Autore: AndreaInfusino

  • La colonna sonora di una vita: la celebre pianista Giulia Vazzoler in libreria con “PER ELISA. Storie di musica e di frontiera”

    Pianista di fama internazionale e docente di Conservatorio con la missione di demistificare la musica classica, fondendo il rigore della tradizione con un approccio contemporaneo e accessibile, Giulia Vazzoler arriva in libreria con “PER ELISA. Storie di musica e di frontiera”, pubblicato da Florestano Edizioni e parte di un progetto cross-mediale che lo vedrà fruibile anche sotto forma di disco (Label: AlfaMusic), perché ci sono emozioni che, per essere raccontate, hanno bisogno di una colonna sonora.

    Più che un saggio sulla musica per appassionati di musica classica o solo un memoir, è un racconto in cui ogni capitolo nasce dall’incontro tra una composizione per pianoforte — Beethoven, Chopin, Debussy, Brahms, Bach — e un frammento di esistenza. Tutto comincia con “PER ELISA”, simbolo di un’assenza originaria: il padre scomparso quando l’autrice era bambina. Da quella ferita prende avvio un viaggio che attraversa frontiere geografiche e interiori: la Siria in guerra, la Palestina dei muri e dei checkpoint, le città del Golfo Persico, la Florida, l’Africa occidentale.

    “C’è un tempo per l’interpretazione e un tempo per la rivelazione. Il mio è arrivato. ‘PER ELISA’ è il mio manifesto personale, che prende la forma ambiziosa di un doppio esordio, discografico ed editoriale.

    Nasce da una convinzione profonda: un’artista, oggi, non può più nascondersi dietro al suo strumento – ha dichiarato l’autrice.

    Ho scelto di portare la musica fuori dai suoi luoghi sacri, non per profanarla, ma per restituirle la sua funzione originaria: essere la colonna sonora della vita. Per questo la mia musica risuonerà negli ospedali, si mescolerà alla risacca del mare, al fruscio delle foglie in un bosco e all’eleganza di una boutique. La bellezza non va confinata, va liberata.

    La mia formazione è stata un voto alla perfezione tecnica, un’immersione totale nella partitura. Un percorso rigoroso che insegna il controllo assoluto, ma che rischia di farci dimenticare il motivo per cui abbiamo iniziato: l’emozione. In questa ricerca della nota impeccabile, della prassi esecutiva filologica, abbiamo smesso di parlare al cuore delle persone.

    E allora, per la prima volta, il vero spartito sono io.

    In ‘PER ELISA’ c’è tutto: la fame di mondo che mi divorava negli anni del Conservatorio, i viaggi che mi hanno spinta oltre i miei limiti, le missioni umanitarie che mi hanno insegnato il valore del silenzio. Ma ci sono anche le mie fragilità, la mia storia, la mia famiglia, i miei amori.

    Non è un semplice progetto di divulgazione. È un invito a sentire. Un’esperienza pensata per arrivare direttamente alla pancia, senza chiedere il permesso alla mente.

    La musica classica è diventata un’arte da museo: magnifica, intoccabile e, troppo spesso, senza vita. La mia non lo sarà. ‘PER ELISA’ è il primo passo per restituire alla musica la sua vera natura: un’esperienza viscerale, non un esercizio intellettuale. Non sto ‘svecchiando’ un genere; sto proponendo un nuovo modo di sentirlo, di viverlo: il mio. Portandola fuori dai suoi confini abituali, non la banalizzo, al contrario: le restituisco il suo potere universale”.

    “Con questo libro, Florestano Edizioni conferma ancora una volta la propria linea editoriale, fondata su un importante progetto di divulgazione musicale: rendere la conoscenza della musica accessibile a tutti, non soltanto agli addetti ai lavori – ha commentato l’editrice Roberta Magarelli.

    Conoscere la storia della musica, i motivi che hanno portato alla composizione di un brano e il contesto che si cela dietro ogni opera, dal Cinquecento ai giorni nostri, può avvicinare molti lettori anche all’ascolto della musica colta. Il libro di Giulia rappresenta pienamente questo progetto e ne incarna con efficacia lo spirito divulgativo”.

    La musica si rivela quindi essere un linguaggio universale, capace di costruire ponti tra culture diverse e dare forma a ciò che le parole non riescono a dire. “PER ELISA” è il racconto di una vita attraversata dalla musica e una meditazione sul potere dell’arte di trasformare il dolore in conoscenza.

    DATI TECNICI

    Autore: Giulia Vazzoler

    Editore: Florestano Edizioni

    Collana: Echi di musica

    Genere: Narrativa moderna

    Anno edizione: 2026

    In commercio dal: 31 maggio 2026

    Pagine: 280 p., Brossura

    Prezzo: 20,00 Euro

    EAN: 9791282085281

    Primo singolo sulle piattaforme digitali dal 2 giugno: https://bfan.link/fur-elise

    Titolo: Für Elise (Bagatelle No. 25 in A minor, WoO 59) 

    Artista: GIULIA VAZZOLER 

    Compositore: Ludwig van Beethoven

    Label: AlfaMusic, 2026.

    BIO

    Giulia Vazzoler è una pianista di fama internazionale e docente di Conservatorio con una missione chiara: demistificare la musica classica, fondendo il rigore della tradizione con un approccio contemporaneo e accessibile. Attraverso il suo brand “The Italian Pianogirl”, è diventata la pianista classica più influente d’Italia sui social media, dimostrando una straordinaria capacità di connettersi con un pubblico vasto e diversificato.

    Figura poliedrica, Giulia arricchisce il suo profilo con esperienze come TEDx speaker, critica musicale, conduttrice radiofonica e volto televisivo. La sua unicità si manifesta anche nelle collaborazioni con prestigiosi brand di lusso e moda, dove coniuga con maestria eleganza artistica e spessore culturale.

    La sua carriera concertistica l’ha vista calcare palcoscenici in tutta Europa, negli Stati Uniti, in Medio Oriente e in Africa. Parallelamente, un profondo impegno sociale, maturato in contesti umanitari complessi come campi profughi e zone di guerra, arricchisce il suo profilo artistico con un’inedita sensibilità. Dopo anni di attività itinerante, ha scelto di stabilirsi in Riviera del Brenta. Scrive per la rivista “Musica” e conduce “Al piano di Giulia” in onda su Televenezia. È Veneto Creator per la Regione Veneto.


  • “Vento d’estate” è il nuovo singolo dei Lime Loop

    Dal 12 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in rotazione radiofonica “Vento d’estate”, il nuovo singolo dei Lime Loop per Up Music prodotto da Sabatino Salvati. Il brano sarà presentato dal vivo sabato 13 giugno in occasione del Kiss Kiss Play Summer, all’interno della tappa di Baia Domizia.

    “Vento d’estate” è una bachata moderna che unisce atmosfere romantiche e sonorità coinvolgenti a un profondo messaggio di speranza e rinascita. Il brano nasce tra le mura del reparto di oncologia di Brescia, mentre Carlo Tavella, oggi componente dei Lime Loop, stava affrontando una delle sfide più difficili della sua vita. In quei giorni segnati dall’incertezza, la musica è diventata rifugio, forza e speranza.

    Proprio durante quel percorso prese forma una promessa: una volta superata la malattia, sarebbe nata una canzone capace di raccontare la vita, la libertà e la gioia di guardare al futuro. Da quella promessa nasce “Vento d’estate”.

    Tra immagini di mare, notti d’estate, vento sulla pelle e amori che lasciano il segno, il brano celebra la bellezza delle seconde possibilità e il desiderio di vivere intensamente ogni emozione. Più che una semplice storia d’amore, “Vento d’estate” rappresenta il coronamento di un sogno custodito nei momenti più difficili e trasformato in musica grazie alla forza dell’amicizia, della determinazione e della speranza.

    Oggi quella promessa è diventata realtà. Carlo ha vinto la sua battaglia e i Lime Loop presentano un brano che non è soltanto un nuovo singolo, ma il simbolo di una rinascita e la testimonianza che, anche nei momenti più bui, è possibile continuare a credere nel domani.

    Commentano gli artisti a proposito del brano: “Vento d’Estate non è soltanto una canzone. È una promessa che ci siamo fatti in uno dei momenti più difficili della nostra vita. Tra le mura del reparto di oncologia di Brescia abbiamo imparato quanto ogni giorno sia prezioso e quanto sia importante non smettere mai di guardare avanti. In quei momenti abbiamo immaginato un futuro fatto di musica, libertà e sorrisi, e ci siamo detti che un giorno avremmo trasformato quella speranza in una canzone. Oggi quel giorno è arrivato. “Vento d’Estate” racchiude tutto quello che abbiamo provato: la paura, la forza, l’amicizia, l’amore per la vita e la voglia di ripartire. È il simbolo di una rinascita personale e artistica che vogliamo condividere con chiunque stia affrontando una sfida o inseguendo un sogno. Quando cantiamo questo brano pensiamo al mare, al vento sulla pelle e alla sensazione di sentirsi finalmente liberi. Per noi rappresenta la vittoria della speranza sulla paura e la dimostrazione che, anche nei momenti più bui, vale sempre la pena credere nel domani.

     

    Biografia

    La storia dei Lime Loop non è una semplice biografia, ma un viaggio magnetico fatto di evoluzioni artistiche, incroci del destino e una viscerale, travolgente passione per la musica. Tutto comincia nel 2015 con i No Name Italian Flavour, un duo pop lirico fondato da Matteo Montresor “Teo”, tenore originario di Villafranca di Verona. Per otto anni la sua inconfondibile firma vocale calca i palchi, fino al 2023, quando le strade dei componenti si separano; per Teo, tuttavia, la fine di quel capitolo è solo l’alba di qualcosa di straordinario.

    Sempre nel 2023, tra le mura del reparto di oncologia di Brescia, avviene un incontro che cambia ogni cosa e ridefinisce l’anima stessa del progetto. In quel momento così delicato nasce una filosofia profonda, basata sull’idea che tra le persone non debbano esistere legami che stringono, ma un’unione per la vita guidata dal desiderio che libera. È proprio con questo spirito che Teo incrocia Carlo Tavella, talento puro originario di Reggio Calabria, con cui l’intesa umana e artistica è immediata. Il passo successivo si rivela decisivo quando Teo presenta Carlo ad Antonio Salvati, discografico della Rosso al Tramonto di Milano. Per Salvati si tratta di un vero colpo di fulmine professionale: folgorato dalle sonorità e dall’unicità vocale di Carlo, lo promuove all’istante come nuova metà del gruppo, dando ufficialmente inizio all’era dei Lime Loop. Questa unione porta con sé una rivoluzione totale, spingendo lo stesso Teo a reinventarsi attraverso un’eclettica e inedita veste pop che affianca e rinnova la sua impostazione lirica.

    Oggi i Lime Loop proiettano tutto il proprio bagaglio precedente in un sound moderno, fresco e magnetico, arricchito da un repertorio caratterizzato da firme stellari e collaborazioni d’autore. Nel loro catalogo spiccano infatti gemme assolute come “Grido e Canto”, firmata da Gatto Panceri e Claudio Bastianelli, e “Chilometri di noi”, un prestigioso featuring con la leggenda Bobby Solo che ha conquistato una vetrina di rilievo su TGCOM24. A queste si aggiungono “Finché c’è musica” e “Musica nueva”, tracce scritte da Luca Sala (già vincitore del Festival di Sanremo 2012 come co-autore del brano di Emma Marrone “Non è l’inferno”).

    “Vento d’estate” è il nuovo singolo dei Lime Loop disponibile sulle piattaforme di streaming digitale e in rotazione radiofonica dal 12 giugno 2026 per Up Music/Il Branco Publishing.

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  • “Fantasma” è il nuovo singolo de La Tempesta Gentile

    Da venerdì 12 giugno 2026 sarà in rotazione radiofonica “FANTASMA” (Overdub Recordings), il nuovo singolo de LA TEMPESTA GENTILE, disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 giugno.

    “FANTASMA” è un brano che parla del bisogno di allontanarsi dal caos esterno per ritrovare lucidità e contatto con sé stessi. Una presa di distanza volontaria dal rumore continuo della realtà e della comunicazione contemporanea, vissuta non come fuga, ma come necessità di protezione e consapevolezza.

    Urlare con il silenzio, l’assenza per agire, l’ombra per risaltare. Questo è FANTASMA, in caps lock, che nella comunicazione digitale è urlo, urgenza, paradossalmente in una parola che indica qualcosa che potrebbe non esserci o comunque mai appieno percepibile. Un tentativo di rendersi impermeabili al mondo esterno, tenersi fuori non per nascondersi, ma per rimanere lucidi.

    FANTASMA è una presa di distanza, una dimensione intima, un rifugio personale, un’ansa fuori dalla corrente, dove senza lasciarci trascinare via, possiamo davvero comunicare con noi stessi nella forma più silenziosa ma incisiva: il nostro pensiero.

     

    Spiega la band a proposito della nuova release: “FANTASMA è un piccolo tutorial di 4 minuti su come salvarsi dalla corrente del fiume Tendenza, un fiume sempre in piena con acque profonde e limacciose, che a volte può spazzare via facilmente ogni possibilità di usare il proprio pensiero. Può funzionare ma non garantiamo”.

    LA TEMPESTA GENTILE | BIOGRAFIA

    La Tempesta Gentile è una band nata nel 2021 a Reggio Emilia, composta da Luca Canei (basso, voce), Giovanni Artioli, (batteria, handpan), ed Ilaria Past (synth, elettronica). La band, dopo i primi anni passati a mettere a fuoco la propria proposta, ha prodotto il proprio album di debutto “LTG”, uscito ad aprile 2024 per Overdub Recordings.

    La Tempesta Gentile ha mosso i primi passi con la particolare formazione a duo, nata con l’idea di dare una propria rilettura personale del genere chitarristicamente stratificato per eccellenza, lo shoegaze, con i soli utilizzi del basso, supportato dall’effettistica, e della batteria, a volte alternata ad uno strumento denso di risonanze e riverberi come l’handpan. Dopo l’uscita del primo album, la band ha iniziato ad ampliare ed affinare anche una componente elettronica nel proprio sound, ispirata soprattutto a sonorità trip-hop ed electroclash, diventando stabilmente un power-trio basso-batteria-synth.

    Per il 9 giugno è prevista l’uscita del nuovo singolo “FANTASMA”, primo estratto dal secondo album, “Assenza e rumore”, in uscita a settembre 2026, sempre per Overdub Recordings, registrato a Benevento al South Berlin Studio.

    “FANTASMA” è il nuovo singolo de La Tempesta Gentile pubblicato da Overdub Recordings disponibile sulle piattaforme digitali di streaming dal 9 giugno e in rotazione radiofonica da venerdì 12 giugno.

     

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  • Numa Nardoni e la canzone che non lascia archiviare la morte dei bambini come cronaca ordinaria

    Ci sono madri e padri che non possono più dire “buonanotte” ai propri figli, perché una guerra, un bombardamento, una mano assassina, li ha portati via prima che la loro vita potesse davvero cominciare. Immagini strazianti che la cronaca ci consegna con una frequenza così assidua e spietata da rischiare l’assuefazione. Corpi piccoli avvolti in un telo che arrivano sugli schermi, attraversano i notiziari, restano per qualche ora nei feed e poi vengono sostituiti da altre immagini, altre morti, altri nomi.

    Dormi”, il nuovo singolo di Numa Nardoni, terzo estratto dall’EP “La Camera di Plastica”, nasce dal lutto più innaturale, quello dei genitori che sopravvivono ai propri figli. Distribuito da Needa Records, il brano è una ninna nanna funebre dedicata ai bambini uccisi dalle guerre, dagli omicidi e da ogni forma di violenza capace di interrompere una vita prima ancora che possa diventare adulta.

    Una canzone sulla violenza cieca e su quella forma estrema di ingiustizia che si consuma quando non c’è stato tempo per i sogni, per la possibilità stessa di diventare. Nel testo, c’è una madre davanti al corpo del figlio, ci sono parole che sembrano dette a voce bassa, quando non resta più niente da fare: «Ti accarezzo, ti piango addosso». Numa Nardoni sceglie di raccontare la tragedia senza distanze, dall’ultimo contatto, dall’ultima carezza, dall’amore che continua quando la vita è già stata interrotta.

    Nel disco, interamente prodotto e realizzato dallo stesso Nardoni durante una settimana di malattia e isolamento, “Dormi” è il pezzo in cui la critica alla contemporaneità smette di essere sarcasmo, furore o provocazione e diventa lutto.

    Se “Vita decadente” fotografa un mondo allo stremo, “Sbatto” attacca l’ipocrisia dei social network, “Sei anche Michelle” racconta la libertà di espressione identitaria e “Syntheticpunk” porta il caos in una forma cyber e disturbante, “Dormi” scava nell’infanzia violata. È una canzone contro la guerra, ma non solo. È una canzone contro ogni forma di violenza che trasforma un figlio in un corpo da piangere.

    «Avevo stupore, magie negli occhi che ora spenti non vedono più» è un verso che racchiude la cancellazione del futuro, dei desideri non ancora formulati, dei giochi non ancora finiti; tutto ciò che un bambino avrebbe potuto diventare e che la violenza ha interrotto senza chiedere permesso.

    Proprio per questo “Dormi” non ha bisogno di citare una guerra specifica. Non appartiene a un solo conflitto, a una sola pagina di cronaca, a un solo Paese. Parla di Gaza, dell’Ucraina, dei conflitti dimenticati, delle case violate, dei giovani strappati alla vita da un carnefice che si trova tra le mura domestiche e della brutalità che entra nelle famiglie lasciandole attonite. Non c’è uno specifico rimando geopolitico, ma una carezza che non ha bandiere, colori, religioni o partiti e che, purtroppo, arriva quando tutto è già accaduto.

    Il brano è accompagnato dal videoclip ufficiale, nato da un’idea di Numa Nardoni e scritto a quattro mani con Gabriele Corsini, videomaker e autore anche della regia e delle riprese. Girato in due giornate attraversando diverse zone della Toscana e presentato in anteprima nazionale su Sky TG24, il video traduce il testo in un’immagine simbolica centrale: un velo rosso, segno dei piccoli corpi senza vita.

    Al centro del video c’è Francesca Nerozzi, attrice protagonista, chiamata a dare volto a tutte le madri e, più in generale, a tutti i genitori costretti a vivere sulla propria pelle il dolore più innaturale. Le sue immagini si alternano a quelle di Numa Nardoni, ripreso mentre canta il brano in luoghi suggestivi della Toscana, in una geografia visiva che allarga la stanza dell’EP e porta il lutto in spazi aperti, ricordando che la violenza non resta mai confinata al luogo in cui avviene.

    In un oggi in cui le immagini di guerra e morte scorrono sui telefoni con una velocità che spesso anestetizza lo sguardo, Numa Nardoni sceglie di rallentare, fermandosi su una ninna nanna e trasformando la frase più tenera dell’accudimento — «Dormi, amore» — in un commiato.

    «“Dormi” – dichiara – è una canzone nata dal bisogno di denunciare una delle cose più orribili che l’essere umano possa mettere in atto: costringere migliaia di genitori ad assistere alla morte dei propri figli, a toccarla con mano, a portarla addosso per sempre. Non è un brano politico nel senso degli schieramenti. È una canzone contro la ferocia. Contro le guerre, contro la violenza, contro tutto ciò che distrugge i bambini e lascia i genitori vivi dentro qualcosa che non si può nemmeno immaginare. Nel video il velo rosso rappresenta quei piccoli corpi, quelle vite spezzate. Volevamo raccontare il dolore senza spettacolarizzarlo, con rispetto, lasciando che fosse la musica a dire ciò che spesso le parole non riescono più a sostenere.»

    Artista fiorentino, cantante e cantautore rock attivo dal 1999, Numa Nardoni porta avanti una scrittura teatrale, spesso abrasiva, capace di muoversi tra rock, punk, elettronica, ironia e denuncia. Ne “La Camera di Plastica” questa cifra trova una forma particolarmente compatta: sette brani nati in isolamento, con una produzione indipendente e un’urgenza espressiva che attraversa il disco dall’inizio alla fine.

    Il titolo dell’EP, “La Camera di Plastica”, rimanda alla stanza in cui il lavoro è stato concepito e prodotto, ma anche a una condizione più ampia: una realtà sempre più artificiale, deformata, filtrata da schermi, social, linguaggi prefabbricati e relazioni impoverite. Dentro questa camera, Numa osserva il presente senza cercare di alleggerirlo, edulcorarlo o adattarlo alla forma canzone. Lo prende per quello che è: disordinato, feroce, instabile, a tratti grottesco.

    “Dormi” non offre una via d’uscita e non consegna una morale. Resta davanti a una scena e chiede di non distogliere lo sguardo. In un momento storico in cui la morte dei bambini rischia di diventare una notizia tra le altre, il brano riporta quella morte dentro una forma che pretende attenzione, rispetto, tempo.

    Una canzone può non cambiare il corso degli eventi. Può però impedire, almeno per qualche minuto, che una tragedia venga archiviata come l’ennesima notizia da scorrere e dimenticare.

  • Musica, danze, fiabe, passeggiate e meraviglie con i Notturni a Villa Arconati il 19 e il 20 giugno in compagnia di Mary Poppins, Mozart e Pierino e il lupo


    La “piccola Versailles” alle porte di Milano si animerà con due giorni di mirabilia: spettacoli, danze, musica dal vivo, visite e passeggiate alla scoperta di una delle più belle e maestose ville di delizia lombarde e del suo magnifico Giardino

    MILANO – Per il secondo anno consecutivo, la magnifica Villa Arconati di Castellazzo di Bollate, la “piccola Versailles lombarda”, ospiterà i Notturni, l’evento site-specific organizzato dall’associazione culturale Musicamorfosi, maratona di performance no-stop in cui musica dal vivo, suoni e danze si intrecceranno, venerdì 19 e sabato 20 giugno, in un’elettrizzante esperienza caleidoscopica. Una doppia (e magica) serata da vivere nel Giardino – e non solo – di una delle più belle e maestose ville di delizia del Milanese, dove Mary Poppins, Pierino e il Lupo e Wolfgang Amadeus Mozart diventeranno personaggi in carne ed ossa, pronti a dischiudere le porte di un mondo di scoperte e meraviglie.
    Due serate nel corso delle quali l’incanto e lo stupore andranno di pari passo con la divulgazione culturale e con la possibilità di vivere la grande musica classica in un ambiente straordinario e avvolgente. Liberi di vagare, ascoltare, danzare e perdersi in un tempo sospeso, gli spettatori potranno danzare a ritmo di swing, rivivere la celebre fiaba di Prokofev, esplorare i magnifici e monumentali spazi di Villa Arconati grazie alle visite guidate (in programma alle ore 18.45 e alle 19.45 e organizzate dalla Fondazione Augusto Rancilio) e avvicinarsi ai segreti del grande compositore austriaco con una passeggiata musicale (dalle ore 19), intitolata “Alla scoperta di Mozart nei Giardini”, a cura di Martino Dondi, direttore di coro e d’orchestra e brillante divulgatore musicale. Subito dopo e per tutta la serata spazio a “Mary Poppins Swing”, ciclo di performance danzate, soliste e collettive, dalla finestre e negli spazi aperti della Villa. In programma anche lezioni di Swing, con gli insegnanti della Swinguys Accademy, e dj set.
    Intorno alle 20.15 saranno di scena l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano e la soprano Barbara Massaro, che eseguiranno tre famosissime arie di Mozart tratte da Le Nozze di Figaro e Don Giovanni
    Alcune composizioni del geniale compositore salisburghese (la Sonata K 545 e il celebre Rondò alla Turca) animeranno anche lo splendido Giardino alla francese, luogo di attrazione e d’incontro tra natura e architettura, cultura e svago, passato e presente: i protagonisti saranno la violinista Martina Cicciò, il clavicembalista Lorenzo Zandonella Callgher e la danzatrice Clelia Fumanelli nella parte di Costanza, la moglie di Mozart.
    Infine, lo splendido Teatro di Diana accoglierà, alle ore 21 e 21.45, lo spettacolo intitolato “Pierino, il lupo e Cappuccetto rosso”Nicoletta Tiberini (voce recitante) e l’Orchestra Canova interpreteranno la celeberrima fiaba di Sergej Prokofev e un originale brano rap di Cappuccetto Rosso con le parole di Roberto Piumini e la musica di Giovanni Bataloni.

    Organizzati da Fondazione Augusto Rancilio, in partenariato con il comune di Bollate e in collaborazione con Musicamorfosi e con il contributo di Fondazione CARIPLO – progetto MIRABILIA, i Notturni a Villa Arconati costituiscono una sorta di anteprima del Festival di Villa Arconati, al via il prossimo 2 luglio con il concerto dei Gipsy Kings.

    Prevendita online (fino al giorno prima dell’evento): www.villaarconati-far.it 
    Ingresso: biglietto intero 15 euro; con passeggiata guidata 25 euro.
    In biglietteria (il giorno dell’evento): biglietto intero 20 euro; con passeggiata guidata 30 euro.
    Omaggio: bambini fino ai 10 anni e accompagnatori di persone diversamente abili.
  • SHAZA “BRUCIA PIANO” Dal 5 giugno in radio


     

    Dal 5 giugno sarà disponibile “Brucia Piano” (Greys Company), il nuovo singolo di Shaza, cantautrice e polistrumentista italiana, primo tassello del suo nuovo progetto discografico.

    “Brucia Piano” è un brano intimo e autentico che racconta il lento consumarsi delle emozioni all’interno di una relazione che cambia. Nato tra notti insonni, pensieri ricorrenti e silenzi difficili da colmare, il singolo trasforma sentimenti profondi in immagini evocative, sospese tra nostalgia, fragilità e desiderio di restare.

    «È una canzone nata in un periodo in cui avevo molte cose dentro che non riuscivo a esprimere. Non è un’esplosione improvvisa, ma il rumore silenzioso di qualcosa che si consuma poco alla volta. Racconta la distanza che può nascere anche tra persone che si amano, il peso delle parole non dette e la paura di perdere qualcosa mentre la si sta ancora vivendo», racconta Shaza.

    Con una scrittura diretta e senza filtri, l’artista restituisce una malinconia delicata e universale, lasciando spazio all’immedesimazione di chi ascolta.

    «Vorrei che questa canzone fosse percepita come uno spazio in cui riconoscersi. Se anche una sola persona riuscirà a ritrovare se stessa in queste parole, allora avrà già raggiunto il suo scopo».

    SHAZA BIOGRAFIA

  • Hot Jazz, canzone d’autore e suoni eterei al Volvo Studio Milano dal 10 giugno all’1 luglio


    “E la chiamano estate…” è una minirassegna raffinata e intrigante con i Dixie Blues Blowers di Mauro L. Porro e i progetti “Ritratto italiano” 
     a cura di Elena Tavernini, Francesco Baiguera e Massimiliano Milesi e “Março” con il trio composto da Marta Frigo, Sofia Zavaglia e Martina Campi

     

    MILANO – Tre concerti che più diversi non potrebbero essere e che  dimostrano, ancora una volta, la varietà e la ricchezza della musica jazz tra rispetto della tradizione e felici contaminazioni, contemporanee e non: il tutto in programma negli spazi esterni del Volvo Studio Milano, in viale della Liberazione ang. via Melchiorre Gioia, per una minirassegna sfiziosa e intrigante intitolata E la chiamano estate…, organizzata dall’associazione culturale Musicamorfosi e destinata a orecchie curiose e palati esigenti (inizio live ore 19, ingresso con registrazione su (inizio live ore 19, ingresso con registrazione su www.volvocars.com/it/l/studios/milano/eventi/; prima consumazione 10 euro).

    Si parte mercoledì 10 giugno con i Dixie Blues Blowers di Mauro L. Porro, formazione che propone con un approccio filologicamente impeccabile l’hot jazz dei ruggenti anni Venti del Novecento nei suoi numerosi stili (Dixieland, Chicago, New Orleans, New York e così via): il quartetto composto da Porro (cornetta, sax soprano, voce), Pasquale Gravela (cornetta, voce), Martino Pellegrini (banjo, voce) e Lorenzo Poletti (tuba) eseguirà in modo brillante brani noti e meno noti di un periodo storico – e di un’epoca musicale – irripetibile, grazie alle minuziose trascrizioni dai dischi a 78 giri e alla libera improvvisazione.

    Si proseguirà mercoledì 24 giugno con Ritratto italiano, progetto a cura di Elena Tavernini (voce), Francesco Baiguera (chitarra) e Massimiliano Milesi (sax tenore). I tre musicisti proporranno un inedito viaggio nella canzone italiana degli anni Sessanta, un omaggio a grandi autori come Umberto Bindi, Gino Paoli e Luigi Tenco, ispirandosi alle mitiche interpreti dell’epoca come Mina, Milva e Ornella Vanoni. Le atmosfere sognanti e le trame ritmiche degli arrangiamenti del trio donano nuova vita ad un repertorio intramontabile, reinterpretato con uno stile elegante e coinvolgente. Il progetto si sviluppa attraverso un dialogo continuo tra voce, chitarra e sax: ogni strumento contribuisce a creare una tessitura ricca e raffinata, valorizzando la profondità emotiva delle canzoni e facendo rivivere un passato condiviso che rappresenta un’importante radice culturale della musica italiana.

    Infine, mercoledì 1 luglio sarà la volta di Março e del trio formato da Marta Frigo (voce, chitarra, percussioni), Sofia Zavaglia (voce, chitarra, percussioni) e Martina Campi (flauto, fisarmonica, percussioni, chitarra). Março è uno spazio intimo in cui voci e chitarre si intrecciano con naturalezza tra suoni eterei e vibrazioni della terra, in un dialogo delicato tra jazz, pop e world music fatto di composizioni originali e arrangiamenti acustici che respirano insieme e che trascinano il pubblico in una dimensione sospesa e sognante. Le due voci si muovono tra armonie e contrappunti, ora fondendosi ora rincorrendosi, sostenute da chitarre ariose e da piccoli elementi ritmici e melodici che affiorano con grazia nei brani originali del trio e nelle cover (da Leyla McCalla a Emiliana Torrini).

    Volvo Studio Milano: una piattaforma culturale in continua evoluzione
    Volvo Studio Milano è oggi un punto di riferimento riconosciuto e apprezzato dal pubblico per la produzione e la diffusione della Cultura in città. Lo spazio è concepito come ambiente tipicamente scandinavo e le attività che vi si svolgono raccontano il marchio Volvo e i suoi valori da un punto di vista carico di suggestioni. Attraverso il coinvolgimento di realtà diverse, anche lontane, e sulla base di una reale condivisione di valori si sviluppano proposte artistiche che conducono il pubblico in un evocativo viaggio verso il futuro in cui si proiettano gli scenari della mobilità di domani. Sicurezza e Sostenibilità sono i valori cardine del marchio Volvo. “For Life. Dare alle persone la libertà di muoversi in modo autonomo, sostenibile e sicuro”: questo obiettivo si riflette nell’ambizione di Volvo Cars di diventare un produttore con una gamma di auto completamente elettrica e nel suo impegno per una continua riduzione dell’impronta di carbonio, con l’ambizione di raggiungere emissioni di gas serra net-zero entro il 2040.

    Per approfondire l’attività di Volvo Studio Milano: www.volvocars.com/it/l/studios/milano/news

  • Onde musicali sul Lago d’Iseo a tutto tango:  il Quartetto Neuma omaggia Astor Piazzolla  venerdì 19 giugno a Marone (Bs)


    L’ensemble composto da Giacomo Barone (flauto), Tommaso Gasparoni (oboe), Nicolò Andriolo (clarinetto) e Matteo Dal Toso (fagotto), insieme al fisarmonicista Marcello Grandesso, darà vita allo spettacolo Estaciones Porteñas, eseguendo alcune delle pagine più note del grande compositore argentino ma non solo. Inizio live ore 21, ingresso libero

    ISEO (BS) –  Ha preso il via il 29 maggio scorso con un concerto lirico dei migliori allievi dell’Accademia Verdiana Carlo Bergonzi di Busseto la nona edizione di Onde musicali sul Lago d’Iseo, il festival organizzato dall’Associazione Luigi Tadini di Lovere in collaborazione con Visit Lake Iseo, l’ente di promozione turistica del Lago d’Iseo, che dal 2017 anima nei mesi estivi (ma non solo) i luoghi più suggestivi delle due sponde del Sebino e di alcune località limitrofe con il coinvolgimento di una ventina di Comuni delle province di Bergamo e Brescia.
    Anche quest’anno il cartellone è ricco: oltre 200 artisti si esibiranno in 66 appuntamenti fino al 5 settembre tra concerti di lirica, cameristica, sacra, antica, jazz, tango e crossover, ma anche spettacoli e concorsi musicali, con la partecipazione di artisti affermati, vincitori di concorsi internazionali e giovani talenti provenienti dai Conservatori italiani e dalle Accademie estere. Molti eventi verranno ospitati in splendidi luoghi d’arte e suggestivi contesti naturalistici, offrendo un’occasione imperdibile per (ri)scoprire il fascino e la bellezza di questo angolo di Lombardia.

    Il prossimo appuntamento di rilievo del festival è in programma venerdì 19 giugno presso la Cittadella della Musica e dell’Arte di Marone (Bs) alle ore 21 ed è ancora nel segno del tango: il quartetto di fiati Neuma (Giacomo Barone al flauto, Tommaso Gasparoni all’oboe, Nicolò Andriolo al clarinetto e Matteo Dal Toso al fagotto) darà infatti vita con il fisarmonicista Marcello Grandesso allo spettacolo Estaciones Porteñas, eseguendo alcune delle pagine più note di Piazzolla (le quattro Estaciones PorteñasOblivionAdiós Nonino, Café 1930 e Nightclub 1960) e omaggiando anche uno dei suoi più illustri allievi, il fisarmonicista francese Richard Galliano, con l’esecuzione del suo Tango pour Claude. Attivo a livello nazionale e internazionale con un vastissimo repertorio che spazia dal classicismo viennese alla musica da film del Novecento italiano ma non solo, Neuma è un ensemble ad assetto variabile che si basa prevalentemente sull’impiego dei fiati, dal trio d’ance al quintetto classico. Dal 2023 è iniziata la collaborazione con il fisarmonicista Marcello Grandesso, diplomatosi al Conservatorio di Vicenza e vincitore del primo premio assoluto al Concorso internazionale di musica per i giovani di Stresa. I cinque musicisti hanno ideato il progetto Astor, incentrato sulla rilettura delle musiche dell’inventore del Nuevo Tango in una strumentazione classica per quartetto di legni e fisarmonica, che regala all’interpretazione nuove sfumature sonore.

    Fra i numerosi eventi in programma da segnalare, sabato 27 giugno, la prima delle due serate speciali del festival: nel suggestivo contesto della Rocca Martinengo di Monte Isola (Bs) andrà in scena il concerto Il Classico incontra il Jazz, protagonisti il chitarrista Claudio Piastra, il pianista Andrea Servidio, il contrabbassista Luca Garlaschelli e il batterista Massimo Melillo (ore 21ingresso 80 euro, inclusi il parcheggio, il trasporto sull’isola con imbarcazione privata dal porto commerciale di Sale Marasino e brindisi). All’ombra dell’affascinante castello di origine trecentesca, oggi proprietà privata, che si erge su uno sperone roccioso sopra il golfo di Sensole, il quartetto si esibirà in celebri brani di Ennio Morricone (Tema di Jill da C’era una volta il West e Gabriel’s Oboe da Mission), Astor Piazzolla (Oblivion), Paul Desmond (Take Five) e Claude Bolling (Concerto per chitarra classica e jazz piano trio). Considerato dalla critica internazionale uno dei più autorevoli chitarristi italiani in ambito classico, Claudio Piastra svolge un’intensa attività concertistica come solista e con orchestre  prestigiose. Nel 2020 ha vinto il Premio Internazionale Astor Piazzolla e attualmente insegna Musica da Camera, oltre a tenere masterclass in Italia e all’estero. Il contrabbassista Luca Garlaschelli è un nome di primo piano della scena jazz italiana: tra le sue collaborazioni spiccano quelle con Tullio De Piscopo, Paolo Fresu, Tiziana Ghiglioni, Umberto Petrin, Enrico Rava, Gaetano Liguori, Franco Cerri, Enrico Intra, Gianni Coscia, Bruno De Filippi, Renato Sellani e Gabriele Mirabassi, solo per citarne alcune. Ha inoltre condiviso il palco a lungo con l’attore Moni Ovadia. Il batterista jazz Massimo Melillo, diplomatosi con il massimo dei voti al Conservatorio di Torino, si è perfezionato alla marimba e sul repertorio orchestrale presso l’Accademia Internazionale della Musica di Milano. Ha collaborato con importanti istituzioni sinfoniche e liriche italiane, tra cui Orchestra RAI, Teatro Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro la Comunale di Bologna e Teatro dell’Opera di Roma. Infine, Andrea Servidio è un giovane pianista e compositore, apprezzato per la sua versatilità: sa spaziare con disinvoltura dalla classica al jazz fino al pop e ha suonato con nomi di spicco del jazz italiano e internazionale (tra cui Emanuele Cisi, Elliot Mason e Giovanni Falzone). Nel 2024 ha vinto il Primo Premio del Conservatorio di Milano nella categoria Jazz.
    Da ricordare, inoltre, che quest’anno ricorre un compleanno importante, il centenario della Motonave Capitanio 1926, il battello più antico del Lago d’Iseo, patrimonio e memoria storica della navigazione lacustre: la ricorrenza verrà festeggiata con sette concerti in programma dal 4 giugno al 5 settembre tra Lovere, Marone, Iseo, Predore, Paratico, Pisogne e Castro e ospitati a bordo dello splendida e storica imbarcazione.

    Onde musicali sul Lago d’Iseo è reso possibile grazie al contributo di Regione Lombardia, al supporto straordinario della Fondazione della Comunità Bergamasca e al sostegno degli sponsor Navigazione Lago d’Iseo, Rotary Club Lovere-Iseo-Breno, Comisa, Bertoni antinfortunistica industriale, Gfelti, Antica Fratta Franciacorta e Lions Club Lovere). Come sempre, tutti  gli eventi del festival sono a ingresso libero, ad eccezione di tre concerti specialiil primo è quello del 27 giugno alla Rocca Martinengo di Monte Isola, mentre gli altri due andranno in scena sull’Isola di Loreto il 5 settembre, a chiusura della rassegna.

    Programma completo del festival, biglietti e aggiornamenti on line qui: visitlakeiseo.info
  • NORA LUX E IL CICLO DEL FEMMINILE: IL PROGETTO “LE ERETICHE, SANTE E PROFETESSE”

    Il prossimo 20 giugno a Roma, alle ore 17.00, presso il Palazzo di Giustizia in Piazza Cavour nel rione Prati, l’evento inaugurale del progetto “Le Eretiche, Sante e Profetesse” dell’Artista Nora Lux si pone come un’urgenza ontologica nel panorama della cultura contemporanea, un atto di risignificazione che trasforma la performance in un’interpellanza radicale verso i fondamenti della giustizia universale. Non si tratta di una mera rievocazione, ma di un intervento site-specific di portata internazionale, che sfida secoli di storiografia maschile proprio nel tempio della legge codificata. La scelta del Solstizio d’Estate e del Palazzo di Giustizia di Roma non è puramente estetica, bensì una mossa strategica di comunicazione simbolica: nel momento di massima luce solare, l’azione rituale penetra l’oscurità delle sentenze storiche per rivendicare la libertà di pensiero e l’autodeterminazione dell’essere.

    La nota artista visuale e transmediale Nora Lux presenterà in questa occasione la tappa inaugurale del suo nuovo ciclo monumentale, intitolata “LE ERETICHE”.  L’azione avrà quindi luogo nella cornice ieratica di Piazza Cavour, dinanzi al Palazzo di Giustizia, in perfetta coincidenza con il Solstizio d’Estate, e attraverso un linguaggio che fonde corpo, rito e installazione, la performance interrogherà l’istituzione giudiziaria sulla natura del “diritto alla scelta”, riaprendo un processo poetico e filosofico che lega l’attualità della libertà individuale alla profondità millenaria della ricerca di Nora Lux.

    Il baricentro speculativo del progetto risiede nella riscoperta del termine greco hairetikos, ovvero “colui che sceglie”. Nora Lux opera una trasformazione filosofica decisiva: l’eresia smette di essere un marchio d’infamia per divenire un manifesto di autodeterminazione spirituale. In un ribaltamento sistematico della storiografia tradizionale, che ha storicamente silenziato il dissenso femminile, il progetto si configura come un viaggio visivo ed emotivo attraverso sette figure femminili di cui le prime tre hanno osato deviare dal dogma. Questa azione non celebra la vittima, ma la potenza del pensiero non allineato, materializzando a Roma un nuovo paradigma dove l’atto di scegliere è l’unica vera forma di conoscenza sacra.

    L’utilizzo del Palazzo di Giustizia come scenario metafisico crea una frizione feconda tra l’ortodossia del potere e la fluidità del rito. L’imponente architettura giudiziaria diventa il fondale per un’azione dedicata a chi è stato condannato per non essersi piegato alla legge dell’uomo. I giardini di Piazza Cavour si trasformeranno così in uno spazio di connessione tra il “Corpo Terra Acqua” e l’ideale di giustizia intesa come equilibrio cosmico.

    La performance “LE ERETICHE” di Nora Lux, oltre alla Artista protagonista, sarà composta da figure centrali, corrispondenti a tre eretiche medievali che hanno pagato con la vita il proprio diritto alla scelta, Margherita PoreteGiovanna d’Arco e Guglielma di Milano, interpretate rispettivamente dalle attrici Stefania MorraAlberta Perini e Ottavia Dominici, le quali daranno corpo e voce a queste figure, agendo come veicoli di una memoria mai sopita. Sotto la luce del fuoco solstiziale, Nora Lux presenterà simboli inediti che fungeranno da archetipi di trasformazione, facendo diventare la performance un rito di sintonizzazione collettiva.

    L’originalità di Nora Lux risiede nella sua capacità di far convergere la ricerca accademica – attingendo agli studi di Carl Gustav Jung sugli archetipi, di Marija Gimbutas sul matriarcato e di Erich Neumann – con una pratica alchemica e sciamanica vissuta sulla pelle. L’opera non è solo visuale, ma transmediale, integrando video, installazione e sonorità ancestrali.

    I segni creati dall’artista richiamano le miniature circolari di Ildegarda di Bingen, dove la geometria medievale esprimeva l’ordine del cosmo. Questi “segni di trasformazione” agiscono come ponti teologici tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale. La narrazione si snoda attraverso le cinque fasi della trasmutazione alchemica: nero, verde, bianco, oro e rosso. Questo percorso non è solo dell’Artista, ma dello spettatore, invitato a subire una metamorfosi interiore attraverso la visione. Infine, il cosmo è rappresentato come una serie di cerchi concentrici (fuoco, aria, acqua, terra, etere), elementi che Nora Lux manipola per restituire una percezione sacra del femminile.

    CHI E’ NORA LUX

    Profilo dell’Artista: vent’anni di Ricerca

    Nora Lux incarna la figura dell’artista-ricercatrice. Il suo percorso inizia con rigorose opere in pellicola bianco e nero, utilizzando l’autoscatto come strumento di indagine psichica nelle vie sacre e negli ipogei etruschi. La performance attuale è lo sviluppo naturale di quegli autoscatti: il corpo di Nora Lux non si limita più a specchiarsi nell’obiettivo, ma decide di sfuggire alla vocazione dello specchio per diventare parte degli elementi naturali.

    La sua carriera è segnata da collaborazioni di prestigio, come quella con Roberto Laneri, maestro del canto armonico, che sottolinea la dimensione sciamanica della sua arte. Tra i suoi riferimenti totemici spiccano il corvo (Nigredo), il pavone (Albedo) e l’aquila (Rubedo), figure centrali in lavori come Vitriolum e il serpente in  Unus Mundus.

    Un elemento distintivo è la presenza di Ygea, il serpente che l’artista alleva da sei anni: richiamando le antiche statuette minoiche delle Dee sacerdotesse guaritrici, Lux trasforma un animale storicamente demonizzato in un emblema di ciclicità vitale e potere oracolare.

    Evoluzione del Progetto: una nuova mappatura della memoria europea

    “Le Eretiche, Sante e Profetesse” è un’opera itinerante concepita per costruire una nuova geografia dello spirito attraverso l’Europa. Il progetto mira a risvegliare la memoria dei luoghi – castelli, dimore storiche e piazze – creando un dialogo profondo tra l’architettura e la narrazione del femminile sacro.

    Primi sviluppi futuri

    • Palermo (14 luglio):La seconda tappa si terrà a Piazza Villena (Quattro Canti), dedicata alla figura di Santa Rosalia a cura di Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona
    • Il Ciclo dei Sette Doni:Il percorso proseguirà includendo le visioni di Caterina da SienaTeresa d’Avila e Ildegarda di Bingen.
    • Sette Figure, Sette Visioni:L’intero ciclo sarà una riflessione sui “sette doni dello spirito”, intesi come strumenti di liberazione e conoscenza.

    L’invito rivolto alla stampa e alle istituzioni è quello di partecipare non a una semplice performance, ma a un atto di giustizia poetica volto a restituire al presente la forza di un pensiero che non ha mai smesso di brillare.

    Dettagli Evento Roma

    • Titolo:LE ERETICHE di Nora Lux  (Inizio del ciclo “Le Eretiche, Sante e Profetesse”)
    • Data e Ora:20 giugno 2026, ore 17.00
    • Location:Piazza Cavour (Spazio antistante il Palazzo di Giustizia), Roma
    • Altre interpreti:Stefania Morra, Alberta Perini, Ottavia Dominici

    Missione dell’Artista: Nora Lux propone un’arte che non intende fermare o dominare il tempo, ma lasciarlo scorrere, creando su di esso un dialogo sacro. La sua missione è il superamento delle categorie mentali inadeguate attraverso la creazione di nuovi paradigmi inclusivi, dove la performance diviene rito di sintonizzazione con l’inconscio collettivo.

  • “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali

    Dal 5 giugno 2026 sarà disponibile sulle piattaforme digitali di streaming e in vinile “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali per Altavibe Music distribuito da The Saifam Group.

    “Inni generazionali”, il nuovo album di Tommaso Imperiali, raccoglie otto tracce scritte negli ultimi tre anni (3 brani sono già presenti nel primo EP “Meccanismi di difesa”, pubblicato nel 2023) che alternano ballad e rock ‘n’ roll, esito di un processo di oltre tre anni di scrittura e di numerosissimi concerti. Filo conduttore del lavoro è il rapporto con il tempo: un passato ingombrante con cui fare i conti, un presente che sembra sfuggire e un futuro che offre sempre meno certezze.

    Il vissuto di un ragazzo diventa così una voce collettiva, capace di dare forma alle paure e ai sogni di una generazione. Nei brani si nascondono le ansie dei ventenni, ma anche e soprattutto i loro antidoti: le amicizie, le canzoni, le rock ‘n’ roll band. Lo stile di Imperiali mescola una scrittura cantautorale a un sound rock di ispirazione americana, che prende le mosse da una tradizione che, partendo da Springsteen – dichiarato punto di riferimento di Tommaso –, arriva a nomi contemporanei come Sam Fender e Zach Bryan.

    La produzione dei brani è affidata a Lorenzo Cazzaniga, con la partecipazione straordinaria di Elio Rivagli alla batteria su due tracce. I testi sono interamente firmati da Tommaso Imperiali, a eccezione di un brano co-firmato da Daketo, chitarrista e cantautore che dal 2022 accompagna Imperiali in tutta l’attività live.

    Le foto e l’artwork del vinile sono stati realizzati da Giada Garattoni, fotografa e videomaker bolognese che da anni collabora con Tommaso e che ha curato anche i videoclip di ben 5 brani dell’album (Raccogli, Qualcuno ha visto Elvis, Inni generazionali, Ragazzini viziati, Le lune di Giove). 


    Spiega l’artista a proposito dell’album: «Se qualcuno mi chiedesse quali sono i miei “inni generazionali”, risponderei senza dubbio le canzoni di Springsteen e Dylan o, in Italia, di Guccini e De Gregori. Poi però mi fermo a pensare e mi accorgo che sono gli inni dei nostri genitori, se non dei nostri nonni: forse c’è un problema.

    Quest’album per me rappresenta un po’ il riassunto di questi ultimi anni. Ho un grande difetto: non riesco quasi mai a godermi i momenti migliori per la paura che debbano finire, e penso che fissarli su un vinile sia il modo migliore per provare a tenerli vivi.

    Anche se sul disco ci sono la mia faccia e il mio nome, senza la mia band tutto questo non sarebbe mai stato possibile. Suono con loro da quando avevamo 15 anni e, proprio per questo, nei crediti ufficiali del vinile troverete sia chi ha suonato, sia chi “non ha suonato, ma è come se l’avesse fatto”: non ho dubbi nel dire che la parte più bella di tutto questo viaggio sia il fatto condividere ogni passo e ogni palco con i miei migliori amici»

    Pre-ordina l’album: https://saifam.lnk.to/tommasoimperiali_innigenerazionali_vinilenero 

    TRACKLIST:

    Lato A

    Raccogli

    Qualcuno Ha Visto Elvis

    Inni Generazionali

    Ragazzini Viziati

    Lato B

    Le lune di Giove 

    Tom Waits

    Cosa vi siete persi

    I Motivi degli altri

    Biografia

    Tommaso Imperiali è un cantautore comasco classe 1999.

    Nel 2015 inizia a suonare con la band Five Quarters, come cantante e chitarrista. L’energia dei live e il sound caratteristico permettono alla band di diventare una delle realtà più seguite della scena musicale comasca. Con all’attivo oltre 150 concerti e la partecipazione a diversi concorsi (nel 2018 la band vince Obiettivo Bluesin ed è sul main stage del Pistoia Blues Festival, nel 2019 supera le audizioni di X Factor), nel 2021 i Five Quarters pubblicano l’album Storie nuove, che segna l’esordio alla voce di Tommaso e il passaggio all’italiano nella scrittura dei testi.

    Dal 2022 inizia la carriera solista, lavorando con il produttore Lorenzo Cazzaniga (Alari Park Studios). Nello stesso anno partecipa ad Area Sanremo, entrando tra i finalisti. A settembre 2023, insieme a Daketo, vince il contest nazionale Cover Me (dedicato a Bruce Springsteen) con la cover di The Wrestler.

    A ottobre pubblica Meccanismi di difesa, LP di otto tracce che coniuga una scrittura cantautorale a un sound da rock band nello stile di Sam Fender, The Wallflowers e Train.

    Dal 2025 è sotto contratto con l’etichetta Altavibe, con cui ha pubblicato cinque singoli: Le lune di Giove, Ragazzini viziati, Inni generazionali, Qualcuno ha visto Elvis e Raccogli.

    Tra il 2025 e il 2026 è impegnato in una ricca attività live (in duo con Daketo e con la band) con oltre 30 concerti tra la Lombardia e il Nord Italia. Tra i live spiccano l’apertura a Davide Van De Sfroos al Lake Sound Park di Como, il concerto in Piazza SS. Annunziata a Firenze, il live al Teatro Sociale di Como e la serata conclusiva del Milano Film Fest.

    Attivo anche come compositore di musiche per il teatro, dal 2023 collabora stabilmente con la compagnia Dimore Creative. Tra i suoi principali progetti teatrali spicca Ecologia Capitalista, una produzione Dimore Creative scritta e interpretata da Pietro Cerchiello, con la regia di Ariele Celeste Soresina. Lo spettacolo, che vanta oltre 70 repliche tra l’Italia e la Svizzera, vede Tommaso Imperiali salire sul palco nel duplice ruolo di musicista e attore al fianco di Cerchiello, in uno spettacolo che intreccia musica, narrazione e stand-up comedy.

    Sempre con la produzione di Dimore Creative, Imperiali ha firmato le musiche e curato la supervisione a regia e drammaturgia di Concerto per uno sconosciuto, spettacolo ideato e interpretato da Pietro Cerchiello che ha vinto il Premio Scenario 2026 per la sfida artistica ed è in tournée da gennaio 2026. La pièce porta in scena l’avventuroso cammino di un ragazzo sui sentieri della Lapponia, scandito dalla musica eseguita dal vivo da Daketo alla chitarra e Giacomo Tamburini al sax.

    Il suo percorso artistico lo vede inoltre impegnato nell’Aiace di Sofocle, una produzione del Teatro Pubblico Ligure di Imperia con la regia di Sergio Maifredi. In questo allestimento, che debutterà ad agosto 2026 nella prestigiosa cornice del Festival di Tindari, Imperiali compone le musiche insieme a Edmondo Romano e sale sul palco come attore e musicista all’interno di un cast che comprende Mino Manni, Mariella Speranza, Pietro Cerchiello e Alessandro Persichella.

    A completare il suo profilo si aggiunge, infine, una collaborazione stabile con la realtà bolognese Officina Roversi.