopo anni in cui il canto rimane uno spazio strettamente personale, un periodo di silenzio si trasforma nella spinta per ricominciare: nell’ottobre 2024 firma il suo primo contratto discografico con Up Music. Il suo racconto musicale inizia con “La vita è una danza” (sull’accettazione del cambiamento) e “Dietro le nuvole” (sulla resilienza), per poi aprirsi, con “Il primo ballo“, alla bellezza delle piccole abitudini condivise in amore. Musicalmente, si muove in un pop contemporaneo dal respiro cantautorale, trasformando la normalità in emozione per permettere a chi ascolta di ritrovarsi nelle sue storie.

    “Il primo ballo” è il nuovo singolo di Call me Laura per Rosso al tramonto, disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica dal 18 settembre 2026.

    Instagram

  • Dalle foto nei cassetti alle storie Instagram: Luca Salmaso racconta come è cambiato il modo di perdere qualcuno

    Il digitale ha cancellato l’oblio, ma non l’abbandono. Le fotografie non scoloriscono più nei cassetti, le conversazioni rimangono archiviate nei telefoni e i volti che vorremmo dimenticare possono ricomparire sullo schermo in qualsiasi momento. Di chi se ne va continuiamo a sapere dove si trova, che cosa pubblica, perfino quando è online, ma quasi mai sappiamo perché abbia smesso di esserci.

    “Sono spariti tutti”, il nuovo singolo del cantautore rock Luca Salmaso per Bravehop Records/The Orchard, racconta ciò che rimane di un legame, che si tratti di un amore o di un’amicizia, quando le tracce sono ancora tutte lì, ma non è mai arrivata una parola capace di chiuderlo.

    Perché essere lasciati fa male, ma non sapere se quel rapporto sia davvero finito può essere ancora più doloroso.

    È quanto emerge anche da una ricerca pubblicata nel 2025 su Computers in Human Behavior, nella quale le reazioni al ghosting sono state seguite per diversi giorni e confrontate con quelle provocate da un rifiuto esplicito. Il rifiuto dichiarato produceva una sofferenza più immediata e circoscritta; quando ogni comunicazione veniva interrotta senza spiegazioni, invece, la sensazione di smarrimento durava più a lungo. Non essendoci una chiusura esplicita con cui fare i conti, diventa più difficile riconoscerla.

    Un’indagine ancora più recente, pubblicata il 31 agosto 2026 sul Personality and Social Psychology Bulletin, ha inoltre osservato la stessa dinamica dalla parte di chi smette di rispondere. Nei tre studi condotti su 1.146 partecipanti, chi subiva il ghosting tendeva a sottovalutare il disagio provato dall’altra persona per aver interrotto la comunicazione. Il dato non rende meno doloroso il silenzio e non lo giustifica, ma rivela quanto facilmente, quando le parole vengono meno, entrambe le persone possano fraintendere ciò che sta accadendo dall’altra parte.

    Chi rimane non sa perché l’altro sia sparito; chi sparisce può non sapere fino in fondo che cosa abbia provocato. Nel mezzo resta un rapporto che nessuno ha dichiarato concluso.

    “Sono spariti tutti” s’infila in questo gap, nella distanza tra ciò che una persona prova e ciò che l’altra può sapere.

    «Sono spariti tutti, dalle foto nei cassetti alle frasi nei biglietti», canta Luca. Nelle fotografie ci sono persone che non fanno più parte della nostra vita; nei biglietti rimangono parole, frasi e sentimenti che oggi, forse, non sapremmo più a chi rivolgere. Poco dopo, però, il brano prende una direzione inattesa: «lo spazio vuoto tra noi non è nemmeno così male».

    Luca non cerca chi se n’è andato e non gli chiede di tornare. Fuori piove, l’odore della pelle bagnata copre ogni altro profumo e nel buio si vedono soltanto le sigarette accese. Poi, quel «se ho bisogno, in fondo so dove trovarti», rimanda inevitabilmente al nostro tempo: oggi, per ritrovare qualcuno, spesso basta aprire un social. Da una parte consola sapere che quella persona è ancora lì; dall’altra, continuare a vederla può impedire alla fine di diventare davvero tale. Se non si sceglie di interrompere anche quel contatto, si può continuare a guardare la vita dell’altro mentre si cerca ancora di capire che posto abbia nella propria.

    In quel “tutti” del titolo Luca non mette soltanto chi se n’è andato, ma una società ossessionata dall’immagine, dove la presenza sembra dipendere da quanto ci mostriamo. E se, una volta tolte le fotografie, i post e tutto quello che esibiamo, sotto non rimanesse niente?

    Accompagnato dal videoclip ufficiale diretto da Alex Ciuffreda, “Sono spariti tutti” anticipa “Quello che resta”, il quarto album dell’artista brianzolo, la cui uscita è prevista per gennaio 2027. Il cantautore sta lavorando al disco nel proprio studio, dove negli anni ha registrato decine di provini.

    «Ho scritto “Sono spariti tutti” – dichiara Salmaso – perché avevo bisogno di raccontare il mio mondo e quello che vedo fuori, dal mio punto di vista. Pubblico musica da anni e sento di avere raggiunto una maturità che oggi mi permette di dire ciò che penso, ciò che voglio e ciò che vorrei. Nel tempo ho perso qualcosa lungo la strada; il resto l’ho trasformato in canzoni.»

    Da “Zero”, pubblicato nel 2018, ai due album usciti nel 2024, “Draghi fama e fango” e “Discoverdrive”, fino ai singoli che hanno segnato gli ultimi anni della sua produzione, Luca Salmaso ha continuato a scrivere e registrare senza interrompere un percorso che oggi arriva al suo quarto disco. “Sono spariti tutti” ne è il primo capitolo e fissa l’incipit di un progetto che sceglie la concretezza delle chitarre per raccontare quanto riescano ancora a mantenersi i rapporti, in un tempo in cui sparire non significa più diventare irreperibili.

  • Al via il 26 settembre la XXXII edizione dell’Atelier Musicale a Milano  tra jazz, classica, contemporanea ma non solo: si riparte con l’omaggio a John Coltrane della Monday Orchestra e di Stefano “Cocco” Cantini 

    Progetti inediti, prime esecuzioni, tributi e intrecci tra i generi caratterizzano la nuova stagione della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio alla Camera del Lavoro di Milano: in programma 16 appuntamenti fino al prossimo mese di marzo con la presenza di giovani talenti e di grandi musicisti tra cui Bruno Canino, Enrico Pieranunzi, Franco Ambrosetti, Enrico Intra, Bebo Ferra e Antonio Faraò  


    MILANO – Scatterà sabato 26 settembre alla Camera del Lavoro di Milano la XXXII edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna in bilico tra jazz, classica, contemporanea ma non solo organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio. Il primo appuntamento della nuova stagione sarà nel segno di John Coltrane, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, celebrato in molti festival ma in maniera meno roboante di quello del suo coetaneo Miles Davis: i musicisti coinvolti in questo progetto originale, che ha visto la luce il 13 agosto scorso a Monterotondo Marittimo nell’ambito del Grey Cat Festival, saranno la Monday Orchestra diretta da Luca Missiti e il sassofonista Stefano “Cocco” Cantini, profondo conoscitore della musica del sassofonista afroamericano.
    Formata da notevoli solisti della scena nazionale e da giovani talenti, la Monday Orchestra, di cui quest’anno ricorre il ventennale della fondazione, si è distinta per il recupero di pagine storiche del jazz attraverso la visione contemporanea del suo direttore, figura di spicco tra gli arrangiatori della scena attuale del jazz, nonché docente e responsabile della didattica dei Civici Corsi di Jazz di Milano. Direttore artistico e fondatore del Grey Cat Festival, Stefano “Cocco” Cantini è un sassofonista di valore assoluto che ha il dono di un senso melodico mediterraneo unito a una profonda conoscenza del mondo jazzistico, con radici che affondano negli anni Cinquanta e Sessanta e nella musica di Bill Evans e John Coltrane. Insieme, l’orchestra, Missiti e Cantini esploreranno le composizioni di Coltrane (più l’iconica My Favorite Things) in un repertorio che comprende brani scritti dalla seconda metà degli anni Cinquanta al dicembre del 1964 e contenuti in album che sono pietre miliari della storia jazzistica: da Blue Train a Giant Steps, da My Favorite Things a A Love Supreme, suite qui rappresentata dal suo primo movimento, quell’Acknowledgement che in realtà apre le porte all’acceso misticismo degli ultimi due anni e mezzo della vita artistica e umana del sassofonista americano, le cui composizioni non sono però presenti in questo percorso. Non per questo, comunque, si eviteranno le aperture verso la libertà espressiva di quel periodo, peraltro legato (e non staccato, come erroneamente molti ancora oggi credono) da quel mirabolante work in progress che è stato il percorso artistico di questo maestro assoluto del jazz.

    Uno sguardo alla nuova stagione
    Mantenendo la formula consueta (inizio dei concerti alle ore 17.30, introdotti da coinvolgenti guide all’ascolto con agili programmi di sala), la XXXII edizione dell’Atelier Musicale prosegue nella filosofia programmatica che da oltre trent’anni garantisce alla rassegna (da tempo entrata a far parte della manifestazioni musicali storiche e di prestigio della città di Milano) successo culturale e gradimento da parte del pubblico. Il cartellone della nuova stagione conferma la multiformità di un progetto dove si intrecciano jazz e musica eurocolta, trasversalismi e tributi che compongono un paesaggio sonoro coinvolgente, inedito e in grado di muoversi “attraverso i suoni”, come recita il motto della programmazione di quest’anno. Lo dimostrano i concerti che incrociano il jazz e il tango (Filly Lupo e Max De Aloe quartet il 23 gennaio 2027), l’improvvisazione e la composizione eurocolta (Enrico Intra e Alessandro Melchiorre il 21 novembre), l’Oriente e il jazz (Vanessa Tagliabue Yorke, il 6 febbraio 2027), la musica francese e il duo jazzistico (Enrico Pieranunzi e Simona Severini, il 6 marzo 2027), il mondo classico e il folk ancora con il jazz (Bebo Ferra e Salvatore Maiore, il 28 novembre) e i trasversalismi della scena europea contemporanea (Aphorism Quintet, il 17 ottobre). Ma anche repertori apparentemente omogenei sul piano del “genere” fanno dialogare autori diversi per stile ed epoche come Alfonso Alberti, Anatol Toth, Marco Scilironi, Voxonus Quartet, Antonella Bini e Gabriele Rota.
    Poi ci sono i grandi tributi: oltre a quello a John Coltrane nel centenario della nascita, il ricordo di Ornella Vanoni con Anna Maria Castelli (il 14 novembre, il primo programmato a Milano dopo la scomparsa della grande cantante), quindi la classicità del jazz moderno con Claudio Angeleri e Franco Ambrosetti (il 31 ottobre) e la visione contemporanea della musica di derivazione africana americana con il quartetto di Giuseppe Bassi (il 24 ottobre). Infine, due eccezionali pianisti di aree differenti avranno il loro speciale tributo: il grande Bruno Canino (il 30 gennaio 2027 nella Sala degli Affreschi della Società Umanitaria), che eseguirà opere del Novecento e contemporanee, e Antonio Faraò (il 20 febbraio 2027), che presenterà la musica del primo album in solo (Kind of…) da lui registrato dopo quasi mezzo secolo di percorso artistico.
    Come si vede, grandi musicisti, ma anche giovani talenti affollano il cartellone, giovani a cui l’Atelier Musicale offre da sempre un ambito espressivo privilegiato in una città dell’importanza di Milano. Nell’insieme, la scelta del programma si rivela ancora una volta al di là delle mode, dei repertori scontati e delle proposte più inflazionate, per presentare in maniera innovativa uno spaccato assolutamente unico del mondo delle musiche contemporanee, spesso proposte in prime esecuzioni assolute o milanesi.

    ATELIER MUSICALE – XXXII EDIZIONE – Dal 26 settembre 2026 al 6 marzo 2027
    Primo appuntamento della nuova stagione: sabato 26 settembre 2026, ore 17.30
    Monday Orchestra feat. Stefano “Cocco” Cantini
    Il mondo di John Coltrane nel centenario della nascita
    Stefano “Cocco” Cantini solista ospite (sax tenore e soprano), Gabriel Otoya e Alessandro Bottacchiari (trombe), Andrea Andreoli e Carlo Napolitano (tromboni), Giulio Visibelli (sax contralto), Tullio Ricci e Rudi Manzoli (sax tenore), Ubaldo Busco (sax baritono), Mirko Puglisi (pianoforte), Marco Vaggi (contrabbasso), Tony Arco (batteria), Luca Missiti (direzione e arrangiamenti).

    Programma:
    J. Coltrane: Moment’s Notice; Naima; Impressiones; Lazy Bird;
    R. Rodgers: My Favorite Things;
    J. Coltrane: Giant Steps; Central Park West; Acknowledgement.

    In collaborazione con il Grey Cat Festival, prima esecuzione milanese.
    Introduce: Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerto: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
    Abbonamento per l’intera stagione: 80 euro.
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • L!O: countdown per il debutto di “Hold Me”




    Dal 18 settembre 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming “Hold me”, il singolo d’esordio di L!O. Il progetto, distribuito da Warner Music Italia, vede il management a cura di AltaVibe Music, le edizioni a cura di CHIESA & Partners e il supporto di G-Box.

    “Hold Me” racconta la storia di chi vede allontanarsi la persona amata, rendendosi conto solo troppo tardi del valore immenso di quel legame. Attraverso una narrazione intima, il brano esplora il peso dei ricordi che restano, il rimpianto per le parole mai pronunciate e l’eterna speranza di un ricongiungimento, condensata nel verso-chiave “All I want is you to hold me”. Una traccia intensa che parla di amore, assenza e del disperato desiderio di una seconda possibilità.


    Spiega l’artista a proposito del brano: “Il mio nuovo singolo racconta una storia fatta di ricordi e parole rimaste in sospeso. Questo brano nasce dal profondo desiderio di esprimere quel senso di smarrimento che si prova quando una persona speciale si allontana e si vorrebbe fare di tutto per trattenerla. Attraverso il verso ‘All I want is you to hold me’, ho voluto trasformare la mancanza in musica. Spero che questa canzone possa toccarvi il cuore e che ognuno di voi riesca a ritrovarci un pezzo della propria storia.”


    Pre-salva ora il brano



    Biografia

    L!O è un cantautore e musicista emergente. La sua musica unisce la sensibilità cantautorale alle sonorità del pop inglese contemporaneo, ispirandosi ad artisti del calibro di Justin Bieber e Sam Smith. Attraverso il pianoforte, suo strumento principale, esprime un linguaggio emotivo e autentico, in cui melodia e introspezione si fondono per raccontare dinamiche ed esperienze personali.

    Attualmente sta lavorando al suo primo progetto discografico in uscita nel 2027, affiancato dal management di AltaVibe Music, dall’editore CHIESA & Partners e con il supporto di G-Box.

    Molto attivo anche sui social media, L!O sta costruendo la propria identità artistica condividendo contenuti musicali, momenti creativi e aggiornamenti sul suo percorso. La recente pubblicazione di una cover su YouTube e sui suoi canali digitali ha dato il via a un progetto di comunicazione e crescita che accompagnerà passo dopo passo l’uscita della sua musica originale nei prossimi mesi.

    “Hold me” è il nuovo singolo di L!O, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 18 settembre 2026.

  • “Lanterna di fuoco” è il nuovo singolo di Massimo De Simone

    Dal 18 settembre 2026 sarà in rotazione radiofonica “Lanterna di fuoco”, il nuovo singolo di Massimo De Simone, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 settembre.

    “Lanterna di fuoco” è un brano che si sviluppa come un viaggio onirico e sospeso, guidato dall’immagine simbolica di un’altalena che oscilla senza sosta tra passato e futuro. La canzone esplora la memoria e il desiderio di trasformazione, invitando l’ascoltatore a cambiare prospettiva sulla propria vita attraverso la forza della fantasia e dell’immaginazione intese come autentici strumenti di libertà.

    L’intreccio lirico attraversa immagini suggestive — lanterne nel cielo notturno, caroselli e ricordi d’infanzia ricchi di dettagli — fino a raggiungere un messaggio di profonda accettazione e leggerezza. Il pezzo, intimo e sognante, ricorda come l’arte e la musica possano restituire la vertigine e la libertà di volare alto anche quando il tempo sembra rallentare o perdersi.

    L’apertura è affidata a un arpeggio delicato e a un ritmo cullante che evoca l’oscillazione ipnotica dell’altalena, accogliendo una voce dal timbro confidenziale. Con il procedere del brano l’andamento si fa più ampio e incalzante: la struttura musicale cresce in intensità e dinamica, culminando nel picco emotivo della sezione centrale sostenuto dall’immagine del volo e del distacco dalla terraferma.

    Dopo una pausa riflessiva e nostalgica scandita dal quadro del carosello, la traccia scivola verso un finale avvolgente e rassicurante, dove il tempo pare fermarsi in un’atmosfera calda, riconciliata e fiabesca.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Quando ho scritto Lanterna di fuoco, cercavo uno spazio sonoro e visivo che potesse accogliere l’introspezione più profonda senza perdere la leggerezza del sogno. Questo brano è nato proprio dai giochi d’infanzia condivisi con mia sorella Katia, in un tempo in cui ogni fantasia diventava possibile, ma soprattutto reale. Ho capito che il vero inganno non era allora — perché i sogni prendevano davvero forma —, ma risiede nell’oggi, nel non credere più che sia possibile.”

    Il videoclip di “Lanterna di fuoco” è concepito come una vera e propria immersione in un bosco incantato dove la realtà si tinge di magia, sogno e poesia visiva. Diretto e prodotto da Marco Resovaglio — che ne firma la co-produzione insieme allo stesso De Simone —, il video si presenta come un cortometraggio d’autore, capace di intrecciare la forza evocativa della canzone a una narrazione dal profondo impatto simbolico.

    Le riprese, realizzate tra il borgo di Ostia Antica con la sua pineta e il parco di Marino, incastonano il racconto in una dimensione atemporale tra boschi secolari, un antico arco in pietra, corsi d’acqua, laghetti di ninfee e cavalli al pascolo: uno scenario naturale che fa da cornice a una fiaba contemporanea incentrata su libertà, introspezione e connessione viscerale con la terra.

    Protagonisti sullo schermo sono lo stesso Massimo De Simone, nei panni di un poetico spaventapasseri anticonvenzionale con occhiali adornati da girasoli (simbolo di solarità e ricerca di luce), e Katia De Simone, eterea figura silvestre dalle ali fatate in costante dialogo con gli elementi naturali. A impreziosire l’estetica visiva contribuiscono le suggestive sculture lignee del Maestro Giuseppe Faella, i cui volti e dettagli intagliati emergono tra le sequenze, saldando arte plastica e racconto cinematografico.

    Sospeso tra il giorno e la notte, il video traccia un cammino di guarigione e liberazione dalle paure attraverso il potere dell’immaginazione. Il percorso fantastico culmina infine in una nota di toccante nostalgia: l’apparizione di una fotografia d’infanzia, sigillo sul tempo che scorre e sull’incanto dei sogni mai sopiti. “Lanterna di fuoco” si trasforma così in un invito a rallentare il passo, ad ascoltare la voce della natura e a riabbracciare lo stupore fanciullesco che vive dentro ognuno di noi.

    Guarda il videoclip: https://youtu.be/wps3arQb5aI

    Biografia

    Massimo De Simone è un poliedrico cantautore romano la cui identità artistica si muove con naturalezza tra le sfumature del pop-rock, del musical e della musica per immagini. Il suo legame con l’universo sonoro ha radici precoci: lo studio del pianoforte, iniziato a soli sei anni, ha trasformato lo strumento nel fulcro della sua intera produzione. Definito un autore dal talento cristallino, De Simone si distingue per la capacità di intrecciare suono e parola in un costante dialogo tra musica e poesia, scienza e fantasia, elevando il vissuto quotidiano a forma d’arte attraverso una rara sensibilità emotiva.

    La visione di De Simone abbraccia lo spettacolo a 360 gradi, superando i confini della classica forma-canzone. Come autore e produttore teatrale, unisce la composizione alla forza della messinscena, dando vita a esperienze sceniche immersive. Radicato nel panorama culturale romano e attivo con diversi studi di registrazione, vanta una gavetta autentica che spazia dal pianobar fino ai palchi dei teatri del Centro Italia, forte di un’attività live ultraventennale e di numerosi piazzamenti in finali di prestigiosi concorsi musicali nazionali. Tra le sue opere teatrali più rappresentative spiccano il musical a sfondo spirituale Sui passi suoi e Uomo senz’anima, rilettura ispirata al Frankenstein di Mary Shelley.

    La cifra stilistica dell’artista unisce raffinatezza melodica e forte impegno tematico: ne è un chiaro esempio il singolo Il Soave Assolo (2022), scritto per spiegare la guerra ai più piccoli contrapponendo la violenza del conflitto all’innocenza del canto infantile. Un tratto distintivo della sua poetica risiede inoltre nella fascinazione per l’astrofisica e le leggi dell’infinito, tradotte in partiture evocative come Antimateria, Danza Aliena, Stringhe di energia, La canzone dei pianeti, Quasar viola, Linea di Kármán e Valzer onirico, a cui si affiancano brani incentrati sulle sfumature dell’animo umano come Laila (2021), Natale è qua e Sogni e voglie.

    Nel 2026 pubblica i brani “Nonostante tutto e tutti” e “Terrastronave”, consolidando la sua voce di autore indipendente capace di fondere rigore compositivo e autentico slancio lirico.

    “Lanterna di fuoco” è il nuovo singolo di Massimo De Simone disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dall’11 settembre 2026 e in rotazione radiofonica dal 18 settembre. 

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  • “Ti racconto” è il nuovo singolo di Livia Gloria De Angelis

    Dal 18 settembre 2026 sarà in rotazione radiofonica  “Ti racconto”, il nuovo singolo di Livia Gloria De Angelis disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 1° giugno.

    “Ti racconto” è una composizione strumentale dal carattere intimo ed evocativo, costruita su sonorità delicate e atmosfere rarefatte. Il brano si muove con eleganza in uno spazio sonoro sospeso, dove ogni sfumatura timbrica è dosata con cura e sensibilità.

    La sua spiccata componente cinematica dona alla traccia una forte potenza visiva: un invito all’ascolto immersivo capace di lasciar emergere immagini, suggestioni ed emozioni profonde senza il bisogno della parola, affidando alla purezza della melodia il compito di guidare la mente e l’immaginazione dell’ascoltatore.

    Commenta l’artista sul nuovo singolo: “In questo brano mi rivolgo a me stessa. Riaffiorano ricordi lontani e momenti che hanno Lasciato una traccia. L’intenzione è di generare in chi ascolta, l’atmosfera lieve ma un po’ nostalgica che lo ha ispirato.”

    Il videoclip di “Ti racconto” accompagna con le sue immagini l’atmosfera evocativa e intima delle note del brano, suscitando sensazioni profonde e risvegliando suggestivi frammenti di memoria.

    Guarda il videoclip su YouTube:  https://youtu.be/1tivIOwl_pc?si=69loNOVnOOQF0lpm

    Biografia

    Livia Gloria De Angelis è una compositrice profondamente legata alla natura in tutte le sue espressioni. La sua passione per il pianoforte sboccia nei primi anni Duemila grazie all’ascolto delle opere di Ludovico Einaudi: nel 2006 riceve in dono il suo primo strumento e avvia un percorso di studio che si trasforma presto in una precisa esigenza espressiva, orientata verso la scrittura di brani originali.

    La sua produzione discografica conta già all’attivo due album e un singolo, tra cui spiccano pubblicazioni come Senza tempo, C’era una volta e Sognando Olivia. La cifra stilistica della compositrice si distingue per una scrittura essenziale ed estremamente pulita, capace di tradurre in note stati d’animo, memorie e frammenti di vita con un approccio immediato e sincero. Lontana da etichette generazionali o target predefiniti, la sua musica punta a una comunicazione trasversale, offrendo all’ascoltatore una dimensione intima e libera da sovrastrutture.

    Supportata da un team di professionisti esperti del settore che ne curano la preproduzione e gli arrangiamenti, Livia Gloria De Angelis sviluppa una poetica sonora a forte vocazione visiva, con l’obiettivo e l’aspirazione di approdare a sincronizzazioni cinematografiche e colonne sonore per documentari d’autore.

    “Ti racconto” è il nuovo singolo di Livia Gloria De Angelis disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 1° giugno 2026 e in rotazione radiofonica dal 18 settembre.

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  • “Lorazepam” è il nuovo singolo dei CTRL+Z

    Da venerdì 18 settembre 2026 sarà disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme di streaming digitale “Lorazepam” il nuovo singolo dei CTRL+Z per Red&Blue Music Relations distribuito da ADA Music Italy.

     

     

    “Lorazepam” segna un ritorno alle sonorità più cupe e, a tratti, taglienti del primo singolo. L’andamento del brano riflette l’instabilità emotiva che accompagna i momenti più difficili dell’esistenza, mentre il testo racconta una quotidianità segnata da attacchi di panico, solitudine e farmaci.

     

    Spiega la band a proposito del brano: “Lorazepam nasce come il racconto privato del trascorso di uno dei membri della band. Durante la lavorazione, tuttavia, questo racconto si è progressivamente fuso con altri. Alcune persone che hanno assistito al percorso creativo hanno iniziato a condividere proprie esperienze simili e questo ha plasmato la storia raccontata nella canzone andando a cercare e cantare quei dettagli e quei momenti che ritornavano sempre. Pian piano è diventato un racconto collettivo, ad esorcizzare momenti bui molto più comuni di quanto si pensi”.

     

    Guarda il lyric video su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=vYKQ4D2vzus

    CTRL+Z | BIOGRAFIA

    I CTRL+Z sono un’alternativa rock band nata a Bari e attiva dal 2019, frutto della creatività di Claudio Salvucci (voce e testi), Massimiliano Santamato (basso) e Giulio Chirico (chitarra), completata nel 2021 da Fabio Zampetta (batteria) e Claudio Lacalamita (chitarra). In più di quattro anni, la band ha sviluppato un sound unico che fonde alternative rock, hard rock, grunge, hip hop, rap hardcore, indie e rock progressivo.

    Le loro influenze spaziano da Incubus, Tool, King Crimson, Yes, A Perfect Circle ed altri ancora, con contaminazioni che vanno dal new-metal all’hip-hop. Tutti i membri hanno formazione musicale e hanno sviluppato e proposto diversi arrangiamenti ricchi e sperimentali per ogni brano concepito.

    CTRL+Z lavora con un team di produttori, grafici e consulenti per portare la loro musica e la loro estetica al massimo livello. Il loro pubblico ideale è giovane-adulto (18-40 anni), curioso e aperto a generi diversi.

    Con le loro canzoni raccontano esperienze urbane, sfide personali e la ricchezza della diversità musicale. L’obiettivo? Affermarsi nel panorama musicale nazionale nei prossimi due-tre anni, raggiungendo un pubblico sempre più vasto e partecipando a festival e collaborazioni di rilievo.

    Dopo “Solo amore” e “Bugia”, “Lorazepam” è il nuovo singolo dei CTRL+Z disponibile sulle piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 18 settembre.

     

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  • Manuela Dia torna con il nuovo singolo “La danza umana”

    Da venerdì 18 settembre 2026 sarà in rotazione radiofonica “La danza umana” il nuovo singolo di Manuela Dia, già disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 giugno.

    Il brano “La Danza Umana”, registrato tra Piacenza e i celebri Abbey Road Studios di Londra, nasce da una riflessione sulla condizione umana. Nell’antica Grecia, tanto nella commedia quanto nella tragedia, la danza accompagnava lo spettacolo, che continuava nonostante tutto. Una metafora ancora attuale: ogni giorno l’essere umano sale sul palcoscenico della vita, improvvisa nuovi passi, indossa maschere diverse, inciampa, cade e si rialza. La canzone affronta questo continuo alternarsi di leggerezza e dolore attraverso sonorità latinoamericane e un tono ironico, serio ma mai eccessivamente drammatico.

    Spiega l’artista a proposito del brano: “Registrato tra Piacenza e Londra nei celebri Abbey Road Studios, il brano ha finito per coinvolgere tutti in sala. Facevamo fatica anche noi a stare fermi mentre lo si suonava e registrava, perché nonostante il testo un po’ critico e riflessivo, il ritmo aumentava i battiti e ci trascinava con sé. In questi tempi imperfetti e spietati, restare umani, resistere e danzare è quasi una rivoluzione. In un’alba di sopravvivenza c’è ancora tempo per arrivare alla notte”. 

    Il videoclip de “La Danza Umana” accompagna il brano con una sequenza di passi di danza e immagini dal carattere surreale. I movimenti dei protagonisti si susseguono tra ambienti, oggetti e prospettive insolite, seguendo l’andamento della musica e creando un’atmosfera a tratti straniante. La danza rimane al centro del racconto e fa da collegamento tra le diverse scene, mentre situazioni quotidiane assumono progressivamente una dimensione meno reale, quasi a sfidare le normali coordinate del tempo e dello spazio. 

    Guarda il videoclip su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=pdaaJtK4oEg

    MANUELA DIA | BIOGRAFIA

    Manula Dia è una cantante, autrice e compositrice piacentina. Artista poliedrica e prolifica che sfugge ad ogni cliché. Nata come vocalist, ha collaborato con alcuni tra i più famosi artisti italiani, tra cui Celentano, Jovanotti, Dalla, Toto Cutugno e Pino Donaggio. Ha poi intrapreso un suo cammino creativo con grande determinazione, studiando chitarra classica, canto, armonia jazz, improvvisazione e composizione. Canta e scrive in quattro lingue, si definisce un’artigiana prestata alla musica. Scrive inseguendo memorie e silenzi armata di matita e pentagramma, tra una pausa e l’altra. Ha vinto il Premio Tenco e il Premio Recanati per la musica d’autore, ma l’incontro con il jazz cambiò il suo modo di scrivere e di rapportarsi con la musica. Musicista schiva e poco incline alle ribalte, adora Tom Waits, Chet Baker, la poetica di Leonard Cohen, David Bowie, Erik Satie, David Sylvian, Paolo Conte, Enzo Jannacci, Serge Gainsbourg e Jobim. Appassionata di cinema, poesia, letteratura e pittura, si divide tra arte e famiglia. Ha lavorato per la pubblicità, per il teatro, passando dal blues al pop, dalla bossa nova alla dance e dal soul al latin-jazz, perché la musica è un linguaggio universale che non ha confini territoriali, mentali o creativi. Lavora da sempre con Massimo Braghieri Paramour amico e musicista eclettico che ha curato gli arrangiamenti e le produzioni di gran parte dei brani facenti parte dell’album “La Danza Umana”, registrati tra l’Elfo Studio di Tavernago, l’Intonoise Studio di Londra e infine masterizzati da Geoff Pesche agli Abbey Road di Londra. Hanno partecipato al progetto, scritto e cantato interamente da Manuela: Massimo Paramour al pianoforte, Renato Podestà alle chitarre, Roberto Lupo alla batteria, Federico Malaman al basso, Mauro Ottolini al trombone, Giovanni Guerretti alle tastiere, Davide Ghidoni alla tromba e Matteo Pescarolo al sax. Nelle sue canzoni c’è sempre una vena d’ironia, parole sospese tra leggerezza e malinconia. Manuela Dia cerca di raccontare il suo tempo, con tutte le sfumature e le contraddizioni che questo tempo ha.

    “La danza umana” è il nuovo singolo di Manuela Dia disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 12 giugno e in rotazione radiofonica da venerdì 18 settembre. 

    Sito Web | Instagram | Spotify

  • LO STUDIO ILLEGALE Esce il nuovo disco “PARANOIA” Già disponibile in digitale dal 4 settembre, dal 18 settembre anche in formato CD Venerdì 18 settembre la presentazione live a Roma allo Studio 26

    Si intitola “PARANOIA” il nuovo disco de Lo Studio Illegale, disponibile in digitale dal 4 settembre per Ada Music e, dal 18 settembre, anche in formato CD fisico per La Grande Onda/Warner Music.
    Con “PARANOIA”, la band racconta il desiderio di oltrepassare i confini della propria quotidianità, di lasciare il riparo familiare e partire alla scoperta dell’ignoto. Nuovi luoghi, nuovi incontri, nuovi suoni: un viaggio che porta con sé entusiasmo e libertà, ma anche quel senso inevitabile di nostalgia che emerge quando ci si allontana dalle proprie radici.
    «È proprio nella distanza che impariamo a riconoscere il valore di ciò che abbiamo lasciato. La provincia, con i suoi limiti e la sua familiarità, diventa così un luogo dell’anima, un rifugio a cui tornare. Perché partire significa scoprire il mondo, ma tornare significa riconoscersi. Cantare l’amore di provincia significa cantarsi».
    Prodotto da Marco “Diniz” Di Nardo dei Management del Dolore Post-Operatorio, il disco costruisce il proprio universo sonoro nell’incontro tra cantautorato e indie degli anni Dieci, dando forma a un racconto personale e generazionale.
    Lo Studio Illegale presenterà dal vivo “PARANOIA” venerdì 18 settembre a Roma, allo Studio 26 (Vicolo del Fico, 3).
    TRACKLIST
    1. RAGA
    2. ANNEGARE
    3. PARANOIA
    4. LUNEDÌ
    5. COME SARÀ
    6. COME NESSUNA
    7. ANCHE DI DOMENICA
    8. QUI CON ME
    9. SE RIMANGO
    10. VORREI FOSSE DOMENICA
    Bonus track:
    PARANOIA (DREAM VERSION)
    Lo Studio Illegale è una band Indie-Pop proveniente dalla Tuscia.
    A seguito di traguardi come le finali del Premio Fabrizio De Andrè 2019, LazioSound, European Social Sound, Sanremo Rock e la semifinale di Musica Contro le Mafie e Contesto Indie riescono ad aprire concerti a Mr Rain, Willie Peyote, Coma Cose, Zen Circus, Achille Lauro, Piotta, e da qui nasce un rapporto discografico con La Grande Onda.
    A febbraio 2022 vengono selezionati da Rai Isoradio per presentare il loro progetto a Casa SIAE a Sanremo nei giorni del festival.
    Nel 2023 esce il primo disco (pubblicato da La Grande Onda) dal titolo “Troppo Tardi” prodotto da Emiliano Rubbi. A cui seguiranno due singoli Paranoia (2024) e Lunedì (2026) prodotti da Marco “Diniz” Di Nardo dei Management del Dolore Post-Operatorio che hanno anticipato largamente l’album in arrivo: PARANOIA. 
    Prodotto da La Grande Onda e realizzato nell’ambito del progetto LAZIO sound, finanziato dalle Politiche Giovanili della Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
  • “Omaggio a Guccini” con Lega, Baldoni e Germini: sabato 19 settembre alla Camera del Lavoro di Milano

    Il grande cantautore emiliano, scomparso a inizio agosto all’età di 86 anni, verrà ricordato nel concerto-racconto ideato da Alessio Lega (voce, chitarra) insieme a Guido Baldoni (voce, fisarmonica, pianoforte) e Massimo Germini (voce, chitarra classica, bouzouki). Ingresso libero fino a esaurimento posti 
    MILANO – È in programma sabato 19 settembre alla Camera del Lavoro di Milano il concerto-racconto “Omaggio a Guccini”, organizzato dall’associazione culturale Secondo Maggio in collaborazione con la CGIL Milano per ricordare il grande cantautore emiliano, scomparso poche settimane fa all’età di 86 anni. L’evento andrà in scena nell’auditorium Di Vittorio alle ore 17.30 con ingresso libero fino a esaurimento posti.  
    Lo spettacolo nasce da un’idea di Alessio Lega (voce, chitarra), cantautore e scrittore due volte vincitore della Targa Tenco, che condividerà il palco con Guido Baldoni (voce, fisarmonica, pianoforte), specializzato nei repertori poetici e teatrali, e Massimo Germini (voce, chitarra classica, bouzouki), compositore, arrangiatore e storico collaboratore di Roberto Vecchioni.
    Cantautore, autore, scrittore, sporadicamente anche attore, autore di colonne sonore e di fumetti, allergico alle celebrazioni e alla retorica ma anche punto di riferimento, in un momento in cui si avverte drammaticamente la mancanza di figure simbolo, Francesco Guccini fa parte di quella generazione che con la canzone d’autore ha dato uno dei contributi più significativi e originali alla cultura italiana del secolo scorso.
    Spiega Alessio Lega: «Francesco Guccini  ha avuto una vita lunga e feconda ed è stato un autore coltissimo, intimista e leopardiano. Era ossessionato dal tempo che passa, ma era anche una persona vitale, burlona, giocosa. Chi ha assistito a un suo concerto sa che era un formidabile intrattenitore, serio e faceto al tempo stesso, capace di parlare al pubblico di un palazzetto dello sport come agli avventori di un’osteria. In “Dio è morto”, “Auschwitz” e nei suoi primi brani rivive il mito della controcultura americana, mescolato con la tradizione poetica della canzone francese. In lui convivono Bob Dylan e Jacques Brel. Poi la sua visione si allarga e nascono decine di capolavori come “L’incontro”, “Il vecchio e il bambino”, “Il pensionato”, “L’avvelenata”, forse la più nota invettiva della poesia cantata del Dopoguerra, ed ovviamente “La locomotiva”, inno anarchico post-moderno che tiene insieme distanza e partecipazione e che è stato l’educazione politico-sentimentale di tre generazioni».
    Intimista, “romanticamente anarchico” ma anche esplicitamente di sinistra e dalle forti convinzioni antifasciste, spirito inquieto e critico (“Primavera di Praga”), Guccini era attento anche al presente (“Canzone per Silvia”, “Piazza Alimonda”). Per nessuno come per lui era vero lo slogan «Il personale è politico», senza però dimenticare i riferimenti familiari, le origini contadine, il paese di Pavana, nel cuore dell’Appennino tosco-emiliano, il mulino di famiglia e il nonno emigrante in America (“Amerigo”). 

    Sabato 19 settembre 2026, ore 17.30
    Omaggio a Francesco Guccini
    Concerto-racconto con Alessio Lega (voce, chitarra), Guido Baldoni (voce, fisarmonica, pianoforte) e Massimo Germini (voce, chitarra classica, bouzouki).
    Dove: auditorium G. Di Vittorio, Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, Milano.
    Ingresso libero fino a esaurimento posti.
    cell: 3356616363.