PIACENZA – Il concerto del gruppo guidato dal trombettista Avishai Cohen, previsto sabato 7 marzo nell’ambito del Piacenza Jazz Fest, è stato annullato per cause legate alle attuali difficoltà nei collegamenti aerei da e per il Medio Oriente, indipendenti dall’artista e dall’organizzazione del festival. In segno di vicinanza al musicista israeliano, impossibilitato a raggiungere l’Italia, il sestetto della vocalist Elena Andreoli e del clarinettista Paolo Tomelleri ha dato la propria immediata disponibilità a salire sul palco del Milestone Live Club di Piacenza, permettendo così al pubblico di non rinunciare a una serata di grande jazz dal vivo. Con Elena Andreoli e Paolo Tomelleri si esibiranno Stefano Pennini al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso, Davide Parisi alla chitarra e all’ukulele e Alberto Traverso alla batteria e ai cori. Tutto giocato sul dialogo tra voce e clarinetto, all’insegna dello swing, dell’eleganza e dell’interplay, il live inizierà alle ore 21.15 (via E. Parmense 27, ingresso 12-15 euro, biglietti in vendita la sera stessa a partire dalle ore 20.30).
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Piacenza Jazz Fest: un’esplosione di energia e swing con il sestetto di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri sabato 7 marzo al Milestone Live Club
PIACENZA – Il concerto del gruppo guidato dal trombettista Avishai Cohen, previsto sabato 7 marzo nell’ambito del Piacenza Jazz Fest, è stato annullato per cause legate alle attuali difficoltà nei collegamenti aerei da e per il Medio Oriente, indipendenti dall’artista e dall’organizzazione del festival. In segno di vicinanza al musicista israeliano, impossibilitato a raggiungere l’Italia, il sestetto della vocalist Elena Andreoli e del clarinettista Paolo Tomelleri ha dato la propria immediata disponibilità a salire sul palco del Milestone Live Club di Piacenza, permettendo così al pubblico di non rinunciare a una serata di grande jazz dal vivo. Con Elena Andreoli e Paolo Tomelleri si esibiranno Stefano Pennini al pianoforte, Carlo Bavetta al contrabbasso, Davide Parisi alla chitarra e all’ukulele e Alberto Traverso alla batteria e ai cori. Tutto giocato sul dialogo tra voce e clarinetto, all’insegna dello swing, dell’eleganza e dell’interplay, il live inizierà alle ore 21.15 (via E. Parmense 27, ingresso 12-15 euro, biglietti in vendita la sera stessa a partire dalle ore 20.30).A Piacenza, il sestetto proporrà alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri, presentato con un concerto sold-out al Teatro degli Arcimboldi di Milano durante l’ultima edizione del festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. Non mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing, blues, ragtime, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati».La collaborazione tra Paolo Tomelleri, figura storica della scena italiana (nel corso della sua carriera ha lavorato con grandi jazzisti internazionali come Clark Terry, Tony Scott, Joe Venuti, Jimmy McPartland, Phil Woods, Bill Coleman, Red Mitchell, Bud Freeman e con grandi nomi della musica leggera italiana come Enzo Jannacci, Ornella Vanoni, Giorgio Gaber, Adriano Celentano e Luigi Tenco) ed Elena Andreoli, che vanta collaborazioni con Giorgio Gaslini, Bruno Martino, Antonio Faraò, Sergio Fanni e Michele Bozza, è sempre più stretta: «La nostra sintonia e la nostra affinità artistica sono sempre più profonde – afferma Elena – È bello confrontarci, studiare insieme nuovi arrangiamenti e riflettere sulla direzione sonora da prendere. Il tutto rimanendo fedeli alla nostra idea di jazz, che vuole essere raffinato, coinvolgente e divertente al tempo stesso».Per quanto riguarda i prossimi impegni, Elena sarà protagonista al festival Dolomiti Ski Jazz, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme, Cembra e Fassa. Qui Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade, al Passo S. Pellegrino, in Val di Fassa, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina, in località Pampeago-Tesero, in Val di Fiemme. Il mese successivo, inoltre, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka.Non solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento, la vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Proprio con lui e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato, come autrice, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante), presto sul grande schermo. Da segnalare, infine, che un altro disco di standard, sempre con Paolo Tomelleri, è in fase di preparazione.Sito di Elena Andreoli: jazz.elena-andreoli.it -

Risuona il quarto movimento della “sinfonia urbana” dei Monza Music Meetings: dal 15 al 29 marzo torna la rassegna con concerti, spettacoli e conversazioni culturali
Con l’organista e compositore francese Thierry Escaich, la performer statunitense Zosha Warpeha, l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano e prestigiosi solisti, oltre a protagonisti del dibattito culturale come Cecilia Balestra, Stefano Jacoviello e Ambra Redaelli, la quarta edizione dei Monza Music Meetings intreccia grandi concerti, conferenze, progetti per l’infanzia e le scuole ed esperienze immersive nei luoghi simbolo della città, dalla Reggia al Duomo. La rassegna, ideata dall’Orchestra Canova con l’Accademia Chigiana di Siena e l’associazione Musicamorfosi, si conferma come uno degli appuntamenti più dinamici della primavera musicale lombardaMONZA – Torna la rassegna Monza Music Meetings con un fitto programma di concerti, spettacoli e incontri che dal 15 al 29 marzo animeranno il capoluogo della Brianza. Progettata e organizzata dall’Orchestra Canova insieme all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e all’associazione culturale Musicamorfosi, in collaborazione con il Comune di Monza, la manifestazione, giunta alla quarta edizione, si rivolge a pubblici differenti per età, competenze e sensibilità, dai bambini agli adulti, dai melomani più smaliziati ai semplici curiosi, con un’offerta di proposte articolate e diversificate.La nuova edizione approfondisce, in particolare, il rapporto tra musica, comunità e trasformazione, esplorando il suono come strumento di relazione, consapevolezza e rigenerazione culturale. Il programma intreccia proposte dedicate all’infanzia e alle scuole, appuntamenti concertistici di rilievo, esperienze immersive e interventi musicali diffusi nello spazio urbano, coinvolgendo luoghi simbolici della città: dalla Reggia al Duomo, dagli istituti culturali alle vie e negozi del centro storico. Dal repertorio antico alla creazione contemporanea, dalla musica sacra alla sperimentazione, i Monza Music Meetings mettono in dialogo tradizione e attualità, artisti affermati e nuove generazioni, promuovendo una visione della musica come pratica viva, capace di interrogare il presente, attivare il territorio e generare nuove forme di ascolto e partecipazione.Il tutto grazie al contributo del Comune di Monza, Fondazione della Comunità di Monza e Brianza e Regione Lombardia, il supporto di Acinque, BrianzAcque, Banco Desio ed Elli e la collaborazione di una pluralità di partner tra cui l’associazione musicale Rina Sala Gallo di Monza, l’associazione culturale Novaluna, il Sistema Carrobiolo, il Carlo Alberto District e la Cappella Musicale del Duomo di Monza.Nello spirito stesso dell’incontro, motivo propulsore della rassegna, la città di Monza è protagonista della manifestazione nella sua totalità. A partire dal suo Duomo che, lunedì 16 marzo (ore 21, ingresso libero con libera donazione), ospiterà il concerto intitolato Cantus in Memoriam Benjamin Britten con l’Orchestra Canova diretta da Enrico Pagano, il baritono Giacomo Nanni, la violista Maria Cecilia Villani e l’oboista Daniele Arzuffi. L’evento è dedicato a quattro grandi compositori come Benjamin Britten (di cui ricorrono i 50 anni dalla morte), John Dowland, Arvo Pärt e Johann Sebastian Bach in un percorso che attraversa quattro secoli, dal Rinascimento inglese al minimalismo contemporaneo fino alla scoperta delle emozioni più intime e profonde della musica strumentale e vocale. Apre Flow my Tears di John Dowland (1596), celebre pavana nella trascrizione per orchestra da camera a cura di Enrico Pagano. Segue Lachrymae, op. 48 di Benjamin Britten (1950), variazioni per viola e archi sul tema di Dowland, ponte tra Rinascimento e modernità, a cui risponde Arvo Pärt con il Cantus in Memoriam Benjamin Britten (1977). Chiude Ich habe genug, BWV 82 di J.S. Bach, cantata per basso, oboe e archi composta nel 1727 ed eseguita in occasione della Festa per la purificazione di Maria: un percorso meditativo sull’immagine della morte e sul significato che questa assume per il credente.Sempre nel Duomo l’evento centrale di questa nuova edizione, a cura dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena: il concerto, in programma mercoledì 25 marzo (ore 21, ingresso libero con offerta libera a favore del progetto Sinfonia territoriale presso la Fondazione della Comunità di Monza e della Brianza), intitolato Notre Dame di Monza. Protagonista sarà il celebre compositore, organista e improvvisatore francese Thierry Escaich, docente di composizione e improvvisazione al Conservatorio Nazionale Superiore di Parigi, organista titolare della Cattedrale di Notre-Dame e figura di riferimento assoluto della scena musicale contemporanea europea. Dal 2025 Escaich è docente del corso estivo di alto perfezionamento in organo dell’Accademia Musicale Chigiana – L’improvvisazione all’organo tra tradizione e creazione – restituendo vita, dopo oltre vent’anni di assenza, a uno storico insegnamento che nel Novecento ha rappresentato un punto di riferimento imprescindibile per la scuola organistica internazionale. La sua presenza a Monza si inserisce, dunque, idealmente in un progetto artistico e formativo di ampio respiro, che intreccia alta formazione, creazione contemporanea e valorizzazione del patrimonio organistico europeo. Il concerto si configura come un ponte ideale tra la grande tradizione organistica francese e la storia spirituale e civile custodita dal Duomo di Monza. Se Notre-Dame è simbolo universale di memoria, resilienza e rinascita, il Duomo monzese custodisce la Corona Ferrea, emblema del potere imperiale e della storia europea, con cui fu incoronato anche Napoleone Bonaparte. In questo dialogo tra luoghi-simbolo, l’organo diventa voce di una continuità culturale che attraversa i secoli, mettendo in risonanza Parigi e Monza, la dimensione sacra e quella civile, la tradizione e l’improvvisazione contemporanea. L’appuntamento rappresenta così uno dei momenti più significativi del respiro europeo che caratterizza la progettazione culturale dei Monza Music Meetings. L’indagine su “lo spazio della musica” trova nell’organo – strumento monumentale e comunitario per eccellenza, al tempo stesso arcaico e contemporaneo – una sintesi particolarmente intensa, capace di connettere architettura, storia e creazione sonora. L’iniziativa è sviluppata nell’ambito del progetto Spiritual Music di Musicamorfosi cofinanziato dall’Unione Europea.
Quindi gli appuntamenti al Teatro di Corte della Reggia di Monza, all’interno delle rassegne Musique Royale e Teatrino Piccino. Si parte domenica 15 marzo (ore 11 e 16.30; ingresso 5-8-10 euro), con replica il giorno successivo per le scuole con lo spettacolo Differenzio e Ricicletta, indicata in particolare per i bambini dai sei agli undici anni di età. Tutto può avere una seconda vita, tutti hanno diritto a una seconda opportunità. E così Differenzio e Ricicletta, due nobili decaduti vissuti da sempre nello sfarzo e nello spreco, decidono di viaggiare con il loro cassonetto, trasformato in forziere, per promuovere la cultura del riuso. Attraverso canzoni e giochi a premi i due personaggi incoraggiano a differenziare e riciclare gli scarti delle nostre città con maggiore consapevolezza.Venerdì 20 marzo riflettori puntati sulla compositrice e performer statunitense Zosha Warpeha, in scena al Teatro di Corte della Reggia di Monza (ore 21, ingresso 10-15 euro), i cui lavori sono in bilico tra improvvisazione contemporanea e tradizioni folk. Nella sue composizioni che esplorano le trasformazioni del tempo e della tonalità, Warpeha utilizza strumenti a corda con arco (come l’Hardanger d’amore, strettamente imparentato con il violino norvegese Hardanger) e la propria voce. I suoi progetti più recenti sono influenzati dalle forme cicliche, dall’elasticità ritmica e dal folklore nordico.Sabato 21 marzo, sempre al Teatro di Corte, in occasione dell’International Early Music Day, doppio appuntamento con Happy Bachday! (ore 17.30 e 20, ingresso 10-15 euro), protagonisti i solisti Donatella Gibboni (violino), Tommaso Maria Maggiolini (flauto) e Nicolò Pellizzari (clavicembalo) e l’Orchestra Canova, che eseguiranno concerti per soli e orchestra di J. S. Bach e A. Vivaldi. Il Teatro di Corte offre anche in questa occasione la cornice perfetta per apprezzare l’ingegneria e lo sfarzo della musica barocca. Il giorno prima, venerdì 20 marzo, Happy Bachday! andrà in scena per le scuole (alle ore 10 e alle ore 12).Il Teatro di Corte vedrà infine esibirsi, domenica 22 marzo (ore 11 e 16.30, ingresso 10-15 euro), i chitarristi Giulio Tampalini e Daniele Fabio: Twelve Strings è l’incontro di due vulcanici musicisti che presenteranno un coinvolgente programma tra antico e contemporaneo, tra classica e canzoni popolari. Il concerto è realizzato in collaborazione con La Società dei Concerti di Milano.Sabato 28 marzo, il salotto di Monza – e in particolare le botteghe dei commercianti del Carlo Alberto District – sarà animato da intermezzi musicali diffusi: shopping e cultura andranno a braccetto, nelle vie del centro, per tutta la giornata inaugurando anche un nuovo spazio cittadino di accoglienza, l’Ostello del Carrobiolo. Infine, domenica 29, nell’ultima giornata dei Monza Music Meetings, un accogliente lounge bar e pasticceria nel cuore della città ospiterà la conversazione culturale Note ribelli (ore 11, ingresso libero), con la presenza di Cecilia Balestra (direttrice di Milano Musica), Stefano Jacoviello (responsabile progetti culturali e media dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena) e Ambra Redaelli (presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano). I relatori si confronteranno soprattutto su ciò che sta “dietro” la musica: la visione, la missione, gli obiettivi e le strategie che gli operatori culturali mettono in campo. Al centro della conversazione, moderata da Marianna Musacchio (responsabile comunicazione di Musicamorfosi), l’idea di una “resistenza gentile” che passa attraverso l’educazione all’ascolto, intesa come pratica consapevole e condivisa per contribuire alla costruzione di una società più attenta, inclusiva e coesa.Afferma Arianna Bettin, assessora alla Cultura del Comune di Monza: «La quarta edizione dei Monza Music Meetings conferma la sua altissima qualità e l’apertura internazionale, con ospiti d’eccezione e nel segno della sperimentazione nella riscoperta della musica classica e da camera. Siamo pronti ad aprire il ricco anno concertistico monzese facendo risuonare alcuni dei luoghi più simbolici e belli del nostro territorio. Monza non intende solo proporsi come città in cui si fa e si ascolta musica, ma anche dove si accoglie la musica: è con questo spirito che ci accingiamo ad ospitare tanti straordinari artisti da oggi, con Monza Music Meetings, al concorso Rina Sala Gallo, all’interno del calendario di MusicAmonza 2026».Le fa eco Annamaria Di Ruscio, vicepresidente di Acinque, storico punto di riferimento nelle forniture e nei servizi legati all’energia: «Sosteniamo con convinzione il progetto dei Monza Music Meetings che declina la suggestione delle sette note in grandi concerti, rendez-vous, esibizioni e progetti che coinvolgono le scuole e le comunità. La quarta edizione riafferma lo spessore di una manifestazione già stabilmente inserita fra gli appuntamenti più significativi della regione e del territorio, cui porta valore attraverso una proposta articolata e carica di suggestioni che coinvolge i luoghi chiave di Monza. La nostra azienda vuole concorrere alle occasioni di socializzazione per le comunità locali e allo sviluppo del marketing territoriale che genera visibilità e indotto attraverso una proposta di eccellenza e di qualità».Programma completo e modalità di accesso: www.musicamorfosi.it -

Il trio Freak Machine di Giovanni Falzone, i Munedaiko e il collettivo Sugarino Project in Manga Mozart venerdì 6 marzo al Conservatorio G. Verdi di Milano
L’evento-clou della rassegna Piano Olimpico è un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i temi del grande compositore austriaco verranno riletti tra jazz e tamburi sacri giapponesi e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile, evidenziando l’anima, il “manga di Mozart”MILANO – Piano Olimpico è il fitto cartellone di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato in occasione di Milano Cortina 2026 dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano e con il contributo di Regione Lombardia. Parte integrante del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che ha animato e animerà il capoluogo lombardo e la Valtellina durante e dopo le Olimpiadi invernali, Piano Olimpico farà tappa venerdì 6 marzo nella Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi di Milano con il concerto intitolato Manga Mozart. I protagonisti saranno il trio jazz Freak Machine di Giovanni Falzone (con Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Tosi alla batteria), i Munedaiko, trio di tamburi sacri giapponesi (formato da Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro), e la sezione fiati del collettivo monzese Sugarino Project.Più di un concerto, Manga Mozart è un vero e proprio show in cui si staglia al centro la figura del grande compositore austriaco. Un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i suoi temi verranno riletti e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile. Veri nuovi standard che evidenziano l’anima, il “manga di Mozart”, svincolato da ogni convenzione e da ogni legame con il già sentito. Un cammino di scoperta per tutti, non solo per gli ascoltatori ma anche per gli stessi musicisti, che si cimentano nella costruzione dell’inaspettato e dell’inaudito.Il trio Freak Machine di Giovanni Falzone è una formazione sulla quale aleggia lo spirito vibrante e rivoluzionario di Jimi Hendrix e la libertà creativa di W.A. Mozart. Trombettista e compositore di formazione classica, prima di dedicarsi completamente al jazz Falzone ha collaborato con diversi enti lirici e sinfonici e ha fatto parte dell’Orchestra Sinfonica G. Verdi di Milano (suonando con direttori e solisti di fama internazionale come Giuseppe Sinopoli, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Riccardo Chailly, Luciano Berio, Martha Argerich e molti altri). Come jazzista ha fatto incetta di premi in Italia e all’estero, diventando velocemente uno dei nomi di punta della scena nazionale e internazionale.Il trio Munedaiko si dedica allo studio e alla pratica del Taiko, il tamburo tradizionale giapponese, e alla creazione di spettacoli innovativi e coinvolgenti, esplorando nuove forme di espressione nel campo delle arti performative. Fondato nel 2014, il gruppo si è affermato come un punto di riferimento della cultura giapponese nel panorama artistico italiano ed europeo grazie alla sua capacità di coniugare tradizione e modernità. Attraverso l’arte, la cultura e l’allenamento del corpo, la missione dei Munedaiko è quella di approfondire l’armonia dello spirito in risonanza con la mente e con lo stato d’animo di ogni essere umano. L’obiettivo del trio è far conoscere il potere espressivo di questi affascinanti strumenti che fanno rivivere, a chi li ascolta, frammenti dell’antico Giappone.Sugarino Project è un contenitore di progetti jazz fondato da tre giovani musicisti (il batterista Alessandro Bazzoli, il contrabbassista Samuele Frisenda e il sassofonista Edoardo Viganò, che nel 2024 si è aggiudicato, in duo insieme al pianista Andrea Servidio, il Premio del Conservatorio del Conservatorio G. Verdi di Milano nella categoria Jazz) e animato dall’entusiasmo di una ventina di giovani strumentisti, provenienti dal liceo musicale B. Zucchi di Monza e da vari Conservatori del nord Italia. Presentandosi di volta in volta con formazioni che vanno dal trio alla big band, l’associazione culturale Sugarino Project promuove la bellezza e il valore culturale della musica jazz, organizzando jam session, workshop, concerti e spettacoli in cui il jazz dialoga con le altre arti, sceniche e non.Il concerto Manga Mozart inizierà alle ore 20.45 (ingresso 25 euro; prevendita online su www.vivaticket.com/it/ticket/manga-mozart/291721 ). Sono previste delle riduzioni riservate agli amici di Musicamorfosi (15 euro), agli under 30 (5 euro) e agli abbonati Soconcerti (15 euro; info@soconcerti.it; tel. 0266984134).Maggiori info online su: www.musicamorfosi.it -

Il Trombone Summit di Francesca Petrolo chiude la XXXI edizione dell’Atelier Musicale con un omaggio a Jay Jay Johnson e Marcello Rosa sabato 7 marzo alla Camera del Lavoro di Milano
I trombonisti Francesca Petrolo, Danilo Moccia e Roberto Rossi, insieme a Marcello Tonolo (pianoforte), Matteo Idà (contrabbasso) e Giacomo Nanni (batteria), sono i protagonisti dell’ultimo concerto stagionaledella rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo MaggioMILANO – Un grande successo artistico e di pubblico ha caratterizzato la XXXI edizione dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz e classica contemporanea organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio che, nel corso degli anni, è diventata un punto di incontro unico per gli appassionati milanesi di musica.Il concerto conclusivo della stagione è in programma sabato 7 marzo nell’auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro del capoluogo lombardo (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro). Si tratta di un’altra prima assoluta che ha come protagonista il Trombone Summit di Francesca Petrolo, omaggio a due grandi personalità della storia dello strumento nel jazz: l’afroamericano Jay Jay Johnson e l’italiano Marcello Rosa. Il primo ha portato in modo impareggiabile il trombone nell’ambito del Bebop e ha poi proseguito la sua carriera di strumentista e compositore in una formazione leggendaria come il quintetto diretto con un altro trombonista di valore, Kay Winding, dedicandosi infine anche alla musica per film e serial televisivi, tra cui Starsky & Hutch. Stilista di valore assoluto, ha influenzato legioni di trombonisti.Marcello Rosa fa, invece, parte del gruppo di grandi specialisti italiani dello strumento e nella sua carriera ha potuto suonare, durante le loro tournée nel nostro Paese, con orchestre del calibro di quelle di Ellington, Hampton e Hines, diventando un protagonista del jazz mainstream, nel quale univa la sua competenza per gli stili delle origini a quella per le espressioni più moderne. Anch’egli, come Johnson, è stato brillante compositore e arrangiatore.Francesca Petrolo è una delle migliori esponenti del jazz al femminile italiano, ha fatto parte per quasi trent’anni della Civica Jazz Band di Enrico Intra, suona con l’Artchipel Orchestra, ha collaborato con l’ensemble di tromboni di Marcello Rosa e ha diretto gruppi rilevanti, come il FreeDa Quartet, con cui ha presentato in prima assoluta all’Atelier Musicale, nel 2013, un progetto su Artemisia Gentileschi.Per questa occasione Petrolo ha riunito un Trombone Summit in cui sono presenti due fuoriclasse internazionali dello strumento: Danilo Moccia, svizzero di Locarno, dalla prestigiosa carriera con tanti protagonisti del jazz europeo, autore degli adattamenti e degli arrangiamenti dei brani del repertorio, tutti scritti dai due dedicatari, e Roberto Rossi, uno dei più completi trombonisti oggi attivi, dal lungo e articolato percorso artistico in cui spiccano i lavori orchestrali con la Civica Jazz Band e la Lydian Sound Orchestra di Riccardo Brazzale. La sezione ritmica è invece formata da due giovanissimi talenti (il contrabbassista Matteo Idà e il batterista Giacomo Nanni) cui farà da guida il pianoforte di Marcello Tonolo, strumentista e compositore che ha suonato al fianco di molte grandi personalità del jazz nazionale e internazionale.Un concerto, quello di sabato 7 marzo, che mette il trombone e due suoi grandi protagonisti in primissimo piano, nel segno dell’originalità di programmazione che anche in questa XXXI edizione ha contraddistinto le proposte della rassegna ospitata da sempre nell’auditorium della Camera del Lavoro di Milano.Atelier Musicale – XXXI edizioneSabato 7 marzo 2026, ore 17.30Francesca Petrolo Trombone SummitPer Jay Jay Johnson e Marcello RosaFrancesca Petrolo, Roberto Rossi, Danilo Moccia (tromboni), Marcello Tonolo (pianoforte), Matteo Idà (contrabbasso), Giacomo Nanni (batteria).ProgrammaJ.J. Johnson: Blues for Trombones;M. Rosa: The Sinner;J.J. Johnson: Lament;M. Rosa: Blue Camel;J.J. Johnson: Flat Black;M. Rosa: 14 Febbraio;(arrangiamento di D. Moccia);J.J. Johnson: Mohawk;M. Rosa: Rosco.Gli arrangiamenti originali di Johnson e Rosa sono stati adattati a questo organico da Danilo Moccia.Prima esecuzione assoluta.Introduce Maurizio Franco.Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.Inizio concerti: ore 17.30.Ingresso: 10 euro.On line: www.secondomaggio.orgPer informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.itDirezione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra. -

Musica, design e cultura d’impresa: a Milano, dal 12 marzo al 16 luglio, è tempo di GBIM JAZZ Experience
Il jazz dà voce alla materia ceramica con quattro eventi ideati e promossi da Gruppobea e Imola Ceramica per un’esperienza culturale contemporanea. I protagonisti del nuovo format sono i musicisti Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi, Jimmy Straniero, Martha e Francesco Chebat, Vijaya Trentin, Ludovico Elia e MyraMILANO – Si chiama GBIM JAZZ Experience il concept ideato e promosso da Gruppobea e Imola Ceramica nel quale il mondo del design e della musica jazz si fondono, dando vita ad un evento culturale che intende investigare nuove architetture sensoriali all’insegna della creatività grazie a un format inedito che intreccia architettura, suoni contemporanei e cultura d’impresa.
Quattro gli eventi in programma a Milano per la prima edizione di GBIM JAZZ Experience: i primi tre concerti della rassegna avranno luogo presso Pro.Space, lo spazio di Imola Ceramica dedicato ai professionisti, in via Voghera 6, e saranno riservati a un pubblico selezionato di rappresentanti del mondo dell’architettura, del design e della cultura, mentre l’evento conclusivo si svolgerà presso lo showroom del Gruppobea, in via Toffetti 31.
Il progetto prende forma dall’incontro tra la solidità della sinergia commerciale tra Imola Ceramica e Gruppobea e la visione artistica di Antonio Ribatti, infaticabile organizzatore e animatore di eventi e stagioni musicali di rilievo nazionale (come l’AHUM Milano Jazz Festival). Per l’occasione, Ribatti, ha selezionato tre gruppi che si esibiranno il 12 marzo, il 9 aprile e il 7 maggio (il 16 luglio ci sarà l’appuntamento finale con la premiazione della band vincitrice): il trio DjangoBop Vibes (composto da Gabriele Boggio Ferraris, Davide Parisi e Jimmy Straniero), con un repertorio ispirato al jazz manouche; il duo Martha J. & Chebat (Martha e Francesco Chebat) con un progetto che spazia tra folk e jazz song; infine, il trio Anodic Breath (Vijaya Trentin, Ludovico Elia e Myra), il cui sound è un mix di sonorità elettroniche e ambient. Ogni formazione eseguirà i brani dal proprio repertorio e una composizione inedita, appositamente ideata e dedicata ad una collezione di Imola Ceramica. La nuova traccia musicale tratterà la materia ceramica, rendendo udibile il visibile, in un gioco di rimandi formali e concettuali.
Una giuria, composta da esperti del settore dell’architettura e del design – tra cui Laura Galloni, docente del Politecnico di Milano – decreterà, al termine delle tre serate, il gruppo vincitore. GBIM JAZZ Experience si presenta quindi come un format ibrido: una rassegna musicale che culmina in una competizione. Tuttavia, tutti i partecipanti saranno premiati con registrazioni che entreranno a far parte di una compilation digitale disponibile su Spotify e YouTube.
Il GBIM JAZZ Experience, inoltre, vedrà la collaborazione di Delabeat, producer e pianista jazz italo-francese attivo tra Milano e Parigi e distribuito da JE Entertainment. Delabeat realizzerà una reinterpretazione in chiave urban, acid jazz e house della composizione inedita della band vincitrice dedicata alla collezione Imola.
Il primo gruppo che si esibirà sarà, giovedì 12 marzo (ore 19), il trio DjangoBop Vibes, che attualizza un repertorio ispirato al jazz manouche e agli standard della prima metà del Novecento. Gabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra) e Jimmy Straniero (contrabbasso) eseguiranno famose composizioni di Django Reinhardt, Duke Ellington e Fats Waller nonché una manciata di brani originali. Gabriele Boggio Ferraris è tra i principali esponenti del suo strumento in Italia. Ha pubblicato numerosi lavori discografici, sia come leader sia in collaborazione con figure di rilievo del jazz internazionale, tra cui Dave Douglas, Hindi Zahra, Steven Bernstein, Stochelo Rosenberg e Maurizio Brunod. Classe 2001, Davide Parisi è un chitarrista specializzato nello stile Gypsy Jazz. Si è diplomato con il massimo dei voti al Conservatorio G. Verdi di Milano, milita in diverse formazioni e collabora regolarmente con figure di spicco del panorama italiano, tra cui Dario Napoli, Alessandro di Virgilio (Accordi Disaccordi), Paolo Tomelleri, Alfredo Ferrario e Tonino de Sensi. Jimmy Straniero è tra i più interessanti talenti emergenti del contrabbasso. Nel 2013 ottiene una borsa di studio del Berklee College of Music di Boston durante i seminari di Umbria Jazz. Ha partecipato al tour italiano delle Vibrazioni e nel 2021 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti – Jazz. Nel 2022 è contrabbassista di Fred!, spettacolo teatrale con Roy Paci e Matthias Martelli, con cui partecipa anche a numerosi festival jazz nazionali.
Giovedì 9 aprile sarà la volta del duo Martha J. & Chebat, mentre giovedì 7 maggio si esibirà il trio Anodic Breath. Infine, come detto, presso la sede di Gruppobea, giovedì 16 luglio si svolgerà l’evento conclusivo al quale parteciperà la formazione vincitrice della prima edizione di GBIM JAZZ Experience.
GBIM JAZZ EXPERIENCE – PRIMA EDIZIONEMilano, dal 12 marzo al 16 luglio 2026Giovedì 12 marzo 2026, ore 19:00DJANGOBOP VIBES – Bebop e swing manoucheGabriele Boggio Ferraris (vibrafono), Davide Parisi (chitarra), Jimmy Straniero (contrabbasso).Giovedì 9 aprile 2026, ore 19:00MARTHA J. & CHEBAT – Folk e jazz songMartha Chebat (voce), Francesco Chebat (Fender Rhodes).Giovedì 7 maggio 2026, ore 19:00ANODIC BREATH – Jazz elettroacustico ambientVijaya Trentin (piano, voce), Ludovico Elia (tromba, effetti), Myra (sound design, elettronica).Giovedì 16 luglio 2026, ore 20:00
FINALE E PREMIAZIONE -

Piano Olimpico a Milano: il concerto-preghiera Magnificat con Badrya Razem, Giovanni Falzone e Roberto Olzer mercoledì 25 febbraio nella chiesa di San Fedele
MILANO – Piano Olimpico è il fitto programma di eventi (concerti di classica, jazz e world music, spettacoli di danza, laboratori musicali ma non solo) organizzato dall’Orchestra da Camera Canova, dall’associazione culturale Musicamorfosi e da DANCEHAUSpiù, il centro nazionale di produzione della danza, in occasione di Milano Cortina 2026, in collaborazione con Fondazione La Società dei Concerti di Milano. Parte integrante del palinsesto di appuntamenti denominato Giochi della Cultura che animerà Milano e la Valtellina prima, durante e dopo i Giochi invernali, Piano Olimpico farà di nuovo tappa nel capoluogo lombardo: mercoledì 25 febbraio, infatti, la chiesa di San Fedele, in piazza San Fedele ospiterà il Magnificat, concerto-preghiera che vedrà in scena la cantante Badrya Razem, il trombettista Giovanni Falzone (autore degli arrangiamenti) e l’organista Roberto Olzer. L’appuntamento è alle ore 21 e l’ingresso è libero con libera donazione.Com’è noto, il Magnificat è un cantico contenuto nel primo capitolo del Vangelo secondo Luca con il quale Maria loda e ringrazia Dio perché si è benignamente degnato di liberare il suo popolo. Per questo è conosciuto anche come cantico di Maria. Nella produzione originale di Musicamorfosi, il Magnificat è una sorta di implorazione in musica per la salvezza dei popoli del mondo, la pace e la fratellanza delle genti. Il tutto suonato, cantato e parlato in tre lingue: italiano, inglese e arabo, lingua madre della strepitosa cantante Badrya Razem, italiana (di Bari) di origine algerina. Il trio si completa con il co-protagonismo di due eccezionali interpreti, da anni “angeli custodi” delle nuove generazioni di jazzisti: Giovanni Falzone, nome di punta della scena italiana ed europea, e Roberto Olzer, musicista di formazione classica ma anche arrangiatore, organista e pianista eclettico (milita in numerose formazioni jazz e pop). A Badrya Razem è affidato il compito di “trovare” la voce di Maria, di cantare e invocare la pace, quella dell’anima, ma anche quella dei popoli. Magnificat si snoda da Pergolesi a Philip Glass, dalle parole del Vangelo musicate da monsignor Marco Frisina a quelle che Allen Ginsberg scrisse nel 1966, ai tempi della guerra in Vietnam, e che risuonano ancora così fortemente attuali, fino all’inno di Pace di Alice Coltrane.Il concerto è a sostegno delle attività dell’Associazione San Fedele Odv, ente del terzo settore che opera da molti anni in ambito sociosanitario per accogliere e assistere le persone più fragili, garantendo terapie a chi non può curarsi, sostenendo le persone senza dimora con un progetto sperimentale e cercando di promuovere per tutti piena integrazione ed autonomia.Da segnalare, infine, l’evento-clou di Piano Olimpico, in programma venerdì 6 marzo nella Sala Verdi del Conservatorio G. Verdi di Milano: il concerto Manga Mozart, protagonisti il trio jazz Freak Machine di Giovanni Falzone (con Giuseppe La Grutta al basso elettrico e Riccardo Tosi alla batteria), i Munedaiko, trio di tamburi sacri giapponesi formato da Mugen, Naomitsu e Tokinari Yahiro, e la sezione fiati del collettivo monzese Sugarino Project.Più di un concerto, Manga Mozart (inizio live ore 20.45, ingresso 25 euro; prevendita online su www.vivaticket.com/it/ticket/manga-mozart/291721 ) è un vero e proprio show in cui si staglia al centro la figura del grande compositore austriaco. Un viaggio mozartiano in un luogo sconosciuto allo stesso Mozart: i suoi temi verranno riletti e rilanciati in maniera nuova e al tempo stesso riconoscibile. Veri nuovi standard che evidenziano l’anima, il “manga di Mozart”, svincolato da ogni convenzione e da ogni legame con il già sentito.Maggiori info online qui: www.musicamorfosi.it e assistenzasanitariasf.org -

Pagine di Copland, Berio, Schoenberg e Puccini con i jazzisti Tracanna, Zambrini, Mangialajo e D’Auria sabato 21 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano
In prima esecuzione assoluta, l’Atelier Musicale ospita la performance di quattro protagonisti del jazz italiano che si confrontano con la musica di matrice eurocolta del NovecentoMILANO – La trasversalità del nuovo appuntamento dell’Atelier Musicale, ovvero il concerto del quartetto composto da Tino Tracanna (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso) e Francesco D’Auria (batteria) in programma sabato 21 febbraio alla Camera del Lavoro di Milano, riflette in pieno la filosofia della rassegna organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio: quattro noti jazzisti dalle vaste competenze guardano, dal loro punto di osservazione, ad altrettante personalità della storia musicale del secolo scorso (Copland, Berio, Schoenberg e Puccini), affrontandone la musica attraverso melodie o spunti tematici provenienti da alcune loro opere in un processo in cui intervengono l’improvvisazione e il classico interplay jazzistico.È, sostanzialmente, un incontro con il mondo musicale di matrice eurocolta che si propone di trovare spunti originali per la realizzazione della performance di tipo jazzistico. Del resto, il jazz ha sempre guardato al mondo europeo colto, molto di più di quanto, sporadicamente, abbiano fatto gli autori del Vecchio Continente nei suoi confronti e nell’ultimo trentennio questo processo è enormemente cresciuto, soprattutto in ambito europeo, ma anche in quello statunitense.Di Puccini, antesignano di linee armoniche influenti nel primo Novecento, Schoenberg, maestro dell’atonalità e della dodecafonia, Copland, che per nascita si trovava in contatto anche con il mondo musicale afroamericano, e di un maestro del secondo Novecento come Berio (curiosissimo del mondo musicale che lo circondava) vengono affrontate con leggerezza e piacevolezza d’ascolto pagine importanti e funzionali al progetto.Dei quattro protagonisti del concerto, Antonio Zambrini, pianista raffinato che non solo ha collaborato con grandi personalità della scena nazionale e internazionale del jazz ma che si è distinto anche come leader e compositore (alcuni suoi brani sono nel repertorio di molti jazzisti di fama, tra cui Stefano Bollani), è l’autore di tutti gli arrangiamenti. C’è poi Tino Tracanna, solista di assoluto rilievo, artista progettuale e figura di riferimento del panorama jazzistico nazionale, anch’egli compositore e band leader, oltre che membro del quartetto storico di Franco D’Andrea e del quintetto di Paolo Fresu. Tito Mangialajo Rantzer è un contrabbassista molto richiesto in diversi ambiti stilistici del jazz, da quelli più tradizionali alla scena radicale. Infine, Francesco D’Auria, batterista e percussionista, è un musicista eclettico, con una lunga carriera internazionale al fianco di importanti esponenti della scena del jazz europeo.La prima milanese di questo quartetto rappresenta, dunque, una proposta di ascolto assolutamente originale e fuori dagli schemi abituali di ascolto.Atelier Musicale – XXXI edizioneSabato 21 febbraio 2026, ore 17.30Tracanna-Zambrini-Mangialajo-D’Auria Quattro tempi – La musica del NovecentoTino Tracanna (sassofoni), Antonio Zambrini (pianoforte), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso), Francesco D’Auria (batteria).ProgrammaA. Copland: Fanfara per l’uomo comune;A. Schoenberg: Valzer da un frammento strumentale dal Pierrot Lunaire;L. Berio: Folk Song n. 8;A. Copland: Tema da Appalachian Spring;G. Puccini: Un bel dì vedremo;L. Berio: Sequenza per clarinetto;G. Puccini: Coro a bocca chiusa dalla Madama Butterfly;A. Schoenberg: Marcia su un frammento strumentale dal Pierrot Lunaire;G. Puccini: E lucean le stelle.Arrangiamenti di Antonio Zambrini.Prima esecuzione a Milano.Introduce Maurizio Franco.Dove: Auditorium Di Vittorio della Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43, 20122 Milano.Inizio concerti: ore 17.30.Ingresso: 10 euro con tessera ordinaria (5 euro) o di sostegno (10 euro).On line: www.secondomaggio.orgPer informazioni: 3483591215; email: secondomaggio@alice.it; eury@iol.itDirezione e coordinamento artistico: Giuseppe Garbarino e Maurizio Franco.Organizzazione: associazione culturale Secondo Maggio.Presidente: Gianni Bombaci; vicepresidente: Enrico Intra. -

Concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi con la Big Band Jazz Company, Caterina Comeglio e i giovani finalisti del premio a lui dedicato domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano
Sul palco del jazz club milanese, i musicisti diretti da Gabriele Comeglio daranno una nuova veste ai brani più noti di Lelio Luttazzi, ma eseguiranno anche vere chicche tratte dal suo repertorio meno frequentato e alcuni inediti del grande artista triestinoMILANO – Un concerto-tributo in memoria di Lelio Luttazzi, uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese, ma anche presentatore, showman, attore e scrittore: è quanto accadrà domenica 22 febbraio al Blue Note di Milano, protagonisti la Big Band Jazz Company diretta dal sassofonista e compositore Gabriele Comeglio, la vocalist Caterina Comeglio e i finalisti dell’ultima edizione del Premio Lelio Luttazzi (tra cui il vincitore Giuseppe Blanco). Organizzato dalla Fondazione Lelio Luttazzi con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il concerto inizierà alle ore 20.30 (ingresso 25-30 euro; prevendita on line su www.bluenotemilano.com/evento/concerto-tributo-a-lelio- ).luttazzi-22-febbraio-2026- milano/ Spiega Gabriele Comeglio: «Il repertorio che eseguiremo al Blue Note includerà una manciata di chicche tratte dal repertorio meno frequentato di Lelio, che è stato un musicista e un direttore d’orchestra raffinato, comprese alcune musiche che la moglie Rossana Luttazzi ha recuperato dall’archivio Rai di Torino, rivisitate per l’occasione. Ci sarà anche qualche inedito come “La curiosità” (sulla partitura per pianoforte, coerente con il suo stile ironico, Lelio lo indicava come “fox-trottino” o “swingaccio”) ed anche “One more blues”, un brano che, pur avendo lo stesso titolo, è diverso dalla versione in trio del 1968 così come dalla versione in quartetto (con clarinetto) del recente album intitolato “30 anni di swing”».Da segnalare, inoltre, che ci sarà una collaborazione alle orchestrazioni da parte degli studenti dei corsi di arrangiamento del CPM di Milano. Gli spettatori assisteranno, quindi, a un concerto di vere e proprie prime esecuzioni: «Il merito è sempre di Rossana Luttazzi – continua Comeglio – che ha pazientemente cercato, sia nell’archivio di Lelio sia attraverso altre fonti, pagine musicali di grande valore ma sfuggite all’attenzione generale e anche un po’ oscurate dalla grande quantità di brani celebri che popolano il repertorio luttazziano».Gli fa eco Rossana Luttazzi: «Si tratta di composizioni che meritano di essere conosciute dal pubblico e che ora trovano nuova vita grazie alla penna di Gabriele Comeglio, uno dei più apprezzati arrangiatori della scena italiana, che ha studiato approfonditamente i manoscritti di Lelio. E sapere che questa musica verrà eseguita da una big band come la Jazz Company non può che farmi enorme piacere».Com’è noto, Lelio Luttazzi ha contribuito a fare la storia del cinema, della radio e della televisione in Italia. È stato uno dei grandi maestri della musica leggera e del jazz nel nostro Paese, regalando alle big band partiture raffinate ed eleganti, spesso ispirate alla tradizione americana, con un linguaggio sofisticato e irresistibile. Sua moglie Rossana è presidente della Fondazione Lelio Luttazzi, istituita nel 2010 con l’obiettivo di promuovere la cultura, l’educazione e la formazione musicale: «Grazie al Premio che porta il nome di mio marito ci proponiamo di scoprire e sostenere i nuovi talenti della musica italiana, in particolare i giovani autori pianisti jazz. I vincitori delle passate edizioni, da Manuel Magrini a Danilo Tarso, da Seby Burgio a Thomas Umbaca, da Vittorio Esposito a Giovanni Blanco, sono oggi tra i protagonisti della scena jazz nazionale».La Jazz Company diretta da Gabriele Comeglio è una delle più longeve formazioni italiane, con all’attivo oltre 500 concerti in Italia e all’estero e collaborazioni prestigiose con artisti di livello internazionale (Bob Mintzer, Dee Dee Bridgewater, Lee Konitz e moltissimi altri).Cantante e compositrice, Caterina Comeglio si è formata in ambito jazz prima al Trinity College di Londra e poi al Leeds College of Music. Fin da giovanissima ha condiviso il palco con artisti quali Bob Mintzer, Pee Wee Ellis, Franco Ambrosetti, Sarah Jane Morris, Massimo Lopez e Mika. Si è esibita in prestigiosi festival e rassegne (Bergamo Jazz Festival, Trieste Loves Jazz, Jazz Ascona, Notte di Note e Bucharest International Jazz Competition). Nel 2019 si è aggiudicata il Premio Lelio Luttazzi, nella categoria Cantautori, con il suo primo brano inedito intitolato Scheletri a ballare. -

Elena Andreoli quartet e Paolo Tomelleri a tutto swing domenica 15 febbraio allo Spirit de Milan
I musicisti eseguiranno alcuni brani dell’album “Beautiful Love”, firmato dalla cantante Elena Andreoli e dal clarinettista Paolo Tomelleri: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare alle composizioni di Duke Ellington e Irving Berlin. In scaletta anche alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti
MILANO – È in programma domenica 15 febbraio allo Spirit de Milan (inizio live ore 18.30, ingresso libero) il concerto del quartetto della vocalist Elena Andreoli (con Stefano Pennini al pianoforte, Raffaele Romano al contrabbasso e Alberto Traverso alla batteria) e del grande clarinettista Paolo Tomelleri, decano del jazz italiano.Nel locale di via Bovisasca 59, i musicisti proporranno alcuni brani tratti dall’album Beautiful Love di Elena Andreoli e Paolo Tomelleri, uscito lo scorso autunno e presentato al Teatro degli Arcimboldi durante il festival JAZZMI: un percorso nella Golden Era dello swing, con un’attenzione particolare ai brani intramontabili di Duke Ellington e Irving Berlin. Non mancheranno neppure alcuni standard rivisitati con arrangiamenti moderni e brillanti. Il risultato? Il repertorio classico è stato rivestito di nuove geometrie sonore, rendendo i pezzi originali più audaci e dinamici. Spiega Elena Andreoli, autrice jazz e cantante capace di mescolare in modo personale e convincente swing, blues, ragtime, bebop ed early jazz: «Beautiful Love non vuole essere solo un omaggio al passato, ma anche il manifesto di un jazz contemporaneo, fresco e potente. Abbiamo rielaborato il jazz e lo swing degli anni Venti e Trenta con energia e libertà, pur nel rispetto della tradizione. Nella scelta dei brani che compongono il mio album d’esordio e che propongo nei live ho privilegiato gli standard meno conosciuti e meno sfruttati, dando particolare importanza alle parole delle canzoni».È un periodo ricco di impegni e appuntamenti quello che sta vivendo la cantante milanese: dopo il concerto allo Spirit de Milan, infatti, Elena Andreoli sarà per due volte protagonista sui palchi itineranti del festival Dolomiti Ski Jazz, la manifestazione che da trent’anni porta la musica in alta quota, sulle Dolomiti trentine delle valli di Fiemme, Cembra e Fassa, direttamente sulle piste da sci. Elena si esibirà con il Trio Manouche in un omaggio al grande Django Reinhardt, insieme ai chitarristi Yann Maréchal e Davide Parisi, lunedì 9 marzo (ore 14) al Rifugio Fuciade, al Passo S. Pellegrino, in Val di Fassa, e martedì 10 (sempre alle ore 14) allo Chalet Caserina, in località Pampeago-Tesero, in Val di Fiemme.
Il mese successivo, inoltre, Andreoli volerà in Giappone per la prima tournée internazionale di Beautiful Love. Tre le date in programma: il 7 aprile a Yokohama, l’8 a Tokyo e il 10 a Osaka.Non solo: con il trombonista e compositore Andrea Andreoli, jazzista di grande talento, la vocalist milanese sta lavorando a un album di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Da segnalare, infine, che proprio con il trombonista bergamasco e con il batterista Alberto Traverso Elena ha firmato, come autrice, il brano Girl in the Mirror che interpreta nella commedia Stella gemella del regista Luca Lucini (con Margherita Buy e Laura Morante), presto sul grande schermo.
