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  • Pagine di Copland, Berio, Schoenberg e Puccini con i jazzisti Tracanna, Zambrini, Mangialajo e D’Auria sabato 21 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano


    In prima esecuzione assoluta, l’Atelier Musicale ospita la performance di quattro protagonisti del jazz italiano che si confrontano con la musica di matrice eurocolta del Novecento 

    MILANO – La trasversalità del nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, ovvero il concerto del quartetto composto da Tino Tracanna (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Francesco D’Auria (batteria) in programma sabato 21 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, riflette in pieno la filosofia della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio: quattro noti jazzisti dalle vaste competenze guardano, dal loro punto di osservazione, ad altrettante personalità della storia musicale del secolo scorso (Copland, Berio, Schoenberg e Puccini), affrontandone la musica attraverso melodie o spunti tematici provenienti da alcune loro opere in un processo in cui intervengono l’improvvisazione e il classico interplay jazzistico.
    È, sostanzialmente, un incontro con il mondo musicale di matrice eurocolta che si propone di trovare spunti originali per la realizzazione della performance di tipo jazzistico. Del resto, il jazz ha sempre guardato al mondo europeo colto, molto di più di quanto, sporadicamente, abbiano fatto gli autori del Vecchio Continente nei suoi confronti e nell’ultimo trentennio questo processo è enormemente cresciuto, soprattutto in ambito europeo, ma anche in quello statunitense.
    Di Puccini, antesignano di linee armoniche influenti nel primo Novecento, Schoenberg, maestro dell’atonalità e della dodecafonia, Copland, che per nascita si trovava in contatto anche con il mondo musicale afroamericano, e di un maestro del secondo Novecento come Berio (curiosissimo del mondo musicale che lo circondava) vengono affrontate con leggerezza e piacevolezza d’ascolto pagine importanti e funzionali al progetto.
    Dei quattro protagonisti del concerto, Antonio Zambrini, pianista raffinato che non solo ha collaborato con grandi personalità della scena nazionale e internazionale del jazz ma che si è distinto anche come leader e compositore (alcuni suoi brani sono nel repertorio di molti jazzisti di fama, tra cui Stefano Bollani), è l’autore di tutti gli arrangiamenti. C’è poi Tino Tracanna, solista di assoluto rilievo, artista progettuale e figura di riferimento del panorama jazzistico nazionale, anch’egli compositore e band leader, oltre che membro del quartetto storico di Franco D’Andrea e del quintetto di Paolo Fresu. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto in diversi ambiti stilistici del jazz, da quelli più tradizionali alla scena radicale. Infine, Francesco D’Auria, batterista e percussionista, è un musicista eclettico, con una lunga carriera internazionale al fianco di importanti esponenti della scena del jazz europeo.
    La prima milanese di questo quartetto rappresenta, dunque, una proposta di ascolto assolutamente originale e fuori dagli schemi abituali di ascolto.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 21 febbraio 2026, ore 17.30
    Tracanna-Zambrini-Mangialajo-D’Auria
    Quattro tempi – La musica del Novecento
    Tino Tracanna (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer     (contrabbasso), Francesco D’Auria (batteria).
     
    Programma
    A. Copland: Fanfara per l’uomo comune;
    A. Schoenberg: Valzer da un frammento strumentale dal Pierrot Lunaire;
    L. Berio: Folk Song n. 8;
    A. Copland: Tema da  Appalachian  Spring;
    G. Puccini: Un bel dì vedremo;
    L. Berio: Sequenza per clarinetto;
    G. Puccini: Coro a bocca chiusa dalla Madama Butterfly;
    A. Schoenberg: Marcia su un frammento strumentale dal Pierrot Lunaire;
    G. Puccini: E lucean le stelle.

    Arrangiamenti di Antonio Zambrini.
    Prima esecuzione a Milano.
    Introduce  Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Musiche di Carter, Barber, Schuller e Agay con l’Ensemble Garbarino  sabato 31 gennaio alla Camera del Lavoro di Milano


    L’organico fondato da Giuseppe Garbarino rende omaggio ai grandi compositori americani in occasione del nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio  

    MILANO – Offre uno sguardo al mondo musicale statunitense attraverso un programma interamente dedicato al classico quintetto di fiati, un organico che tende a riprodurre in piccolo le caratteristiche di una media orchestra, il nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio alla Camera del Lavoro di Milano, dove sabato 31 gennaio sarà di scena l’Ensemble Garbarino (inizio live ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa).
    Il repertorio scelto prevede autori che spaziano in diversi ambiti poetici, a cominciare dal mondo lineare e tonale di Samuel Barber (celeberrimo per il suo Adagio per archi, composizione amatissima dal pubblico), di cui viene presentata l’unica composizione da camera dell’autore (Summer Music) scritta per un gruppo di fiati e diventata un punto fermo della musica per questo organico. Da Barber, il “romantico” del Novecento, al grandissimo Elliott Carter, che si muoveva nell’ambito del polimodalismo e che fu un  maestro assoluto del ritmo (è suo il concetto di  modulazione metrica), del quale viene eseguita una pagina straordinaria (Woodwind Quintet), ricca di colore e quasi umoristica. Gunther Schuller, famoso anche (o soprattutto) come musicologo e artista di ambito jazz, è stato in realtà un autore trasversale, tipicamente americano nel suo mescolare umori e procedure eterogenee, come dimostra ampiamente il brano (Suite) per quintetto di fiati inserito nel concerto. Denes Agay, ungherese di nascita ma trasferitosi negli Stati Uniti dopo l’avvento del nazismo, è stato un autore poliedrico, attivo anche nell’ambito della popular music, del cinema e della didattica musicale: la scelta di Five Easy Dances dimostra proprio il suo interesse per le forme di musica per la danza. Infine, c’è un brano giovanile (Jolly Wind) di Giuseppe Garbarino, composto inizialmente per quartetto di fiati, ma rivisto nel 2024, e dedicato  a Edgar Allan Poe, che presenta, in maniera molto “americana”, differenti suggestioni sonore, anche jazzistiche.
    A eseguire il repertorio è proprio l’Ensemble Garbarino da lui fondato nel 1972 (qui ovviamente in versione di quintetto per fiati), il primo ensemble multicomponibile  stabile costituito in Italia e precedente anche all’Ensemble Intercontemporain di Boulez. Lo scopo della sua fondazione risiedeva nella necessità di divulgare composizioni del Novecento per piccolo complesso, allora quasi sconosciute. Per il gruppo hanno poi scritto autori del calibro di Petrassi, Donatoni, Sciarrino, Nono e molti altri, mentre i musicisti oggi sul palco (Gianni Biocotino, flauto; Silvano Scanziani, oboe; Nicola Zuccalà, clarinetto; Brunello Gorla, corno; Annamaria Barbaglia, fagotto), diventati nel tempo interpreti di alto livello, sono tra coloro che diedero vita a questa avventura voluta da un grande clarinettista, compositore e direttore qual è Giuseppe Garbarino.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 31 gennaio 2026, ore 17.30
    Ensemble Garbarino – Tribute to American composers
    Gianni Biocotino (flauto), Silvano Scanziani (oboe), Nicola Zuccalà (clarinetto), Brunello Gorla (corno), Annamaria Barbaglia (fagotto).
     
    Programma:
    D.  Agay: Five Easy Dances (Polka/Tango/Bolero/Waltz/Rumba);
    G. Garbarino: Jolly Wind, omaggio a Edgar Allan Poe (Moderato/Calmo/Allegro) – Prima esecuzione pubblica;
    S. Barber: Summer Music;
    G. Schuller: Suite;
    E. Carter: Woodwind Quintet (Allegretto /Allegro giocoso).

    Introduce Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.iteury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.
  • Il trio di Alessio Lega ed Enrico Intra omaggiano Enzo Jannacci sabato 6 dicembre alla Camera del Lavoro di Milano


    L’auditorium Di Vittorio ospiterà un concerto-spettacolo che vuole mantenere viva la memoria di una grande personalità della canzone d’autore italiana. Ingresso libero fino a esaurimento posti 

    MILANO – Come fuori programma della XXXI edizione dell’Atelier Musicale, l’associazione culturale Secondo Maggio presenta uno spettacolo dedicato al mondo di Enzo Jannacci, ideato e interpretato da Alessio Lega con il suo trio e in programma sabato 6 dicembre alla Camera del Lavoro di Milano (inizio live ore 17.30, ingresso libero fino a esaurimento posti), con la partecipazione straordinaria del pianista Enrico Intra.
    Cantautore dal forte impegno sociale ed esistenziale, Lega è anche interprete di canzoni popolari e di autori italiani del passato e realizza adattamenti in traduzione italiana di pagine di Brel, Brassens e Ferré. Nel 2004, nel suo esordio discografico con il cd Resistenza e amore, ha vinto la Targa Tenco (nel 2019 ha fatto il bis nella categoria “interpreti di canzoni non proprie”). Questa volta il suo sguardo si rivolge a Enzo Jannacci come figura di cantore delle vite degli ultimi, di artista dall’immaginazione surreale, di protagonista di una Milano della canzone che era culturalmente vivacissima.
    Il programma che Lega proporrà con Rocco Marchi alle tastiere e Guido Baldoni alla fisarmonica, sul palco dell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, riprende integralmente quello, ormai storico, che nel 1964 consacrò Jannacci: 22 canzoni, concepito per lui da Dario Fo, andato in scena al Teatro Gerolamo e poi documentato su disco. Un recupero storico straordinario, che si arricchirà della significativa  testimonianza di Pietro Colaprico, giornalista e scrittore, oggi direttore dello storico teatro milanese Gerolamo, oltre che autore di diversi romanzi, tra cui i racconti del maresciallo Binda, con i primi tre volumi scritti a quattro mani con Pietro Valpreda. Colaprico è anche l’inventore del termine “Tangentopoli”.
    Altrettanto importante sarà l’intervento di Enrico Intra, uno dei grandi maestri europei del jazz, che di Jannacci era amico e con cui, fin dalla nascita del Derby Club (fondato proprio da Intra, nel 1962, con il nome di Intra’s Derby Club) ha più volte collaborato, anche in epoche recenti.
    Quello di sabato 6 dicembre sarà, dunque, un concerto-spettacolo che mantiene viva, senza alcuna retorica, la memoria di una grande personalità della canzone d’autore italiana.

    Sabato 6 dicembre 2025, ore 17.30
    Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, Milano.
    Fuori Atelier – Jannacci e la “sua” Milano
    Alessio Lega (chitarra e voce), Rocco Marchi (tastiere), Gudio Baldoni (fisarmonica).
    Con la partecipazione straordinaria di Enrico Intra (pianoforte).
    Interverrà  lo scrittore Piero Colaprico, direttore del Teatro Gerolamo.

    Programma
    Ohè sunt chi (Dario Fo – Enzo Jannacci);
    Ma mi (Giorgio Strehler – Fiorenzo Carpi);
    Quella cosa in Lombardia (Franco Fortini – Fiorenzo Carpi);
    Qualcosa da aspettare (Fausto Amodei);
    Sopra i vetri (Dario Fo – Fiorenzo Carpi);
    La luna è una lampadina (Dario Fo – Fiorenzo Carpi);
    E l’era tardi (Enzo Jannacci);
    La forza dell’amore (Dario Fo – Enzo Jannacci);
    Veronica (Dario Fo/Sandro Ciotti – Enzo Jannacci);
    L’Armando (Dario Fo – Enzo Jannacci);
    Aveva un taxi nero (Dario Fo – Fiorenzo Carpi);
    Prete Liprando e il giudizio di Dio (Dario Fo – Enzo Jannacci);
    Sei minuti all’alba (Dario Fo – Enzo Jannacci);
    Sfiorisci bel fiore (Enzo Jannacci);
    El purtava i scarp del tennis (Enzo Jannacci).

    In occasione del concerto verrà presentato il libro di Alessio Lega e Giangilberto Monti
    Strà Milano, lo stradario cantato della città (Altreconomia).

    Ingresso libero fino a esaurimento posti.
    Per informazioni: 348-3591215 02-5455428.
  • Musiche e letture poetiche in ricordo di Pier Paolo Pasolini  sabato 22 novembre alla Camera del Lavoro di Milano


    Uno spettacolo che ruota intorno alla  figura del grande intellettuale scomparso cinquant’anni fa, con la partecipazione di Fabio Zulli (voce recitante), Laura Catrani  (soprano) e Maria Grazia Bellocchio (pianoforte), è il nuovo appuntamento della rassegna Atelier Musicale: in programma composizioni di Bach e Solbiati e brani della tradizione popolare friulana

    MILANO – La chiusura della prima parte della XXXI edizione dell’Atelier Musicale è in programma sabato 22 novembre alla Camera del Lavoro di Milano (ore 17.30, ingresso 10 euro con tessera associativa di 5/10 euro) ed è dedicata a uno spettacolo di poesia e musica, intitolato …Soave poeta, quel mio omonimo che ancora ha il mio nome…, che ha al centro la figura di Pier Paolo Pasolini, musiche di Alessandro Solbiati e trascrizioni dello stesso compositore di brani di Johann Sebastian Bach e della tradizione popolare friulana.
    Nato per il centenario della nascita del grande scrittore intellettuale “corsaro” e rappresentato in diverse città italiane, lo spettacolo ricorda anche il cinquantesimo della morte di una personalità che sta ai vertici della cultura, della letteratura, del cinema italiano del Novecento. Suddiviso in quattro parti, più un Prologo e un Epilogo, questo lavoro dall’intento dichiaratamente teatrale per il modo in cui viene rappresentato è descritto da Solbiati come un viaggio nella poesia e nel percorso interiore e artistico di Pasolini, nel quale la musica si intreccia in mille modi alle letture.
    Musica dell’autore, ma anche sue trascrizioni di pagine amate dal poeta, come quelle bachiane e i canti friulani di Zardini, scritti in stile popolaresco. Solbiati è uno dei compositori contemporanei italiani più seguiti e premiati, a cui hanno assegnato importanti commissioni prestigiosi teatri, in primis La Scala, ed è stato anche docente di composizione al Conservatorio di Milano. Perfezionatosi  con Franco Donatoni, ha seguito le articolate vicende della musica eurocolta di oggi, muovendosi con assoluta libertà e varietà espressiva. Questo spettacolo vanta anche tre interpreti d’eccezione: la voce recitante, che impersona idealmente Pasolini, è quella di Fabio Zulli, fondatore nel 2011 della Compagnia Oyes, vincitrice di due edizioni del premio Giovani Realtà del Teatro e del premio Hystrio-Iceberg come miglior compagnia under trentacinque. Al cinema, Zulli è stato, diretto, tra gli altri, da Gianni Amelio, Michela Andreozzi, Giuseppe Tornatore, Tonino Zangardi e Francesco Visco. Recita anche in opere di musica classica ed è speaker di audiolibri per Audible e Storytel. Dal 2022, inoltre, è coordinatore artistico del Teatro del Borgo di Milano.
    Versatile e brillante, il soprano Laura Catrani (che incarna la Madre e la Madre Terra friulana), diplomatasi al Conservatorio G. Verdi di Milano in canto lirico e in musica vocale da camera, è considerata dalla critica voce di riferimento per il repertorio del Novecento e contemporaneo, a cui affianca  anche quello tradizionale operistico, distinguendosi nei ruoli mozartiani e  settecenteschi. È  regolarmente invitata presso Conservatori e istituzioni musicali per tenere masterclass sulla vocalità contemporanea, con particolare riferimento alla composizione per voce sola.
    Al pianoforte, infine, c’è la preziosa presenza di Maria Grazia Bellocchio, specialista del mondo classico e contemporaneo, invitata a suonare dalle maggiori istituzioni concertistiche italiane e straniere. Ha collaborato in formazioni da camera con musicisti quali, tra i tanti,  Ingo Goritzki, Han de Vries, Rocco Filippini, Franco Petracchi, Elizabeth Norberg-Schulz, Salvatore Accardo e Bruno Giuranna e ha inciso per Ricordi e Stradivarius opere di Bruno Maderna, Sandro Gorli, Franco Donatoni, Matteo Franceschini, Stefano Gervasoni e Ivan Fedele. Bellocchio collabora stabilmente con il Divertimento Ensemble diretto da Sandro Gorli e il suo repertorio spazia da Bach ai giovani compositori contemporanei.

    Atelier Musicale – XXXI edizione
    Sabato 22 novembre 2025, ore 17.30
    …Soave poeta, quel mio omonimo che ancora ha il mio nome…
    Musiche di Alessandro Solbiati e Bach e brani popolari friulani musicati da Arturo Zardini nelle trascrizioni di Alessandro Solbiati e lettura di testi poetici di Pier Paolo Pasolini in forma di spettacolo per voce recitante maschile, voce cantante femminile e pianoforte.
    Fabio Zulli (voce recitante), Laura Catrani  (soprano), Maria Grazia Bellocchio (pianoforte).
     
    Programma (le musiche si intrecciano alle letture)
    Prologo
    A. Solbiati: XII Interludio per pianoforte;
    X Interludio per pianoforte;
    Sonata terza per pianoforte (I movimento).

    Parte prima: infanzia e giovinezza
    Improvvisazione in cordiera del pianoforte su suggerimenti grafici in partitura;
    Pellicano (parte I) per soprano solo.

    Parte seconda: la madre
    A. Zardini: Il Cîl (trascrizione di Solbiati per soprano e pianoforte);
    Stelutis alpinis (trascrizione di Solbiati per soprano e pianoforte);
    A. Solbiati: Pellicano (parte II) per soprano solo;
    J.S. Bach: Erbarme dich dalla Matthäus-Passion (trascrizione di Solbiati per soprano e pianoforte).

    Parte terza: la poesia
    A. Solbiati: VII Interludio per pianoforte;
    Sonata terza per pianoforte (II movimento).

    Parte quarta: la morte (e ancora la poesia)
    Agnello per soprano solo;
    J.S. Bach: Sarabanda dalla V Suite per violoncello solo (trascrizione di Solbiati per pianoforte con echi di voce);
    A. Solbiati: Sonata terza per pianoforte (III movimento).
     
    Epilogo
    A. Solbiati: Alleluja dai Sette pezzi (versione per soprano e pianoforte)    
     
    Testi di Pier Paolo Pasolini tratti da La ricchezza (n.6), La religione del mio tempo, Appendice alla religione del mio tempo, Umiliato e offeso, Poesie incivili, Poesie in forma di rosa.
     
    Introduce  Maurizio Franco.

    Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.
    Inizio concerti: ore 17.30.
    Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).
    Abbonamento stagionale: 80 euro.
    Per informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.iteury@iol.it
    Direzione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.
    Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.
    Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra.